(sopra, "Autrogrill", 2009, collezione personale Il_Paolo)
Si cambia e spesso si peggiora, perché la maggiore esperienza del vivere alza la soglia della sopportazione e alcuni vizi li fa apparire inezie, a volte perfino virtù.
Tra le cose che da ragazzo mi indignavano molte adesso mi sono indifferenti e qualcuna addirittura mi diverte.
E se spesso un uomo intellettualmente rigido come un ragazzo può evocare la tetra personificazione del tempo che passa invano, questa estrema disponibilità a rinnegarsi è più o meno lo stesso fenomeno per cui la schifezza del passato, che una volta veniva presa semplicemente per ciò che era - schifezza -, oggi arriva a generare idolatrie ed è alla base di un culto dell'immondizia che vediamo ampiamente diffuso.
Ma cambiare è la condanna e il privilegio dell'essere vivi, dell'essere sopravvissuti a coloro cui una vita più breve ha portato la disgrazia della perdita e la magra consolazione di una limpida coerenza
(A. Franchini)
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Concordo, in linea di massima, con lo scrittore partenopeo, ma ad ogni buon conto continuo ad "andare nell'Autosole che abbaglia/scoprendo con triste meraviglia/come tutta la vita e tutta Itaglia/sia in questo mio viaggiare una muraglia/che ha in cima tazze, bibite e camogli".
Cordialmente Vostro,
Il_Paolo