Chi è carlo cimmino

Mi versai dello scotch, ne buttai giù un po' e mi portai il bicchiere in bagno. Mi lavai i denti. Poi aprii un cassetto. Patti gridò qualcosa dalla camera da letto. Aprì la porta del bagno. Era ancora vestita. Mi sa che s'era addormentata senza neanche spogliarsi.
<<Che ore sono?>>, gridò. <<Gesù! Ho dormito troppo! Oh Signore! Non m'hai svegliato, accidenti a te!>>
Era furiosa. Se ne stava sulla soglia, vestita di tutto punto. Sembrava si preparasse ad andare al lavoro. Ma non aveva con sé il campionario, non aveva le vitamine. S'era svegliata nel bel mezzo d'un incubo, tutto lì. Si mise a scuotere la testa da una parte all'altra.
Non ne potevo più di quella notte. <<Tornatene a letto, tesoro. Sto solo cercando una cosa>>, le dissi. Feci cadere alcune cose dall'armadietto delle medicine. Cose che si misero a rotolare nel lavandino. <<Che fine hanno fatto le aspirine?>>, dissi. Feci cadere altre cose. Non me ne fregava niente. Le cose continuavano a cadere.