New Trolls: Concerto Grosso n° 2

Recensione di: Pibroch , (il 3 agosto 2006 in mattinata) | Voto: ●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di New Trolls Concerto Grosso n° 2

Così diceva: “To die, to sleep, maybe to dream…

Quel “Concerto grosso” che venne pubblicato tre anni prima nella sua evocativa cover nero-violacea segnò una pagina importante nel panorama musicale italico, sancendo ancor più il connubio rock-sinfonia classica. A tutt’oggi rimane il più noto ellepì dei new Trolls, nonché uno dei più limpidi lavori progressive nostrani.

La formula in tre atti accompagnata da riempitivi di qualità si rilevò insomma azzeccata, tanto che, “assoldato” ancora una volta il prode compositore Luis Enriquez Bacalov, il gruppo genovese decide di gettarsi nella realizzazione di un’improbabile seguito per quel capolavoro. I quattro veterani del primo capitolo (Vittorio De Scalzi, Nico Di Palo, Gianni Belleno, Giorgio D'Adamo) con un nuovo chitarrista, Ricky Belloni, si gettano in sala d’incisione: l’impegno c’è, ma la magia non sarà facile da ricreare.

Nel 1974 viene dato alle stampe quest’opera, nominata semplicemente “Concerto grosso n. 2”.
Il “1° tempo: vivace”, consueta apertura strumentale, parte con un famoso tema tastieristico, invero riuscito: fa sperare bene, anche per l’ottimo apporto degli archi. Coi minuti, però, il brano sembra perdere un po’ il filo, arroccandosi sulle percussioni e sui fraseggi della chitarra di Di Palo, fino a sfumare stancamente nel silenzio ed introdurre il delicato e francamente bello
2° tempo: andante (Most Dear Lady)”, dolce e melodica canzone caratterizzata dai celebri cori in falsetto tipici di questi bravi musicisti: molto belle ancora le aperture di archi e chitarra. A mio parere è l’episodio più rilevante del secondo concerto; concerto che termina più che degnamente con il
3° tempo: moderato (Fare Well You Dove)”. A seguito di un’ intro in falsetto, un efficace giro di chitarra accompagnato dagli effetti tastieristici introduce in uno strumentale evocativo in cui si intrecciano le trame dei violini e delle tastiere, cuciti magistralmente dalla sezione ritmica. Emerge ancora il giro di chitarra e poi il coro in falsetto, che sfuma infine nella ripresa del primo tempo.

Poi, c’è il resto dell’ellepì. L’espressione che ho usato è bruttissima, perdonate, ma tant’è: del resto, che fossero dei riempitivi fu chiaro a tutti già dal primo capitolo. In questo caso abbiamo 5 canzoni (più una fantomatica "Vento o cent'anni", evidentamente esclusa dalla rimasterizzazione: accetto lumi in proposito), di cui tre di spessore limitato ed anticipazioni della consueta deriva pop, brani magari anche belli, ma nulla più: sto parlando della dolce “Vent’anni”, dell’intensa “Bella come mai” e della corale “Let It Be Me”.
Molto bello è invece “Quiet Seas”, dove un’intro in piano accompagna una sofferta interpretazione fino ad uno strumentale orchestrale di grande impatto, che tornerà a farsi sentire nell’ultima, bellissima traccia dell’ellepì: “Le Roi Soleil”. Un crescendo strumentale guidato dalla batteria di Belleno divampa in un fiume tastieristico e quindi in una parte vocale immediatamente doppiata dai bellissimi cori in falsetto; segue una sezione centrale di puro delirio (ove tra gemiti acutissimi vengono citati in ordine sparso Richelieu, Cyrano de Bergerac, lo champagne, e via discorrendo) che, come qualcuno ha fatto notare (ma la cosa non passa inosservata), può ricordare i Queen di “Bohemien Rhapsody”. Infine, chiude il brano il maestoso tema musicale già ascoltato in “Quiet Seas”. Notevole, davvero notevole.

Questo è quanto: tornando ai concerti veri e propri, il numero 2, per quanto di qualità, nel suo insieme non riesce ad emozionare come il predecessore, in cui l’ispirazione di Bacalov e della band raggiunse l’apice. Forse è solo una mia impressione, ma già il fatto di dotare i singoli movimenti di titoli propri è indice di una disomogeneità di fondo che non s’avvertiva in precedenza (effettivamente a mio avviso “Most Dear Lady” è piuttosto slegata dalle altre due parti).
Rimane comunque un lavoro piacevole, seppur inferiore alle intenzioni che cotanta opera s’era prefissata: non da elogiare più del dovuto, ma sicuramente non da bocciare in canna, per la presenza di almeno due ottimi brani. Ed in ogni caso ve lo dovete beccare con il predecessore, visto che ormai si vendono insieme, i concertigrossi. Ed è un bene.

Dedicata al mio adorato troll di famiglia

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Sommario

New Trolls: Concerto Grosso n° 2;
Recensione di Pibroch per DeBaser
, 8/3/2006 10:07:00 AM (●●●)

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Artisti collegati: New Trolls «Dai, diciamo la verità: proprio niente male... Concerto Grosso 8++»

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Voti e commenti

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Ha ricevuto 13 voti validi, totalizzando una media di 4.31
L'opera è stata votata validamente 7 volte, ottenendo una media di 2.43

  1. FUSILLO | il 4 agosto 2006 dopo mezzanotte | Voto: 4 | Voto al Disco:

    Io avevo (non so più dov'è andato a finire, ma non fremo per ritrovarlo) il CD che contiene i due concerti. Sono entrambi molto pretenziosi (nel primo se non sbaglio c'è un brano dedicato a Hendrix sulla cui riuscita sorvolerei...) e quando sento i cori in falsetto dei New Trolls, che fecero pure scuola fra gli altri gruppi progressive italiani, mi viene da tapparmi le orecchie. Diglielo al tuo troll di famiglia, ma con simpatia eh... La rece comunque mi par buona.
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  2. STOOPID | il 4 agosto 2006 dopo mezzanotte | Voto: 4 | Voto al Disco:

    Belle parole.
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  3. BEATBOY | il 4 agosto 2006 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco:

    Rec buona. Il disco l'ho ascoltato qualche mese fa e credo che per la sua piatezza di atmosfere non me lo ricordi piu' di tanto, comunque concordo il primo "Concerto Grosso" è di gran lunga superiore.
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  4. LOGIC PROBE | il 4 agosto 2006 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco: 3

    Concerto che ebbe come scopo quello di risollevare le sorti di un gruppo finito troppo presto (colpevole a mio avviso De Scalzi e la sua voglia di poppetto-polpettone). Peccato, il disco è forzato e scompare sotto le macerie del primo concerto grosso. Re soleil è geniale, peccato che il resto del disco non ne sia all'altezza. All'epoca l'Italia faceva scuola...concerto grosso numero 1 non fu mai doppiato dagli inglesi che di fatto non riuscirono a creare nulla di simile! era un vero apripripista considerando gli anni. Accanto al concerto grosso ci furono altre 2 opere interessanti tra il '73 ed il '76, ovvero: Il Rovescio della Medaglia con Contaminazione (DA AVERE!!!) e gli Osanna con Milano calibro 9. Entrambi con un Bacalov in piena forma. Bella rece...peccato per Di Palo (erede italiano di Hendrix...sembra proprio lui alla chitarra) e co. che si persero troppo, troppo rapidamente!!
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  5. SHOOTING STAR | il 4 agosto 2006 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco:

    bravo
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  6. THIRDEYE | il 4 agosto 2006 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Io ho solo il primo concerto grosso dei new trolls, e credo che sia uno dei pochissimi esempi di contaminazione tra rock e classica in Italia nei '70. Un grandissimo disco che però mi sembra semi-dimenticato. Mamma mia, se ripenso a quelle chitarre che avevano lo stesso suono dei violini (non vi pare?) e le mega improvvisazioni in studio.....
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  7. ROBY86 | il 4 agosto 2006 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Segnalazione molto interessante. Non ho mai approfondito il discorso New Trolls. Però da quello che dici (ed anche da quello che dicono i commenti), punterò sul Concerto Grosso N°1.
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  8. LOGIC PROBE | il 4 agosto 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    a Ruby: Il concerto grosso n° 1 e 2 li vendono, adesso, in un unico cd, quindi li potrai ascoltare assieme. Nel primo ci sono 20 minuti di improvvisazione...MASSICCIA! A Third Eye: ti ho citato altri due dischi di piena contaminazione tra prog e sinfonica di gruppi italiani, in realtà negli anni '70 dopo il concerto °1 usciro diversi dischi che tentarono di ripetere l'esperimento...ma alla fine solo quei 3 citati in precedenza sono perfetti. Dagli un ascolto se puoi. Ciao :)
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  9. THIRDEYE | il 4 agosto 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Grazie per il suggerimento Logic Probe, vedrò di procurarmeli dai miei amici proggettari seventies.
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  10. ROBY86 | il 4 agosto 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Grazie per l'informazione Logic: averli tutt'e due su un unico CD me li farà ascoltare con più gusto, e mi faciliterà il paragone.
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  11. PIBROCH | il 4 agosto 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Grazie a tutti per i commenti :D
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  12. $FACE$ | il 5 agosto 2006 verso mezzogiorno | Voto: 5 | Voto al Disco: 2

    anke qst analisi, devo dire, molto dettagliata ma il disco: buone alcune ideee ed intuizioni ma.. ke delusione! (vedi Concerto Grosso n° 1)
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  13. THE GREEN MANALISHI | il 5 agosto 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 1

    La rece è bella Pibroch, ma il disco no!
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  14. JOE CAVALLI | il 8 agosto 2006 in seconda serata | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    Il concerto 1 è mezzo di improvvisazione. Se non fosse per Belleno quella parte sfiorerebbe il demenziale. Unica pecca dei NT, non hanno mai avuto UN chitarrista virtuoso come si deve e sul 2 se ne sente proprio la mancanza. E' un lavoro italian-kitch ma pregevole. L'ho ascoltato fino all'esaurimento. Bravo Pibroch.
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  15. PIBROCH | il 9 agosto 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Grassie.
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  16. MOZART61 | il 4 settembre 2006 in seconda serata | Voto: 4 | Voto al Disco: 2

    ...stavolta cercherò di essere breve:bravo recensore,belle parole e disco presentato più che degnamente...peccato che mi paia proprio la copia sbiadita del n.1....sono genovese,conosco bene Maurizio Salvi (di cui fui allievo di piano jazz in Conservatorio...un vero manico!)...e la sua assenza in questo n.2 si sente...eccome! Certo...Roi Soleil....gran pezzo,non c'è che dire!
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  17. PIPPOCALIPPO | il 26 ottobre 2006 in seconda serata | Voto: 3 | Voto al Disco: 2

    a me mi piace molto butterfly: mi ricorda i miei 19 anni (1987): infatti in quell'anno scoprii quest'album...su cassetta... I due Conderti Grossi cmq non mi sono mai piaciuti piu' del tanto...
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  18. THE GREEN MANALISHI | il 30 agosto 2007 verso mezzogiorno | Voto: 5 | Voto al Disco: 2

    Bhe forse 1 era un po' esagerato come voto, ma poco si salva da questo disco. Apparte il capolavoro LE ROI SOlEIL, il VIVACE e Fare you well dove. Basta.
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  19. PI-AIROT | il 30 luglio 2008 nel primo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 3

    Scopro questa recensione un po' in ritardo... però ho i "lumi" su "Venti o cent'anni". Il brano non faceva parte della scaletta originaria dell'album, ma è un singolo pubblicato nel 1971 (più o meno a ridosso del primo Concerto Grosso). Si tratta di un hard rock sofferto, con una grande prestazione vocale di Di Palo e momenti di grande aggressività (col flauto come strumento solista). Di quest'album a me piace molto anche "Vent'anni", momento riflessivo in linea con certe ricerche acustiche e progressive che si possono sentire sull'ultimo album degli Ibis.
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