Lust Of Decay: Kingdom Of Corpses

Recensione di: Tepes , (il 4 settembre 2006 verso mezzogiorno) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Lust Of Decay Kingdom Of Corpses

Che importa che domani debba affrontare un rigido test d’ingresso per una facoltà a numero chiuso? Ho appena elaborato un giudizio su questo disco e di certo il Brutal viene prima di un anno della mia vita… ”O Muse, o alto ingegno, or m’aiutate…"

I Lust Of Decay sono molto difficili da collocare temporalmente visto che hanno visto la luce nel 1996 ma non hanno pubblicato nulla fino al 2000: questo fa sì che risentano ancora delle influenze dei gruppi della seconda generazione di Brutal Death (quelli esplosi nella metà dei ’90 come Cryptopsy, Deeds Of Flesh etc) ma che inizino a guardare avanti alla stregua delle band dell’ultima ora. Il loro stile si compone di questi due inscindibili elementi, i “mores” tradizionali del Death Metal e la spinta a radicalizzare il sound tipico di quest’ultimo periodo. I canoni non vengono assolutamente stravolti né è riservato spazio alla contaminazione ma il prodotto nell’insieme suona come qualcosa di assolutamente nuovo e frizzante.

Questi cinque tizi vengono dalla Carolina, angolo degli Stati Uniti non certo famoso per il suo contributo nel panorama del metal estremo. Le ragioni topografiche e un destino decisamente avverso (ripetute entrate e dipartite di nuovi membri) hanno contribuito non poco al tardo debutto della band, avvenuto su un Lp dal titolo “Infesting The Exhumed” solo nel 2002. “Kingdom Of Corpses” è la loro seconda prova e risale al 2004; la band, rispetto all’esordio, si dimostra nettamente cresciuta e regala ai fan del Brutal Death più oltranzista un vero e proprio gioiellino. Tra i protagonisti di questo album c’è sicuramente una tecnica strumentale eccellente, attribuibile in particolar modo ad un batterista formidabile per quanto anonimo. Ma l'altro grande personaggio che co-domina con la perizia è l’impatto, degno dei migliori lavori dei migliori gruppi del passato. Questo cd, lungo tuta la sua durata, preferisce dare spazio alle sensazioni immediate piuttosto che a ragionati colpi emotivi e riesce in maniera incomparabile a generare una carica incontenibile. Niente sofisticherie strane, niente oceanici nichilismi, solo una fisicità instabile e rabbiosa, una bestia chiusa in gabbia e digiuna da giorni.

Il poco spazio riservato al sentimento è quindi completamente compensato da questa tendenza all’ipercinesi ed all’istinto, confermata da una produzione essenziale ma curata. O questo per lo meno è il primo livello di ascolto. Esiste infatti anche un secondo livello di ascolto; in questo album può trovare di che nutrirsi sia chi cerca la trasposizione in note di un raptus distruttivo, sia chi desideri mettere alla prova il proprio orecchio con delle prestazioni strumentali sopra le righe. A dispetto di quanto si potrebbe immaginare nel leggere che è un disco molto vigoroso, l’esecuzione non è sacrificata sull’altare della potenza e, allenandosi un po’, si possono scoprire le segrete meraviglie di “Kingdom Of Corpses”.

Il Drumming, che sulle prime sembrerebbe portare avanti quello che hanno fatto anni fa i maestri del Death, si rivela un mosaico di tempi dispari, accelerazioni, improvvisi stop, rari rallentamenti: soprattutto il nostro lascia che non sia la pedante esecuzione di tempi stereotipati a costituire la sezione ritmica delle dieci canzoni, bensì le sue personali invenzioni dietro alle pelli e dicendo questo faccio riferimento alle sue pressoché ininterrotte rullate e ai suoi lesti cambi. Naturalmente la sua bravura fa ricadere sui suoi compagni l’onere di essere all’altezza e, c’è da dirlo, non falliscono; entrambi i chitarristi seguono sfacciati le evoluzioni del batterista con un riffing altrettanto complicato, vario e perfettamente collimante.Discorso a parte invece per il bassista, il più progressista della band, che in due o tre episodi si lascia “sfuggire” qualche stacco dal vago sapore jazz (e mi sembra che questo dica tutto sulle sue doti). Leggermente sottotono, ma comunque discreta, la prestazione del cantante; il growling è molto longevo e profondo ma necessiterebbe di più verve e soprattutto più motilità. Non basta però questa piccola sbavatura a fare scendere il voto di “Kingdom Of Corpses”, un disco all’altezza di tanti altri sui quali piovono riconoscimenti in misura maggiore.

I Lust Of Decay fanno sapere al mondo che il Brutal Death è ancora in buona forma e non ha bisogno di tante cure o attenzioni raffinate per stare sulle proprie gambe e consegnare la sua buona dose di violenza sonora.

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Sommario

Lust Of Decay: Kingdom Of Corpses;
Recensione di Tepes per DeBaser
, 9/4/2006 1:46:00 PM (●●●●●)

Anno: 2004

Generi:

Informazioni nel web: sito della Comatose Records

Album collegati: Kingdom of Corpses

Artisti collegati: Lust of Decay (non è DeFinit_)

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Voti e commenti

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L'opera è stata votata validamente 2 volte, ottenendo una media di 2.00

  1. GEN. NORIEGA | il 5 settembre 2006 dopo mezzanotte | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Grande Tepes..domani al test d'ingresso "impalali" tutti! Se ti trovi a passare dalle parti di Panama fammi sapere che ti ospito nella mia lussuosa tenuta..anche se non è molto brutal!
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  2. KANNIATO | il 5 settembre 2006 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco: 3

    ...a che facoltà ti iscrivi? Cosi per curiosità. Come fai a trovare stimoli nel brutal, ormai (personalissimo parere) è saturo come tutti gli altri generi, non ha più molto da dire. Sforzandomi darei 3 a questo disco, ma 5 stelle (al pari dei capolavori) sono davvero troppe. Mi spieghi poi come fai a dire sempre c'è ci sono stacchi dal vago sapore jazz, il jazz lo conosci?
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  3. GALLAGHER87 | il 5 settembre 2006 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco:

    Buona recensione.....giusto perchè si è aperto l'argomento,io il test c'è l'ho il 12 (scienze della comunicazione)ma anche a me non mi frega più di tanto,difatti fra un pò vado a mare..
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  4. FICO & SEGA | il 5 settembre 2006 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco:

    ...che dire, tepes? questi ce li hanno fatti ascoltare una volta dei parenti che stavano all'obitorio, sinceramente non mi sento pronto per questo tipo di musica. Poi non so, magari Fico per ora sta provando Marylin Manson, ti facciamo sapere. Ottima recensione però, un beso from fico e sega
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  5. DREAMWARRIOR | il 5 settembre 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Test d'ingresso in Medicina o Professioni sanitarie?
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  6. PROF. BRUTAL | il 5 settembre 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Secondo me Tepes potrebbe essere un ottimo medico legale per le autopsie.
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  7. LEXUS | il 5 settembre 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    ogni individuo di debaser, che mi offende, prende per culo e critica in maniera strana i miei gusti musicali sarà ricoperto di insulti
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  8. CRONOS | il 5 settembre 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    Ok ,arrivo anch'io,secondo il mio modestissimo parere questo è uno dei miglior album brutal di sempre,segue un album poco ispirato come "Infesting The Exhumed" (sarà la produzione di merda ma dopo due pezzi quell'album m'ha rotto) e fa da ponte all'ultimo "Purity Through Dismemberment" ,grandissimo album anche se non a livello del precedente,quoto i pareri di Tepes sul batterista ,un mostro,basta sentire che combina sù "Used,Abused and Left For The Dead" dei Lividity,altro grandissimo album e probabilmente una delle migliori conferme del 2006,da evitare invece a mio parere "Essence Of Brutality" dei Domination Through Impurity ,c'è la batteria ultra triggerata ,che schifo ... mah
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  9. TEPES | il 5 settembre 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    certo kannato che conosco il jazz per chui mi hai preso.Inoltre io di stimoli ne trovo e ne trovo tanti, chi non ne trova è perchè non è avvezzo al genere.Ma l'hai sentito sto disco o no...perchè se gli dai 3 e mi chiedi dove siano gli stacchi jazz mi sorgono dubbi.CRONOS i lividity non mi piacciono, mi ricordano proprio quel poco ispirato "Infesting the exhumed" di cui parli tu.in ogni caso ringrazio tutti...comunque era proprio medicina ma credo che mi sia andato uno schifo
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  10. KANNIATO | il 5 settembre 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    certo che l'ho ascoltato, per chi mi prendi. Il discorso jazz non era tanto legato al fatto che qui non ci sono gli stacchi, ma definirli sempre dal sapore jazz in ogni recensione che fai, per dire che il bassista è bravo mi sembra un tantino esagerato tutto qui. E comunque avvezzo o no al genere è un discorso che qui non vale. Sono avvezzo a tanti generi, e in un disco di brutal cosi recente francamente non ne trovo. Non che non valga o non sappiano suonare, ma 5 stelle è come se fosse al pari dei Criptopsy o dei Suffocation, o delle pietre miliari del genere. Tutto qui
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  11. KANNIATO | il 5 settembre 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    ...francamente non trovo stimoli volevo dire
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  12. TEPES | il 5 settembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    allora mi sorge il dubbio che tu non conosca il jazz...poi per me 5 stelle le vale eccome, cazzo!Un disco così nel 2004, considerato che la scena è piatta, vale un qualsiasi "effigy of the forgotten"
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  13. KANNIATO | il 5 settembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    non ti chiedo di farmi dei nomi, perchè sarebbe fin troppo facile cercare su questo sito o su gooogle oggi come oggi...ma dalla tua frequentazione qui su de-baser non mi pare di aver capito che sei un cultore del jazz...quindi la tua esperienza in tal senso è sicuramente inferiore a quella metal, e probabilmente inferiore alla mia visto che non ho più 19 anni da un bel pezzo... Comunque la tua frase sulla scena piatta avalla perfettamente i miei post precedenti. Poi, come fai a dire che un disco pubblicato 13 anni dopo vale come effigy of the forgotten, uscito praticamente quando i lust ancora dovevano nascere...Dici piuttosto che ti piace, che fa pogare da matti, che spakka (come dite voi giovini) ma non che vale come effigy, ma dai...
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  14. VINCENT VALENTINE | il 5 settembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Tepes, cinque a occhi chiusi per l'introduzione su musica / scuola.
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  15. CRONOS | il 5 settembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    eheh Tepes con l'ultimo album sono cambiati tantissimo ,non so se lo hai già sentito ma se la risposta è no ti consiglio di darci una sentita.Sono diventati delle macchine da guerra anche loro :)
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  16. TEPES | il 6 settembre 2006 in seconda serata | Voto: 1 | Voto al Disco: 1

    si va bene kanniato, hai ragione tu.Abbasso i Lust Of Decay!!!!Lust Of decay bastardi!!!CRONOS infatti io ho sentito solo i primi.Provvederò
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