Poeti Onirici: L'aria Che Respiro

Recensione di: Baz , (il 19 settembre 2006 dopo mezzanotte) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Poeti Onirici L'aria Che Respiro

Ciao a tutti, ed eccoci con un disco che nel genere è senza dubbio fra i migliori che abbia mai sentito... si tratta del primo ed unico cd dei "Poeti onirici", intitolato "l'aria che respiro". Innanzi tutto loro sono 3 ragazzi e una ragazza calabresi, immersi in una società che loro spesso denunciano, avvolta dalla mafia, e dai problemi di cui purtroppo tutti noi siamo a conoscenza nel sud del nostro paese.

Il cd è piuttosto diverso dai classici cd rap italiani, sia nelle basi che nei testi: nelle prime troviamo molte parti fatte a piano, oltre ai classici "tumtumcha", e nei testi c'è una gran ricerca di poesia oltre alla aggressività di altri. Cercherò ora di elencare e descrivere le traccie, dato che secondo me ognuna di esse ha un qualcosa da raccontare: "Straniamento", il pezzo più cantato dalla ragazza (fra l'altro con un'ottima voce), molto carino musicalmente, tratta di un "viaggio mentale"; "Suspiria prufundis", uno dei miei preferiti, un inno alla notte con bellissimo ritornello cantato in inglese; "Ritorno al crepuscolo", un pezzo che non mi dispiace, con una metrica piuttosto strana ma articolata, che all'inizio va molto veloce; l'unico difetto è che questo è il classico rap di "autoelogio" da parte degli autori; "L'aria che respiro", che da il titolo al cd, è un pezzo piuttosto poetico e orecchiabile; "La mia realtà", il primo pezzo di denuncia: ce l'hanno non solo con la situazione al sud, ma con quelli che vanno orgogliosi di esserlo solo quando li fa comodo; "Dolce stilnovo", la canzone con il testo che raggiunge l'apice più alto di poesia in tutto il cd: dialettica impressionante; "Momenti che non tornano", carina, con pezzo in francese, e abbastanza orecchiabile il ritornello; "Liber chronicon", il pezzo di sicuro più aggressivo con la maggior carica di tutto il cd, dove viene detto di "eliminare" (immagino solo musicalmente) qualche "scarso"; "Non risveglio", la mia canzone preferita: ci si chiede se sia meglio vivere in un eterno sogno, oppure stare in questo orrendo mondo; "Rilassato come non mai", inno alla "southside", ovvero come chiamano la spiaggietta dove trascorrono tempo aprendo la mente ai più disparati pensieri; "Vedo il buio", altro inno all'oscurità, elogiandola perchè non vedendo ciò che hai davanti puoi immaginarti di tutto; "Niente di importante", anche questa con pezzo in francese, anche questa molto aggressiva, contro le persone che non hanno mai considerato di valore gli autori nella vita; "Portami con te", si chiude con un pezzo molto romantico, orecchiabile, e dalle bellissime parole.

Insomma un disco senza dubbio consigliato agli amanti del genere, ma anche se non lo siete state pur tranquilli che qui potete trovare tantissime belle parole!!! ciao e a risentirci

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Sommario

Poeti Onirici: L'aria Che Respiro;
Recensione di Baz per DeBaser
, 9/19/2006 1:18:00 AM (●●●●●)

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Voti e commenti

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Ha ricevuto 2 voti validi, totalizzando una media di 2.50
L'opera è stata votata validamente 2 volte, ottenendo una media di 3.50

  1. FLAVIO OREGLIO | il 19 settembre 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Ma non erano catartici?
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  2. NICKGHOSTDRAKE | il 19 settembre 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    sembrano abbastanza penosi...
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  3. PUNTINICAZPUNTINI | il 19 settembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    << oltre ai classici "tumtumcha" >> Eh già, i classici tumtumcha. Classici, come un Roiff od un asseillo di chitarra, come una leina di basso, come un dompadompa di batteria. Quando una cosa è classica, è classica.
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  4. ZION | il 19 settembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 2 | Voto al Disco: 3

    I Poeti Onirici! Ricordo anche vagamente il video del singolo omonimo, oscuro ed angosciante al punto giusto.. L'album nel complesso non è male (lo ascoltai all'epoca, appena uscito), ma probabilmente pecca di un'eccessiva inesperienza dei quattro calabrisi, sia al microfono che alle produzioni. Il potenziale c'era, insomma, peccato che non l'abbiano sviluppato in qualcosa di più concreto e maturo negli anni successivi. La rece mi sembra un pò frettolosa e un pò avida di parole per un album non eccezionale, ma che avrebbe meritato un discorso senza dubbio più approfondito..
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  5. PIMPTOM | il 24 settembre 2006 in prima serata | Voto: 3 | Voto al Disco: 4

    buon disco
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