Cirith Ungol: One Foot In Hell

Recensione di: Bartleboom , (il 16 dicembre 2006 nel primo pomeriggio) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Cirith Ungol One Foot In Hell

Un piede all'inferno i Cirith Ungol l'hanno avuto in pratica per tutta la durata della loro carriera. Ignorati dal pubblico, bistrattati dalla propria casa discografica, destinati a non raccogliere mai i frutti della propria creatività, hanno rappresentato il lato più oscuro, l'anima tormentata e decadente della scena epic metal statunitense anni '80.

Sotto la guida di Jerry Fogle, chitarrista geniale e visionario, la band di Ventura ha saputo dipingere con vivida solennità quadri sonori intrisi di malvagità degenere, asfittici ma anche esaltanti per l'ascoltatore, affreschi di un'epicità fiera e mai banale, in cui sono confluite molteplici fonti di ispirazione, musicale e non: l'hard rock e la psichedelia dei seventies, in primo luogo, cui va attribuito il merito di aver imbastardito il tipico heavy metal sound, conferendogli un retrogusto visionario e malato (sentasi, tra l'altro, il suono decisamente "acido" delle chitarre), ma anche la lezione della NWOBHM, cui, perlomeno nella seconda fase della loro discografia, i Cirith Ungol hanno saputo pagare il giusto tributo, peraltro senza a nulla rinunciare in termini di personalità e originalità.

Il vero valore aggiunto, però, lo ha rappresentato, a mio avviso, la scelta di intingere la propria musica con quello sconfinato fatalismo, con quella sorta di "pessimismo cosmico" che pervade la saga dell'antieroe moorcockiano Elric, principe albino di Melnibonè, nato debole in un corpo inadatto a contenerne la furia, costretto a legare il proprio destino a quello della spada nera Stormbringer (in italiano, con traduzione discutibile, "Tempestosa"), in grado di nutrire, con l'anima delle proprie vittime, chiunque la brandisca. Teatro delle gesta di Elric è una terra devastata dalla depravazione umana, in cui ben poco spazio possono trovare i sentimenti positivi: un quadro allucinato e malvagio (tra l'altro egregiamente riprodotto dall'artwork del grande Michael Whelan), che ha finito per infettare il sound della band con spunti lisergici e paranoici, conducendolo, il più delle volte, verso un doom profondamente decadente e fatalista.

Proprio in tale contesto, emerge l'imprescindibilità del leggendario Tim Baker: cantante unico nel suo genere, dotato di una voce roca, ma acutissima, interprete perennemente sopra le righe (grazie anche ad un uso smodato del riverbero), talvolta, va detto, tutt'altro che piacevole. Il suo cantato è puro dolore coartato in linee vocali, il suo timbro e le sue urla veri croce e delizia del Cirith Ungol sound: agghiacciante ed irresistibile per gli estimatori, quanto ridicolo e fastidioso per i detrattori, ha sempre rappresentato il vero marchio di fabbrica della band, rimanendo, nel corso dei decenni, inimitabile ed inimitato.

Tutto questo lo si ritrova in "One Foot in Hell", pubblicato nel 1986, in un America sconvolta dal delirio thrash Bay Area, a tre anni di distanza da quello che in molti considerano il capolavoro di Fogler e soci: "King Of The Dead" ('83). Con questo disco il gruppo decide di smussare leggermente le asperità del proprio approccio musicale: le sonorità più prettamente doom del disco precedente vengono ora affiancate da momenti e brani più tirati e "classici". L'opener "Blood And Iron", in pratica una classica cavalcata maideniana in salsa epico-orrorifica, il mid up tempo "War Eternal" (il cui riffing ricorda vagamente alcune cose dei Rainbow), e persino il brano più debole del pacchetto, "100 Mph", sono chiari esempi della volontà della band di pigiare il piede sull'acceleratore, di aumentare i ritmi della propria produzione, forse nel (vano) tentativo di uniformare la propria offerta musicale ai gusti del pubblico. Il risultato, sebbene privo di quell'aurea tragica e angosciosa che caratterizzava i brani del passato, è decisamente buono: Fogle è un chitarrista eccezionale (e l'assolo conclusivo di "War Eternal" ne è la prova più lampante) e, in generale, tutta la band si dimostra piuttosto a proprio agio anche in ambiti più tradizionali.

Ma è solo quando i ritmi rallentano che paiono davvero aprirsi le porte dell'inferno per lasciare scaturire i capolavori: "Doomed Planet", la title track "One Foot In Hell", la caotica "The Fire" sono paludi d'odio e sadismo in cui la band sembra trovare il proprio ambiente naturale, il terreno più fertile per musicare l'apocalisse. Ed è proprio in questo quadro che tutta la cifra musicale dei Cirith Ungol sembra volersi condensare in due canzoni: "Chaos Descends" e "Nadsokor". La prima, marcia funebre per l'umanità dal riffing solido e ipnotico, rimarrà tra i punti più alti di tutta la produzione della band. La seconda è semplicemente tra le più belle canzoni metal che siano mai state scritte: una cattedrale sonora, fondata su un attacco di batteria che cresce come la furia di un esercito in marcia, su un riff efficacissimo quanto esaltante nella sua semplicità, devastata dalle urla di Baker, ridotta in macerie dall'intrecciarsi delle chitarre nell'ispiratissimo finale assolistico. Il concetto stesso di heavy metal viene concentrato in 4:44 di odio e melodia, dolore e passione: imprescindibile per chiunque voglia ascoltare questo genere.

La maledizione dei Cirith Ungol finì per investire anche "One Foot In Hell". Le leggende narrano che, per pagarsi lo studio di registrazione, Baker e soci furono costretti a fare i venditori porta a porta di cosmetici, il disco, una volta pubblicato, non ebbe il successo che avrebbe meritato e la band dovette aspettare ben cinque anni, e sopravvivere all'abbandono di Fogle e del carismatico bassista Flint, prima di vedere pubblicato l'ennesimo capolavoro sfortunato della propria discografia ("Paradise Lost" del '91, penalizzato da una distribuzione poco più che rionale).

Il 20 agosto 1998, a causa di un'insufficienza epatica, moriva Jerry Fogle. Si dice che per pagarsi le spese mediche abbia dovuto vendere tutti i cimeli che gli rimanevano dai gloriosi tempi dei Cirith Ungol.

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Sommario

Cirith Ungol: One Foot In Hell;
Recensione di Bartleboom per DeBaser
, 12/16/2006 2:25:00 PM (●●●●●)

Anno: 1986

Generi: ,

Informazioni nel web: Cirith Ungol

Album collegati: One Foot in Hell

Artisti collegati: Cirith Ungol «Insomma: forse a questi la fica piace davvero!»

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Voti e commenti

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  1. CTHULHU | il 16 dicembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    bravo,complimenti.ottima recensione!!!il disco è un piccolo gioiellino dimenticato dai più.trovato in un mercatino dell'usato al vile prezzo di 3 euro e mezzo...
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  2. FIDIA | il 16 dicembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Ottimo ed enciclopedico come sempre.
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  3. HELLRING | il 16 dicembre 2006 in prima serata | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    ...
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  4. THETROOPER | il 17 dicembre 2006 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Bella rece,magari le scrivessi io così..mi vado a vedere le altre che hai scritto
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  5. CICO FELIPE CAYETANO LOPEZ MARTINEZ Y GONZALES | il 17 dicembre 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco: 3

    Esagerato!
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  6. BARTLEBOOM | il 17 dicembre 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Bravo Cico Felipe!!..c'hai preso di brutto!in effetti questa recensione è dai toni volutamente fin troppo entusiastici: il disco, personalmente, avrebbe meritato un semplice "4", se non altro vista la produzione oscena (a cui non ho fatto alcun cenno..). Ma poi ho pensato: 1) che la band merita 2)che sono stati fin troppo sfigati 3) che in questo sito sono tutti talmente presi ad ammazzarsi per decidere se con l'ultimo disco gli Iron si siano evoluti o meno, o se i SOAD si siano venduti o meno etc etc che va a finire che di certi dischi e di certi gruppi non si parla mai. Quindi checcacchio!!Mi ero ripromesso di non scrivere più recensioni per dischi metal, almeno per un bel pò.. ma in queste settimane l'andazzo del sito è stato sconfortante!!quindi mi sono detto: facciamo una rece sborona su un gruppo che piace a me, tanto non se la cagherà nessuno!Discorso diverso per quanto riguarda Nadsokor: ribadisco, per me è tra le dieci più belle canoni metal di sempre!!Ciao!!
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  7. BONNY91 | il 17 dicembre 2006 verso mezzogiorno | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Complimenti per la passione e la (voluta)sboronaggine!anche se sarà difficile,cercherò di sentire qualcosa di questo gruppo..non voto il disco perchè non ho mai sentito neanche una canzone dei cirith ungol..però mi attirano già dal nome tolkieniano..ciao
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  8. EL MATADOR | il 17 dicembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    hmmmmm........nome rubato pari pari dal signore degli anelli, ma fa niente. Devono essere bravi.
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  9. BISIUS | il 17 dicembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    La recensione è da mettere fra le consigliate, penso proprio di farlo. Per quanto riguarda il discorso sui gruppi simil-metal ecc. ecc: è vero, si discute fin troppo spesso di Iron Maiden e SOAD. Anch'io mi sono un po' stancato, e presto recensirò un album coi controcazzi scandalosamente ignorato da tutti. Magari lo conosci anche tu, Bartle. Il genere è quello del metalcore, quindi mezzo terrorismo sonoro.
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  10. ANTI METAL | il 17 dicembre 2006 in prima serata | Voto: | Voto al Disco: 5

    faccio delle scuregge che sono molto più musicali di questi invasati quelle si che sono epic! avranno avuto un piede all'inferno ma il resto del corpo era nella rete fognaria...
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  11. CONDORBARS | il 17 dicembre 2006 in seconda serata | Voto: 5 | Voto al Disco:

    very nice
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  12. THE GREEN MANALISHI | il 17 dicembre 2006 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    Ciao Bertleboom, come va? tutto a posto? Recensione scritta alla grande come al solito! Ci vediamo!
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  13. OCRAM | il 18 dicembre 2006 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco:

    azz... volevo farla io questa Bartle... dato che quella di KOTD c'era già... mannaggiaate... :-)))... comunque sei stato bravissimo come sempre... recensione da serie A per un disco che considero (e credo di essere l'unico) il capolavoro dei Cirith... penalizzato da una produzione ignobile... vabbè... tanto non se li è mai cagati nessuno più di tanto... sarà la solita maledizione dei metallari... comunque, ottimo Bartle... e ben tornato... era un pò che non ti vedevo in giro...
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  14. THE GREEN MANALISHI | il 18 dicembre 2006 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco:

    ops
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  15. CICO FELIPE CAYETANO LOPEZ MARTINEZ Y GONZALES | il 18 dicembre 2006 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco:

    Comprendo.
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  16. BARTLEBOOM | il 18 dicembre 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    Saluto e ringrazio tutti coloro che sono apparsi su questa pagina, omaggiandola con commenti e voti davvero lusinghieri: grazie mille a tutti (in particolare ai soliti aficionados!)!!Ultimamente - tra casini sul lavoro e una montagna e mezza di impegni - la mia ispirazione recensorea se ne è andata un pò a donnacce, tant'è che anche questa non mi pare, in tutta sincerità, essere uscita particolarmente bene!:DDD!!!Come ho già detto avevo in mente di darci un taglio con le rece metal, ma mi sembra che rispolverando un pò i vecchi amori mi stia tornando la voglia di scrivere... Mah!Vedremo!@ocram: ma sai che mentre la scrivevo ho proprio pensato:"secondo me questa la vorrebbe scrivere ocram..."!!:DD!Sorry!!Ciao!!
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  17. BISIUS | il 18 dicembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Peccato però per la colonna di destra.
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  18. FRANCESCOBUS | il 21 dicembre 2006 verso mezzogiorno | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Il Bartle vecchio stile che adoro;rece che invoglia ad ascoltare il disco e che spiega assai bene cosa abbiamo di fronte.Ottimamente scritta,bravo prof.Bartleboom,per me un grande insegnamento su come scrivere una rece.Ciao e a presto!
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  19. FRANCESCOBUS | il 27 giugno 2008 all'alba | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    Ascoltato stamattina in auto. La parte musicale è favolosa, scatena in me tante visioni e sensazioni lugubri, la voce mi piace ma alla lunga (de gustibus però) stanca e forse il disco non ha avuto il successo che merita proprio per questo. E' stato un piacere ascoltarlo, me lo riascolto con un cielo carico di pioggia e poi vediamo. Parlando di voci ho asscoltato i primi due dischi solisti del bassista dei Dire Straits, ma la voce non mi piace proprio...ecco quella proprio no. Ciao!
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  20. PI-AIROT | il 22 luglio 2008 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    "War Eternal" è fra i miei brani metal preferiti. Magari tutte le band metal avessero la loro stessa passionalità visionaria...
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  21. LUCAGIURATO | il 30 luglio 2008 all'alba | Voto: 4 | Voto al Disco:

    sembra interessante, cierchierò.
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  22. DEFENDER85 | il 1 settembre 2008 verso mezzogiorno | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    ...adoro questo Epic Metal!! altro che le cazzate pseudo-epic che escono oggi, tutte dragoni, spadoni e cavalieri recchioni!
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  23. KEMBRUCK | il 30 ottobre 2008 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    Ottima recensione! Complimenti davvero sentita e un pò triste nel finale (sigh!).. Venendo all'album lo credo un gradino inferiore a king of the dead, ma pur sempre un grande lavoro. Nadsokor, chaos descends, war eternal, one foot in hell.. strepitose!!
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  24. PIBROCH | il 11 febbraio 2009 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Oscenamente bello. Il nome della band, poi, è spettacolare: se la gioca coi "Wuthering Heights", a mio vedere. Quando ho ascoltato per la prima volta "Chaos descends" ricordo che, al termine, impressionato, quando ho visto che durava meno di 5 minuti ci sono rimasto male... che brano! Ma "Madsokor" è ancora meglio.
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  25. PIBROCH | il 22 febbraio 2009 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    Ops, "Nadsokor", ovviamente! A proposito: ottima recensione, bravo.
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