Neil Young & Pearl Jam
Mirror Ball

Recensione di novalis

Neil Young & Pearl Jam - Mirror Ball (1995)

La grandezza di un musicista e in questo caso di Neil Young sta nel non fossilizzarsi in stereotipi musicali. "Mirror Ball" è il disco che conferma questa regola.

L'immagine ancora saldamente radicata nella mente di molti è quella del cantautore triste e solitario di "Harvest" (1972), del cantautore pacato di "Comes a time" (1978), o del vecchio bisonte che combatte la ruggine di "Rust Never Sleeps" (1979). Anche se tuttavia già nel corso degli anni '70 Young aveva ripetutamente cercato di ridefinire il proprio ruolo e la propria statura umana e artistica attraverso scelte radicali ed estreme, a volte tutt'altro che popolari. Non bisogna dimenticare che all'epoca l'uscita di dischi ora osannati come "Times Fades Away", "On The Beach", e soprattutto "Tonight's The Night" furono salutati come dei funerali artistici del canadese. Negli anni '80 e successivamente, il compito è stato quello di demolire riuscendoci quella popolarità che gli derivava da un passato così glorioso. E disco dopo disco Neil non sbaglia un colpo, "Freedom", "Weld", "Harvest Moon", diventano sfide personali per dimostrare a se stesso che è ancora in grado di fare buona o meglio ottima musica.

Questo lavoro, potente, elettrico e carico di adrenalina è un'altra ennesima sfida, data soprattutto dal fatto che non si affida ai soliti amici "Crazy Horse", ma ad un gruppo molto in auge: i Pearl Jam. "Mirror Ball" mette in sintonia due diverse generazioni, incastrandosi perfettamente l'uno nell'altro, come se da sempre la band di Seattle fosse il gruppo di Young.

Tutti gli undici brani del disco sono scritti da Young. Il brano di apertura "Song X" è di presa immediata, potente e fresco, un valzer tipicamente younghiano. "Act Of Love" splendido brano, è un magma sonoro incandescente, con tre chitarre elettriche che impazziscono inseguendosi e disegnando un suono sporco e ruvido, la voce del canadese è acuta e la parte strumentale dei Jam è semplicemente perfetta. "I'm The Ocean" altro brano elettrico ed epocale, il suono è poderoso, i Pearl sono lanciati come una locomotiva a tutta velocità, la voce di Neil è superba, vibrante, è un brano capolavoro. "Big Green Country" è più morbido dei tre precedenti, scorre come un fiume in piena, trasportato nella corrente dalle chitarre dei Jam che bene sanno fare la band al servizio del canadese. "Truth Be Known" altro grande scenario sonoro. Nostalgica e piena di pathos la chitarra elettrica è quella di Young e si sente nel modo di suonare unico e personale. E' una ballata vecchio stampo adatta comunque al tempo reale. Unica e secondo capolavoro dell'album. "Downtown" è il brano più stonesiano del disco (non dimentichiamoci che Young è un loro grande fan). La canzone è possente, solida e piena di feeling. La voce esile di Neil lascia spazio alle jam chitarristiche dei Pearl per un altro grande brano.

La settima composizione dell'album "What Happened Yesterday" dura appena trenta secondi, è un frammento triste ed intenso, per poi passare a un diluvio sonoro che è "Peace And Love" con la voce di Eddie Vedder (finora relegato ai cori). Il brano è sempre molto elettrico e malinconico, i riff chitarristici danno uno spessore a questa canzone da renderla superlativa e grande composizione. "Throw Your Hatred Down" ricorda le cavalcate sonore chitarristiche che solo il nostro canadese ci ha saputo regalare. L'esecuzione è da manuale, con il motivo centrale ripetuto più volte e quindi più facilmente memorizzabile. Il penultimo brano "Scenery" è un ricamo intrecciato. Le tre chitarre si rincorrono e si incrociano, creando un fondo emozionale prima di lasciarci con l'ultimo brano del disco che porta il titolo di "Fallen Angel", novanta secondi di organo a canne con la melodia che ci richiama "I'm the ocean". Finale breve ed intenso che probabilmente è dedicato allo scomparso Cobain.

Un disco di puro rock, esaltante e coinvolgente. Un altro grande disco dell'intramontabile canadese, con i Pearl Jam non come bonus, ma come colonna portante dell'intera opera. Una collaborazione fra vecchio e nuovo per creare una musica poderosa e sana per le nostre orecchie e la nostra mente.

DeBaser, .

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Voti: 15, Media: 4.27

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Commenti (TrentaCinque)

Doctor J

Doctor J

Opera: Recensione: 24 settembre 2007 14:34

«Lo devo avere»
GrantNicholas

GrantNicholas

Opera: Recensione: 24 settembre 2007 15:01

«Mamma mia, bellissimo!»
c'è

c'è

Opera: Recensione: 24 settembre 2007 15:27

«bella lì, Downtown è il pezzo più verso i Led Zeppelin che non i Rolling Stones: "Jimi's playin' in the back room/Led Zeppelin on stage"»
alessioIRIDE

alessioIRIDE

Opera: Recensione: 24 settembre 2007 15:39

«interessante..»
CaptainHowdy

CaptainHowdy

Opera: Recensione: 24 settembre 2007 15:39

«mmm,mai piaciuto piu' di tanto per i PJ e' stato praticamente l'inizio della fine.»
Festwca

Festwca

Opera: Recensione: 24 settembre 2007 15:58

«Il disco è molto bello, forse non da quattro ma poco ci manca. La rece c'era già, ma sempre meglio che la decima su Ride the Lightning :) Non sono d'accordo sul definire Downtown un capolavoro (addirittura?), anzi secondo me è uno dei punti morti del disco. Il miglior Neil dei 90s rimane Sleeps with Angels.»
MetallaroBionico

MetallaroBionico

Opera: Recensione: 24 settembre 2007 16:00

«dementemastella.blogspot.com, clementepastella.blogspot.com e ceppalonisburning.blogspot.com . Sempre sia lodata la rete!!! :)»
Night87

Night87

Opera: Recensione: 24 settembre 2007 16:11

«Classico disco da 4 con momenti ispiratissimi»
currahee72

currahee72

Opera: Recensione: 24 settembre 2007 17:37

«Un disco ruvido,sporco,diretto,visceral e. Un disco che rispecchia l'idea vera di rock'n'roll. Neil Young fa suonare i grandissimi P.J. come se fossero una versione dura dei Crazy Horse. Un grande lavoro. Molto bella anche la recensione. Bravo!»
currahee72

currahee72

Opera: Recensione: 24 settembre 2007 17:40

«Mi scuso ma preso dall'enfasi, ho scordato il voto. Sorry.»
speedsound

speedsound

Opera: Recensione: 24 settembre 2007 18:15

«Meglio gli album fatti coi Crazy Horse, meno monolitici dei PJ»
Deneil

Deneil

Opera: Recensione: 24 settembre 2007 19:06

«3..non di più..neil e pearl jam sono i miei idoli e da questo incontro poteva venirne fuori senza dubbio qualcosa di meglio..i jam sembrano troppo squadrati rispetto ai crazy horse e vedder viene rilegato in un angolino, oltre a questo neil decise di registrare il tutto con la voce moooolto più bassa degli strumenti e quel che ne è venuto fuori non è proprio il massimo..ma d'altronde venne tutto registrato in 4giorni(!!!!!!!)..insomma un disco da…»
Slim

Slim

Opera: Recensione: 24 settembre 2007 20:12

«Rispetto a quello che venne prima questo è poca cosa..... alcune buone canzoni ci sono però ODIO I PEARL JAM! 2 e 1/2»
sickman_84

sickman_84

Opera: Recensione: 24 settembre 2007 22:47

«Riot Act da avere?? No Code no?? ahahah.. perdona la mia risatina, de gustibus.. Mirror ball ? Da 3, se proprio non ho voglia di riascoltarmelo deve esserci un motivo..»
Deneil

Deneil

Opera: Recensione: 24 settembre 2007 23:15

«acc...no code..senza dubbio prima di riot ac,,anch' esso da avere secondo me..be dai su più di 10 album citati a memoria uno m' è scappato!Chiedo perdono!»
Night87

Night87

Opera: Recensione: 24 settembre 2007 23:18

«Deneil e Harvest dove lo mettiamo?»
Deneil

Deneil

Opera: Recensione: 24 settembre 2007 23:27

«harvest....mah..guarda se hai ascoltato tutto neil come ho fatto io harvest scivola molto in bassi, disco fatto quasi per forza, per seguire la scia dell' infinitamnte superiore after the gold rush, contento che abbia notato la dimenticanza, era voluta e provocatoria, be anche lui però viene prima di mirrorball..si viene anke lui prima di sicuro!»
Night87

Night87

Opera: Recensione: 24 settembre 2007 23:35

«Beh non condivido, certamente non è il migliore ma è un grande disco in ogni caso. E il peggiore di Neil quale sarebbe? Lo preferisci elettrico suppongo alla fin fine»
Deneil

Deneil

Opera: Recensione: 24 settembre 2007 23:47

«nono lo apprezzo troppo in tutte e due le vesti!il peggiore..be..landing on the water è una bella botta..brutto tutto..trans secondo, ha dei momenti davvero piacevoli,terzo direi old ways per la mancanza di ispirazione totale, poi everybody' s rockin che però apprezzo come scherzo a geffen che lo fece incazzare parecchio in quel periodo. Tra i dischi da avere assolutamente l' ultimo uscito live at massey hall, a mio parere addirittura superiore a after the gold…»
Night87

Night87

Opera: Recensione: 24 settembre 2007 23:58

«Io direi Old Ways(country insopportabile), Landing on Water è indecente ma qualche leggerissimo barlume c'è, Trans è coraggioso e ci sono dei bei momenti, Everybody's Rockin è uno scherzo bello e buono.»
donjunio

donjunio

Opera: Recensione: 25 settembre 2007 00:02

«Beh "Harvest" pur non raggiungendo le profondità degli autentici capolavori di Neil l è comunque un lavoro fantastico.....la sola triade di chiusura "Alabama", "The needle and the damage done" e "Words" mi fa venire la pelle d'oca a 13 anni dal primo ascolto. Su "Live at the MAssey HAll" De-neil non ha tutti i torti: infatti David Briggs, lo storico produttore di Neil, avrebbe voluto a suo tempo pubblicarlo al posto di "Harvest", e lo…»
Deneil

Deneil

Opera: Recensione: 25 settembre 2007 00:08

«eh già il buon vecchio neil con le sue scelte strampalate..e il buon vecchio donjunio che sembra abbia le stesse notizie da dove le prendo io dato che dice sempre le stesse cose che direi io (ma questa di Briggs era in copertina non vale!), comunque ti do ragione sul trittico di harvest!Sui peggiori è sempre facile andar d'accorod..è sui migliori che ci si inceppa..voi che dite??»
Meurglys_III

Meurglys_III

Opera: Recensione: 25 settembre 2007 00:15

«No, dire che "Harvest" sia uno dei meno belli dello zio Neil, no!!! Non lo posso accettare!!! E' troppo grande questo disco, io lo trovo il picco di Neil assieme ad "After the gold rush". Due album a mio parere fondamentali, ma non potete trattarmi così "Harvest"!! Vabbè, tanto alla fine sono solo "Words.....words.....between the lines of age..." :-)))))»
Deneil

Deneil

Opera: Recensione: 25 settembre 2007 00:19

«no aspetta io non ho detto sia tra i meno belli..nonono lungi da me!Assolutamente no!»
DuaneTheReturn!

DuaneTheReturn!

Opera: Recensione: 25 settembre 2007 00:26

«Grande Neil ma i Pearl Jam sono degli sborroni allucinanti...ma chi si credono di essere con quella valanga di live tutti uguali?»
maci

maci

Opera: Recensione: 25 settembre 2007 12:58

«"harvest" disco che scivola molto in basso se hai ascoltato tutto Young? E' un afrase da segnare. Probabilmente è la solita equazione disco molto venduto=non il migliore. Invece è un signor disco come non ne escono più da tempo. Buona recensione, l'unica frase che non condivido è l'unione "nuovo=vecchio". Pur piacendomi i Pearl Jam li ho trovati il gruppo più ancorato al passato di tutti gli anni '90. Questa non è per forza una pecca…»
Blackdog

Blackdog

Opera: Recensione: 25 settembre 2007 14:08

«Nello Giovane + Pìrl Gem = buon disculo, ruvido et potente, but nn la bomba ke c si poteva aspettare all'epoca. 'Downtown', 'Act of love', 'Song x', 'Peace and love' and 'Fallen angel' su tutte. Voto 3,5.
Good rece, bravo novalis.»
Deneil

Deneil

Opera: Recensione: 25 settembre 2007 14:18

«no maci quei discorsi del cazzo disco venduto=disco più bruto io proprio non li ho mai fatti.. semplicemente after the gold rush a mio parere sta 3gradini sopra harvest, un disco fatto1po' per compiacere i fans, 1 po' per i famosi problemi alla schiena di neil nel periodo.Ovviamente è un grande disco e io non ho mai detto il contrario ma a mio parere viene ridimensionato dal confronto con gli altri.Insomma non mettetemi in bocca…»
Trimalchione

Trimalchione

Opera: Recensione: 25 settembre 2007 19:44

«Molto bello! Meglio No Code di Riot Act, è più sperimentale.»
cece65

cece65

Opera: Recensione: 26 settembre 2007 08:55

«Se devo scegliere fra questo e "Ragged glory" o "Weld", gli altri due tutta la vita, "Mirror ball" non mi ha mai convinto più di tanto.»
jeremy

jeremy

Opera: Recensione: 12 ottobre 2007 15:59

«poche menate e caro vecchio buon rock»
Ashluke

Ashluke

Opera: Recensione: 18 aprile 2008 10:14

«I'm an accident»
rikardo

rikardo

Opera: Recensione: 18 aprile 2008 23:37

«per chi ha il cd originale: potrebbe dirmi una cosa? il volume delle traccie 3 e 4 (im the ocean e big green country) non sembra piu basso rispetto ad altri pezzi come per fare un esempio scenery e downtown? grazie se me lo dite»
deldavid

deldavid

Opera: Recensione: 15 agosto 2008 00:03

«Se il disco fosse cominciato con "I'm the Ocean" e finito con "Fallen Angel", tralasciando tutto il resto, saremo qui a parlare di quello che Neil e Eddie avrebbero potuto fare assieme...»
alexx

alexx

Opera: Recensione: 14 luglio 2009 23:28

«quasi un passaggio di consegne. dico quasi. keep on rockin'...»

Ocio!

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