Viking
Do Or Die

Recensione di Francescobus

I Viking, thrash metal band provenienti dalla California, appartengono alla lunga schiera di gruppi cloni degli Slayer. "Hell Awaits" e "Reign In Blood" sono le loro bibbie, i loro altars of madness, le orme da seguire. Cercano di ricreare il sound slayeriano, fatto di composizioni brevi e dirette, estremizzando la velocità ed il muro sonoro già mostrato da Araya e soci già tra i solchi di "Show No Mercy" (i primi secondi di "Evil Has No Boundaries"). La limitata capacità compositiva dei quattro discepoli, associata alla fretta deletaria, conduce l'ispirazione in casa di riposo. Basti pensare alla partenza della title track presa in prestito da "Praise Of Death". Troppa stizza, non addomesticata a dovere, simile ad un mustang irrequieto che disarciona ogni cowboy che infesta i suoi paraggi.

Pubblicano il demotape "Do Or Die" nel 1986, contenente tre canzoni che finiranno nell'album d'esordio, ma al microfono troviamo un certo Tony Spider eclissatosi poi alla svelta. I Viking rimangono in quattro, con Ron e Brett Eriksen alle chitarre, Matt Jordan ai tamburi e James Lareau al basso. Ron e Brett Eriksen non sono fratelli come ho sempre creduto, e come riporta l'Enciclopedia Hard & Heavy (Arcana Editrice): i veri nomi sono Ron Daniel e Brett Sarachek. Nonostante le titubanze iniziali Ron conquista il microfono, spinto dall'entusiasmo dei compagni, pur essendo consapevole che la band necessiterebbe di un vero cantante. Frattanto i californiani vedono sfilare davanti a sè i capisaldi slayeriani e ne rimangono così ammaliati da tentare di riproporne una fotocopia con l'album d'esordio "Do Or Die" (febbraio 1988), prodotto da loro stessi malamente malgrado l'assistenza di Brian Slagel (boss della Metal Blade). Il sound della batteria risulta assordante e monotono. Il drummer Matt Jordan tiene costantemente premuto il piede sull'acceleratore, probabilmente infatuato dall'ascolto di "Pleasure To Kill" dei Kreator, mentre Ron Eriksen ruglia obtorto collo, risultando persino convincente nell'opener "Warlord", dal muro sonico turpe ma non eccitante, poichè i riff appaiono assai carenti, mentre il mixaggio approssimativo non sottolinea appieno le trame sonore. Fumettistica la front cover dell'album nella sua terrificante sacta semplicitas, che vede i Normanni in battaglia, come avviene nell'episodio di Tex "Ombre dal Passato" . Ma non è finita. I testi ripercorrono lo stile di vita dei Vichinghi con "Valhalla" (ma già ne hanno parlato gli Zeppelin con "Immigrant Song"):

"...Andiamo al Valhalla -la terra promessa/Dove ogni arma brilla come perla/la battaglia infuria notte e giorno/Combattere senza fine - il sogno del vichingo/Finalmente arriviamo a vedere almeno- la terra della libertà/Valhalla-Valhalla-Valhalla...".

"Berserker" (nome anche del wrestler che ingaggerà un feud con Undertaker) è l'incarnazione della furia vichinga, il combattente imbattibile:

"...nel mare dell'odio/Ogni terra dovrà aspettare le vittime/il berserker ti conquisterà...".

Guerra ("Militia Of Death"), furore e botte da orbi ("Hellbound") scortano i testi assieme a vibrazioni screanzate e brulle, dove la batteria sembra mazzuolata con uno scarpone, mentre la sinfonia delle asce assomiglia ad una trebbiatrice ingolfata che l'operatore, sudato ed impaziente, tenta riavviare come può sotto la canicola. Dopo circa mezz'ora di imprecazioni, in un qualsiasi vernacolo, il veicolo riparte. E se qualcuno avesse catturato l'audio di questo palcoscenico, avrebbe potuto utulizzarlo per creare qualche outtake da coltivare in quest'album. La differenza non si sarebbe notata. Assoli in società a responsabilità limitata tra Ron e Brett, ben strizzati e shakerati, completano il parapiglia sonico, mentre il bassista James Lareau si sente e non si sente (come i fogli di carta che tagliano le dita), ma firma altresì qualche testo e riesce a contribuire all'intro omogeneizzato di "Killer Unleashed".

Il gruppo, assieme ai Sacrifice canadesi, riesponeva troppo pedestremente l'intreccio crato dai quattro assassini californiani: a tutta birra, si rallenta e si riparte. Il tutto ormai ampiamente sfruttato. Ed intanto gli Slayer pubblicano "South Of Heaven". Chissà cosa avranno pensato i Viking, come si saranno sentiti all'ascolto dell'immortale "South Of Heaven", specialmente il povero Matt Jordan di fronte alla doppia cassa di "Silent Scream", oppure il futuro Dark Angel Brett Eriksen all'ascolto dell'assolo distorto ed evocativo di "Live Undead".

La storia finirà male ma l'album successivo "Man Of Straw" tapperà la bocca a molti. Ron Eriksen riscrive tutti i testi di quell'album dopo essersi convertito al Cristianesimo, portando con sè nel cammino di redenzione anche Matt Jordan (autore del logo Viking). La band si scioglierà dal momento che i due redenti rifiutano di andare in tour e Brett Eriksen entra nei Dark Angel. Hosanna in Excelsis.

DeBaser, .

Vota la recensione:

Questa DeRecensione è pubblicata sotto una licenza Creative Commons: può essere parzialmente o totalmente riprodotta, ma solo aggiungendo in modo ben visibile:

  1. Un link attivo a DeBaser (www.debaser.it);
  2. Il nome dell'autore della recensione (Francescobus);
  3. Un link attivo alla recensione.
Copertina di Viking Do Or Die
Vota l’opera:

Generi:

DeRango™: 33.30, Commenti: 5, Visite: 2630

Voti: 3, Media: 5.00

[Ascolta] [Aggiungi un campione]

Opere collegate: Do or Die


Informazioni nel web:
Intervista ai Viking


Artisti collegati: Viking (non è DeFinit_)

Commenti (Cinque)

sfascia carrozze

sfascia carrozze

Opera: Recensione: 25 novembre 2007 18:53

«Di cotanto "Barbaro" disqobolo rammento una recensione dell'epoca contenuta nello storiqo quindicinale H/M (o era Metal Shock ? Vallo à rammentà, vallo..), la quale lo dipingeva (evidentemente non a torto: francamente me ne sono ben guardato dal cercarlo/auscultarlo) come una emerita quanto evitabile schifezza; il Suo de-scripto confermerebbe perciùò cotanta metal-archeozoica tesi. Ossequi veterometalliferi à iosa.»
Bartleboom

Bartleboom

Opera: Recensione: 25 novembre 2007 18:58

«Io, invece, credo di aver letto qualcosa su di loro da qualche parte sulla rete, ma musicalmente non mi dicono nulla.. Bella stroncatura.»
mien_mo_man

mien_mo_man

Opera: Recensione: 26 novembre 2007 14:41

«ecco, tutti i richiami alla scandinavia sposano il metal (di tutti i generi) alla perfezione. Grazie d'avermi fatto ricordare di berserker, il wrestler intendo... Era un pazzo e parlava veramente una lingua scandinava... prima si chiamava The Viking appunto... Non è che era uno dei membri di questa band? no, giusto l'hai scritto tu che di eriksen originali non ce n'era nemmeno uno. Sarachek piuttosto sembra polacco o cecoslovacco. splendido il richiamo ai fogli di…»
ocram

ocram

Opera: Recensione: 26 novembre 2007 16:23

«ottima rece per un pessimo disco (almeno sembra)... io mi fido...Francescobus ne approfitto per dirti che la mail mi è arrivata ma tutta piena di quadrati e di linee e non si capisce quasi niente... ma alcune cose ci sono e allora al più presto ti rispondo... ciao»
Francescobus

Francescobus

Opera: Recensione: 27 novembre 2007 13:57

«Grazie a tutti della visita.@ocram mi dispiace molto per la mail deficitaria,spero di sentirti presto@mien hai visto "feud con Undertaker" e sei partito in quarta,beh effettivamente ho varie VHS registrate dalla TV di wrestling,il mio incontro prefertio è quello tra Honky Tonk Man e Jake The Snake Roberts assistito da Alice Cooper.Bartleboom grazie per la splendida rece sui Sodom,stavo pensando a "Eternal Devastation"...beh ti faccio sapere.Ciao a tutti»

Ocio!

Non sei loggato su debaser. Registrati o accedi, in questo modo potrai commentare.