Public Enemy: How You Sell Soul To A Soulless People Who Sold Their Soul!???

Recensione di: RobyMichieletto , (il 4 dicembre 2007 in mattinata) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Public Enemy How You Sell Soul To A Soulless People Who Sold Their Soul!???

Vent'anni di carriera trascorsi nell'emisfero hip hop hanno un sapore particolare, non solo per i Public Enemy che tagliano tale traguardo, ma per tutta la scena, che proprio nel corso di questo periodo ha prima toccato il suo apice di rilevanza assoluta e ha poi visto disperdersi e diffondersi i germi rap in diversi contesti e ne ha osservato l'estrema commercializzazione da un lato e la nascita delle correnti avant e alternative dall'altro.
I Public Enemy - all'interno di tale ambito - si sono sempre collocati su di un piano diverso, superiore verrebbe da dire, in quanto l'apporto fornito da Chuck D e compagni è stato quello di chi ha dettato le regole, ha indicato la via, ha saputo mutare, ha dato un contributo determinante allo sviluppo teorico e alla attuazione pratica del crossover, ha avuto una rilevanza culturale pari a quella sonora e, pur conoscendo momenti meno brillanti (nell'ultima parte del corso discografico) ha scritto la storia della musica (e non solo del genere specifico). L'evento viene celebrato con la pubblicazione di un nuovo lavoro accompagnato da un DVD quanto mai ricco di contenuti e senza maggiorazione di prezzo, all'interno del quale troverete video, concerti, vita on the road, interviste, fotografie e altro ancora. I festeggiamenti sono quindi il mezzo per divulgare, ulteriormente, il verbo. E "How You Sell Soul To A Soulless People Who Sold Their Soul!???" è la manifestazione di quell'anima trasversale di cui si parlava prima, addirittura lo si potrebbe indicare come l'album (il decimo) più contaminato rilasciato sinora dal gruppo, oltre che capace di mettere in mostra un numero considerevole di canzoni totalmente competitive: "Harder Than You Think" (in pratica la summa del loro meglio virata in chiave funky), "Black Is Back" (dove troviamo chitarre che incidono pesantemente), "Sex, Drugs & Violence" (con KRS-One al microfono), "Amerikan Gangster" (traslata in un contesto gotico/urbano), "Flavor Man" (fonte di felicità in note), "Escapism" (dove seduzioni liquide e downtempo incontrano un feeling soul), "Frankenstar" (electro-rap-metal), "Long And Whining Road" (emo-hip hop?) e "Eve Of Destruction" (rifacimento in chiave cyber-dark dell'omonimo pezzo di Barry McGuire risalente al 1965). E poi ci sono beat fantasiosi e battaglieri, fiati, chitarre, rime che feriscono con intelligenza, un utilizzo delle voci che palesa una creatività ricca di soluzioni e una produzione stratosferica, che esalta al meglio le tracce.

I maestri dimostrano che l'hip hop non è quella buffonata che i canali di diffusione che vanno per la maggiore continuano a propinarci e che sarebbero meritevoli di una esposizione ben più vasta, anche se non sono più sotto contratto con una major (per scelta e coerenza) e anche se qualcuno vorrebbe favi credere che non sono più "hype". Appunto finale per coloro i quali hanno spinto l'hip hop verso altri lidi (indipendenti e avanguardisti, per intenderci, o "intellettuali" se preferite); va bene guardare al futuro e alle ipotesi evolutive, ma non dimenticatevi mai degli Artisti che hanno portato il suono a livelli non replicabili e che hanno tutt'ora la capacità di spaccare. This is the power of music!

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Sommario

Public Enemy: How You Sell Soul To A Soulless People Who Sold Their Soul!???;
Recensione di RobyMichieletto per DeBaser
, 12/4/2007 10:01:00 AM (●●●●●)

Generi: , ,

Informazioni nel web: Public Enemy

Artisti collegati: Public Enemy «I Black Sabbath dell'Hip Hop.»

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Voti e commenti

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  1. TREMA | il 5 dicembre 2007 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    caspita che analisi perfezionista, mi piace questa recensione che tratta sugli artefici della "cnn della black community"
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  2. ECIOSO | il 5 dicembre 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    sempre piaciuti.bravo.
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  3. ROOFTRAMPLER92 | il 5 dicembre 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: 3 | Voto al Disco: 3

    Testi molto belli e ritmi tosti,anche se dell' hip-hop ascolto solo Run DMC , Beatie Boys e Public Enemy...un disco niente male
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  4. MR_HIDE | il 5 dicembre 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    Emo hip hop? Questo mi fa cascare le palle!
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  5. TREMA | il 5 dicembre 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    potentissimi i P.E. ricordo che 13 anni fa uscì il loro lavoro più soul "M-USE SICK N HOUR MESS- AGE", un disco terribilmente avanti per il rap giacchè confluirono tutti gli stili musicali della black community dal soul al rock al reggae con influssi dub e ovviamente il rap "nero". E' il meno conosciuto dei loro innumerevoli lavori ma insieme a "He Got Game" sono davver dei masterpiece. Liriche intelligenti e sottofondi curati. Il pezzo con Krs-One "Unstoppable" è aria da sida back in the gold era, spettacolo.
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  6. PUNTINICAZPUNTINI | il 5 dicembre 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: 1 | Voto al Disco: 1

    Muse Sick-N-Hour Mess Age era un disco terribilmente indietro, classico e scontato come fosse degli anni 80, in un anno in cui uscirono centomila capolavori. Mai piaciuti i PE, degli album anni 80 non saprei bene che dire in quanto li ho sentiti tardi, ma da Apocalypse Now in poi li sentivo appena usciti e mi hanno sempre saputo di vecchio, banale, scontato, razzista, ed anche un po' gay.
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  7. TREMA | il 5 dicembre 2007 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    ohm..vanno bene le tue citazioni ma io a questo punto voglio differenziare varie scuole differenti di rap, quella lirico confezionata da redman quella spaccio boys dei mobb quella ghetto niggaz style del wu, ma sec te in ambito informativo moratorio quel disco non esalta ancora una volta le differenze che potrebbero esserci se la black people fosse un pò più rappresentata in politica negli States? poi quale crew che parlava di politica ha suonato per tanto a parte ice-t?
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  8. PUNTINICAZPUNTINI | il 5 dicembre 2007 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    Jeru Tha Damajah, la Boogie Down Prod e prima e Krs One dopo e qualcun altro. Che i rapper intelligenti si contino su una mano ok, ma in quella mano non ci inserisco di certo Chuck D. D mi è sempre sembrato ottuso, fanfarone, razzista e contaballe. E soprattutto uno intelligente non se ne andava in giro con i ballerini. Dio mio, la coreografia. Raffaella Carrà si porta in giro la coreografia, non un gruppo che si fa chiamare Nemico Pubblico. "Ciao, sono il nemico pubblico... e questi sono i miei sei ballerini che vanno a tempo: la squadra bomba!". Per me, è esilarante.
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  9. PUNTINICAZPUNTINI | il 5 dicembre 2007 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    E soprattutto avere la coreografia, è Gay.
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  10. TREMA | il 5 dicembre 2007 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    ma forse con la coreografia mettevano alla prova la loro people per verificare il grado di ricchionaggine di chi stava sotto il palco a fare yo yo yo yo! si cmq in apocalypse 91 c'è il beat d'apertura che è un martello pneumatico regolare e preciso...e se fossero registrati meglio i primi due anche si sentirebbero basi orchestrate e non solo 4 suoni per 32 battute ripetute per una traccia, dal canto suo Chuck D è un rapper non un freestyler, un informatore e non un intrattenitore. Da qui forse parte il tuo NO al D.
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  11. TREMA | il 5 dicembre 2007 in prima serata | Voto: | Voto al Disco: 2

    Il rap visto come una forma d'arte è anche passato per i beastie boys, una valida alternativa a chi di P.E. non ne vuole sentire parlare perchè non si finisce mai di fare i ragazzini..i P.E. leggermente datati lo sono. Io non comprendo soltanto "perchè c'era bisogno di un disco dei P.E. oggi" quando puoi fermarti con dei pilastri dorici innalzati dall'86 al '90.
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  12. DOTT. FOTTERMEIER | il 6 dicembre 2007 dopo mezzanotte | Voto: | Voto al Disco:

    Vabbè che la coreografia di Professor Griff and The Security Of The 1st World sia un po' una pagliacciata è vero, ma per me il bello dei Public Enemy è proprio il fatto che comunque hanno diverse sfaccettature, di cui una seria ed una decisamente più cazzona, della serie "arriviamo noi e spacchiamo tutto!". Ma non gliene faccio comunque una colpa. @Caz: i tre capolavori dei PE sono "It Takes A Nation..", "Fear Of A Black Planet" ed "Apocalypse '91", che ancora oggi considero imprescindibili nel panorama hip hop. Considera che le basi rumoristiche di Terminator X, specialmente su "Fear Of A Black Planet" non erano in molti a farle in quel periodo, anzi erano proprio in pochi. Anzi erano in pochissimi. Anzi le faceva solo lui. Ed era il 1990.
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  13. PUNTINICAZPUNTINI | il 6 dicembre 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Su It Takes & Fear Of posso anche starci (Fear già molto di meno), sono dischi preistorici a cui si perdona molto. Ma Apocalypse, a me non ha mai detto niente. Anche se distano di un solo anno, è un anno cruciale. Le basi rumoristiche non le facevano in tanti ok, ma non erano in tanti neanche a fare rap. è come arrivare per terzo in una gara in cui gareggi in tre, puoi essere terzo come puoi essere anche ultimo. I Beastie Boys davano troppe, troppe, troppe miglia di distanza ai PE. Ed i dischi BB sono invecchiati benissimo, mentre se riascolto Welcome To The Terrordome mi viene da ridere se penso che mi ascoltavo quella roba. Sarà che negli 80 ero troppo piccolo, e sarà che quando ho iniziato ad ascoltare sta roba uscivano 10 dischi favolosi al mese... però i PE, proprio no.
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  14. TREMA | il 6 dicembre 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco: 3

    bellissimi i loro video neri da antagonismo urbano..meglio It Tak per le liriche e Fear of per le basi.In questo anniversario dei 20 anni rispetto la cross-track e salto il singolo, per me un pezzo di album che passa leggero e picchia poko, il resto scorre gentile.
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  15. DOTT. FOTTERMEIER | il 7 dicembre 2007 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    @Caz: Se consideriamo il periodo 1988/1991 (quello dei 3 dischi in questione), allora se non sbaglio i Beastie Boys avevano pubblicato solo "Licensed To Ill" e "Paul's Boutique", e sul fatto che quest'ultimo ad oggi sia quello invecchiato meno di tutti non ci piove, ma "Licensed.." proprio no, è del 1986 e lì è rimasto per me. Dai retta a un pirla: ascoltati da "Fear Of.." l'intro + "Brothers Gonna Work It Out", prima in cuffia per apprezzarne la base devastante e stratificata (ogni volta ci becchi un rumorino diverso) e poi a manetta con lo stereo. Però daje de subwoofer che il godimento aumenta. Prima ti perderai, e poi ti ritroverai...più felice.
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  16. PUNTINICAZPUNTINI | il 7 dicembre 2007 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Ok, li riesumo. Però ho le cassette, dovrò scaricarli.
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  17. CONSTANTINE | il 11 giugno 2008 in prima serata | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    Ho sentito solo il singolo, quindi non abbastanza da valutare tutto, ma coi PE vado sulla fiducia. Bella recensione. Un pò lunghetta, magari, ma tutto qui. E poi, se è scritta come si deve, può essere lunga quanto gli pare. P.s. faccio i complimenti anche a Fottmeier e a ...Caz... Ho letto troppe discussioni sceme in questo sito per non apprezzarne una moderata e convincente. Non ho ancora sentito i BB, mi avete fatto venire voglia. Grazie.
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