Copertina di Bullet For My Valentine Scream Aim Fire
emanuele

• Voto:

Per fan di metalcore e heavy metal, appassionati di musica alternativa e critica musicale.
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Prendete quattro ragazzi della provincia gallese un po' incazzati col mondo, dategli una chitarra, una batteria, un basso e un'altra chitarra, fategli incidere un po' di rumore ordinato in maniera tale da sembrare lontanamente musica ed avrete uno degli act più sensazionali del secolo, i Bullet For My Valentine.

Nati nel 2003 a Bridgend, i BFMV altro non sono che l'ennesimo gruppo Metalcore con sfumature emo, pronto a calcare per qualche anno la scena, sin quando (speriamo presto) così come sono arrivati, se ne andranno. Dopo un album, uscito per ben tre volte in altrettante differenti versioni (classica, re-issue e Deluxe), eccoli riaffacciarsi sul mercato discografico nel 2007 con l'ennessimo prodotto pseudo-musicale adatto alle masse di fan addormentati che si accontentano di un album piatto, pieno di melodie tanto zuccherose da causare il diabete, strutture che più elementari non si può e testi al limite della demenza.

"Scream, Aim, Fire", questo il titolo del capolavoro, è un lavoro piuttosto semplice e lineare, che si sviluppa tutto nello stesso modo, presentando delle canzoni costruite tutte nella forma più classica di strofa-ritornello-strofa-ritornello-"assolo"-ritornello, basato come si diceva prima su melodie abbastanza di facile presa, venate di una sottile quanto costruita malinconia, e sulle quali si adagia sempre la voce piuttosto anonima a dirla tutta di Matthew Tuck, intento a tessere linee vocali ora pulite e smielate, ora più "acide", proponendo uno scream abbastanza innocuo e poco aggressivo.

Delle otto canzoni qui presenti nessuna spicca ne per originalità nè per gradevolezza, e pur non risultando brutta in maniera assoluta, rischiano ben presto di annoiare a proprio a causa della piattezza generale. Qualcosa da salvare in tutto questa c'è, si notano infatti dei riffs piacevoli sparsi qua e la, ne sono esempio i riffs portanti di "Disappear" e "Waking The Demon", ed anche alcune linee vocali non sono poi tanto male, ed ancora una volta è "Waking The Demon" a svettare su tutte le canzoni del lotto, ma sembra davvero troppo poco per giustificare l'acquisto o l'ascolto per intero del disco.

Spiace dover stroncare un gruppo ancora molto giovane che probabilmente avrà tutto il tempo per migliorarsi, ma se questi sono i risultati, per ora siamo decisamente molto lontani dal traguardo della sufficienza, dal momento che qualche melodia azzeccata non fa di un album un buon album.
Bocciati con davvero poche riserve.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione analizza l'album 'Scream Aim Fire' dei Bullet For My Valentine, documento di un metalcore di facile presa ma privo di originalità. Le canzoni si sviluppano in modo lineare con melodie semplici e linee vocali poco incisive. Pur con qualche spunto interessante come i riffs di 'Waking The Demon', l'album viene giudicato piatto e noioso, con risultati lontani dal sufficiente. La recensione esprime speranza per un possibile miglioramento futuro del gruppo.

Tracce testi video

01   Scream Aim Fire (04:26)

02   Eye of the Storm (04:02)

Leggi il testo

03   Hearts Burst Into Fire (04:57)

04   Waking the Demon (04:07)

Leggi il testo

06   Deliver Us From Evil (05:58)

07   Take It Out on Me (05:52)

09   End of Days (04:18)

10   Last to Know (03:17)

11   Forever and Always (06:49)

Leggi il testo

12   No Easy Way Out (04:32)

Bullet for My Valentine

Bullet for My Valentine sono una band metal gallese di Bridgend, formata nel 2003. Guidati dal cantante/chitarrista Matthew Tuck, hanno unito metalcore melodico e influenze heavy/thrash, imponendosi con The Poison e singoli come Tears Don't Fall e 4 Words (to Choke Upon).
15 Recensioni

Altre recensioni

Di  Gallagher87

 "A dispetto della copertina e del roboante titolo, questo album è più Emotional che Metalcore."

 "La pozione vincente di 'The Poison' funziona ancora, ma serve un ulteriore e definitivo passo in avanti."


Di  Jester

 è innegabile come i nostri suonino potentissimi (d'altronde con Colin Richardson al mixer anche mia nonna che monta i bianchi d'uovo avrebbe un sound boombastico)

 Waking the Demon si apre con un riffing a là Machine Head ultima maniera e prosegue bilanciando in maniera ottimale rabbia e melodia


Di  Taurus

 Tagliamo la testa al toro e partiamo dalla fine: stavolta i Bullet For My Valentine hanno toppato.

 Thrash nella forma, ma poco nella sostanza, per poterli paragonare anche lontanamente ai Four Horseman.