The Twilight Singers: She Loves You

Recensione di: Trimalchione , (il 13 ottobre 2008 nel tardo pomeriggio) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di The Twilight Singers She Loves You

Il caro Greg Dulli, frontman degli Afghan Whigs, non è mai stato tipo da amaca nel giardino e giornale. Tanto per non perdere l'abitudine ha dato vita al delicato progetto The Twilight Singers con il quale ha continuato a sviscerare quelle aree musicali tra il rock ed il soul (senza dimenticare una spolverata di elettronica) che già avevano impregnato il bellissimo "1965" degli Afgani. Nati nel 1997, i Twilight Singers pubblicano nel 2000 il loro primo lavoro intitolato "Twilight As Played By The Twilight Singers". Nel 2004 licenziano il loro secondo album, anticipandolo con l'uscita del singolo "Black Is The Colour Of My True Love's Hair". Forte di una copertina decisamente ammiccante, questo disco contiene esclusivamente cover, scelta alquanto rischiosa visti i non sempre onorevoli precedenti (vogliamo parlare di "The Spaghetti Incident"?). Dal lavoro di Dulli traspare l'amore per gli originali e lo sforzo evidente per cercare di far qualcosa di più del classico tributo a. La scaletta spazia da brani di Bjork, Fleetwood Mac, Nina Simone, Mary J. Blige, Gershwin (!), John Coltrane e Sua Maestà Marvin Gaye a quelli di Billie Holiday, Skip James e Hope Sandoval.

Sebbene alcuni pezzi siano decisamente più riusciti di altri non si può non notare il fascino quasi sessuale che traspare da una "Hyperballad" trasformata per l'occasione in un brano pop-rock che, con un delicato tappeto elettronico, amalgama le voci di Dulli e, manco a dirlo, di Mark Lanegan o da una "Real Love" che pare direttamente uscita dalle session di "Gentlemen" invece che dalla voce di Mary J. Blige. Coltrane sarebbe orgoglioso della versione jazzy-rock con tanto di assolo di chitarra distorta di "A Love Supreme", così bella che ci si ritrova a maledire Dulli per averla fatta durare soli due minuti senza avere il tempo di ammirare la perfezione del mix con la successiva "Please Stay (Once You Go Away)" impreziosita da una interpretazione emotiva che quasi la avvicina al pathos di "Debònair". La canzone che più emoziona è indubbiamente la composizione che rende omaggio a Nina Simone: la sua "Black Is The Colour Of My True Love's Hair" è praticamente una versione cantata di "Brother Woodrow/Closing Prayer". Ci sarebbero mille e mille parole da spendere sugli assoli che strappano le lacrime quasi ad ogni ascolto e sulle vette toccate dalla voce di Dulli, ma l'unico modo per rendere giustizia a questo capolavoro è ascoltarlo, magari due volte di fila, per poterne apprezzare appieno le sovraincisioni e le seconde voci che fanno di ogni canzone una piccola scoperta.

Tirando le somme, il voto è senz'altro 5 per tre motivi essenziali:

- è Greg;

- gli album di cover sono terreno sdrucciolevole e questo da solo è in grado di rivalutarne buona parte;

- è indiscutibilmente emozionante e la musica, al di là della sua bellezza o armoniosità, deve fare emozionare, ruolo che questo disco assolve in pieno.

Curiosità: la conclusiva "Summertime" vede alla chitarra Manuel Agnelli e pare averlo ispirato non poco per la sua "I milanesi ammazzano il sabato" dove l'amico Greg gli ricambia il favore.

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Sommario

The Twilight Singers: She Loves You;
Recensione di Trimalchione per DeBaser
, 10/13/2008 7:38:55 PM (●●●●●)

Anno: 2004

Generi: ,

Informazioni nel web: sito straufficiale

Album collegati: She Loves You

Artisti collegati: Twilight Singers, The (non è DeFinit_)

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Voti e commenti

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Ha ricevuto 2 voti validi, totalizzando una media di 3.00
L'opera è stata votata validamente 1 volte, ottenendo una media di 2.00

  1. WOW, TRELLHEIM è divèrs_!!! TRELLHEIM | il 13 ottobre 2008 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    È un commento divèrs!

    Ti chiedo enormemente scusa per quello che sto per fare, ma Dulli è Dulli e non transigo. Cominciamo dal fatto che ti sei perso per strada il vero secondo album, che è Blackberry Belle, del 2003, che fu anticipato dall'EP (e non singolo) Black is the Colour of My True Love's Hair, che sarà anche un omaggio a Nina Simone, ma in realtà è un traditional, sebbene la versione più celebre sia quella della Simone. Brother Woodrow/Closing Prayer è così eterea ma piena di tensione che proprio non riesco a vedere Black is the Colour, così sanguigna e graffiante, come una sua versione cantata. Sanguigna e graffiante nonostante questa sia una versione all'acqua di rose rispetto a quella dei live e dell'EP. Non parli invece di quella cosa bellissima e straziante che è Strange Fruit, o di come Dulli riesca a far suonare What Makes You Think You're The One come Baba O'Riley degli Who (a cui tra l'altro somiglia Teenage Wristband di Blackberry Belle). E nemmeno nomini Martina Topley-Bird, autrice di Too Tough to Die, riprova di come Greg fa sue le nuove uscite che ama. Secondo me in questo disco c'è qualcosa che non va nella voce di Dulli, risulta ammansita e sorda. Sarà l'età, saranno gli effetti, sarà la produzione, ma manca di quel quid che lo rende Dulli. Se proprio volevi fare la biografia, il favore ad Agnelli Dulli l'ha ricambiato in Ballate per piccole iene, in cui ahimé il suo tocco si sente parecchio, e portandolo alla One Little Indian pubblicare la versione inglese del disco. Ti chiedo di nuovo scusa.
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  2. HELL | il 13 ottobre 2008 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    O_O
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  3. WOW, TRELLHEIM è divèrs_!!! TRELLHEIM | il 13 ottobre 2008 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    È un commento divèrs!

    Più di quello delle cover il vero Dulli è quello che mischia le canzoni che ama alle sue. Ancora mi si accappona la pelle per quel vecchio live in cui You My Flower diventa When the Doves Cry di Prince, o quando più di recente ha cantato 66 insieme ad Hey Ya degli Outkast. O per esempio in Forty Dollars (da Powder Burns) in cui infila un beatlesiano "she loves you, yeah yeah yeah". E' nei live che Dulli brilla, ho perso il conto delle canzoni che gli ho sentito fare: da Regret dei New Order a Cloudbusting di Kate Bush, da Wolf like Me dei Tv on the Radio a Roses degli Outkast... non è un uomo, è un juke box! Scusa ancora...
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  4. AZZO | il 14 ottobre 2008 dopo mezzanotte | Voto: 2 | Voto al Disco: 2

    Non toccate Greg alla Trell, che si incazza davvero! Ed allora la faccio incazzare anch'io. C'è una cosa che mi gira in testa da un po', e ne approfitto per dirla qua. Non è che 'sti dischi di cover hanno rotto i coglioni? O, semplecimente, sono insulsi. Quante cose migliori ha fatto Dulli che questo disco? Ammetto di ricordarlo poco, ma qualcosa vorrà pur dire. Tutta la produzione Afghan è migliore, ed almeno l'ottanta per cento della produzione Twilight. Persino l' ottanta per cento di Gutter Twins. Io ormai non mi ricordo più di quand'è stata l'ultima volta che ho sentito una cover meglio dell' originale. Qui, per tuto il rispetto che posso avere per Dulli, non ce n'è una. Idem per dire, dell'ultimo, pure osannato, Adem, di una noia assoluta. Ho intenzione di iniziare una campagna per l' abolizione delle cover, tipo comuni denuclearizzati. Basta cover, cazzo. P.s.: me la prendo con Dulli, perchè ovviamente sparare su Elisa o sui Musica Nuda è come "darghe a un che caga", come si dice dalle mie parti.
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  5. CLAISDEAD | il 14 ottobre 2008 dopo mezzanotte | Voto: | Voto al Disco:

    Dead Souls rifatta da trentino reznor. mi sta a cuore
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  6. THEREALRAMONA | il 14 ottobre 2008 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    la cover migliore di black is the color... è quella di david pajo/papa m. ne faceva di bellissime (di covers, intendo). i comuni denuclearizzati erano un po' ridicoli, inizia piuttosto una campagna per la reunion di afghan whigs.
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  7. WOW, KOSMOGABRI è divèrs_!!! KOSMOGABRI | il 14 ottobre 2008 nel primo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco:

    È un commento divèrs!

    ma le cover le fanno non per noi, ma per loro stessi, è una maniera per omaggiare chi li ha ispirati e li ispira. Poi l'originale è sempre meglio, come il libro è sempre meglio del film, una bella bistecca è sempre meglio di un Mac, la vita reale meglio di quella virtuale, ecc. ecc. ... (oh, mai visto la Trell così loquace :-)
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  8. MUKKIODOSSA | il 14 ottobre 2008 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    "Changing Of The Guards" di Patti Smith è meglio di quella di Bob Dylan, tutta con i coretti ecc...ecc.. e secondo me Fight Club il film è meglio del libro (che mi piace comunque).. ok, prendetemi pure a calci..XD..
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  9. TRIMALCHIONE | il 15 ottobre 2008 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Ma perchè mi dovresti chiedere scusa? Trovo il tuo commento quanto mai pacato e utile! Come pegno mi devi però dire qual è la canz degli Afgani che preferisci, perchè per me "When We Two Parted" é da riconciliazione con il mondo intero!
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  10. MECONIO | il 16 ottobre 2008 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    quindi 1965 era bellissimo? mboh
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  11. WOW, TRELLHEIM è divèrs_!!! TRELLHEIM | il 16 ottobre 2008 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    È un commento divèrs!

    What should I tell her? She's going to ask. If I ignore it, it gets uncomfortable she'll want to argue about the past. Still I think she believes me, every word I say, I think I'm starting to believe it all myself, go ask the gentlemen who play it but hate to pay. And it don't bleed, and it don't breathe, it's locked its jaws & now it's swallowing, it's in our heart, it's in our heads, it's in our love, baby, it's in our bed. It holds my arms down, sits upon my chest, it waves its finger at me every night & day and it don't rest. And it don't breathe and it don't bleed, it's locked its jaws and now it's swallowing, it's all a lie, it's nearly dead. it's in our hope, baby, it's in our bed.
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  12. MECONIO | il 17 ottobre 2008 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    ma non stava certo lì...
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