Antonio Moresco: Canti del Caos (Parte1 e Parte2)

Di kemoSabe

Copertina di Antonio Moresco Canti del Caos (Parte1 e Parte2)

Opera recensita da kemoSabe
il 26 novembre 2008 verso mezzogiorno
e valutata: ●●●●●

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Osceno. Estremo. Pornolalico. Spietato. Malato.

Antonio Moresco pubblica, dopo una serie infinita di rifiuti, il suo "Canti Del Caos", una trilogia (ad oggi incompiuta), una biografia della mente, un romanzo esploso in un caleidoscopio di rabbia, sporcizia e cattiveria, una discesa nella depravazione.

La cosmogonia di Moresco si popola di esseri borderline, di creature improbabili: uno scrittore, un softwarista, un copy e un art, stupratori di donne incinte, esseri metaforici (l'uomo che calpesta le merde, la donna con le stampelle profumate, stilisti malati, ragazze con l'acne e con mestruazioni infinite, ginecologi spastici, investitori e stupratori di donne incinte) che agiscono su più livelli, da un piano materiale a intersezioni con un videogioco che man mano diventa sempre più reale. Lo scrittore sprofonda in una spirale di violenze sempre più estreme, fra snuff movies, bondage e parodie di spy stories e trasforma la storia da una sorta di depravata "recherche" (la prima parte) e in uno spietato ritratto dell'Universo, trattato come un bene di consumo (la seconda parte).

La prima parte, quindi, si addentra nei meandri oscuri del comportamento, nella pornografia estrema dei set cinematografici ("Piccoli corpi che nessuno ha mai visto in faccia, completamente bendati, da cui spuntano solo genitali bambini e piccoli buchi del culo privi di peli, scuoiati, martoriati") simili a mattatoi dove viene lacerata sia la carne che la mente, sia dei protagonisti che dei lettori in un'orgia di sangue, escrementi e deiezioni: un mondo fatto di creature terribili in costante lotta contro loro stesse per affermare la propria identità e uscire dal grigio dello sfondo per incendiarsi e incendiare, per lottare e auto-affermarsi anche attraverso la negazione di ogni regola sociale e umana. Uomini e donne come macchine del desiderio, completamente e assolutamente abbandonate ad esso come un atto radicalmente rivoluzionario.

La seconda parte, invece, si sposta verso un'ancora più feroce ed estrema critica al potere, con la missione di alcune dei personaggi della prima parte, i pubblicitari, che vengono ingaggiati dal cliente più importante (Dio) per la mission più difficile, vendere il pianeta Terra. La campagna pubblicitaria verterà sul nuovo Avvento sulla nascita di un nuovo Messia ("[...] solo questa immagine, infine, per sempre, tutti a fissare alla fine solo quel taglio nella bolla del video, in tutto il pianeta, trasmessa nello spazio da tutti i ripetitori [...] un'immagine da trasmettere per sempre, solo questo, per sempre, a inquadratura fissa, progressivamente su tutte le televisioni del mondo, su tutti i canali, inglobando a poco a poco tutte le altre trasmissioni, tutte le altre [...]". Il filo conduttore è ancora la lotta a un sistema che da esterno, reticolare e globale, si introietta all'interno dei corpi, squarcia addomi, si fa oscenamente strada attraverso la fisicità dei protagonisti, "visita i citoplasmi", connettendo tutto l'esistente con se stesso, copulando con la realtà esterna per clonarsi all'interno degli organismi, divenendo organismo esso stesso e riproducendosi incessantemente.

Moresco scrive con una prosa eccessiva, ridondante, ma funzionale al tipo di materia trattata. Difficile ed estenuante. Le parole di Moresco si insinuano nella testa dei lettori, sconvolgono e colpiscono. Costringe a lottare (ancora) con se stessi, perchè in "Canti del Caos" anche il lettore è parte della Storia, in una pornoermeneutica che si svolge in scenari oramai irrimedibilmente compromessi, suggerendo la non-esistenza di uno spazio puro per la critica, ma solo della possibilità di operare (inteso come agire ma anche in senso medico/chirurgico) dall'interno totalizzante del tumore sociale e organico: siamo tutti all'interno di un tessuto malato, siamo noi stessi malati e l'unica azione possibile è incendiare il tessuto stesso e (auto)distruggere l'esistente.

"Ho saltato il fosso, ho scavalcato il tempo. Ho accettato la sfida, l'ho provocata. Attraverserò cruerentemente il campo nemico facendogli credere chissà cosa per poi trascinarli tutti quanti fin dove ci porterà questo sogno non ancora sognato, questo agguato", "sono il visitatore dei citoplasmi, l'ospite che entra nelle case in punte di piedi e che le lascia in fiamme. Io sono lo sposo di molte spose ma che non ha una sposa. Sono l'uomo che apre le pance, che fa scoppiare i libri".

Fika, eh, ’sta recensione… e allora googleplussala: e poi piaccila:

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Voti, commenti e tante altre robe del genere

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  1. PORTLAND

    Un tantino estremo,forse,ma mi attira comunque... kemosabe,puoi dirmi di quante pagine sono i due libri?
    PORTLAND, il 28 novembre 2008 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Libro:

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    1. KEMOSABE

      Allora: Canti del Caos (Pt1), Feltrinelli, pp.393 - Canti del Caos (Pt2), Rizzoli (Sintonie), pp.405. Bei tomi...
      KEMOSABE, il 28 novembre 2008 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Libro:

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      1. FINNEGAN

        mah bisogna vedere come è scritto...
        FINNEGAN, il 28 novembre 2008 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Libro:

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        1. DEFENDER85

          eh, beh... se ci sono frustate e violenze, è mio!! :DDDDDDD
          DEFENDER85, il 28 novembre 2008 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Libro:

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          1. KEMOSABE

            Non vi immaginate un prodotto qualunque, perchè Canti del Caos non lo è. O lo si ama o lo si odia, sia per quello di cui parla, sia per come è scritto. La prima parte ha almeno due piani di esistenza che si incrociano e diventano "reali": la vicenda dello scrittore, la storia narrata nel libro che lo scrittore sta scrivendo e lo scenario immaginato dal softwarista per un videogioco. Man mano che Moresco porta avanti questo organismo di parole (che, ripeto, è scritto in modo convulso, pesante e ossessivo), i tre piani diventano un'unica realtà. Ci sono parti (sia della prima che della seconda parte) con cui ho avuto delle difficoltà nella progressione della lettura, ostiche e troppo pesanti (come stile e come tema). Moresco, durante la stesura del primo libro, ha avuto un crollo psico-fisico (è dovuto ricorrere alle cure mediche) e questa sensazione di precarietà traspare dalla sua prosa. Posso solo dare un consiglio: se vi avvicinate a questi libri pensando a qualcosa di facile e/o estremo nel senso "infantile" del termine, ne rimarrete delusi e schifati...
            KEMOSABE, il 28 novembre 2008 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Libro:

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            1. TARZAN

              Informazione di servizio. Il libro è ora disponibile in un unico volume. E' stampato da Einaudi. Buona fortuna per me è inleggibile.
              TARZAN, il 28 novembre 2008 in prima serata | Voto: | Voto al Libro:

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              1. TARZAN

                Informazione di servizio. Il libro è ora disponibile in un unico volume. E' stampato da Einaudi. Buona fortuna per me è illeggibile.
                TARZAN, il 28 novembre 2008 in prima serata | Voto: | Voto al Libro:

                [ Rispondi ] (0) | (0)

                1. MACACO

                  Bella recensione! Mi sembra che nella seconda parte (da come tu scrivi) egli porti concetti come il cyber e la biopolitica agli estremi, forse a una conclusione troppo tragica. Comunque resterebbe troppo oscuro per me, ora cerco solo luce.
                  MACACO, il 28 novembre 2008 in prima serata | Voto: 5 | Voto al Libro:

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                  1. KEMOSABE

                    @Macaco: Grazie del complimento però, no, non credo che ci siano elementi cyber, qui dentro. Biopolitica? Forse. Si rimane però sempre su un livello di carne e sangue. E di sperimentazione (se mai è possibile) linguistico/narrativa.
                    KEMOSABE, il 28 novembre 2008 in seconda serata | Voto: | Voto al Libro:

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                    1. Questo è un commento divèrs!
                      PALOZ

                      Un mattonazzo annunciato così deve essere scritto straordinariamente, altrimenti è inaffrontabile. Sono gradite risposte a riguardo. La "recherche" di Proust, per dire, è il romanzo più lungo della storia, ma è scritto così divinamente che chi fa caso al numero di pagine?
                      PALOZ, il 28 novembre 2008 in seconda serata | Voto: | Voto al Libro:

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                      1. THE PUNISHER

                        Mi intriga "of course" ma affrontare OGGI quasi 900 pagine non è più possibile per questioni di tempo e disponibilità. Se capita alle bancarelle a 3 € me lo prendo e ne leggerò qualche capitolo sparso... tento per capire anche come è scritto... Bella rece!
                        THE PUNISHER, il 29 novembre 2008 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Libro:

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                        1. FUSILLO

                          "...stupratori di donne incinte, esseri metaforici (l'uomo che calpesta le merde, la donna con le stampelle profumate, stilisti malati, ragazze con l'acne e con mestruazioni infinite, ginecologi spastici, investitori e stupratori di donne incinte)" ---> Ma mettercene uno normale, no eh? Moresco è delle mie parti, solo per questo motivo una volta ho provato a leggere un suo romanzo ma ho smesso dopo le prime due, forse tre pagine...
                          FUSILLO, il 29 novembre 2008 in mattinata | Voto: | Voto al Libro:

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                          1. CPTGAIO

                            Roba leggera insomma... Non so ultimamente preferisco le grandi storie d'amore alla Mitchell... ;-)
                            CPTGAIO, il 29 novembre 2008 verso mezzogiorno | Voto: 5 | Voto al Libro:

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                            1. KEMOSABE

                              Si, avete pienamente ragione con le vostre osservazioni. Ribadisco che lo stile di Moresco è abbastanza particolare. Se volete farvi un'idea (e perdere gli occhi, almeno a me leggere sul monitor fa questo effetto): Un Link (dovrebbe essere il libro comlpeto su google books)
                              KEMOSABE, il 29 novembre 2008 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Libro:

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                              1. NINA SNARVIC

                                Parlare dell’opera di moresco è roba grossa e da grandi. Grandi in quanto età mentale (perché è facile smarrirsi in queste storie sordide e cupe) e grandi in quanto capacità d’interpretazione. Quindi, d’entrata complimenti per il coraggio. Ho ascoltato moresco a fahre il 24 novembre perché il suo libro Lettere a Nessuno era il libro del libro del giorno (se vi va potete scaricarlo dai podcast dei fahre). Ha una voce pacata, è un uomo rattristato dal fatto che, anche avendo avuto successo dopo tanti anni d’ambra, nessuno è riuscito a capire il suo tentativo di dire, di denunciare, anche a costo di risultare polemico, antipatico o bizzarro. Sembra che la sua epica (in quanto narratore del contemporaneo che aspira ad agganciarsi con un'universalità umana fuori del momento) non sia stata, secondo lui, capita. Quindi penso che come tutti i suoi libri non bisogna restare alle parole o a quel che dice ma andare a cercare quello che vuole denunciare. Moresco vuole sempre denunciare qualcosa. Lettere a nessuno è stato recensito dappertutto, c’è anche una bellissima recensione su Blow up, leggetela. Poi, Tarzan, a me non risulta di questo volume di Einaudi, mi dai l’isbn? A me risulta questo come ultima edizione questa: :Rizzoli - Collana: Sintonie / Narrativa Pagine 410 - Formato 15x20 - Anno 2003 - ISBN 9788817872935 Argomenti: Narrativa, Letteratura italiana. Un Link Antonio_Moresco.htm
                                NINA SNARVIC, il 29 novembre 2008 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Libro: 5

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                                1. NINA SNARVIC

                                  volevo dire "anni d'ombra" ovviamente...
                                  NINA SNARVIC, il 29 novembre 2008 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Libro:

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                                  1. HARDROCK92

                                    mi attira parecchio...
                                    HARDROCK92, il 11 dicembre 2008 all'alba | Voto: 5 | Voto al Libro:

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