
"Ho un cuore di morbida cera, si squaglia con facilità, al minimo aumento di temperatura... ho mani più che affaticate, le guardo e commisero ma trovare energia per loro è impresa dura... ho occhi già rossi e assonnati, confondono forme ed età, è chiaro che scioperano ed io non ho più autorità"...
Stesse vibrazioni percorrono sentieri costanti.. "Ho le spoglie ormai stanche, non riescono a portare più il peso di chi non sa di essere niente e ho lo stomaco debole, non sopporta l'odore di chi non si disprezza sottilmente... ho la testa imbottita di merda signori ecco la verità: il vostro simpatico omaggio mi condannerà"...
Una chitarra così perfettamente floydiana che ti fa rabbrividire di fronte all'intensità dei suoi suoni, la fluidità con cui scorre, la scelta di dissonanze e le pennate che sembrano tremare talmente sono leggere... le percussioni che aprono un caleidoscopio di frequenze differenti, intrusioni di fiati, archi delicati e pieni di pathos, attorniati da delicate corone di tasti di piano sospinti nella composizione psichedelica con raffintezza, un uso magistrale di ogni possibilità offerta dalla strumentazione musicale moderna..
La struttura sinfonica che continua a crescere e che cattura la tua attenzione, le tue energie cerebrali ed emozionali.. ti accarezza la pelle e socchiudi gli occhi cercando di cogliere ogni singolo suono, la batteria oscillante che cerca di avvolgere la potenza espressiva degli altri strumenti e una chitarra che le sfugge ed esplode! e lo spirito di quella canzone che si sveste delle proprie parole e incomincia a entrarti dentro, a ferirti, e ti entra dentro, la testa...