Lucio Battisti: La sposa occidentale

Recensione di: AlexPaterson , (Friday, September 10, 2004) | Voto: ●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Lucio Battisti La sposa occidentale I "dischi bianchi" di Battisti, bistrattati dai fans di vecchia data poichè giudicati troppo cerebrali rispetto allo standard cui il buon Lucio li aveva abituati, sono uno dei migliori esempi per iniziare a ragionare (anche se solo in retrospettiva) sulle abitudini musicali del popolo italiano.

Poniamoci per un attimo nei panni di un odierno cinquantenne che ha avuto vent'anni nel 1974, allietato dalle note di un Battisti dall'Anima Latina. Immaginiamolo nel 1994, preso dal sconforto di fronte ai propri 40 anni ad una vita futura che si annuncia in discesa e ad un Lucio che quasi lo sfotte sancendo : "A volte essere nemici facilita. Piacersi è così inutile." ("Hegel" - 1994).

Il fatto però che molti autori italiani abbiano "citato" ("sgraffignato" ?) i poco conosciuti testi di Panella (fatto che sempre più associa la figura di Zucchero a quella di un utilissimo parassita nell'ecosistema della canzone d'autore) è significativo. Significativo perchè sebbene gli Hard-Core fans di Battisti non abbiano apprezzato le invenzioni panelliane, nonchè gli arrangiamenti di Greg Walsh, evidentemente così non è stato per l'èlite dei cantautori, più sensibile alle innovazioni stilistiche ed ai nuovi lessici espressivi.

D'altra parte "Un affetto non si prova, si indossa direttamente" ("Per altri motivi" - 1988).

Con "La sposa occidentale" l'ormai nostro caro angelo tentava di porre rimedio a quella bruttura che fu "L'apparenza", come già fece all'epoca di "Don Giovanni", uscito dopo "E già" (unico album i cui testi furono scritti dalla moglie). Il ritorno di Walsh alla produzione (che si permette anche un atteggiamento semi-propositivo alla "Vorrei, non vorrei, ma se vuoi") porta alcune scelte radicali, uno su tutti l'utilizzo quasi esclusivo di strumenti elettronici, ma riesce comunque ad alzare di molto il livello qualitativo rispetto agli arrangiamenti del LP precedente.

Facendo un discorso meno legato al modus operandi ed inerente la "canzone" invece, in "La sposa occidentale" troviamo ancora quella forma libera che ha caratterizzato gli ultimi lavori battistiani: un applicare la cut-up technique di Burroughs alla canzone italiana. D'altronde i testi fanno molto letteratura Beat, quindi perchè no, vista e considerata la qualità finale di tracce come la Title Track o "timida molto audace" ?

In definitiva, il Battisti del 1990 è senza dubbio alieno e senza più la voglia di farsi vedere in pubblico ("Che ozio nella tournè di mai più tornare, nell'int(r)onata routine del cantar leggero" - "Don Giovanni" - 1986) ma possiamo ancora scaldarci davanti alla glaciale partecipazione con cui vengono cantate frasi come:

"Potremmo per miracolo inciampare con la stessa disinvoltura ed eleganza con la quale sprofondano i piroscafi in mare, con tutte le luci accese ", sorridere per uno spiccato, intelligente e mai banale Sense Of Humour che pervade ogni aspetto del LP e guardare negli occhi un grande artista accorgendoci che somigliano ancora ai nostri.

Oppure rimpiangere quelle che, se si vuole, si chiamano Emozioni.

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Sommario

Lucio Battisti: La sposa occidentale;
Recensione di AlexPaterson per DeBaser
, 9/10/2004 12:00:00 AM (●●●●)

Anno: 1990

Generi:

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Voti e commenti

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  1. VANAMENTE | Data: 19/9/2004 0:29 | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    "Con "La sposa occidentale" l'ormai nostro caro angelo tentava di porre rimedio a quella bruttura che fu "L'apparenza", come già fece all'epoca di "Don Giovanni". No. Non sono d'accordo. "L'Apparenza" è bellissimo, uno su tutti "Allontanando", e Don Giovanni, che infatti non è bianco ma beige, è un capolavoro che culmina ne "Il Diluvio". Si, ricordo come tutti mugugnassero, ma non seppero apprezzare, forse perchè volevano di nuovo "Le bionde trecce, gli occhi azzurri" e le gonne alzate appena sopra il ginocchio, ma l'ultimo Battisti è un artista che non ha più bisogno della massa e bene fece ad abbracciare la prosa dell'allora sconosciuto Panella. E poi è sempre così. Appena un'artista affronta nuove vie pochi lo accettano, ma cosa dire di chi come Sylvian è sempre la stessa minestra oramai da decenni? Perfetto si, ma sempre la stessa identica cosa. Battisti ebbe il coraggio dell'innovazione e se in pochi apprezzammo... il giudizio ai posteri.
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  2. VANAMENTE | Data: 19/9/2004 0:30 | Voto: | Voto al Disco:

    Un artista senza apostrofo. Sorry.
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  3. ZAIREEKA | Data: 19/9/2004 11:23 | Voto: 3 | Voto al Disco: 4

    Vanamente, sono ancora una volta d'accordo con te. Mi sa che abbiamo diverse affinità. Del resto questo obbligo di essere sempre e soltanto quello che la gente ti vuole credere lo conosco. Comunque a tal riguardo vorrei citare tre fonti letteriarie e no: 1) Il Musicista Jones di De Andrè che butta "il flauto alle ortiche" perchè "se la gente sa che sai suonare, suonare ti tocca per tutta la vita, e ti piace lasciarti ascoltare" e, aggiungo io, non sei più libero 2) Il protagoniscta di "Uno, Nessuno, Centomila" di Piarandello che si diverte a distruggere le immagini che gli altri hanno di lui 3) Il protagonista di "The Truman Show" che, in una scena del film, comincia a correre all'impazzata e a compiere azioni impreviste e senza senso per sconvolgere il grande fratello che lo controlla Ci vuole coraggio a fare quello che ha fatto Battisti..
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  4. ALEXPATERSON | Data: 19/9/2004 12:12 | Voto: | Voto al Disco:

    Boh, sai vanamente.. Ho ascoltato "L'apparenza" dopo aver preso "Don Giovanni", "Cosa succederà alla ragazza" e "La sposa occidentale" ed averli molto apprezzati. Secondo me è il disco meno riuscito dell' epoca pannelliana, un album che ha tutti gli elementi degli altri album bianchi ma che non riesce a focalizzarli bene. Forse son stato troppo cattivo definendolo "bruttura".. ma chi se ne frega :P Ah, sono Simone Caronno. Non so perchè questa recensione è uscita col mio pseudonimo... BAh.
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  5. GRIGNANI | Data: 19/9/2004 12:15 | Voto: | Voto al Disco:

    "ho provato ad essere come tu mi vuoi,tanto che sai in fondo cambierei.ma son fatto troppo,troppo a modo mio:prova ad esser tu quel che non sei"
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  6. EMILY | Data: 19/9/2004 13:38 | Voto: | Voto al Disco: 5

    Ah, certo: una scelta coraggiosa, condivido. Ma che altro avrebbe potuto fare un artista che ha scelto l'isolamento come Battisti (n.b.: e col carattere di Battisti...), se non scegliere di mettere in musica gli apparentemente astrusi divertissement poetici di Panella? Dire che ha fatto una scelta coraggiosa è scontato: è dire che ha fatto una scelta di mercato e tutto sommato mi pare che questo appanni il Battisti-artista, che secondo me era uno straincavolato con quello che erano le leggi del mercato, con quel che era stata la sua immagine e con la gran massa del pubblico. Aveva il solo sacrosanto desiderio di esprimersi come artista e lo ha fatto nel modo e con i mezzi che gliel'hanno permesso, cercando di scendere il meno possibile a patti col mondo musicale nazionalpopolare di cui era stato icona per molto tempo. (Riporto questa sua frase: ""Mi sono reso conto che fare l'ermetico crea meno problemi, mentre parlare un linguaggio semplice ti espone a maggiori possibilità di essere giudicato. Più gente ti capisce, più hai potenziali giudici di ciò che fai"). La scelta degli "enigmatici" virtuosismi in versi di Panella sono la rima perfetta alla scelta di Battisti di isolarsi nel suo universo sonoro lontano dalla ribalta.
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  7. EMILY | Data: 19/9/2004 13:45 | Voto: | Voto al Disco:

    (c'è qualche apparente contraddizione di cui mi scuso qui sopra, ma si capisce, direi). Plaudo a Simone per la scelta del disco e chiudo qui.
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  8. VANAMENTE | Data: 19/9/2004 23:49 | Voto: | Voto al Disco:

    "Il veliero va e ti porta via, tutti quanti su è giusto e sia" la mia storia d'amore con Battisti è iniziata allora, 1976, quando la gente cantava anche per un anno intero "Respirando la polvere dell'auto che ti porta via, mi domando perchè più ti allontani e più ti sento mia". Prima ero troppo piccola, ascoltavo le sue canzoni e i commenti dei miei cugini grandi, di sinistra e con tutta una prosopopea che non finiva più dal Nostro Caro Angelo in poi, sul Battisti che è un fascista, ma guarda come tratta le donne (con Donna Selvaggia Donna del 1978 il mormorio fu ancora maggiore) e ascolta che discorsi che fà. Poi crebbi e "Ancora Tu", per quelli della mia età, è stato un tormentone tale al cui confronto anche la monnezza chihuahua più ascoltata dell'estate svanisce. Perchè allora i tormentoni, insieme alle magliette chiare e ai passerotti (burp, scusate, ma tutt'ora ho urti di stomaco), duravano anni.
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  9. VANAMENTE | Data: 19/9/2004 23:55 | Voto: | Voto al Disco:

    Poi Battisti iniziò ad essere sempre più intemperante. Era ammalato da anni e forse da molto tempo aveva iniziato a vedere le cose in un modo scanzonato, ma anche colmo di sofferenza e urti di nervi, per cui aveva allontanato il mondo con i suoi rumori cercando dentro di sè i suoni che gli placassero l'anima si, ma anche le parole. Battisti era perfettamente consapevole del senso dei testi Panelliani, mai rime e mai suoni furono meglio interpretati per rendere coerente il senso di amori che sembrano croquet. Se "Una Donna per Amico" (1978) fu la somma della raffinatezza Mogoliana, già nel 1980 con "Una Giornata Uggiosa" le cose iniziarono a cambiare.
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  10. VANAMENTE | Data: 20/9/2004 0:7 | Voto: | Voto al Disco:

    Poi nel 1986 arrivò "Don Giovanni" che subiva ancora le influenze sinfoniche del periodo Mogoliano, ma fu nel 1988 con "L'Apparenza" che la svolta di Battisti divenne definitiva e alla melodia si fuse la padronanza della parola, del gesto acquisito con la frequentazione, del tono appreso con la condivisione dello spazio e del tempo. Per chi come me ha atteso che il nuovo album finalmente uscisse, per chi ha acquistato il giorno dopo aver ascoltato l'annuncio dell'uscita dal Telegiornale di RAi 1.... "E poi di che parliamo, di come per favore hai fatto se non ti spiace reputarlo, quel gesto quell'insieme, di cose e di non cose che accadono una volta, che quindi possono ripetersi a richiesta e non per caso."
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  11. KOOPA | Data: 20/9/2004 12:46 | Voto: | Voto al Disco:

    da battistiano della domenica ho sempre apprezzato la svolta del lucio più sulla carta che sui dischi. non essendo (anche per motivi anagrafici) un fan del battisti "prima", non ho santi da pregare né "il vecchio battisti" da rimpiangere; dico solo che "don giovanni" ascoltato oggi ancora affascina e suona attuale, con un panella in grande spolvero, criptico e ironico al punto giusto. "l'apparenza" più elettronico e più panelliano, è ancora ascoltabilissimo, con belle canzoni ("per altri motivi" su tutte) ma con suoni che iniziano ad invecchiare. ecco, dopo "l'apparenza" ammetto di non essere più riuscito ad ascoltare niente, infastidito da un'elettronica invecchiatissima con suoni che giudico francamente (almeno oggi) inascoltabili. ricordo belle tracce sparse qua e là ("la bellezza riunita" da hegel) ma musicalmente "siamo nella preistoria - ecco una frase che durerà -"
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  12. VANAMENTE | Data: 20/9/2004 20:54 | Voto: | Voto al Disco:

    Giusto "siamo nella preistoria", ma quei dischi uscirono quando l'unica elettronica decente in giro era quella di Brian Eno, il resto era una preunza (UNZ UNZ UNZ UNZ UNZ) campionata e demente.
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  13. KOOPA | Data: 20/9/2004 23:33 | Voto: | Voto al Disco:

    mah... vanamente, veramente mi pare un po' azzardata come affermazione. pensa solo a cosa facevano i kraftwerk negli anni '70, e a quanto suoni "attuale" un trans-europe express a distanza di quasi 30 (trenta) anni... non solo... pensa all'aphex twin dei selected ambient works 85/92, o ai massive attack di blue lines (1991), tutta roba contemporanea al battisti "elettronico" diciamo '88 (l'apparenza) '94 (hegel)... insomma di elettronica "decente" ce n'era (stata), oltre a eno, altro che preistoria...
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  14. VANAMENTE | Data: 21/9/2004 20:28 | Voto: | Voto al Disco:

    Si, vero, erano già abbondantemente attivi anche gli Yello e gli Orb se è per questo, ma era un genere che non incontrava i gusti della massa. Lucio Battisti era conosciuto da tutti invece. Preistoria si, ma anche storia.
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  15. ALEXPATERSON | Data: 22/9/2004 18:45 | Voto: | Voto al Disco:

    Yello ed Orb non incontravano i gusti della massa ? "The race" degli Yello passò pure al Festivalbar, "Blue Room" degli Orb è stato a "Top of the Pops". Non voglio fare il saccente, ma mi sa che un pochino ti sbagli. O meglio, Gli Orb con U.F. Orb hanno di certo venduto più di Battisti con "L'apparenza". ( NBaturale, vendevano anche fuori Italia.. )
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  16. VANAMENTE | Data: 22/9/2004 19:8 | Voto: | Voto al Disco:

    Alex con massa intendevo proprio parlare di massa, non di musica emergente. Non so che età hai, ma io mi ricordo bene cosa accadeva. The Race passò al festivalbar solo perchè era la colonna sonora di un programma di canale 5 che si chiamava "Non solo Moda" e ti posso garantire che dei due ingegneri tedeschi la massa ne sapeva proprio pochino. Certo gli Orb erano conosciuti, ma dai giovani, non da TUTTI. E quando dico TUTTI includo il nonno 70enne. Per questo Battisti è stato storia, ha fatto storia per TUTTI. Se a mio padre parlavi degli Orb cadeva dalle nuvole, ma Battisti sapeva bene chi fosse. Nessuna polemica o saccenteria. Opinione.
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  17. KOOPA | Data: 22/9/2004 19:24 | Voto: | Voto al Disco:

    mah. il discorso sulla "massa" continua a essermi poco chiaro... ma anche quello sulla (presunta) scelta di battisti... siamo qui a decantare il coraggio dell'artista battisti di deludere il suo pubblico e poi si dice che ha scientemente utilizzato un'elettronica "soft" (di massa?) in luogo di un'elettronica "seria" per non disorientare troppo quello stesso pubblico? mi pare un po' contorto e poco plausibile...
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  18. KOOPA | Data: 22/9/2004 19:28 | Voto: | Voto al Disco:

    dico la mia: battisti ha provato in buona fede una svolta musicale che "traducesse" in musica la strampalatamente criptica poetica panelliana, ma gli è venuta fuori un'elettronica bruttina che è invecchiata malissimo. con rispetto parlando, ma ognuno ha i suoi limiti...
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  19. EMILY | Data: 22/9/2004 19:48 | Voto: | Voto al Disco:

    La penso anche io come koopa: Battisti ha sperimentato altre vie all'interno della comunicazione musicale, a lui prima aliene, ma tutto ciò da sè, "isolato", senza calcolo e da artista; mi piace continuare a credere (ma chi potrà mai dirlo ed interpretare le sue intenzioni?) che non gliene importasse che poco del gran pubblico, nè che di lui si dicesse che fosse un paladino coraggioso della sperimentazione, dell'anticonformismo, o che altro. Fu una provocazione "discreta", a parte, qualcosa di volutamente "altro" e, concordo ancora, datata negli esiti. In ogni caso a me questo disco piace molto: le suggestioni poetico-sonore che regalano i testi in certi punti sono davvero curiose e piacevoli.
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  20. VANAMENTE | Data: 22/9/2004 19:51 | Voto: | Voto al Disco:

    massa: Insieme di cose di cui non si distinguono i singoli contorni e che si confondono a formare un unico corpo. Beh a me sembra azzardati che tu possa ritenere "presunte" le scelte di un artista che ha lavorato tanto e che ha prodotto tanto.
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  21. VANAMENTE | Data: 22/9/2004 19:53 | Voto: | Voto al Disco:

    Non credo nemmeno che fosse una provocazione e nessuno ha sostenuto la tesi "che di lui si dicesse che fosse un paladino coraggioso della sperimentazione, dell'anticonformismo", credo invece che un artista nel corso degli anni approfondisca lo studio dei suoni.
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  22. VANAMENTE | Data: 22/9/2004 19:58 | Voto: | Voto al Disco:

    Anzi mi correggo la sperimentazione dei suoni fini a sè stessi. Poi pubblica un disco e volente o nolente, a seconda della propria notorietà o stima che riscuote, provoca delle situazioni. E' un artista e in quanto tale smuove le coscienze con il frutto delle sue opere.
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  23. EMILY | Data: 22/9/2004 20:10 | Voto: | Voto al Disco:

    E chi ha scritto che qualcuno l'abbia sostenuta? Negavo ipotesi possibili. Chi può, mi ripeto, ipotizzare le intenzioni di un artista (se mai vi siano)? Se si pensa poi che Battisti si esprimeva solo coi dischi e non concedeva interviste, si può solo ragionare in base agli esiti e al gusto. Tutto soggettivo.
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  24. VANAMENTE | Data: 22/9/2004 20:40 | Voto: | Voto al Disco:

    Su questo sono d'accordo. Però non è che Battisti non parlasse proprio con nessuno, (anche se io non sono sicuramente stata annoverata fra coloro che un accesso ce l'avevano), sicuramente non parlava più con un certo giro di persone. Giornalisti soprattutto perchè non voleva che si sapesse della sua malattia. Scelte.
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  25. EMILY | Data: 22/9/2004 20:41 | Voto: | Voto al Disco:

    In ogni caso, riuscire a mettere in musica testi come quello di "Tu non ti pungi più" o "Alcune noncuranze" (in quest'album), a tratti così involuti e metricamente arditi, è stata una sfida che Battisti è stato, tutto sommato, all'altezza di superare. Datato un po' sì, ma c'è qualcosa che in questo disco fa sì che io non mi stanchi mai di riascoltarlo. E gli rimetto 5! :P
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  26. EMILY | Data: 22/9/2004 20:42 | Voto: | Voto al Disco: 5

    ops
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  27. KOOPA | Data: 22/9/2004 21:0 | Voto: | Voto al Disco:

    quella "cosa" (battuta?) sulla massa... bah... vabbè. sottolineo però il mio "presunte", ché posso solo presumere (per l'appunto) che lui abbia "scelto", diciamo volontariamente e intenzionalmente, di invertire la marcia musicale, e posso solo presumere i motivi di tale scelta. dice bene emily, si giudicano gli esiti e, aggiungo, si presumono i perché e i per come di tali esiti (almeno in mancanza di precise dichiarazioni d'intenti e di poetica da parte del diretto interessato). almeno così presumo e presuppongo (ma non desumo). baci.
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  28. VANAMENTE | Data: 22/9/2004 21:21 | Voto: | Voto al Disco:

    Non è una "cosa" e nemmeno una battuta. Citazione da Dizionario Enciclopedico Universale.
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  29. KOOPA | Data: 22/9/2004 22:14 | Voto: | Voto al Disco:

    avevo capito che trattavasi di citazione dizionaresca ma presumevo fosse usata a mo' di battuta per rispondere, presumo ironicamente, a quelle mie perplessità sui tuoi discorsi riguardanti la musica che "incontra i gusti della massa intesa proprio come massa e non come musica emergente"... ma forse citavi panella e non me ne sono accorto. presumo. baci.
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  30. VANAMENTE | Data: 23/9/2004 13:43 | Voto: | Voto al Disco:

    Mi sembrava la definizione migliore che potesse rendere l'idea dell'assenza del gap generazionale. Volutamente Panelliano lo ammetto. ;)
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  31. ALEXPATERSON | Data: 23/9/2004 16:1 | Voto: | Voto al Disco:

    Boh koopa e vanamente, parlare a lungo degli stili e delle scelte di un artista dà per risultato un discorso un filino sterile. Noi comuni mortali si può parlare di storia e di gusto in fatto di musica ( Non intendo i gusti personali, intendo proprio un'evluzione del gusto delle masse e delle èlite ). Il resto è roba troppo personale, probabilmente nemmeno Battisti ce l'aveva ben chiaro in mente.
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  32. KOOPA | Data: 23/9/2004 18:21 | Voto: | Voto al Disco:

    ma infatti, alex, era proprio quello il senso del mio "presumo" tra parentesi. sul fatto poi che tutte queste "presunzioni" siano sterili sono in totale, assoluto, perfetto disaccordo. la storia della "critica d'arte" in senso lato e ampio è fatta anche, in gran parte, di "intromissioni" nelle personali scelte (artistiche) degli artisti e di una interpretazione di tali scelte: "perché fontana si è messo a tagliare le tele"? o ancora: "perché battisti si è messo a fare musica elettronica"? sono domande legittime, sacrosante e neanche un filino sterili...
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  33. KOOPA | Data: 23/9/2004 18:26 | Voto: | Voto al Disco:

    ... certo, spesso non trovano una risposta o la trovano sbagliata (e il bello è che non lo sapremo mai), ma fare ipotesi e cercare di giustificarle è il sale di tutte le discussioni di tipo critico/interpretativo. a tutti i livelli. anche quello "amatoriale" di noialtri quattro sprovveduti... saluti.
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  34. HEGEL | Data: 23/9/2004 20:44 | Voto: | Voto al Disco:

    a me invece piace tantissimo proprio l'elettronica,indubbiamente datata,dei dsuoi ultimi lavori,in particolare "Hegel".Non penso che l'aggettivo"datata"debba avere per forza una connotazione negativa;il fatto che determinate sonorità non siano più attuali non significa necessariamente che quelle attuali siano migliori,o che comunque non si possano aprezzare ancora quelle del passato.ragionando così,quanta musica dovremmo smettere di ascoltare??koopa,se intendevi dire che l'elettronica"datata"di battisti non è di tuo gusto,liberissimo di esprimere la tua opinione.ma se intendevi dire che certi album non siano più ascoltabili perchè "superati" ,dissento totalmente.
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  35. KOOPA | Data: 23/9/2004 21:22 | Voto: | Voto al Disco:

    caro hegel, non ho certo inventato io il concetto di "invecchiato bene/male". è indubbio che ci siano gruppi/musiche/suoni che hanno resistito all'età meglio di altri -ossia- ascoltati oggi si rivelano ancora "freschi" e, per così dire attuali (leggi anche: sono ancora capaci di dire qualcosa ai gruppi/musiche/suoni "di oggi" e di esercitare influenza). vedi i led zeppelin, invecchiati bene (riff mutanti zeppelianiani gironzolano ancora oggi e "suonano bene") e i deep purple, il cui hard rock tronfio è invecchiato decisamente peggio. questa cosa, il "resistere" alle mode e il perdurare nel tempo, io lo vedo un merito "in sé". non è un caso che si parli di "classici senza tempo", espressione un po' vieta e frusta ma sostanzialmente valida nella sua ovvietà.
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  36. KOOPA | Data: 23/9/2004 21:30 | Voto: | Voto al Disco:

    detto questo, certo, subentrano pure "i gusti". battisti lo trovo invecchiato e inascoltabile, gli yes li trovo invecchiatissimi ma ad esmpio "the yes album" ogni tanto nel lettore ci capita (postilla: "the yes album" nel lettore ci capita più spesso di dischi ad esso contemporanei e "congenerici" come "larks' tongues in aspic" dei kc che però riconosco essere invecchiato meglio).
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  37. EMILY | Data: 23/9/2004 22:43 | Voto: | Voto al Disco:

    Quella dell'aggettivo "datato" in verità son stata io, più su, forse pure esagerando un filino...Koopa scrisse meglio "invecchiata male". Tuttavia, secondo me, anche qui, malgrado l'oggettività di certo progresso in ambito sonoro, brancoliamo ancora nell'ambito relativo ed aleatorio della soggettività e della sensibilità di ciascuno. Eppure, dando rilievo solo all'aspetto musicale, dimentichiamo una cosa secondo me splendida di questo album in particolare (più ancora di "C.S.A.R." ad esempio)e tralasciata anche dalla recensione: i testi di Panella (io dissento dall'accomunarli alla tecnica succitata di Borroughs) e il loro incontro con la musica di Battisti. Ci sono passaggi bellissimi, a mio giudizio, stilisticamente vicini a certa poesia contemporanea tra il giocoso-enigmistico-cervelloti co-capzioso, che meritano davvero. Per i curiosi, un link a caso: http://www.celeste.it/battisti/90.htm#01
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  38. VANAMENTE | Data: 23/9/2004 23:17 | Voto: | Voto al Disco:

    Considerare valida l'ipotesi "non sapeva nemmeno lui cosa stava facendo" mi sembra un bel peccato di presunzione. E' come dire: si il suo mestiere lo conosceva perchè scriveva musica, che in fondo piaceva anche e l'ha fatto per quasi 30 anni, ma era un pò beota per cui non sapeva bene cosa stesse facendo.
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  39. UN CURIOSO | Data: 23/9/2004 23:19 | Voto: | Voto al Disco:

    thx emy
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  40. ALEXPATERSON | Data: 24/9/2004 9:36 | Voto: | Voto al Disco:

    La vediamo in modi diversi, koopa e non è detto che la ragione stia da una parte sola. Io personalmente quando scrivo le mie recensioncine amatoriali evito di fare discorsi troppo legati alle scelte dell'artista, preferendo una contestualizzazione storica ( che è un fatto ) ed un po' di analisi su ciò che l'opera in questione ha dato al mondo della musica. Se voglio fare qualcosa di più "profondo", mi metto a scrivere musica io Da artistucolo da strapazzo ( Che però sono 12 anni che fa musica elettronica, nel suo piccolo ), ti dirò, vanamente : Nessun artista che si rispetti ha le idee completamente chiare su ciò che sta facendo. Sono solo i critici a CREDERE di averle chiare.
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  41. EMILY | Data: 24/9/2004 12:59 | Voto: | Voto al Disco:

    Bravo Alex, hai proprio ragione
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  42. KOOPA | Data: 24/9/2004 15:30 | Voto: | Voto al Disco:

    dipende, alex, dipende. ci sono opere che non possono essere analizzate prescindendo dalle scelte dell'artista. il film "blue", di jarman, è un'ora e un quarto di schermo blu con voci, musiche e poco altro. ora: non si può parlare "criticamente" di blue senza interrogarsi e fare ipotesi sulle scelte personali di jarman (reso cieco dall'aids, dunque probabilmente intenzionato a rendere partecipe il pubblico della sua cecità), non ci si può fermare all'opera. questo è un caso limite, ma prendiamo "la sposa occidentale": non è forse lecito chiedersi perché battisti si sia dato, con questo disco, decisamente all'elettronica? certo barthes "la morte dell'autore" l'ha proclamata nel '68 ma anche i suoi seguaci si sono presto chiesti se fosse giusto o meno giudicare un autore "non responsabile" della sua opera...
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  43. KOOPA | Data: 24/9/2004 15:37 | Voto: | Voto al Disco:

    riguardo a ciò che dici sui critici, infine, credo che i critici siano "condannati" ad avere le idee chiare, pena la scomparsa della categoria. certo, ci sono modi più o meno "arroganti" di esporre una propria teoria critica, ma tale teoria va esposta in modo convincente e, se è ben argomentata, è comunque un utile approfondimento e spunto di riflessione/i. io, almeno, è questo che mi aspetto da una critica/studio/analisi.
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  44. EMILY | Data: 24/9/2004 16:3 | Voto: | Voto al Disco:

    Sterile chiedersi perchè diamine si sia dato all'elettronica: ci si interroga sul valore e la necessità di un'opera nel suo insieme, è limitativo valutare il mezzo, o supporto espressivo. Continuate a dimenticare i testi e, a casa mia, un disco è: testi+parole. E poi, perchè diamine s-cervellarsi a chiedersi: "perchè così?" e "perchè non così"? Secondo me Battisti si sbellicava dalle risa, o si annoiava a legger ciò che i giornalisti si chiedevano circa il "cambio di rotta" dei dischi nati dalla collaborazione con Panella. Si è dato all'elettronica e basta. Sperimentava, cresceva. Doveva stare a strimpellare "Non è Francesca" e dintorni a vita?
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  45. EMILY | Data: 24/9/2004 16:19 | Voto: | Voto al Disco:

    :D ovviamente, qui su intendevo che un disco cantato, per me è: testi+musica :D (lucidità: zero) sorry
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  46. ALEXPATERSON | Data: 24/9/2004 16:56 | Voto: | Voto al Disco:

    Discorsi troppo colti, quelli su Blue, koopa. Non ti seguo. La cultura non m'interessa. Io voglio un bel negozio di parrucchiere.
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  47. VANAMENTE | Data: 24/9/2004 17:5 | Voto: | Voto al Disco:

    "Nessun artista che si rispetti ha le idee completamente chiare su ciò che sta facendo. Sono solo i critici a CREDERE di averle chiare." Non sono d'accordo. Genio e sregolatezza, follia e talento sono binomi che vanno spesso a braccetto, ma non credere. Neppure la follia di Salvador Dalì era un vuoto a perdere. Dalì era perfettamente consapevole di quello che stava facendo, erano gli altri che non riuscivano a comprendere. Ma appunto Dalì, in questo caso Battisti, era l'artista. Ci tengo a precisare che non sono un critico, nessuno qui mi risulta lo sia, ma che questo tuo giudizio è del tutto superficiale. Parere personale ovvio.
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  48. VANAMENTE | Data: 24/9/2004 17:6 | Voto: | Voto al Disco:

    Appunto Emily, esattamente quello che ho sostenuto finora. Concordo.
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  49. KOOPA | Data: 24/9/2004 17:11 | Voto: | Voto al Disco:

    EMILY: non è che restringiamo il campo, è che il discorso è caduto sull'elettronica e mo' stavamo a parla' di quella (leggi anche: se dovessi scrivere una rece de "la sposa occidentale", ovviamente farei riferimento anche ai testi di panella). è cmq curioso che tu affermi di giudicare sterile chiedersi il perchè della svolta elettronica di battisti MENTRE ci dici la tua opinione - ossia -: battisti si è dato all'elettronica perché aveva voglia di sperimentare e di crescere ed era stanco di strimpellare "non è francesca". vedi che te lo sei chiesto, il perché?... eh eh
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  50. VANAMENTE | Data: 24/9/2004 17:13 | Voto: | Voto al Disco:

    Estremamente d'accordo con Koopa. Esistono critici che incarnano "l'altro" aspetto di un artista e che sono il mezzo attraverso cui il genio può manifestarsi (il vero critico è un protettore, non un denigratore), poi esistono i mestieranti o i giornalisti di critica, ma questi sono gli aspetti forse meno nobili (dipende comunque da chi la pratica) della reale professione di critico.
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  51. KOOPA | Data: 24/9/2004 17:18 | Voto: | Voto al Disco:

    ALEX: hai scelto un modo molto snob di rispondere, non mi sei piaciuto... ti dimostri ottimo conoscitore di musica, ci dici che sono 12 anni che fai elettronica e poi sentenzi epigraficamente che "la cultura non ti interesa" e che vuoi un negozio da parrucchiere?... bah... e poi cos'è la cultura? parlare di battisti o degli orb va bene ma fare un esempio con jarman no perché è da intelletualoidi? ma dai...
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  52. KOOPA | Data: 24/9/2004 17:23 | Voto: | Voto al Disco:

    VANAMENTE: più che "estremamente d'accordo" direi "stranamente d'accordo" ;-)... allora è vero che ti sei innamorata di me! ma io lo sapevo, l'ho capito da quando mi hai dedicato "noia" dei cccp...
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  53. VANAMENTE | Data: 24/9/2004 17:30 | Voto: | Voto al Disco:

    Koopa occhio a dichiarare certe cose in giro, se lo scoprono Maledetta Primavera e Benedetto Inverno, ho una relazione incrociata con 2 di 4 fratelli sono cavoli!!! ;)
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  54. EMILY | Data: 24/9/2004 19:17 | Voto: | Voto al Disco:

    Koopa: sapessi a me che m'importa che s'è dato all'elettronica! :) Adoro questo disco e basta. Non mi sono domandata una cippalippa! (e guai a te se mi attacchi una solfa dicendo il contrario eh! :) )Siete voi che continuate a smenarla con sto fatto che s'è dato all'elettronica e non mi fate portar acqua al mio mulino "minchiaquantosonbelliitestidi questodisco" (ma perchè vi dò retta? :D) ahahahahhahaha. (il tutto con simpatia ovviamente)
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  55. EMILY | Data: 24/9/2004 19:18 | Voto: | Voto al Disco:

    Anzi, visto che stiamo in un confortevole salottino... Che gradite? Un thè? Un vinello? 'O cafè? :)
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  56. KOOPA | Data: 24/9/2004 19:35 | Voto: | Voto al Disco:

    sono a posto così, grazie, poi è quasi l'ora di cena e comincio ad avere fame, altro che thè!... mi mangerei oltre il pasto /le liste dei vini / se fossero di sfoglie coi croccantini / al posto delle scritte ;-)
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  57. KOOPA | Data: 24/9/2004 19:38 | Voto: | Voto al Disco:

    (ps: so che la citazione non è da "la sposa occidentale" ma da "l'apparenza", gli eventuali oppositori del povero koopa evitino di frglielo notare...)
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  58. EMILY | Data: 24/9/2004 19:45 | Voto: | Voto al Disco:

    ok, ok koopa, fa nulla: "I nostri tè si bevono da sé, molto corretti"... :) Io mi butto sul vinello :P
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  59. VANAMENTE | Data: 24/9/2004 21:5 | Voto: | Voto al Disco:

    Per l'emozione mi si è incastrata la cucitrice. Che c'entra direte voi? C'entra c'entra, tutte 'ste moine mi hanno sbarellata. Vada per il the grazie!
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  60. EMILY | Data: 25/9/2004 13:54 | Voto: | Voto al Disco:

    Ecco ecco: allora vana si cucca anche "la sfilata di intere collezioni di biscotti"; ma, nel caso le piacessero i dolci più corposi (:P), impiantiamo sul suo terrazzo "un'impastatrice industriale che mescola e sciorina la crema per le scale"! (ok, ok, con il vino allucinogeno e le citazioni panelliane ho finito) :D
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  61. ALEXPATERSON | Data: 25/9/2004 14:31 | Voto: | Voto al Disco:

    EMILY: mi hai capito male, semplicemente intendevo dire che sono ignorante in materia e non so chi è jarman, quindi non posso risponderti intelligentemente. Per sdrammatizzare poi ho fatto una citazione dall'ultimo disco di Elio e le storie tese :) Take it easy. I do. :D
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  62. ALEXPATERSON | Data: 25/9/2004 15:23 | Voto: | Voto al Disco:

    VANAMENTE: "Non sono d'accordo. Genio e sregolatezza, follia e talento sono binomi che vanno spesso a braccetto, ma non credere" Non intendevo farne un discorso sul "genio e sregolatezza", semplicemente credo che i grandi artisti sappiano quando lasciarsi andare e lasciare qualche scelta al caso. Aneddoto : Un mio insegnante delle superiori incontrò Eugenio Montale, approcciatolo iniziò a parlare della sua opera, chiedendogli alcune spiegazioni. Ad un certo punto montale gli fece : "Ma a lei queste cose chi le ha dette ? Mica le ho scritte io". Infatti il mio insegnante aveva trovato alcuni approfondimenti scritti da un famoso critico letterario; approfondimenti che trovavano significati che neppure Montale aveva pensato. Stessa cosa con Battisti, gli Orb, Brian Eno, Muslimgauze o le suonerie dei telefoni Nokia. Il critico aggiunge del suo alla letteratura o alla musica, dopo averle interpretate. E' una forma d'arte pure quella. Ma c'entra poco con l'opera iniziale.
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  63. KOOPA | Data: 25/9/2004 18:41 | Voto: | Voto al Disco:

    sì ma è del tutto evidente che l'opera "sfugga", almeno in parte, alle intenzioni dell'autore: difficle trovare significati univochi e messaggi unidirezionali. "l'opera iniziale" ha bisogno comunque di essere analizzata. questo comporta spesso un sezionamento, decostruzione, ricostruzione e interpretazione e, sì, il critico/analista/fruitore consapevole, nel corso di questo processo, "ci mette del suo". lo trovo normale, fisiologico e, aggiungo, bello. certo bisogna decidere da che parte stare: godersi semplicemente il piacere della fruizione o chiedersi il perché la fruizione suscita quel piacere? (mmm... questa devo averla scopiazzata dall'eco di lector in fabula...). se la passione è grande, il passo dall'una all'altra "condizione", a parer mio, lo si compie in un batter di ciglia. d'altra parte, anche i bambini smontano i giocattoli per vedere come sono fatti dentro e come funzionano...
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  64. KOOPA | Data: 25/9/2004 18:45 | Voto: | Voto al Disco:

    univochi? ehm... "univoci".
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  65. ALEXPATERSON | Data: 25/9/2004 22:22 | Voto: | Voto al Disco:

    KOOPA: Son d'accordo, sento spesso amici discutere animatamente perchè vedono un'opera in due modi diversi ed utilizzare ciò che conoscono dell'artista in questione come arma d'attacco per demolire le idee dell'altro. E' questo che io personalmente trovo sterile, perchè cercare un modo univoco di lettura quando ce ne sono tanti, tutti ragionevoli ? Personalmente tento di tenere la mia chiave di lettura, la espongo nel caso in cui ci si metta a parlare, tento di amalgamarla alle idee delle persone che non la pensano come me e poi distinguo le idee che mi garbano da quelle che non mi garbano ( e ti dirò, prima non facevo così e mi perdevo un sacco di belle idee ) ma non penso mai di aver "ragione" perchè l'unico ad avercela in questo caso credo fosse Battisti in persona.
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  66. FRANTZ | Data: 27/9/2004 12:1 | Voto: | Voto al Disco:

    Questo dibattito sulla fruizione/interpretazione di un opera è interessante, quindi, anche questa volta, posto la mia. Inanzitutto sono in disaccordo con l'affermazione che genio e sregolatezza vadano quasi sempre a braccetto. E' vero che molti artisti erano e sono "sopra le righe" del pensare e agire comune, ma che questa sia quasi una regola del fare arte è un pensiero bizzarro che serve solo a "mettere colore" intorno alla figura dell'artista. Prendiamo un esempio su tutti: Van Gogh, artista dall'indiscutibile sommo valore, è conosciuto ai più come uno di quegli artisti tutto genio e sregolatezza. Ebbene ciò è assolutamente errato, perchè VVG sebbene fosse stato più volte ospitato in case di cura, nel suo fare artistico antepone al gesto una discussione in termini di intenti artistici che è ben documentata dalle lettere a suo fratello Theo, al tempo gallerista. Quasi sempre l'artista (quello che verrà valorizzato dal riconoscimento critico) compie il suo gesto come genesi ultima ad un lungo ed articolato percorso di riflessioni (e a volte studi)sul "fare arte" altrui. E' vero che l'artista è spesso uomo di maggior sensibilità, il che comporta a volte livelli emotivi ed approcci razionali, diversi e mutati rispetto al pensiro comune e forse dominante, ma è la forte razionalità delle intenzioni che poi fa scaturire il moto artistico pure in momenti di alterata lucidità. Ma la razionalità di pensiero guida sempre l'irrazionalità del gesto (v. Jackson Pollock).
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  67. FRANTZ | Data: 27/9/2004 12:10 | Voto: | Voto al Disco:

    Per quanto riguarda la dicotomia critico/artista, è vero è lo studioso colui che rende maggiormente intellegibile un opera. L'artista esprime il "sè" il critico lo legge, ma lo legge secondo i riconosciuti codici secondo i quali si muove il gesto dell'artista. Questo nella norma. Poi ci sono (o ci furono?)i "critici militanti", come Achille Bonito Oliva, coloro cioè che del "pensare arte" ne stipulano i codici ai quali l'artista, secondo legami differenti col critico, si rifà. Discorso a parte merita poi la figura del "committente" ma qui apriamo una parentesi che difficilmente troverebbe facile chiusura.
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  68. FRANTZ | Data: 27/9/2004 12:15 | Voto: | Voto al Disco:

    In ultimo voglio riportare una frase che lessi nelle sale di un museo e di cui purtroppo non ricordo l'autore:"finchè ci sarà qualcuno che vedrà i quadri da 50cm di distanza pensando alla tecnica di come è stato fatto il quadro, egli non potrà mai godere dell'emozione che la visione di quel quadro genera" (più o meno era questa)
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  69. VANAMENTE | Data: 27/9/2004 14:11 | Voto: | Voto al Disco:

    Ci sono critici e critici. Il critico che non conosce nemmeno l'artista di cui sta parlando e critici che prima di esporre una qualunque parola, una qualunque opinione, un qualunque gestoi nei confronti di un artista passano con lui giorni e giorni a parlare, sviscerare. Questa è la vecchia scuola che ben conosco per esperienza diretta, ma ripeto e sottolineo io non sono un critico, ma quando un critico così parla di un artista beh... l'artista a distanza di anni avrà ancora gli occhi che brillano ricordando cosa accadde durante quei giorni. Un artista è ispirato, ma ragiona sulla sua arte eccome se ci ragiona e non crediate che un artista, un vero artista, non sappia cosa sta facnedo. Lo sa.
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  70. KOOPA | Data: 27/9/2004 15:47 | Voto: | Voto al Disco:

    mah. quella frase, frantz, così com'è mi pare un po' una stronzatella. si tratta solo di "fasi" di lettura, non di scelte "esclusive": prima ti godi l'emozione che ti dà il quadro, poi se ti va ti avvicini e ne studi la tecnica realizzativa. l'una non esclude l'altra, mi pare lapalissiano. riguardo agli artisti geni e/o (s)regolati, non si può fare di tutta l'erba un fascio: ci sono sì i geni di tipo sregolato, alla mozart: gli studiosi dicono che i suoi spartiti "originali" impressionano perché mancano correzioni e cancellature, indice di una composizione "di getto", spontanea, geniale, sregolata nella sua perfezione. poi ci sono i geni di tipo regolatissimo, vedi beethoven, che invece correggeva, cancellava, ritoccava incessantemente, con un lavoro snervante, lungo e faticosissimo. poi ci sono, ovviamente, le vie di mezzo, ma il succo è che il mondo artistico è bello perché è vario...
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  71. FRANTZ | Data: 28/9/2004 0:34 | Voto: | Voto al Disco:

    Ma per fare arte di "getto" l'artista sa, conosce, decifra e pensa, solo dopo fa, anche senza correzzioni, ma sempre e solo dopo un lungo percorso razionale che non per forza deve essere collegato al pezzo singolo ma al suo lungo percorso per arrivare al pezzo singolo. Per questo avevo citato l'esempio di Pollock che pitturava di getto ma il percorso per arrivare alla sua arte è stato molto ma molto lungo e oltrepassa Pollock stesso. Per quanto riguarda la frase, ripeto non è mia, se non sbaglio (ma potrei sbagliarmi di grosso!) è di Lionello Venturi e l'ho riportata perchè mi colpì molto dato che io i quadri ho il vizio di guardarli (purtroppo) da 50cm e quasi sempre anche di toccarli per sentire l'impasto sulla tela e mi resi conto di quanto perdo non staccando mai il pensiero analiticao dalla visione emotiva.
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  72. ALEXPATERSON | Data: 28/9/2004 9:26 | Voto: | Voto al Disco:

    Frantz : Se hai scritto correzzioni con la doppia z apposta, sei un grande
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  73. GUIDO | Data: 17/2/2005 8:52 | Voto: | Voto al Disco:

    .. molti sono contrari all'evoluzione, credo che ogni artista ricerchi la dimensione dove possa esprimersi al meglio, paragono Battisti a Picasso, trovo una geniale affinità in queste due grandezze.... L'apparenza, l'evoluzione del tempo, l'espressione del genio. Ciao a tutti....
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  74. VIVA Lì | Data: 21/5/2006 23:48 | Voto: | Voto al Disco: 4

    Concordo pienamente con quanto scritto (e considerato) da Simone Caronno. Hai inquadrato perfettamente la complessità di questo album curioso e assai particolare. Marco Poletti Dixit.
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  75. DONNIE DARKO | Data: 29/8/2006 15:41 | Voto: | Voto al Disco:

    battisti prosegue la svolta iniziata con "è già" è anni luce davanti a tutti gli altri artisti e non solo in italia,basti pensare che le sue canzoni se paragonate alle canzoni contemporanee di allora erano avanti pensate a canzoni come "ancora tu","dove arriva quel cespuglio","si viaggiare",l'interprete di un film""ami ancora elisa","ho un anno si più"costruite con semplici riff di chitarra o basso,erano lontane anni luce dalle canzoni dell'epoca!!! e i dischi bianchi sono tutti a loro modo dei capolavori,e panella contribuisce con la sua genialità"ah come sono vivace come uno che tace" o "abbiamo un solo limite l'amore che ci divide" o la grandezza dell'uomo in "dirigi una quinta qualsiasi" riferita credo a bethoveen! lucio era un genio e tutti i suoi dischi meritano di essere ascoltati almeno una volta.
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  76. GABBIANONE | Data: 24/1/2008 19:28 | Voto: 1 | Voto al Disco: 5

    Ma qualcuno di voi invece di parlare e criticare e bla bla bla ha provato ad ascoltare più di una volta questi dischi??????? I ritorni vi dice niente? Potrebbe essere sera per le vostre menti!!! qui siamo davanti a delle opere etichettate in mille modi diversi!! eppure artisti contemporanei non si fanno pregare e non ci pensano due volte prima di prendere spunto da queste perle. Amarsi è questo: escludere ed i soli al mondo i soli ad esser soli amando e sterminadola l'invincibile armata!!! Tornare per raccontare il furore del gelo e le notti aurore!! Io proprio non vi capisco. Come fate a non capire.
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  77. ALEXPATERSON | Data: 24/1/2008 21:23 | Voto: | Voto al Disco:

    Bè Gabbianone, forse non capisci perchè non presti la dovuta attenzione. Mi pare che qui si stesse proprio discutendo della complessità interpretativa nell'opera bianca battistiana.
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  78. EMILY | Data: 19/3/2008 19:35 | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Questo disco è meraviglioso. Repetita iuvant.
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  79. DONNIE DARKO | Data: 19/9/2008 9:2 | Voto: 1 | Voto al Disco: 5

    bruttura l'apparenza???i dischi binachi sono tutti a loro modo dei capolavori,anni luce avanti musicalmente anche a tante cose di adesso,e anche don giovanni lo è Battisti era un genio non ci sono cazzi e come Senna Dio lo ha voluto con se insieme a Fabrizio.
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  80. ALEXPATERSON | Data: 19/9/2008 11:22 | Voto: | Voto al Disco:

    Fai tu. A me " L'apparenza " non è piaciuto per nulla, mentre ho adorato " Don Giovanni ", " La sposa Occidentale " e " CSAR ". Probabilmente è la mancanza di incisività negli arrangiamenti a farmelo amare poco, non per niente ne ho amato le versioni del progetto equiVoci. Comunque: Non credo che Battisti fosse un genio: per sintetizzare le caratteristiche che rendono i dischi bianchi differenti rispetto al resto del pop italiano ha dovuto chiedere la collaborazione di produttori vari ( esteri ) e di Pasquale Panella. Fosse stato un genio, avrebbe fatto tutto da sè. O Almeno, dipende tutto dal significato che dai alla parola genio.
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  81. DONNIE DARKO | Data: 19/9/2008 12:13 | Voto: | Voto al Disco:

    per me è un genio a livello musicale,io ho 48 anni ti dico e potrai verificarlo anche da solo,le canzoni di battisti sono completamente diverse dalle altre canzoni contemporanee,prendi canzoni tipo "un uomo che ti ama" no dottore,su un riff di basso ci fa una canzone,oppure amarsi un pò,mi riesce difficile nella sua vastissima produzione trovare una canzone banale,e poi non ha mai seguito le mode ha suonato sempre quello che sentiva dentro.
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  82. GIAMPY1985 | Data: 18/10/2008 13:33 | Voto: | Voto al Disco:

    http://www.facebook.com/home.php?ref=home#/group.php?gid=44241123432&ref=ts
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  83. GASOLIO | Data: 3/4/2009 11:48 | Voto: 3 | Voto al Disco: 5

    Arrivo fuori tempo massimo, d'accordo. Epperò Battisti fece una scelta coraggiosa, del tutto simile a quella che fece Gaber quindici anni prima di lui. Personaggi iperconosciuti da tutti (dalla nonna al nipotino dal docente universitario all'operaio alla catena, decisero che quello che avevano realizzato per loro non era abbastanza. tutto qui. Clonare se stesso (con progressiva, inevitabile caduta di ispirazione) fino alla fine dei propri giorni è la cosa più triste che un artista possa fare. Questa scelta, a mio parere, viene anche prima di valutare l'opera in sè. Che, a mio modestissimo parere, è eccezionale.
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  84. GASOLIO | Data: 3/4/2009 11:52 | Voto: 3 | Voto al Disco: 5

    Chi ha un seguito di miliomi di fans e propone qualcosa di completamente nuovo e diverso obbliga le persone che lo ascoltano a crescere nei loro gusti, a porsi nuove sfide, a cercare di capire qualcosa di nuovo a spostare più avanti le loro conoscenze musicali. E' molto più utile e incide molto di più che non essere bravissimi ma conosciuti da 10 persone ebbre della loro cultura.
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