Copertina di United Jazz Artists United Jazz Artists
Davis

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Per appassionati di jazz, musicisti, cultori della musica italiana, estimatori di compilation di qualità, pubblico interessato alla scena jazz milanese e contemporanea
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LA RECENSIONE

Non molto tempo fa è uscito un articolo su un quotidiano che parlava del ritorno alla moda dei salotti "artistici" milanesi e romani. Luoghi di incontro, di scambio culturale e in molti casi di rinascita delle arti.
Come nel rinascimento e anche più tardi, sono stati la fucina che hanno visto l'affermazione di grandi artisti delle epoche passate, pittori, scrittori e musicisti. E proprio di questi ultimi voglio parlare.
Tra i vari salotti del capoluogo lombardo, uno particolarmente attivo, ben frequentato e noto per l'ospitalità genuina, ha dato vita ad un progetto che si è concretizzato con la produzione di un cd e di uno spettacolo che contengono ben undici gruppi jazz milanesi. Quello di Gabriella Niccolai.

Così è nato il cd United Jazz Artists of Milan, un esperimento che, malgrado le differenze stilistiche e il sound multicolore che hanno i 37 musicisti che vi partecipano, suona in maniera omogenea tra cool jazz e bop toccando perfino il free, come frutto di un'unico parto.

Registrato in analogico negli studi milanesi del Murec Studio di Paolo Falascone, studio dove hanno registrato Dizzy Gillespie, Max Roach, George Garzone, Joe Lovano, Enrico Rava e molti altri grandi musicisti jazz, è edito dall'etichetta discografica Italian Way Music.

http://www.italianwaymusic.com/en/jazz/united-jazz-artists


Ascoltando il cd:


1. Softly as a morning sunrise (Romberg) - Gioel Severini Trio
Bellissima l'apertura con il contrabbasso di Roberto Agostinelli che da subito ti catalizza con la sua energia, ma non fai a tempo a rendertene conto che il sax di Gioel Severini (giovane da ricordare), ti stupisce e ti avvolge con il suo fraseggio sicuro e accattivante. Uno standard, ma affrontato in maniera sublime e originale.

2. Per Carla (Tognoli) - Progressive Jazz Quartet
Questo pezzo scritto dal sassofonista del gruppo è di una dolcezza infinita e non può non colpire subito l'ascoltatore. Una ballad piena di sentimento e suonata con grande trasporto. Tognoli ha poi una voce strumentale bellissima, non a caso era già conosciuto negli anni 60.

3. Sometime ago (Mihanovich) - Di Virgilio/Sala Quartet

Ascoltando questo standard si ha l'impressione di ascoltare un gruppo famoso. Non hanno nulla da invidiare a nessuno per sonorità, bravura e Swing, grazie al piano di Leonardo di Virgilio e Alexandre Sabina, allievo del grande sassofonista Michele Bozza.

4. Allippando (Daloiso/Cerra) - Celada Trio
Sonorità strane per questo trio, a cavallo tra il sound di Pat Metheny e qualcosa di più mediterraneo, quasi partenopeo. Indefinibile, ma indubbiamente al secondo ascolto ti cattura, tanto da rimanerti la melodia in testa.

5. A night in Tunisia (Gillespie) - Jazz for You
Bella versione per questo standard sentito e risentito. La particolarità sta nel fatto che solitamente è strumentale e qui è cantato dalla bella voce di Emanuela Villa.

6. Song for Viky (Di Serio) - Just ‘n time

Altro pezzo originale e dolcissimo, qui l'apporto della tromba di Bodini si sposa perfettamente con il tenebroso sax di Cabrini in un sound complessivo molto bello per tutto il gruppo. Sound che ricorda vagamente gli anni 60.

7. Never alone Melita (Fait) - Fait Club Quintet

Pezzo originale del direttore artistico del progetto, melodia semplice ma che rimane indelebile grazie al sax di Stefano Sernagiotto. Swing che ti prende, ti avvolge e ti fa muovere. Da questo pezzo è stato tratto anche il video del cd.

8. No More (Crucitti-Cavenati-Dassi-Tosi) - Pos
Pezzo molto originale per la ricerca sonora e melodica, ritmica incalzante. Non è un pezzo facilmente assimilabile.

9. Beautiful love (Young) - DF meets Dynamic Quartet
Qui la voce di Daniela Ferrari esce in tutta la sua maestosità anche se il pezzo non mette a dura prova le sue qualità canore. Piacevole versione di un gran bel pezzo.

10. O sole mio (Di Capua)  - 3pm Jazz Trio
Per questo brano conosciuto in tutto il mondo e fatto in centinaia di versioni, bisogna fare veramente un plauso. Originale, simpatico, fresco e jazzy. Ottimo l'arrangiamento di Paolo Manasse.

11. Reflections (Monk) - DUO Quartet
Anche qui la chitarra di Marco Ilari accompagna mirabilmente la cantante Lorenzini. Ma bisogna dire che forse questo pezzo è meglio nella versione strumentale. Malgrado la bravura degli interpreti questo brano non mi convince e non mi prende.

12. Voyage (Barron)  - Just ‘n time
Pezzo favoloso di Barron, suonato ancora benissimo dal quintetto. Bello, piacevole, ascoltabilissimo.

13. Nothing else (Fait-Mena) - Fait Club Quintet

Bellissimo tema, l'unica bossanova del cd. Peccato che il gruppo qui sembra poco affiatato, insicuro e incerto in alcuni passaggi. Inceredibilmente risulta comunque piacevole da ascoltare.

14. Blues criminal (Di Virgilio)  - Di Virgilio/Sala Quartet
Anche questo tema è favoloso, degno di uno standard del jazz oltreoceano. Impeccabile anche l'esecuzione.

15. Inside (Crucitti-Cavenati-Dassi-Tosi) - Pos
Pezzo molto originale e particolare nello sviluppo, finalmente un sax soprano, quello di Sergio Crucitti.

16. Humpty dumpty (Corea) - Progressive Jazz Quartet
Pezzo difficilissimo e bellissimo di Corea, qua eseguito bene, ma con qualche incertezza, forse troppo veloce...

17. Oleo (Rollins) - Gioel Severini Trio
Un classico di Sonny Rollins, forse un pezzo poco fruibile e poco melodioso fatto più per far vedere la propria bravura tecnica che altro. Beh, quà Gioel c'è riuscito. Bravo.

18. 2012 (Fait)   - Di Virgilio/Sala Quartet

Questo è l'unico pezzo free del cd, sembra più uno scherzo, una presa in giro. Come forse molti che si sono buttati a parlare della fine del mondo il 12 dicembre 2012 senza troppa cognizione di causa.


In definitiva, anche se non tutto perfetto, un gran bel cd, da ascoltare e riascoltare. Una delle più belle compilation di jazz italiane (ma sono poche).

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Riassunto del Bot

La recensione celebra la compilation United Jazz Artists of Milan, che unisce 37 musicisti di 11 gruppi jazz milanesi in un progetto coeso e ricco di varietà stilistica. Registrato analogicamente a Milano, il disco spazia dal cool jazz al free, offrendo interpretazioni originali e coinvolgenti. Nonostante qualche imperfezione, viene considerato uno dei migliori lavori jazz italiani recenti, da ascoltare con piacere più volte.

United Jazz Artists


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