Herbie Mann & João Gilberto: Recorded in Rio De Janeiro

Recensione di: Core-a-core , (il 8 febbraio in prima serata) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Herbie Mann & João Gilberto Recorded in Rio De Janeiro

Non sono un'autorevole voce per parlare dei generi che preferisco, figuriamoci per scrivere qualcosa di bossa nova o jazz. Ma, come ho detto altrove, il mio frequentare per mille motivi il Sud America mi ha lasciato qualcosa in valigia: bigliettini, numeri di telefono vari, periodici rivoluzionari cubani, quotidiani della repubblica bolivariana, riviste patinate con pretese occidentalistiche dall'Argentina, cartine, cartacce e tanto altro tra cui questo disco.

Mi riporta in mente la serata caraibica a St. Barthes, posto dove si parla in euro (territorio francese), trascorsa sulla terrazza dell'hotel progettato dall'amico che mi ci ha portato, caraibico pure lui, acculturato poliglotta che a vederlo e a capirlo sembra un pirata dei tempi nostri tutto cervello, arguzia, alterigia e opportunismo: un figlio di puttana che non ve lo dico.

Un figlio di buona donna sì, ma ospitale, curioso, attento osservatore, amico da temere ma comunque sincero, che veste benissimo gli abiti Armani dell'ingegnere raffinato e viveur, innamorato della sua terra e, più in particolare, delle più alte forme espressive artistiche del suo continente.

In questa serata, con una cena servita sul balcone della suite che a lui spetta di diritto ogni qual volta si presenta (con preavviso) su quest'isolotto paradiso, abbiamo fatto il punto su diverse cose che riguardavano il mio viaggio (nulla di affaristico, io non sono ricco né faccio affari, ma mi avventuro. Era solo un viaggio di scoperta.). Come solo un contemporaneo padrone di casa picaresco e sud americano sa fare, il tizio prepara due cocktail che non so cosa fossero ma con la frutta tropicale vera andavano giù come acqua, mi passa da fumare e mette musica.

Compiaciuto mi dice qualcosa del tipo: "Con tutti i milioni di figli di puttana che parlano spagnolo che ci sono, alla fine la migliore musica la fanno i brasiliani".

Ed è vero. La nobiltà, il rango della musica che si produce in questa parte di mondo credo sia nota a tutti. Ma effettivamente, quegli americani che si sono trovati di fronte alla bossa nova per la prima volta e hanno deciso letteralmente di sdoganarla portandola negli States rendendola genere di successo internazionale, devono aver provato lo stesso stupore di Cristoforo Colombo dinanzi alla scoperta del nuovo continente.

Una novità, sinceramente anche per me (che dal black metal al jazz scorazzo con enorme goduria).

Cos'è questo disco (giuro che ho un vinile originale d'epoca, non so ancora se valga qualcosa, ma di certo non me ne frega. È nu piezz e core.). Si tratta di una serata tra amici, dal vivo, registrata qualche decennio fa (l'album è del 1965) a Rio de Janeiro. Gli amici sono: Herbie Mann, flautista americano di origini ebraiche che per gli appassionati non avrà bisogno di ulteriori presentazioni così come non hanno bisogno di parole due icone universalmente riconosciute della bossa nova come Joao Gilberto (chitarra e voce) e Antonio Carlos Jobim (pianoforte).

Il repertorio che affrontano è quello classico della bossa nova che qui viene riproposto nella sua forma più alta, incredibilmente sensuale, sussurrata, nobiliare. I 12 brani presentano lo charme naturale e il savoire faire delle donne bianche del Brasile in abito da sera e guanti, e chissà quante volte saranno stati ascoltati nel continente dell'eterna primavera in quelle serate intellettuali dove, per forza di cose, poi gli intellettuali si mescolano tra loro.

Il trio alza la patina fumosa e d'ambientazione esordendo con Amor Em Paz e la arcinota Desafinado, che peraltro ha un testo dal contenuto intelligente e metricamente entusiasmante. La bossa nova è poesia per l'alta borghesia da ascoltare in notturna, e così infatti ce la rendono Mann, Jobim e Gilberto, qui interpreti delicatissimi dell'inevitabile strappo culturale con le musiche e i suoni del Brasile nero, quello più selvaggio e tribale.

Il flauto maturo, la chitarra dolcemente pizzicata e la voce minimalista ma fortemente caratterizzata sono le costanti di un disco la cui variabile impazzita è costituita da tre elementi: pathos mutevole, sudore profuso e poesia vera e propria.

A volte sembrano filastrocche recitate da un filosofo esistenzialista le canzoni che si susseguono vellutate e fluttuanti: Bolinha de papel, Insensitive, Maria ninguem. La matrice popolare, come ben si capisce dall'ultimo brano elencato, comunque c'è ed è data dalla cifra emozionale della più comune ninna nanna messa in bocca ad un grandissimo interprete della canzone nazionale, accompagnato dall'eleganza personificata agli strumenti.

O barquinho, almeno in quella serata, è stato il mio pezzo preferito, melanconico e caramelloso da riempirti la bocca e lasciarti senza fiato. Un pezzo di quelli che fanno scatenare il tipico effetto saudade una volta che non sei più lì, dove galeoni europei alla conquista del mondo hanno incontrato culture locali generando un violento crogiuolo culturale che ancora oggi è in cerca di assestamento. Si prosegue con Samba de minha terra, Rosa morena, Consolation, One note samba fino alla spettacolare Bim bom, altro brano, almeno credo, di fama quanto meno nazionale che schiude l'immaginario tipico sullo spessore del Brasile: di certo non mi riferisco a ciò che purtroppo può pensare un italiano infelicemente medio. A chiusura di opera c'è Deve ser amor, fetta di papaya sulla "tarta" tropical.

Stregato dai discorsi, dalla musica, dall'acuta conoscenza della cultura continentale del mio amico, dal caldo marinaio che non mi ha mai abbandonato, dalla possibilità di stare in pantaloncini e camicia in qualsiasi momento,  quella sera ho iniziato ad appassionarmi ad un genere su cui saprò dirvi qualcosa di meglio magari tra vent'anni. Suggerisco questo disco (ristampato di recente) a chi prova un minimo di curiosità per la musica dei paesi esotici ed in particolare quella brasiliana. È un disco semplice. È da quando l'ho ascoltato che mi sto spingendo nell'ascolto di musiche sud americane, possibilmente non quelle scontate, diciamo così, ma quelle più recondite, come la musica llanera venezuelana di cui credo di scrivervi qualcosa presto.

Voglio chiedere scusa per la blasfemia di un profano agli esperti, ai quali sicuramente non avrò detto nulla di nuovo. Spero almeno, di esser riuscito a farvi sentire un minimo quell'atmosfera. La prossima volta vado in Brasile.

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Sommario

Herbie Mann & João Gilberto: Recorded in Rio De Janeiro;
Recensione di Core-a-core per DeBaser
, 2/8/2010 8:27:00 PM (●●●●●)

Generi:

Informazioni nel web: João Gilberto

Artisti collegati: Herbie Mann & João Gilberto & Antonio Carlos Jobim (non è DeFinit_)

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Voti e commenti

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  1. EL TANQUE | il 9 febbraio nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Non conosco il disco in questione, ma in quanto appassionato da anni della bossa nova conosco molto bene gli artisti ed i brani segnalati. Mi complimento per l'ottima recensione che ha reso molto bene la magia delle atmosfere che la bossa è in grado di creare. Benvenuto (meglio tardi che mai) nel club degli estimatori della bella musica brasiliana.
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  2. FEDEZAN76 | il 9 febbraio nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Sono un tuo fan ormai. Parabèns. Gosto muito de como vc escreve.
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  3. CORE-A-CORE | il 9 febbraio nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Grazie, non mi aspettavo di prendere un solo buon giudizio, figuriamoci due! Grazie davvero. @Fedezan: Yo hablo solo espanol, hombre. Entiendo el portugues y me encanta! Es el proximo idioma que tengo que aprender.
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  4. MUFFINMAN | il 9 febbraio nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    molto bella la rece anche se l'introduzione è troppo lunga e troppo "intima" per interessare(mi), ma ti sei rifatto nella descrizione della musica(che penso sia il fine della rece). Lo conosco (il disco) ma purtroppo mai sentito...
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  5. CEDROTALL | il 9 febbraio nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Ebbasta, di che ti scusi? Bella recensione, conosco benino e apprezzo Gioaon Gilberto, non il disco. Approfondirò...
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  6. FEDEZAN76 | il 9 febbraio nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    E' una delle poche recensioni lunghe che sono riuscito a leggere tutto d'un fiato. Bravo. Stai pur sicuro che macaco appena arriva su debaser ti piazza un altro bel cinquepalle.
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  7. CORE-A-CORE | il 9 febbraio in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    L'introduzione ce l'ho messa per rendere l'idea di come questa musica si incastri nel suo habitat naturale. Mi piace dilungarmi, questo è vero, ma credevo che dove non arrivasse l'abilità descrittiva, potesse arrivare l'atmosfera. Di certo non ho scritto questa recensione per menarmela! Sono dell'idea che certi suoni debbano esseri resi anche per i loro contesti, filtrati dall'occhio di un italiano curioso.
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  8. SAPUTELLO | il 9 febbraio in prima serata | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Bellissima rece! Il disco me lo segno, sono anch'io un neo appassionato di musica brasiliana, e per ora i miei preferiti sono Chico Buarque, Caetano Veloso e Milton Nascimento.
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  9. CARAVAN | il 10 febbraio dopo mezzanotte | Voto: | Voto al Disco: 4

    La Bossa Nova non è poesia per l'alta borghesia. Non parlo di connotati storici ormai noti e che solcano propio la nascita della Bossa Nova e la "borghesia"; più che altro mi riferisco al valore universale della Bossa Nova, senza per questo associarla dal punto di vista storico (o magari sociale, o peggio ancora concettuale) ad un dirompente "poesia per l'alta borghesia" Che poi bisogna vedere nel profondo anche quale accezione dare al termine "borghese". Ad esempio: Vinicius era di famiglia borghese, vita borghese, ma il pensiero progressista fa di lui un borghese "competo"? In questo caso fa il paio con "intelighenzia" oppure peggio ancora con "culturame", termine tornato di moda in questo periodo? Discorso complicato, e si rischia di farla fuori dal vaso. :) La Bossa E', in fine, per la gente... "lounge". :) PS: il flauto di Mann è... lounge. PPS: saluto Macaco che so passerà.
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  10. MACACO | il 10 febbraio all'alba | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Maravilha. Magari passo domani, son troppo fuso ora per dir qualcosa di intelligente.
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  11. THEJARGONKING | il 10 febbraio all'alba | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    Mi piace molto chi riesce a cimentarsi oltre i previsti orizzonti. Bravo. Qunado ho letto autori e titolo mi aspettavo la firma dell'amico Macaco, ma con sorpresa ne ho trovata un'altra. Ottimo lavoro. Il disco è un classicone del genere, estreamente piacevole, anche se alla lunga tende ad essere ripetitivo, diciamo uno di quei grandi lavori che vanno presi dallo scaffale ogni tanto, per una bella serata ad hoc.
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  12. CORE-A-CORE | il 10 febbraio in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Grazie ancora tutti. Vorrei dire, in via del tutto amichevole, qualcosa a Caravan. Premettendo che posso tranquillamente dire cazzate, eh! Allora, se mi dai una definizione tecnicamente calzante per questo tipo di flauto come "lounge" devo solo prendere nota ed iniziare a capirci qualcosa di più. Altrimenti io credo che per una musica così latina, già di per sè un termine inglese ci sta poco, figuriamoci lounge per come lo intendo io da comune contemporaneo. Sulla questione dell'alta borgheisa io la penso così: laggiù le masse non scolarizzate sono il 90% della popolazione. il resto, per forza di cose sono ricconi ricchissimi che si dividono tutto il cucuzzaro. Questi a loro volta, si dividono tra conservatori acerrimi e progressisti (la parola progreso nella bandiera brasiliana la dice tutta) illuminati. Secondo me la bossanova era rivolta in primis a questi ultimi che la potevano intendere meglio, molto diversa ed evoluta nei testi rispetto alle produzioni musicali della zona di Salvador de Bahia per intenderci dove, da quello che ho capito, vanno samboni e musiche di chiara matrice afro. Spero di essere smentito a questo punto. Saluti.
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  13. MACACO | il 10 febbraio nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Non voglio entrare in merito alla questione della bossanova e alta borghesia, si rischia di cadere in banali semplificazioni. Che il 90% della popolazione non é scolarizzata é comunque falso. A parte questo, la tua recensione oltre ad essere piacevolissima, non contiene errori di valutazione, e contiene delle cose tuttosommato corrette. Non sono un amante della bossanova, tantomeno di quella fatta negli states, se mi piace qualcosa deve avere una matrice totalmente brasileira, poi molte delle canzoni contenute nell´album sono state proposte in tutte le salse. Forse é anche esagerato dire che la bossanova sia stata un "inevitabile strappo culturale con le musiche e i suoni del Brasile nero, quello più selvaggio e tribale." Selvaggio é tribale sono aggettivi che puoi attribuire agli indios e non ai discendenti degli africani. Il samba é la radice della bossanova che é un ramo della sua evoluzione, con una durata temporale breve ma intensa, dal quale poi son germogliate la MPB e le influenze sulla musica strumentale brasileira.
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  14. CORE-A-CORE | il 10 febbraio nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Capisco Macaco. Infatti eviterei banali semplificazioni tipo quella che ho fatto io e la chiuderei qui. Non è ancora propriamente pane per i miei denti. Thanx.
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  15. WOW, KOSMOGABRI è divèrs_!!! KOSMOGABRI | il 10 febbraio nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    È un commento divèrs!

    Core e se organizzassimo un charter nevercomeback? andiamo a trovare il nostro descimmione preferito, si? :) bella rece.
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  16. CORE-A-CORE | il 10 febbraio in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    Fosse per me, mi disincastrerei dal lavoro volentieri per andare all'avventura lì. Ma sono finiti i picioli e non credo che potrei avere una fortuna tale da arrivare e avere suerte. Grazie per l'apprezzamento.
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  17. PANNZZOONE | il 11 febbraio nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Passi dagli Enuff z Nuff a Jobim come fossero patatine Fritte . Ma vieni!! ( come il Leggendario Ourasi)
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