"... sono stato portato a considerare la leggerezza un valore anziché un difetto" (Italo Calvino).
In cima alla mia catasta dei dischi accumulati nel corso dell'anno, c'è in questo periodo un cd, pubblicato pochi mesi fa, dal titolo “Nouvelle Vague” (peacefrog - 2004). Un titolo che apparentemente richiama alla mente il noto movimento della cinematografia francese. Ma è solo un'illusione ottica, perché dietro quelle due parole c’è ben altro, ovvero il periodo Post Punk-New Wave, che caratterizzò gran parte della musica anglosassone degli anni ’80. Il disco, dunque, comprende una collezione di classici di questo periodo, ma arrangiati e rivisitati in chiave bossa nova/Lounge, interpretati da raffinate voci femminili, impreziositi da una morbida ritmica, lievi chitarre acustiche e vellutati effetti elettronici, che rendono l'ascolto leggero e poco impegnativo.
A dispetto delle apparenze, però, quest'originale progetto, voluto dai produttori francesi Marc Collin e Olivier Libaux esponenti di spicco dell'elettronica europea, non è effimero e banale. Difatti, il disco è piacevolissimo, fresco, a volte sensuale, forse un po’ ingenuo, anche perché le giovani cantanti prescelte (sei francesi, una brasiliana ed una newyorkese) hanno interpretato le canzoni senza aver mai ascoltato le versioni originali. La notorietà di diversi motivi proposti conduce inesorabilmente l’ascoltatore a canticchiare i noti ritornelli e ricordare motivi lontani nel tempo; con uno spirito diverso, certo, che però non deturpa il ricordo dei brani originari. Fra questi meritano di essere riportati: "Love Will Tear Us Apart" dei Joy Division, lontana anni luce dalle atmosfere della pur meravigliosa versione originale e "Just Can't Get Enough" dei Depeche Mode rivisitata e trasfigurata nei nuovi arrangiamenti. Sono, poi, presenti brani dei Tuxedomoon, Clash, P.I.L, The Dead Kennedys, Sisters Of Mercy, The Cure, Modern English, The Undertones, Killing Joke e The Specials.
Forse non è un disco per tutte le stagioni e fra qualche mese non sarà più in cima alla catasta dei miei preferiti, probabilmente non entrerà a far parte delle mie scelte dell'anno, però mi sta piacevolmente accompagnando da qualche settimana e non credo che in futuro mi pentirò di averlo preso.
Dio stramaledica i francesi, la puzza sotto il loro nasino e quegli occhi che squadrano l’universo mondo immancabilmente dall’alto verso il basso.
Dio stramaledica i Nouvelle Vague! E per chiudere i conti, è tempo che restituiscano la Gioconda!