Arcade Fire: Funeral

Recensione di: rob , (il 18 aprile 2005 verso mezzogiorno) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Arcade Fire Funeral

In questi tempi di download selvaggio, blog, portali e tutto ciò di cui internet fa la sua fortuna, niente sembra più essere inaccessibile. E, anzi, negli ultimi anni (si parla di musica, ma anche di cinema e letteratura) è stato possibile venire a conoscenza di molte realtà parecchio lontane da noi, il più delle volte senza troppa difficoltà. Si pensi solo alle ultime, cronologiche scoperte. Partendo da quel tanto incensato (pure troppo forse) teenager-movie chiamato Donnie Darko, realizzato un biennio fa e malaccolto in patria e poi, grazie ad un vorticoso passaparola, distribuito in tutto il mondo. Oppure a Dave Eggers, l’autore de "L’Opera Struggente Di Un Formidabile Genio", diventato d’un botto esponente rilevante di certa letteratura contemporanea che getta lo sguardo sul concetto di post-moderno.
O, ultimo, parlando di fenomeni musicali, quei Radio Dept il cui successo devono tutto al passaparola elargito grazie all’esistenza di migliaia (milioni?!) di blog esistenti nella sterminata bocca del net.
Questi sono solo tre dei tanti casi (tra l’altro forse i più sopravvalutati) esplosi nell’ultimo biennio e il fenomeno è ora diventato a tal punto trascinante da sembrare inarrestabile.

Gli Arcade Fire, combo canadese di una quindicina di elementi, non fanno eccezione. E forse questa volta ci siamo. “Funeral”, uscito ufficialmente un annetto fa nel loro paese di provenienza e munito di discreto hype, è arrivato da un mese circa anche qui da noi. E ci risiamo.
Tanto vale dirlo subito, però, a scanso di equivoci, stiamo parlando di un bel disco, che ha bisogno di un po’ di ascolti e forse della mente sgombra di pregiudizi. Ci sono cascato anch’io. Inizialmente, questa storia della rivoluzione canadese, dei passaparola, del fatto che ogni anno dovesse avere la sua scena, i suoi capolavori che dopo una decina di ascolti vanno a morire tra le polveri domestiche.
Insomma avevo tutti i motivi possibili e immaginabili per dubitare.

Eppure, quest’esordio degli Arcade Fire è un gran bel dischetto, pieno com’è di intensità, emozioni e almeno un pugno di canzoni memorabili. Capolavoro? Ohhhhhh, che palle! Dimentichiamoci quel vocabolo per un momento e immergiamoci, invece, nelle vaporose atmosfere, a volte poco vaghe, di ispirazione ’70 e del periodo più ispirato del Duca Bianco. A tal proposito, ascoltare l’opener e, prima traccia della “quadrilogia del vicinato”(!?), Neighborhood#1 (Tunnels). Eh? Allora che ne dite?
E cosa proferire della successiva “Neighborhood#2 (Laika)”, strascicante composizione colma di quella fascinosa e irresistibile bruma ’80 che ci avvicina ad atmosfere alla Echo And The Bunnymen e inclinazione Talking Heads, e caratterizzata da un ottimo arrangiamento e bellissimi contrappunti di fisarmonica? Contagiosamente romantica.

La cosa che più sorprende è che, nonostante i nostri ci si sparpaglino in decine e decine di influenze, l’insieme alla fine resti poco dispersivo e ben calibrato.
Non c’è un brano minore in scaletta, solo qualcuno che spicca di più. L’affascinante Une Année Sans Lumière o le tentazioni wave e danzereccie del terzo capitolo della quadrilogia e di Rebellion (Bowie è sempre dietro l’angolo), per esempio. Quella dolcissima sinfonia degli amori perduti che è Crown Of Love. Notevole. Anche qui i canadesi giocano con riferimenti più o meno noti, arrivando a volte persino a risultare un po’ troppo magniloquenti e citazionisti, ma comunque sempre più che credibili grazie ad una scrittura e ad una padronanza di mezzi invidiabile.
Il disco vede il suo compimento nella gentile e notturna ballata In The Back Seat dove sembra di sentire i Portishead privati di ogni istigazione elettronica a favore del calore di poco più di una chitarra acustica, archi, e una voce caldissima a dare il colpo di grazia. Questo fino a metà, più o meno, perché nel refrain una chitarra elettrica rompe, seppur moderatamente, la quiete iniziale ed è veramente un bel sentire.

Bravi, non c’è che dire. E poi, quella copertina… uhm, una delle più belle degli ultimi tempi.

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Sommario

Arcade Fire: Funeral;
Recensione di rob per DeBaser
, 4/18/2005 1:39:00 PM (●●●●●)

Anno: 2004

Generi: , , ,

Album collegati: Funeral, Funeral (bonus disc)

Artisti collegati: Arcade Fire «quel che vorrei sentire in radio.»

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Voti e commenti

Questa recensione ha un DeRango™ di 13.592, è stata commentata 24 volte ed è stata visitata 4085 volte
Ha ricevuto 11 voti validi, totalizzando una media di 4.27
L'opera è stata votata validamente 9 volte, ottenendo una media di 4.56

  1. DIGGEI_BRUSCO | il 20 aprile 2005 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    per non parlare del packaging poi. l'ho comprato ieri mattina e sono molto più che soddisfatto, anche se per ora l'ho ascoltto solo un paio di volte. entro qualche giorno mi sarà entrato in circolo definitivamente comunque
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  2. IDIOTEQUE | il 20 aprile 2005 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    .......................ne convengo proprio un disco coi fiocchi!
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  3. ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ | il 20 aprile 2005 verso mezzogiorno | Voto: 4 | Voto al Disco:

    Mi piace Dave Eggers! http://www.mcsweeneys.net/ questo è il sito della McSweeny (casa editrice creatura di Eggers), dove si possono leggere brevi racconti di nuovi scrittori...
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  4. HAL | il 20 aprile 2005 verso mezzogiorno | Voto: 5 | Voto al Disco:

    uff ... continuo a leggere grandi cose di questo disco ma ancora non sono riuscito a metterci le mani sopra ...
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  5. PSYCHOPOMPE | il 20 aprile 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    bellala rec, però c'era già...vabbeh sono una rottura di coglioni ma secondo me non ha molto senso fare rec doppie di dischi nuovi. Il packaging è bellissimo, l'album l'ho sentito di seguito per una set poi nulla +, mi deprime un po' non so perchè. cmq validissimi e poi sono sotto etichetta Merge che si distingue per scelte sempre di gusto, basterebbe solo quel capolavoro di "In the Aeroplane over the sea" di Neutral Milk Hotel
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  6. 4CORNERS | il 20 aprile 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Psycho, forse in parte hai ragione...però è anche vero che quando esce un album nuovo, non viene recensito solo da 1 giornale(è vero de-b è un sito singolo, ma i registrati sono sempre in aumento,uno di milano come fa a sapere che uno di roma sta scrivendo la stessa rec, e i nani...chi dovrebbero favorire? la cosa si complica)....all'inizio anche a me sta cosa stava un pò sul gozzo, però...può anche essere interessante leggere opinioni diverse sullo stesso album....
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  7. | il 20 aprile 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Non fa niente che c'è già: io rivoto. :-)
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  8. SOCRATES | il 20 aprile 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Ero io sopra...
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  9. KOSMOGABRI | il 20 aprile 2005 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    Rob, lasciamo da parte il disco per un attimo. La tua recensione è un capolavoro. Forse una delle migliori, se non LA migliore che ho letto in giro su questo disco, anche di quella che ho scritto io altrove. Perfetta, e mi sento touchée, sono tra quelli che hanno fatto tam-tam sul proprio blog per i Radio Dept :)))) ma Donnie Darko mai, orrore! ;) Il disco: Un disco che strabilia ma che è meglio mettere via prima che cominci a dare la nausea, per poi riscoprirlo (tra sei mesi, tra un anno) con lo stesso piacere e la stessa sorpresa, un po' come Bright Light degli Interpol. Con gli Interpol ho fatto così, e non me ne sono pentita, e con questo farò lo stesso, anzi già l'ho accantonato un po'... Rob hai già sentito i Black Mountain ? meritano di brutto, sicuro ti piaceranno, sono di Vancouver :D
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  10. ROB | il 22 aprile 2005 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Che dire Kosmo...non ho parole!Grazie!Mi trovi perfettamente d'accordo, inoltre, sul fatto che questo disco sia meglio ascoltarlo per poi metterlo per un pò, ascoltarlo e poi riascoltarlo ancora. I Black mountain, kosmo? non li conosco!Adesso ne vado alla ricerca e poi ti dico!
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  11. KOSMOGABRI | il 22 aprile 2005 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Leggi la bella recensione di Hal: www.debaser.it/recensionidb/ID _3799/Black_Mountain_Black_Mou ntain.htm (attenzione agli spazi che si formano nell'indirizzo).... ci sono anche dei samples! Così t'ispiri ancor di più :))
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  12. SALLU | il 27 aprile 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    bravo, ottima recensione vedo che debaser è ancora una buona cosa... io l'avevo recensito a dicembre dell'anno scorso con le medesime conslusioni, Pitchfork è sempre Pitchfork. Miglior disco dell'anno scorso per me Ciao a Kosmo, Hal e tutti i grandi vecchi
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  13. H. | il 29 aprile 2005 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    dopo mi leggo anche la tua recensione, ciao sallu :D
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  14. MIC | il 27 maggio 2005 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    più lo ascolto e più mi piace. disco pieno di energia
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  15. CHARLES | il 6 settembre 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    sì ragazzi, ci siamo proprio. ottimo disco.
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  16. MIC | il 10 gennaio 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    il 5 marzo uscirà Neon Bible il nuovo album degli Arcade, se andate su arcadefire.com potete già ascoltare il nuovo singolo. Io andrò il 5 marzo a dublino a vederli dal vivo, sul sito tovate tutte le date del tour (no Italia). ciao
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  17. ALEFEARSATAN | il 29 gennaio 2007 in seconda serata | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    bella recensione per uno dei miei dischi preferiti
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  18. SOLOMON | il 30 gennaio 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Rob, lasciamo da parte il disco per un attimo. La tua recensione è un capolavoro. Forse una delle migliori, se non LA migliore che ho letto in giro su questo disco, anche di quella che ho scritto io altrove. Perfetta, e mi sento touchée, sono tra quelli che hanno fatto tam-tam sul proprio blog per i Radio Dept :)))) ma Donnie Darko mai, orrore! ;) Il disco: Un disco che strabilia ma che è meglio mettere via prima che cominci a dare la nausea, per poi riscoprirlo (tra sei mesi, tra un anno) con lo stesso piacere e la stessa sorpresa, un po' come Bright Light degli Interpol. Con gli Interpol ho fatto così, e non me ne sono pentita, e con questo farò lo stesso, anzi già l'ho accantonato un po'... Rob hai già sentito i Black Mountain ? meritano di brutto, sicuro ti piaceranno, sono di Vancouver :D Nome: kosmogabri | Data: 20 /4/2005 | Voto: — | Voto al Disco: — questo scrisse la kappa nell'aprile del 2005. Orbene, oggi il diario di bordo dice che è il 30 gennaio 2007. E sto ascoltando per la prima volta questo disco. Non mi fa impazzire...lo so lo so, ascolto affrettato, decanta, blablabla...sono il primo a crederci. Ma intanto non mi esalta. E questo già è un fatto. Poi la kappa mi cita gli Interpol e mi viene in mente che anche quelli mi avevano fatto lo stesso effetto. E allora rifletto. Mai poi ci penso su e nonostante il paio d'anni passati, per quanto abbia ripreso e rivalutato gli Interpol, continuano a non farmi esaltare. E mi sa che questi viaggiano sul binario parallelo
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  19. SOLOMON | il 30 gennaio 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Rob, lasciamo da parte il disco per un attimo. La tua recensione è un capolavoro. Forse una delle migliori, se non LA migliore che ho letto in giro su questo disco, anche di quella che ho scritto io altrove. Perfetta, e mi sento touchée, sono tra quelli che hanno fatto tam-tam sul proprio blog per i Radio Dept :)))) ma Donnie Darko mai, orrore! ;) Il disco: Un disco che strabilia ma che è meglio mettere via prima che cominci a dare la nausea, per poi riscoprirlo (tra sei mesi, tra un anno) con lo stesso piacere e la stessa sorpresa, un po' come Bright Light degli Interpol. Con gli Interpol ho fatto così, e non me ne sono pentita, e con questo farò lo stesso, anzi già l'ho accantonato un po'... Rob hai già sentito i Black Mountain ? meritano di brutto, sicuro ti piaceranno, sono di Vancouver :D Nome: kosmogabri | Data: 20 /4/2005 | Voto: — | Voto al Disco: — questo scrisse la kappa nell'aprile del 2005. Orbene, oggi il diario di bordo dice che è il 30 gennaio 2007. E sto ascoltando per la prima volta questo disco. Non mi fa impazzire...lo so lo so, ascolto affrettato, decanta, blablabla...sono il primo a crederci. Ma intanto non mi esalta. E questo già è un fatto. Poi la kappa mi cita gli Interpol e mi viene in mente che anche quelli mi avevano fatto lo stesso effetto. E allora rifletto. Mai poi ci penso su e nonostante il paio d'anni passati, per quanto abbia ripreso e rivalutato gli Interpol, continuano a non farmi esaltare. E mi sa che questi viaggiano sul binario parallelo
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  20. BLACKDOG | il 9 febbraio 2007 in prima serata | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Eh si, loro e gli Interpol sono tra le poche certezze Rock di questi miserevoli anni...
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  21. BJORK68 | il 2 marzo 2007 in prima serata | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    ..
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  22. VIVIS | il 23 aprile 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    io ci ho sentito tanto di quel bowie dentro che mi sono piacevolmente lasciata incantare..
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  23. SERVODIMIYAMOTO | il 6 giugno 2007 in seconda serata | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Il disco è semplicemente sublime. Ottima recensione.
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  24. SCHIZOID MAN | il 1 gennaio nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    l'unica cosa forse che stona è la copertina, per me orribile! per il resto il disco è semplicemente trascinante e fila via che è un piacere! "Crown of love" e "Rebellion (Lies)" su tutte...
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