Ben Folds: Songs For Silverman

Recensione di: pacino , (il 27 aprile 2005 dopo mezzanotte) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Ben Folds Songs For Silverman

Alle volte bastano pochi istanti per capire che aria tira. Poche parole e un pugno di note per sapere se quello a cui stai per andare incontro è un bluff, della fuffa-tutta-fuffa o delle vere canzoni tirate a lucido.
Per l'ultima fatica di Ben Folds è bene partire dall'intro solo piano di Gracie che fa pensare al migliore Joe Jackson. Il delicato gioco di note cristalline disegna una melodia esile ma chiarissima. Ancora un sospiro e poi si aggiunge a sostenerla un tocco leggero di violoncello, proprio un attimo prima che la voce comincia a dire della conquista di una giovanissima Grazia.

Da qui, da queste poche decine di note, è quasi certo, si capisce che Folds è uno che ha talento. Che è uno della famiglia dei songwriter tipo Elvis Costello o Randy Newman. Uno di quelli che ha tante di quelle canzoni in testa che nemmeno riesci a stargli dietro. Gracie, che arriva come quinto pezzo dell'album, è una canzoncina che si tiene in una sola mano. Tanto che dura appena due minuti e quaranta secondi. Non ce la fai nemmeno a dire che ti piace, che è già finita.
Non male, per un musicista, conoscere l'arte del tempo e della durata. Arte rara, di cui il pianista deve essere di certo consapevole se in quella perla che quasi chiude l'album (Time) ripete nel chorus con esplicita chiarezza: "In time I will fade away, In time I won't hear what you say, In time, but time takes time you know". E in Late si rammarica per il fatto che è stato tardi per troppo tempo ("It's been too late for a long time").
Si direbbe quasi che Folds abbia seguito i suggerimenti per il nuovo (anche se non più tale) millennio che il mirabile italiano (Italo Calvino) appuntò in quelle che sarebbe dovuto essere le sue lezioni americane.

Ben Folds conosce l’arte dell’essenzialità e mira all’obiettivo (melodie brillanti, testi a volte pensosi a volte irriverenti) senza esistare. Nell'ultima canzone (Prison Food) canta "... a trace of me, it floats in my periphery, and every time I turn to see it goes". Folds mira all'obiettivo senza sosta e lo centra tante di quelle volte che ti viene quasi da sorridere. Può bastare?

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Sommario

Ben Folds: Songs For Silverman;
Recensione di pacino per DeBaser
, 4/27/2005 1:05:00 AM (●●●●●)

Anno: 2005

Informazioni nel web: Sito ufficiale dell'artista

Album collegati: Songs for Silverman

Artisti collegati: Folds, Ben (non è DeFinit_)

Samples:

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Voti e commenti

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L'opera è stata votata validamente 5 volte, ottenendo una media di 4.40

  1. DAMASKINOS | il 28 aprile 2005 verso mezzogiorno | Voto: 5 | Voto al Disco:

    mi piacerà, ne sono certo.
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  2. SOCRATES | il 28 aprile 2005 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Al, per Bacco! E quando è uscito questo? I Ben Folds, allora, sono un'altra passione che condividiamo. "L'autobiografia di Messner" è un discone. :-)
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  3. SOCRATES | il 28 aprile 2005 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    ho detto "i"...chissà perché voglio farli diventare una band...
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  4. SOCRATES IL CALVO (SENZA "INO"). | il 28 aprile 2005 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Leggerezza, Rapidità, Esattezza, Visibilità, Molteplicità...hai detto niente!!
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  5. NICKGHOSTDRAKE | il 28 aprile 2005 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    anche a me "l'album di messner" e' piaciuto un casino. Ed adoro quest'uomo.
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  6. SAMTERRA | il 28 aprile 2005 nel primo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 3

    ecco i sample. finalmente qualcuno si ricorda del grande Ben. Album di buona fattura, pero Wathever and ever amen rimane imbattibile. bravo pacino
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  7. JOSI_ | il 28 aprile 2005 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Socrates, forse hai messo la "i" perché hai pensato ai Ben Folds Five (che poi erano in tre)! :) Comunque, boh, non mi ha mai detto niente la sua musica. Forse proprio perché "mira all'obiettivo" troppo direttamente. Buona rece, bellissimo stile!
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  8. PACINO | il 28 aprile 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    x Socrates il Calvo (senza -ino): mi fa piacere che Folds sia ben visto anche dalle tue filosofiche parti, resisto alla tentazione di aprire la parentesi Calvino (le città invisibili, etc.)... ho trovato I Trawl (non potrei che dirne bene) x samterra, NickGhostDrake: gran nei dischi che fecero i Ben Folds Five: già solo dal nome più plurali (5) di quanti fossero in realtà (3, è vero josi_ davvero un paradosso che fossero 3) grazie a tutti per i generosi voti...
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  9. MAGOMARCELO | il 29 aprile 2005 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    mi sa che mi piace, soprattutto se mi nomini joe jackson (a buon intenditore...) ben folds è anche la mente dietro il disco assurdamente bello di william - capitano kirk - shatner, il mio panzone preferito dopo robert smith ;)
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  10. ANTUANA | il 13 maggio 2005 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Disco superlativo! Bravo Pacino!! un disco che davvero non annoia mai!!
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  11. SOCRATES | il 21 agosto 2005 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Già dopo i primi acolti, è entrato nella personale playlist 2005. Insieme all'album dei Doves, è per me tra i migliori dell'anno nel suo genere.
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  12. PACINO | il 27 agosto 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    ciao socrates, avevo perso i doves, li ho recuperati grazie alla tua segnalazione. Almost Forgot Myself è una gran canzone (l'attacco è molto vicino al gary clark con i King L di a Great Day For Gravity)
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