Neil Young: Tonight's The Night

Recensione di: Grasshopper , (il 20 giugno 2005 in mattinata) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Neil Young Tonight's The Night

A differenza dell'illustre compatriota Leonard Cohen, che ragionava, scriveva e perfino cantava come un europeo, il canadese Neil Young è stato un cantautore "americano" per eccellenza, capace di assimilare la tradizione dei folksingers, trasformandola in una personalissima forma di rock, senza però abbandonarla mai del tutto.
Così in molti dischi del suo periodo d'oro possono coesistere splendide e tenere ballate acustiche e "rockacci" velenosi, isterici, o profondi e tormentati. Di volta in volta, di album in album, si impone lo stato d'animo del momento, e così non deve sorprendere che "Tonight's The Night", composto nel 1973, si presenti diverso dal celeberrimo "Harvest" (1972) come la notte dal giorno. Siccome questo disco in effetti uscirà nel giugno 1975, è proprio l'ora di celebrarne il trentennale, tanto più che si tratta di un vero capolavoro.

Tutto ciò che rendeva magico il clima di "Harvest" è sparito: la semplice grazia delle ballate country, l'esaltazione dei grandi spazi come luoghi di libertà, il sogno di una possibile vita alternativa, le comuni hippy, e così via. "Tonight's The Night" è l'altra faccia di Neil Young: gelido disincanto, pessimismo quasi assoluto, tremenda stanchezza, tentativo estremo di rifugio nella solitudine.
L'album è dedicato a due amici appena morti per droga: uno è Danny Whitten, dei Crazy Horse, suo storico gruppo. L'altro si chiama Bruce Berry, e il suo nome compare in Tonight's The Night, blues stravolto e ossessivo che apre e chiude (quasi invariato) l'album, in pratica un resoconto della sua morte, arido come un necrologio e freddo come il brivido che percorre la schiena dell'amico quando ne ha notizia.
Di droga e di morte è impregnata anche Tired Eyes, in cui tutto sembra esprimere stanchezza, impotenza: sia il ritmo blando, sia la voce strascicata di Neil Young, che a tratti si limita a parlare. Così come in Borrowed Tune pare di vederlo, in una stanza vuota, giochicchiare con piano e armonica, senza la forza neanche di inventare un motivo proprio, prenderne appunto uno in prestito per ricamarci sopra le sue malinconie. E ascoltando la tetra ma splendida Albuquerque, tutta giocata sui registri bassi della chitarra elettrica, non sembra di trovarsi lì, allo stesso tavolo di Neil Young, a condividere con lui, in un locale qualsiasi, uova al prosciutto e solitudine, alla ricerca di un posto dove finalmente nessuno si interessi di chi siamo?

Ma per quanto i toni oscuri prevalgano, non è che questo disco abbia la cadenza di una marcia funebre: ci sono diversi momenti di energia, anche se in genere appare sotto forma di rabbia. Un esempio è World On A String, con il suo ritmo secco e nervoso scandito da una batteria che sembra aver fretta di concludere il brano, un altro è Come On Baby Let's Go Downtown, il rock più puro di tutto il disco, sostenuto anche da un testo un po' meno riflessivo.
Gli stessi lenti non sono necessariamente tristi: ce ne sono anche di semplicemente dolci come Mellow My Mind, così "innocua" da poter essere ripresa molti anni dopo dai Simply Red, oppure come il delizioso blues Speakin' Out, impreziosito da cima a fondo da uno scintillio di note di pianoforte. Insomma Neil Young, per quanto immerso in riflessioni personali e profonde, per quanto segnato dai casi della vita, non ha certo rinunciato a comporre la musica che sente più sua, al punto che in Roll Another Number rifà capolino perfino il tipico country-rock "stile Harvest", sia pure associato ad un testo che, come quasi tutti quelli del disco, non lascia molto spazio alla speranza.

"Tonight's The Night" è il frutto sofferto di una fase molto difficile della vita di un artista assai sensibile, e proprio questa è la sua grandezza.

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Sommario

Neil Young: Tonight's The Night;
Recensione di Grasshopper per DeBaser
, 6/20/2005 9:27:00 AM (●●●●●)

Anno: 1975

Generi: ,

Album collegati: Tonight's the Night

Artisti collegati: Neil Young «Uno giusto!»

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Voti e commenti

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  1. MASSIMOF | il 22 giugno 2005 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    Uh, si, con questi dischi godo! Mi piace molto, ma non lo considero il top di Young (però questo è un giudizio strettamente personale, infatti è considerato unanimemente un capolavoro). Diciamo che è il suo "Nebraska". Un disco arido e arso ma comunque, se fosse stato composto da un altro artista, avrebbe preso 5/5 e lode. Grazie a te ed alla tua bella recensione!
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  2. PUNTINICAZPUNTINI | il 22 giugno 2005 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Ecco, vedi, e io mi chiedo... ma se ascolti Neil Youg... come fa a piacerti Bruce? :))) (Questa settimana è dedicata a Springsteen, orami è deciso) - Stò disco s'incula springsteen in ogni salsa, anche quelle che non ho sentito, ed anche quelle che deve ancora fare.
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  3. SYLVIAN1982 | il 22 giugno 2005 verso mezzogiorno | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    C'è sempre da imparare molto dalle recensione di Grass. Il disco però non lo adoro. Neil Young è uno dei pochissimi rocker in circolazione che merita il massimo rispetto. Ha composto capolavori assoluti come After The Gold Rush e Harvest. Tonight's The Night è però un disco troppo claustrofobico e personale perchè io lo possa amare. Comunque appluasi.
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  4. ZIGGHIO | il 22 giugno 2005 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    questi sono i dischi che mi commuovono, l'apatia di young ha qualcosa di mitico, la leggenda narra che young voleva che la band suonasse e registrasse questo disco solo dopo la mezzanotte, ed in effetti il clima ne risente, rock da nottambuli falliti, si sente almeno nelle ballads che i musicisti è come se avessero sonno....
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  5. STEINPFERD | il 16 luglio 2005 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    Bella recensione, questo disco tra quelli del periodo buio post-Harvest mi piace meno di On the Beach, ma non è per niente malvagio, è vero che il clima è parecchio notturno, inoltre la voce di Neil sembra sempre ubriaca, ma forse lo era. "Come on Baby Let's Go Downtown" è più leggera delle altre canzoni come testo, ma è stata inserita da Neil perché è cantata in duetto con Danny Whitten, quindi non risulta per niente allegrotta...
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  6. THE CLASH | il 27 agosto 2005 verso mezzogiorno | Voto: 4 | Voto al Disco:

    finalmente ce l'ho anch'io sto disco...dopo harvest on the beach rust never sleep e comes a time, finalmente il tanto ricercato e sognato album "nero"del grande neil "bruce berry was a working man..."bellu bellu ed ha già 30 anni..tanti auguri!
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  7. THE CLASH | il 27 agosto 2005 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    dove posso trovare foto delle sessions di sto disco?
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  8. CECE65 | il 29 ottobre 2005 all'alba | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    E' vero che Young e quello che allora restava dei Crazy Horse iniziavano a suonare dopo la mezzanotte, ma non è che i musicisti avessero sonno, era che prima di suonare si scolavano litri e litri di tequila. Si trovavano in studio alle cinque di pomeriggio a giocare a biliardo e a bere tequila spingendosi fino al limite finchè non potevano più controllarsi come musicisti, erano aperti, spalancati davanti allo stato d'animo.
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  9. VIOLATOR 88 | il 18 dicembre 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Un capolavoro alla pari con "After The Gold Rush", casualmente i primi due dischi di Neil che ho ascoltato, in musicassetta dell'epoca (non mia ovviamente). Un'altra recensione di Neil Young che avrei voluto fare io ma Grasshopper è il più indicato a parlarne. "Please take my advice, open up the tired eyes..."
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  10. DONJUNIO | il 2 febbraio 2006 verso mezzogiorno | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Questo è il lavoro più toccante di Young, ha saputo tradurre in Arte le angosce della sua generazione e i suoi demoni. Solo Dylan è riuscito talvolta a toccare simili vette. Ed è anche qualitativamente strepitoso. Proprio perché imperfetto tecnicamente, ha un suono sporco che lo rende inimitabile e copiatissimo. "Albuquerque" ad esempio e è il primo pezzo slow core,e vanterà numerosissimi epigoni. L' unico appunto che posso fare alla recensione riguarda " roll another number " . il suono country- rock effettivamente c'è , ma è chiaramente una parodia di quel baraccone da cui vuole allontanars. Il testo col riferimento a Woodstock lo dimostra chiaramente.
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  11. JAQUES RIGAUT | il 9 maggio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Non penso ci sia ancora bisogno di commentare queato disco...C'è da commentare il fatto che non ho ancora capito come ci si siscrive a questo cazzo di forum...Qualcuno me lo spieghi, porco dio!
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  12. NIKKO89 | il 27 giugno 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    grande disco,bella recensione
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  13. NIKKO89 | il 27 giugno 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 3 | Voto al Disco: 3

    voti
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  14. NIKKO89 | il 27 giugno 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    ho sbagliato
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  15. THE GREEN MANALISHI | il 18 settembre 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 3

    Buon disco, ma secondo me è bello solo per metà. Il resto lo trovo un po' debole...
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  16. SHERMANOAKS | il 14 ottobre 2006 dopo mezzanotte | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    uno dei dischi più belli di sempre
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  17. PRECISINO | il 16 ottobre 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    "I'm singin' this borrowed tune I took from the Rolling Stones, Alone in this empty room Too wasted to write my own" Chapeau!
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  18. SURFERJOESHOT | il 28 ottobre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    il neil più toccante di sempre
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  19. BLACK_MAPLE | il 28 ottobre 2006 in prima serata | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Ascoltando questo disco sembra di rivivere le emozioni del cantautore. Veramente incredibile.
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  20. PRETAZZO | il 23 aprile 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    please take my advice...brividi...
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  21. DELDAVID | il 22 agosto 2007 in seconda serata | Voto: 4 | Voto al Disco: 2

    Questo disco rappresenta per me il lato oscuro di neil young, non fraintendetemi, io amo NEIL in tutto, ma questo disco è forse uno dei pochi che non digerisco, mi fa stare male , e da questo disco si capisce quanto lui stesse male in quel periodo e a me non piace sentire la sofferenza...
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  22. SIMOFIGO91 | il 9 dicembre 2007 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    sicuramente il miglior disco di young al pari di everybody knows this is nowhere e on the beach. Albuquerque e tired eyes valgono una carriera
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  23. SIMOFIGO91 | il 9 dicembre 2007 in seconda serata | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

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  24. OLEEINAR | il 3 gennaio 2008 verso mezzogiorno | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

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  25. LARROK | il 7 maggio 2008 dopo mezzanotte | Voto: | Voto al Disco: 5

    Altro vertice grandioso di Neil...sottovalutato e da godere fino all'ultima nota.
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  26. SARAMACBAIN | il 25 dicembre 2008 dopo mezzanotte | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    tutto molto bello.
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