Fabrizio De André: Storia di un impiegato

Recensione di: francescogenovese , (il 28 giugno 2005 nel primo pomeriggio) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Fabrizio De André Storia di un impiegato

Ci sono certi momenti che ti viene voglia di ascoltare una storia, una storia che ti lasci immaginare ad occhi aperti e che ti faccia sognare ad occhi chiusi in un contesto passato ma che in fin dei conti è sempre attuale. Le storie si possono leggere, scrivere, guardare, ed ascoltare. Ecco...io la storia che volevo immaginare l'ho ascoltata grazie ad un album stupendo di Fabrizio De Andrè del 1973, un album da ascoltare dall'inizio alla fine per avere una visione completa.

Storia di un impiegato è forse l'album più bello di De Andrè...un De Andrè Anarchico che parla politico, che parla della vita di contraddizioni tra la vita borghese, il potere, e chi lo subisce. L'impiegato mette in paragone la sua vita troppo normale a quella di chi ha avuto il coraggio di ribellarsi contro il sistema, contro il potere dei soprusi. L'impiegato vorrebbe cambiare, essere come loro...i ragazzi delle lotte studentesche, ma non può perchè la sua vita è ormai "segnata". L'unico modo che ha per ribellarsi è quello di sognare....e grazie al sogno riesce a gettare una bomba ad un ballo mascherato dove c'è tutta la gente che per anni ha rispettato...tutto il potere borghese che per anni lo ha oppresso. Durante lo scoppio vede morire tutti...proprio tutti quelli a cui ha dato il culo, e la sua dignità....e prova un senso di liberazione. Dopo lo scoppio il sogno procede con la voce di un giudice che gli dice che il sistema sapeva le sue mosse...sapeva le sue intenzioni; la condanna si trasforma in un ringraziamento per aver eliminato tutti quelli che per anni hanno solo tirato i fili seduti dietro ad una scrivania...gente che dava fastidio al potere stesso. Le sue azioni sono state spinte dalla ricerca di un potere personale; ormai l'impiegato è uno che decide per se e per gli altri...l'impiegato si trova sugli stessi gradini di chi detiene il potere.

Il sogno prosegue con in un incubo....l'incubo di prendere il posto del padre da lui stesso ucciso al ballo mascherato, un incubo in cui l'impiegato si trova di fronte a delle situazioni in cui, in un mondo di delusioni e illusioni, ricerca disperatamente la difesa alla propria integrità e al proprio denaro. A questo punto l'impiegato si sveglia e inizia a capire che i suoi gesti saranno sempre e solo indirizzati ai propri bisogni e che stare al potere non gli giova per niente, perchè l'angoscia c'è sempre. E allora decide nella realtà di gettare una bomba in parlamento, ma la bomba finisce su di un'edicola...dove nei giornali ci sta la foto della sua ragazza. L'impiegato adesso è in carcere dove scrive una lettere di addio alla fidanzata.
Grazie al carcere l'impiegato riesce a capire un sacco di cose, trovandosi in mezzo alla collettività....una collettività in cui l'essere oppressi si unisce all'essere tutti uguali. Mentre la sua vita borghese lo rendeva oppresso ma diverso da chi gestisce il potere. Per stare al potere basta stare al gioco, e l'impiegato, prima di passare da oppresso ad oppressore, deve necessariamente "uscire fuori da se stesso", abbandonare la propria classe e iniziare a confrontarsi con gente uguale a lui: niente più individualismo ed egoismo, solo collettività. Grazie alla realtà collettiva, l'impiegato impara ad agire e gestire la propria persona, tenendo conto della vita altrui, ponendosi sempre nella stessa posizione di lotta ma questa volta i un contesto in cui l'impiegato appartiene insieme a tutti gli altri: una classe di sfruttati.

L'album finisce qui e la storia narrata smette di essere proiettata nella mente....un album da ascoltare e riascoltare... un album geniale che riflette una vita fatta di obbedienze in un contesto lontano sicuramente dal 2005 ma sempre attuale; questa vita di obbedienze viene confrontata con la voglia di cambiare totalmente e smettere di essere oppresso da un sistema troppo sporco per essere gestito. Bisogna sempre difendere i propri diritti ed evitare di farsi mettere i piedi in testa.... in tutti gli ambiti, mettendo in risalto la propria dignità.... una cosa che spesso manca a chi da dietro una scrivania tira i fili di tutti noi burattini di questo mondo.

Oggi ho ascoltato questo album e avevo voglia di scrivere qualcosa....se non l'avete già fatto, ascoltatelo...ne vale davvero la pena.

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Sommario

Fabrizio De André: Storia di un impiegato;
Recensione di francescogenovese per DeBaser
, 6/28/2005 2:50:00 PM (●●●●●)

Anno: 1973

Generi:

Informazioni nel web: Sito personale

Album collegati: Storia di un impiegato

Artisti collegati: Fabrizio De André «Il porgere la parola e l'elevarla.»

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Voti e commenti

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L'opera è stata votata validamente 19 volte, ottenendo una media di 4.68

  1. AJEJEBRAZORF | il 29 giugno 2005 dopo mezzanotte | Voto: 3 | Voto al Disco:

    Bravo, uno degli album più sottovalutati di de Andrè, all'epoca so che fu molto criticato. Contiene una canzone, quella Canzone del padre, che ha secondo me alcuni dei versi più belli dell'intera carriera di de Andrè, quelli su "Berto figlio della lavandaia": ...si voltò un attimo per suggerire a dio di continuare a farsi i fatti suoi/e scappò via con la paura di arruginire/ il giornale di ieri lo dà morto arruginito/ i becchini ne raccolgono spesso/ tra la gente che si lascia piovere addosso.
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  2. AJEJEBRAZORF | il 29 giugno 2005 dopo mezzanotte | Voto: 5 | Voto al Disco:

    il vot m'è scappato, facciamo così
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  3. TOTISQUE | il 29 giugno 2005 dopo mezzanotte | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    De Andrè = Immortalità. Amen.
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  4. | il 29 giugno 2005 dopo mezzanotte | Voto: | Voto al Disco:

    sotto De André una pubblicità Google del "Romantic Italian Mandolin favorites by Al Fabrizio perfect with candles, wine & pasta". ORRORE!!!
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  5. PAZUZU | il 29 giugno 2005 dopo mezzanotte | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Il più grande disco del più grande artista italiano in assoluto del XX secolo. Fabrizio De Andrè vivrà x sempre
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  6. DS | il 29 giugno 2005 dopo mezzanotte | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    immenso
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  7. GRASSHOPPER | il 29 giugno 2005 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Immenso, enorme, capolavoro, come del resto gran parte dell'opera di De André, che era notoriamente pigro, nel senso più nobile della parola, ovvero faceva un disco solo quando aveva molto, molto da dire. Adeguata, cioè ottima, anche la recensione.
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  8. GRASSHOPPER | il 29 giugno 2005 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Sul fatto che sia il più bello in assoluto non condivido: a mio giudizio i due capolavori che lo precedono, "La buona novella" e "Non al denaro, non all'amore né al cielo" sono un piccolo gradino più su, se non altro perché i temi trattati (rispettivamente Dio e Libertà) sono senza tempo, mentre in "Storia di un impiegato" c'é il sentimento di un periodo storico ben preciso, espresso come meglio non si potrebbe
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  9. GRASSHOPPER | il 29 giugno 2005 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Piccolo appunto per i nani dal solito rompiballe: una questione di accento. Sotto la voce "Fabrizio De Andrè" (con l'accento aperto) c'è solo questa recensione, che sembra sia stata l'unica finora mandata sul più grande dei nostri cantautori. Non è vero perché alla voce "Fabrizio De André" (con l'accento chiuso) ce ne sono molte altre, di cui ben 6 sono mie. Quando e se avete tempo, e soprattutto se è possibile,potete raggrupparle tutte insieme ?
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  10. MASSIMOF | il 29 giugno 2005 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    Bravo nella scelta e nella recensione! E' ora di tirare fuori dischi come questo e metterli in bella mostra! Però concordo con Grasshopper sul fatto che non sia il migliore in assoluto. A me piace di più "Non all'amore...". Voglio dire, preferisco la musicalità di De Andrè di quelle stupende canzoni. Insomma come album, inteso come idea, è eccezzionale. Ma le belle canzoni di De Andrè sono altrove (sempre a mio giudizio).
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  11. MASSIMOF | il 29 giugno 2005 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Bravo nella scelta e nella recensione! E' ora di tirare fuori dischi come questo e metterli in bella mostra! Però concordo con Grasshopper sul fatto che non sia il migliore in assoluto. A me piace di più "Non all'amore...". Voglio dire, preferisco la musicalità di De Andrè di quelle stupende canzoni. Insomma come album, inteso come idea, è eccezzionale. Ma le belle canzoni di De Andrè sono altrove (sempre a mio giudizio).
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  12. ODRADEK | il 29 giugno 2005 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Non è il miglior disco di De Andrè, ma il più atipico. Anche musicalmente. Credo di ricordare che gli arrangiamenti fossero di un allora giovanissimo Piovani, ma dovrei controllare, non ho il disco a portata di mano. Ti sei impegnato in una bella impresa, con questo disco. Apprezzo il coraggio e immagino anche sia molto utile la descrizione del percorso narrativo per coloro che non lo conoscono. Ma soffro un poco il tono didascalico e resto dell'idea che la "cifra stilistica" sia un elemento troppo determinante, soprattutto nella produzione di un autore così significativo, per essere relegata o sopraffatta da ogni tentativo di "spiegazione". Ogni parola e il suono di ognuna,quella voce via via sempre più "matura" come dici bene, reclamano un ascolto. Che diffiìcilmente potrà essere vittima di qualche repentina forma d'oblio.Io ad esempio non sono mai riuscito a dimenticare nemmeno una virgola o un suono di quella canzone che inizia: "Quando in anticipo sul tuo stupore verranno a chiederti del nostro amore..." semplicemente sublime. Si, una cosa ho dimenticato: il titolo. Ma questa è l'età che erode il già esiguo gruzzolo di neuroni. Saluti, Francesco.
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  13. ODRADEK | il 29 giugno 2005 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    E dimenticavo pure il voto.
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  14. GRASSHOPPER | il 29 giugno 2005 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Odradek, il titolo senza volere l'hai citato: è la seconda parte del verso che hai messo tra virgolette "Verranno a chiederti del nostro amore". Quanto a Piovani, era proprio lui, e vale anche per "Non al denaro..." mentre gli arrangiamenti della "Buona Novella" sono opera, pensa un po', dello stesso Giampero Reverberi che molti anni dopo si sarebbe sputtanato storpiando Vivaldi insieme a qualche pagliaccio in parrucca, ovvero i Rondò Veneziano
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  15. TOMSKAR | il 29 giugno 2005 in mattinata | Voto: | Voto al Disco: 5

    cist'albumme è si fantastico quanto argut'. bellissima l'ora di libertà. oè
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  16. POST | il 29 giugno 2005 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    fantastico.
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  17. KATZENJAMMER | il 29 giugno 2005 nel primo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    De André è stata la prima musica che le mie orecchie hanno sentito. Figlio di due grandissimi amanti del Genovese sono cresciuto con tutti i suoi dischi... Grandioso
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  18. EGEBAMYASI | il 29 giugno 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    un album di grande valore. Qui le canzoni ci sono eccome, ed anche i testi sono in alcuni momenti davvero sublimi.
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  19. HAL | il 29 giugno 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Tanto da dire e tempo poco... è un disco bellissimo che però - a differenza di altri - soffre il fatto di dover essere contestualizzato per essere compreso appieno, fermo restando la presenza di alcuni temi centrali dell'opera di De Andrè che si ripeteranno per tutta la sua carriera, in particolare il rapporto tra l'uomo e il potere. Oltre la bellissima "canzone di maggio", c'è una frase di questo disco che amo particolarmente "una volta un giudice come me / giudicò chi gli aveva dettato la legge / prima cambiarono il giudice / e subito dopo / la legge." Volevo inoltre ricordare oltre Piovani alle musiche questo disco vide la collaborazione di Giuseppe Bentivoglio per i testi. Ciao
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  20. GRASSHOPPER | il 30 giugno 2005 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Grazie nani: vedo che avete rapidamente riunito tutte le recensioni su De André, e pure sotto l'accento giusto. Scusate la mia tendenza a vedere non il pelo nell'uovo, ma uova pelose come kiwi. Non c'è niente da fare: sarà perché ho 12/10 di vista, ma sono fatto così
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  21. GIORRRRRGIO | il 30 giugno 2005 in prima serata | Voto: 4 | Voto al Disco:

    Bella recensione, non voto il disco perchè a differenza di tanti, se non mi piace l'artista o il genere evito di dare voti orribili x abbassare la media... non fucilatemi, ma credo di essere l'unico genovese a non sopportare de andrè... anche perchè era genoano =) grande poeta ma non la considero musica... è più poesia suonata, io sono un purista della qualità musicale e non mi piace la musica come ''contorno'' al testo... gusti, no?
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  22. GRASSHOPPER | il 1 luglio 2005 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Ci sarebbe molto da dire sulla musicalità di Fabrizio De André. Come gran parte dei cantautori italiani (felice eccezione: Paolo Conte) dava molto più rilevo alle parole che alla musica. Ma sapeva colmare questa sua lacuna attraverso la collaborazione con musicisti come appunto Piovani, Reverberi e più avanti Mauro Pagani e Ivano Fossati. Così specialmente gli ultimi dischi (ma anche alcuni dei primi) sono tutt'altro che carenti da questo punto di vista
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  23. GRASSHOPPER | il 1 luglio 2005 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Se senti "Creuza de mà" (ed essendo genovese hai anche il privilegio di capire le parole), "Le nuvole" o "Anime salve" scoprirai che sono molto di più che "poesia cantata", ma è vera musica etnica, e di alto livello. Che poi il merito non sia esclusivamente di De André è pacifico. Comunque a Firenze esiste già Via Fabrizio De André, e la targhetta recita: "Poeta e musicista". Prima di tutto poeta, ma anche musicista.
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  24. | il 1 luglio 2005 in mattinata | Voto: 2 | Voto al Disco: 3

    Mah... secondo me, invece, è uno dei dischi invecchiati peggio di De Andrè... sarà perchè è figlio di un periodo storico-sociale preciso, o sarà per gli arrangiamenti prog-elettronici ("sogno n.2" oggi fa sorridere). Fra l'altro lo stesso de Andrè si è spesso lamentato della piega troppo "politicizzata" data da Bentivoglio e gli altri collaboratori al disco: lui voleva concentrarsi più che altro sugli aspetti umani della vicenda, non su quelli socio-culturali. Ciao F
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  25. ODRADEK | il 1 luglio 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Signori, che bella discussione. Ma, caro Giorrrrrgio, gli arrangiamenti, per esempio, di anime salve,(e perdonate il solito vuoto di memoria sul nome e l'impossibilità di porre rimedio, ma ci pèenserà Grasshopper)dovrebbero essere apprezzati da un purista della qualità musicale. E magari l'occasione per procurarsi qualche titolo della produzione del compositore in questione (dai, Grass, urge 'sto nome, scrivo dall'ufficio e non riesco davvero a ricordarmi)che potrebbe anche piacerti. Se il discorso su musica come ''contorno'' regge per quasi tutti i "cantautori", una attenzione diversa meritano alcuni dischi di De André, sicuramente tutti quelli da Creuza in poi. Con F concordo quasi in tutto, ("sogno n.2" oggi fa sorridere" è vero, ma come sorridiamo, con il senno di poi, di certe cose che ci riguardano, che sono nostre) ma anche qui dentro ci sono, e mi ripeto, momenti sublimi.
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  26. ODRADEK | il 1 luglio 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Piero Milesi, vero Grasshopper? Gli arrangiamenti sono suoi, in Anime Salve. O mi confondo?
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  27. H. | il 1 luglio 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Sì era Piero Milesi
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  28. ODRADEK | il 1 luglio 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Scusa Hal, non sottovaluto la tua precisa documentazione, ma Grass è sempre così tempestivo.... Ma visto che ci siamo, hai ascoltato Libera me di Lars Danielsson? Se ti capita lasciagli un pò di tempo, potrebbe piacerti.
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  29. H. | il 1 luglio 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Eh? :))
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  30. HAL | il 1 luglio 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Ho poco tempo oggi... ma ormai ci sono... no odradek non l'ho sentito (ma di che ti scusi che non ho capito? :))), comunque prendo nota ... va bene il do? che cazzata ... sono fuso... vabbè comunque stavo seguendo la discussione e vorrei dire che sono completamente in accordo con Grasshopper sulla valutazione del valore musicale di De André, ma non ha torto chi evidenzia il fatto che questo disco sia invecchiato meno bene rispetto agli altri... però alla fine me ne frego perchè quando sento cantare "e io contavo i denti ai francobolli, dicevo grazie a dio buon natale ... " mi viene sempre quel brivido che non so descrivervi ... e adesso torno al lavoro :)))
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  31. ODRADEK | il 1 luglio 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Ah, ma il grigio è una cortina fumogena per i blitz? Che simpatico.
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  32. HANTA | il 1 luglio 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Ma Francesco Genovese non si fa mai vedere nei commenti?
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  33. GIORRRRRGIO | il 1 luglio 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    no ragazzi non sto mettendo in dubbio la qualità della produzione, ma sapete quando una cosa non piace non piace, devo dire di non aver ascoltato tanto di de andrè, ma non piacendomi quello che ho sentito non sono "incentivato" ad ascoltare altro... x quanto riguarda creuza de ma la conosco e anche i suoi arrangiamenti, di ottima fattura, ma x me la musica è sempre un po' in secondo piano... ma non prendetela come offesa, giusto come opinione!! ciao
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  34. MC SAMPYR | il 14 luglio 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    è l'unico cd con tendenze pienamente sinistrorse k ancora ascolto... rispetto k non piace il Fibra, ma De André nn può essere criticato, è unico!!!
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  35. JEREMY | il 26 luglio 2005 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    cosa aspetti a eliminarlo dalla tua discoteca? povero faber
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  36. OPEN MIND | il 24 novembre 2005 nel primo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    che dire......de andré è SEMPLICEMENTE il più grande di tutti......le parole sono davvero spade affilate e taglienti
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  37. MC SAMPYR | il 25 novembre 2005 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    vorrei far notare quanto ero coglione due post fa... Questo cd è quello che più di tutti, nella musica di sempre, ha unito il diletto intellettuale, musicale, politico e poetico perfettamente. 5 è squllidamente poco, per un cd che non può avere voti dalla sua bellezza (se qualcuno riesce a decifrare ciò che ho appena scritto, per favore fatemelo sapere, perché non ci ho capito assolutamente UN CAZZO!!!!!)
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  38. CICCIO PASTICCIO (D)OVE VA LUI FA 'NU CAPRICCIO | il 25 gennaio 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 1 | Voto al Disco: 5

    Ciospo ciospo viri viri massa massa gregghi gregghi maccb maccb
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  39. VIVA Lì | il 23 maggio 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco: 3

    Suvvia, un pò di serietà. I capolavori assoluti di De André sono 3: "Vol.3", "Creuza de ma" e "Anime salve". Tutti gli altri sono un pelino sotto, ma di poco. Questo però, insieme a "Rimini" è uno dei più bislacchi e pasticciati. Per carità, nobili intenzioni, ma tanta confusione e poco omogeneità. "Il bombarolo" è bella, ma "Storia di un impiegato" è un album figlio dei suoi tempi, troppo politico, troppo poco sognante. Andava bene trent'anni fa, oggi sembra un pò (anzi, un pò troppo) datato. Per Grasshopper questo è uno dei migliori, bha, sarà, da uno che ha dei pregiudizi musicali tipo taleban style (gli piace tutto di Branduardi perchè è fine, Gianna Nannini invece è un urlatrice: ergo dunque, che Branduardi non ha mai fatto una cazzata in vita sua. Se questo è amare la musica, io sono Brigitte Bardot). Marco Poletti Dixit.
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  40. OPEN MIND | il 6 giugno 2006 verso mezzogiorno | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    questo disco è quanto di più alto la musica italiana abbia mai espresso, mostruoso semplicemente mostruoso....per quanto mi riguarda una spanna sopra la cmq eccellenza di tutti gli altri album di fabrizio....storia di un impiegato datato????no, no, no non sono d'accordo.....assolutamente non sono d'accordo con questa affermazione....ola......
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  41. ROBLOSVIZZERO | il 28 settembre 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    ha ragione open mind. il disco non e datato. perche "ritorneremo a le vostre porte e grideremo sempre piu forte"
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  42. BJORK68 | il 28 novembre 2006 in prima serata | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    recensione molto bella complimenti. concordo col definirlo il migliore di de andrè.
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  43. DAVEJONGILMOUR | il 28 novembre 2006 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco: 5

    il poletti si riconferma cretino..ne dubitavate???
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  44. DEGREGORIUS | il 4 dicembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 3 | Voto al Disco: 3

    disco troppo politico ed eversivo. de andrè non era equilibrato quando parlava di politica e contestazioni. del resto era anarchico... ma bentivoglio e danè non lo hanno aiutato a fare un disco più attento alle tematiche umane che a quelle rivoluzionarie
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  45. DEDOLUZ | il 8 dicembre 2006 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    questo è il lavoro che preferisco di De Andrè. E' assolutamente stupendo in ogni nota, ogni verso ed è una bellissima descrizione di quel particolare periodo storico. 'Ho chiesto alla mia faccia una polemica di dignità..."
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  46. DANIWILLER | il 14 gennaio 2007 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    'Viva li' che dici? I migliori 'Vol III', 'Creuza de ma', 'Anime salve' ? Scherzi? I migliori sono i 4 concept album, non ci sono gusti , è cosi...<<Tutti morimmo a stento, La buona novella, Non al denaro..., Storia di un impiegato>>. Ognuno scelga il suo preferito, ma tra questi 4. Storia di un impiegato è quello più complesso, con i testi più indecifrabili e ermetici, ma una volta capito a fondo nessuno potrebbe non considerarlo un Capolavoro. Le canzoni di per se hanno meno valore, per questo di rado vengono inserite nei best of, con quelle melodie quasi psicadeliche a tratti e poco orecchiabili e melodiche (la più melodica forse 'Il bombarolo' che era l'unica che mi piaceva anche quando del disco non ci capivo un accidente)
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  47. DANIWILLER | il 14 gennaio 2007 nel primo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    dimenticavo i voti
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  48. ANASTASIO SCORZARELLI | il 14 gennaio 2007 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    Daniwiller, meno categorico, please. Viva Lì è spesso dispensatore di cazzate, tu cerchi il primato tra i saputelli? Il fatto che tu escluda Creuza de dalla tua opinabile classifica ti squalifica in partenza. Ritenta, sarai più fortunato.
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  49. SENTENCE | il 19 gennaio 2007 in seconda serata | Voto: 3 | Voto al Disco: 5

    5
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  50. ARNOLDLAYNE | il 24 aprile 2007 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    ajè, e che cazzo, e dallo un 5, ti avessi mai visto dare 5 a qualcuno..che sei oh!
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  51. SENTENCE | il 12 maggio 2007 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    l'avrò dato sicuramente
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  52. ARNOLDLAYNE | il 24 maggio 2007 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    non dicevo a te! :D
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  53. AJEJEBRAZORF | il 24 maggio 2007 in mattinata | Voto: | Voto al Disco: 3

    al contrario, io di 5 e voti alti in genere ne ho dato pure troppi, e alle volte pure un po' a cazzo sulle ali dell'entusiasmo. Dipende da che lato la si guarda: per me 5 è un dieci T O N A N T E, non è un "grazie e arrivederci" su ogni disco che mi piace; darne a tonnellate (di 5) è come non darlo a nulla. Per il nulla che conta questo, ma siccome debaser è "gioca anche tu a fare il piccolo critico saputello (non saputello l'utente, che saluto)", votare creando una piccola scala di valori fa parte del divertimento, oltre a permettere agli altri di capire cosa ti piace e se fidarsi di te per qualche consiglio o al contrario mandarti mentalmente e serenamente a fare in culo quando dici "ammazza che bello questo". E a proposito: ai dischi italiani io di solito dò un voto in più, nessun 5 a dischi italiani lo considero veramente 5.
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  54. SAPUTELLO | il 24 maggio 2007 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    saccentissimi saluti Ajè :-). AL disco darei un bel 4, perchè lo pongo al di sotto dei miei dischi preferiti dell'autore, che sono "Non al denaro, non all'amore né al cielo" e "Crueza de Ma". E Forse anche "La buona novella". Però gran disco, nulla da eccepire. Ogni volta che ajeje mette un cinque io scappo in bagno a piangere.
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  55. ARNOLDLAYNE | il 24 maggio 2007 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    si ma tu non giochi a fare il critico, tu sei senza cuore! :D
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  56. AJEJEBRAZORF | il 24 maggio 2007 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    no non sono senza cuore e il fatto che metta voti "bassi" rispetto a molti non vuol dire che pretenda di saperne di più, è solo questione di significato che si attribuisce ai voti. Vuol dire solo che non voglio svalutare la roba che più mi piace, tutto lì
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  57. A | il 13 giugno 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    inarrivabile. punto.
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  58. RAJAZ976 | il 2 luglio 2009 in prima serata | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Secondo me è il piu bel disco di Faber assieme a Non al denaro.. e Canzoni. Sono d'accordo con chi ha detto che nella canzone del padre ci sono i versi più belli della carriera del cantautore. Anche in sogno numero 2 ..il verso della coscienza al fosforo piantata tra l'aorta e l'intenzione appare così poetico. bella rece.
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