Lucio Battisti: Amore e non amore

Recensione di: RingoStarfish , (Tuesday, July 05, 2005) | Voto: ●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Lucio Battisti Amore e non amore

Il 1970 è uno degli anni più determinanti nella carriera di Lucio Battisti. Oltre a beneficiare -come in tutti i primi anni di carriera- altri colleghi italiani di proprie ottime canzoni da classifica (vedi Mina, Patty Pravo, Formula 3, Bruno Lauzi, ecc), il menestrello di Poggio Bustone porta a compimento ben due album, quasi il lato A e il Lato B del suo far musica, due facce complementari che accostate rivelano la molteplicità d’intenti del Lucio del primo periodo.
“Emozioni” è un greatest hits già pronto e confezionato, un disco “killer” che a suon di record di vendite s’impone come uno dei best sellers all’italiana, condannando comunque il nostro ad essere per molti identificato con le pur adorabili canzonette per il resto della sua vita (e anche dopo).

Ma nello stesso anno viene anche elaborato il progetto di “Amore e non amore”, un divertissment prog-folk che verrà ritenuto così anti-commerciale da rimanere chiuso nei cassetti della Ricordi fino all’anno successivo. L’album viene comunque anticipato nel’70, dal singolo “Dio mio no”, futuro brano d’apertura del 33 giri, torrenziale racconto psichedelico di una sveltina che finisce per attirarsi la censura radiofonica anche per un esistente vilipendio alla religione (per l’esclamazione del titolo!). Battisti nel bigottismo democristiano dell’epoca finisce addirittura per passare da“artista maledetto”, nomea alimentata anche dalla fantastica copertina (prima di una meravigliosa serie mistico-hippie che arriva fino a quella di “Anima Latina“), con Lucio in primo piano su un prato, sfatto come un fegatello dalla barba alle superga, con la futura moglie Maria Grazia nuda con chiappe in vista (in alcune copertine ristampata con le mutandine!) e sul retro una coppia di cavalli (forse un confronto tra coppie?). Già da questo abbiamo gli indizi di quelle che saranno le tematiche dell’album.

Otto pezzi soltanto, dei quali quattro sono magnifici strumentali con titoli enormi (forse uno sfogo di Mogol?), tipo “7 agosto di pomeriggio. Fra le lamiere roventi di un cimitero di automobili solo io, silenzioso eppure straordinariamente vivo”. Incredibile. E queste piccole sinfonie o questi fantasiosi intermezzi oltre a rispecchiare gli enormi titoli che trattano di esistenza tormentata, politica ed ecologia post-boom economico sono dei gioielli sonori, pieni di sperimentalismi impiantati sulla tradizionale forma della canzone d’autore chitarristica. Le altre quattro tracce, oltre alla già citata “Dio mio no” provano tutto quel che ad un Celentano o a un Morandi non era concesso neppure di immaginare: la canzone proto-demenziale di “Una”, una delle love song più belle mai scritte, in cui gli organi hammond della Pfm (qui in veste di band di supporto) fanno la parte del leone (allucinato); “Se la mia pelle vuoi”, canzonaccia hard-rock con scatenati assoli di Alberto Radius e un Lucio quasi indemoniato, che si lamenta per l’eccessiva attività sessuale della propria lei… e infine arriva “Supermarket”, stele di rosetta per tutti i rini gaetani successivi, nella cavalcata blues di una storia d’amore con una commessa del reparto banane…Possiamo voler di più? Se la vostra risposta è sì non dovrete che aspettare l’anno successivo con "Umanamente uomo: il sogno".

Ma "Amore e non amore" rimane un album irripetibile, unico anche nei suoi difetti. Sarà per sempre considerato un album minore di Lucio nella sua fuoriuscita più selvaggia e polemica, trascurato da tutti, ma non da chi l’ha capito e amato con quelle rose sul suo consunto cilindro.

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Sommario

Lucio Battisti: Amore e non amore;
Recensione di RingoStarfish per DeBaser
, 7/5/2005 11:10:00 PM (●●●●)

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Voti e commenti

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Ha ricevuto 8 voti validi, totalizzando una media di 4.13
L'opera è stata votata validamente 10 volte, ottenendo una media di 3.50

  1. RINGOSTARFISH | Data: 7/7/2005 3:54 | Voto: | Voto al Disco:

    perdonatemi gli errori, la moglie del lucio si chiama Grazia Letizia, ma l'ho confusa con una mia amica..e volevo dire "inesistente vilipendio alla religione". eneathedevil sei un gran bel telepatico
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  2. GRASSHOPPER | Data: 7/7/2005 9:0 | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    Lo conosco solo in parte (alcuni brani contenuti in una raccolta della Linea 3) ma questa ottima recensione invita d ascoltarlo per intero. 4 a quello che conosco
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  3. ENEATHEDEVIL | Data: 7/7/2005 11:31 | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Ringo... piezz' e curnutu! Avevo detto sin da "Io Tu Noi Tutti" di Bogus che sta rece volevo farla io!!! Però ho cincischiato e alla fine colto da illuminazione ho recensito "E già", con cui ho indirettamente evitato perlomeno di giungere a due doppioni contemporanei. Innanzitutto buona recensione, corrisponde in parte a quello che pensavo del disco, a riguardo del quale aggiungerò solo due parole. Grazia Letizia a parte, che però non mi pare fosse la donna sulla copertina (dove hai letto la notizia?), quello che mi premerebbe evidenziare è innanzitutto il collegamento tra titolo e contenuto: le situazioni di amore corrispondenti ai brani cantati, quelle di non amore ai brani strumentali. Metterei in evidenza anche le belle esecuzioni nello specifico di "7 agosto di pomeriggio" e "Una Poltrona", per splendida orchestrazione d' archi la prima, per impianto sinfonico la seconda. Altra caratteristica degna di nota l' impianto provinistico di brani come "Dio mio No", attraverso cui Lucio riporta nel prodotto musicale finito il fervore della sala di registrazione chiamando a raccolta i componenti della PFM prima di chiudere il brano con "Batto quattro e finiamo": caratteristica innovativa che verrà bissata in "La batteria il contrabbasso..."; innovativo è poi tutto l' impianto prog-folk (bravo, concordo) del disco, veramente visionario e profetico in patria: Battisti anticipa di molto i tempi rompendo indugi e esponendosi pure al bigottismo da censura. Per tutti questi motivi lo ritengo uno dei più grandi dischi di Lucio, forse addirittura il migliore per valore innovativo, capace di cambiare la storia della musica italiana dando il la a nuove sperimentazioni più di quanto non potesse riuscire l' altro grande capolavoro che fu "Il Mio Canto Libero". Curnutu ma bravo
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  4. RINGOSTARFISH | Data: 7/7/2005 12:45 | Voto: | Voto al Disco:

    Enea tra battistiani bisogna capirsi...figurati io invece inizialmente volevo farla di E' Già!!! sei anche te un vecchio maiale lucesco...sì, la ragazza è la moglie, e i cavalli sono quelli del tour per l'Italia di Battisti-Mogol
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  5. ENEATHEDEVIL | Data: 7/7/2005 13:9 | Voto: | Voto al Disco:

    Non ho trovato news a suffragio, però bel culo davvero, complimenti.
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  6. ENEATHEDEVIL | Data: 7/7/2005 13:12 | Voto: | Voto al Disco:

    Altra interessante rilettura del titolo, antitetica rispetto alla mia: l' amore sarebbe rappresentato dai 4 strumentali, il non amore dai 4 cantati, in quanto ciò che è amore non lo sarebbe, ma pura questione carnale... ci sta
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  7. ODRADEK | Data: 7/7/2005 16:42 | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    M'intrufolo, tra le scaramucce di veri battistiani, per dare un cinque tondo tondo proprio ai "suoi difetti".
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  8. BOGUSMAN | Data: 7/7/2005 21:37 | Voto: 4 | Voto al Disco: 2

    Ehm... quante frustate mi merito se dico che non ho mai amato molto questo disco? L'avrò ascoltato si e no 5 volte... Non so, forse il fatto di averlo sempre sentito come una parentesi nella produzione di Battisti me lo ha fatto sempre ascoltare con un orecchio si e l'altro no... comunque bravo ringo, la recensione è assai pregevole
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  9. ENEATHEDEVIL | Data: 8/7/2005 10:55 | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Ahhh! Vade retro, malefico Bogus, nel tuo fago prendon loco le eresie più ignobili dell' aleatorio giudizio umano! A te 1000 frustate che comincerai a somministrarti oggi ad intervalli di un' ora (facciamo 10 per volta), congiuntamente a 1000 mea culpa per aver considerato questo profetico disco inferiore a quel lavoretto naif da quattro kopeki!
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  10. BOGUSMAN | Data: 8/7/2005 16:2 | Voto: | Voto al Disco:

    Non ho detto che lo trovo inferiore. Meno seducente, quello si. Sai, le mie radici in fondo sono nella new wave e non nel (rhythm &)blues; per quanto irrisolto E già (ai tempi in cui lo scoprii) parlava un linguaggio sicuramente più vicino a me rispetto a AENA... Le frustate? Le assaporerò con libidine una per una...
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  11. ENEATHEDEVIL | Data: 8/7/2005 18:37 | Voto: | Voto al Disco:

    E già ti seduce di più? Mah! Comunque mi limitavo ai voti: 2 a questo, 3 all' altro. Comunque vero, ciò che dici sul linguaggio musicale di "E Già" è corretto e l'ho detto anche nella mia rece: minestrina Kraft(werk) riscaldata, profetico invece AENA.
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  12. RASPUTIN 74 | Data: 29/7/2005 10:33 | Voto: | Voto al Disco:

    bravissimo, la prima parte della tua recensione è da incorniciare. Impossibile non conoscere il Battisti '70-'80 ed indentificare il Nostro solo da Un'avventura, Acqua azzurra ecc. Dall'ascolto dei dischi del suddetto decennio - questo, Anima latina, La batteria, ma direi tutti - si comprende come il Nostro musicalmente stesse già venti anni avanti. E poi una cosa che ho sempre pensato : a parte alcune eccezioni, Lucio è stato sempre penalizzato da testi non all'altezza. Uno dei grandi fenomeni del panorama musicale italiano relegato sempre dietro il paroliere più sopravvallutato...
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  13. CECE65 | Data: 22/8/2005 1:34 | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    Ma sapete che Grazia Letizia Veronesi viene chiamata "la Yoko Ono della Brianza"?
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  14. VOICEFACE | Data: 8/9/2005 12:32 | Voto: 4 | Voto al Disco: 3

    bella recensione, anche se non nutro un enorme entusiasmo per questo disco. Credo abbia perso col tempo (e ci mancherebbe) il suo spirito innovativo. Al contrario Anima Latina, ancora oggi, a distanza di trent'anni, verrebbe considerato un lavoro sperimentale
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  15. VIVA Lì | Data: 21/5/2006 23:33 | Voto: | Voto al Disco: 2

    Forse il disco meno conosciuto del periodo Mogol-Battisti, ma anche il peggiore. A parte la censuratissima "Dio mio no", nulla è passato alla storia: i brani sono scialbetti e infarciti di doppi sensi maliziosi e scioccherelli, e le lunghe composizioni strumentali della PFM (tecnicamente perfette) alla lunga risultano noiose e inconcludenti. Marco Poletti Dixit.
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  16. COOLERMASTER | Data: 7/10/2006 10:8 | Voto: | Voto al Disco:

    Uno dei dischi "minori" di Lucio penalizzato soprattutto da una pessima incisione e ancora più pessimo mixaggio...Salvo comunque la parti strumentali specie "davanti ad un distributore automatico..." struggente melodia come solo negli anni '70 si sapeva fare...
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  17. DAVEJONGILMOUR | Data: 20/1/2007 3:34 | Voto: | Voto al Disco: 4

    Disco piacevole
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  18. A | Data: 10/6/2007 15:43 | Voto: 1 | Voto al Disco: 1

    disco riprovevole
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  19. MAXGIT | Data: 22/10/2007 16:37 | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    ...non l'ho letta apposta prima, la tua rece... perchè volevo scriverla anche io (e così ho fatto). ora che l'ho letta la trovo bella, e la sottoscrivo pure (ndò si firma?)! Ciao braVO, w LUCIO. SUPERVOTO RECE E DISCO.
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