Lucio Battisti
E Già

Recensione di Eneathedevil

E già.

Se c'è un segno distintivo dell'intera discografia battistiana è il carattere epidittico dei titoli dei long-playing: a due anni dalla "Giornata Uggiosa" mogoliana non c'è altro da dire che "E già", non c'è altro da fare se non riconoscere che le cose sono andate come era inevitabile che andassero: quel "tipo intellettuale appariscente che in fondo in fondo non valeva niente", Mogol, non è che un ricordo da dissolvere tra le note di un soffuso "Mistero", un episodio già chiuso e concluso di un capitolo che vuole ancora arricchirsi di sensazioni nuove.

E già, Lucio, ti sei sentito in dovere di scrivere ancora qualcosa di te per fare capire che vuoi ancora fare della musica, che sei ancora un cantautore valido, che soprattutto, non c'è più bisogno di un intellettuale per poter scrivere canzoni: si possono fare autonomamente, senza solecismi e preterizioni.
A chi affidarsi adesso? Il paroliere che compare nei titoli di coda, "Velezia", acronimo sillabico di "Grazia Letizia Veronesi", moglie dell'autore, ha l'aria di essere un fantoccio messo lì per nascondere l' effettiva stesura degli stessi testi da parte del cantante di Poggio Bustone: la tesi, ormai generalmente accettata è avvalorata dai diversi riferimenti ad esperienze personali di Lucio, e ammesso che sia assolutamente utile avvalorarla adesso, il sunto è che comunque questa è una produzione fai-da-te.

E già, Lucio, un disco per far capire che nulla è finito, che tutto è da compiere. A bene vederlo un vero e proprio passo falso, un lavoro che non è né carne né pesce, scontato nei testi, inefficace nelle musiche, tinteggiato da colorature new-age che non ne fanno un prodotto originale e icastico. Naïf nella costruzione, naïf nel carattere disincantato degli asettici disegnini di Luca Battisti, figlio di tanto padre, naïf nella forma e nel contenuto.

E già, Lucio, questo lavoro non l'hai rinnegato, nonostante la fredda accoglienza da parte di critica e pubblico, nonostante la povertà contenutistica e musicale: ne hai denunciato la sincerità, la naturalezza, l'immediatezza; non hai torto, ma parametri come quelli citati, tanto presenti in questo lavoro, non devono per forza coincidere con povertà lessicale e formale: "Windsurf windsurf/ Veleggia e va/ Portami lontano/ Da questa rumorosa città" è sì un elogio di un hobby a cui sei stato spesso legato, ma è anche una filastrocca senza spinta e pàthos; "Slow motion la notte di Babbo Natale/ L'orecchio teso per sentirlo arrivare/ Si estrae la fortuna l'uomo è sulla luna" è un esempio di rime baciate che non è difficile ritrovare tra gli esercizi stilistici di un bambino; "La tua felicità", titolo di traccia e ispirazione dell' album rimanda alle decine di parole assonanti di cui è popolato l' album: "serenità, infelicità, verità"... tormentone sonoro.

E già, Lucio, da sempre innovatore musicale e profeta delle nuove sonorità in patria, stavolta non precorri i tempi. Sperimentazioni elettroniche del genere, già in auge in Europa attraverso Eno e i Kraftwerk sono in voga in Italia da qualche anno, e forse con risultanti più confortanti e omogenei di quelli raggiunti con questo lp.

Che salvare, Lucio? Le divertite divagazioni della title-track, forse, l'affascinante atmosfera di "Straniero".

E già, Lucio, quel "tipo intellettuale appariscente che in fondo in fondo non valeva niente" non era poi un pugno di mosche, anzi, preferiamo ricordare i suoi testi, il magnifico incantesimo che ti legava a lui, la Storia della Musica Italiana.

DeBaser, .

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Artisti collegati: Lucio Battisti «Dire che è intramontabile è riduttivo assai per questo artista. Se invece che a Poggio Bustone fosse nato nell'hinterland londinese allora sì che la sua grandezza sarebbe riconosciuta in tutto il mondo.»

Commenti (SessantUno)

Grasshopper

Grasshopper

Opera: Recensione: 7 luglio 2005 08:16

«E già... che cosa aggiungere, se non che è una recensione che sottoscriverei parola per parola ? Io sono uno che trova molto indigesta la fase successiva, quella panelliana, ma rispetto a questo "ibrido" sono dichi d'oro »
Grasshopper

Grasshopper

Opera: Recensione: 7 luglio 2005 08:29

«Dischi, non dichi, chiaramente. Già che ci sono trovo il pelo nell'uovo: sottoscriverei parola per parola, tranne una: quell'EPIDITTICO all'inizio della recensione. Se esiste, avrei messo un sinonimo più semplice»
Grasshopper

Grasshopper

Opera: Recensione: 7 luglio 2005 08:30

«Dischi, non dichi, chiaramente. Già che ci sono trovo il pelo nell'uovo: sottoscriverei parola per parola, tranne una: quell'EPIDITTICO all'inizio della recensione. Se esiste, avrei messo un sinonimo più semplice »
bogusman

bogusman

Opera: Recensione: 7 luglio 2005 08:46

«mmmmh non sono mica tanto d'accordo sul giudizio complessivo che dai. secondo me tutto il primo lato si salva egregiamente rispetto al secondo, molto più spento (titletrack esclusa). Certo è un album non perfettamente a fuoco, ma frutto di una scelta più che audace e radicale, altro che "nè carne nè pesce". (quello casomai era stato una giornata ugg.)»
bogusman

bogusman

Opera: Recensione: 7 luglio 2005 08:55

«i testi sono naif, è vero, con qualche spruzzatina di ottimismo new age, ma il canto è quasi sempre all'altezza del passato (e del futuro). Dal punto di vista sonoro mi sembra poi che e già non sia così facilmente liquidabile come technopop fuori tempo massimo, così pieno com'è di studi sulla ritmica elettronica, a dir poco fondamentali per le opere successive. mi sembra che E già costituisca un mattone fondamentale senza il quale, per…»
bogusman

bogusman

Opera: Recensione: 7 luglio 2005 09:14

«Mi sembra che nel valutare il valore complessivo di un'opera ci sia da considerare, oltre al valore artistico in sè per sè, anche il peso storico che ha avuto, e in questo E già mi sembra uno degli album più "densi" di Battisti. Senza contare che secondo me, anche artisticamente non è questa schifezza che dici.
ah già, dimenticavo i voti...»
bogusman

bogusman

Opera: Recensione: 7 luglio 2005 09:15

«eccoli»
Eneathedevil

Eneathedevil

Opera: Recensione: 7 luglio 2005 11:44

«E vabbè, Bogus, ma bisogna distinguere tra prodotto finito e sperimentalismo: Lucio ha sperimentato ma non è venuto fuori un granchè, è uscita fuori, come dice il buon Grass, un lavoro IBRIDO, messo lì consapevolmente da un Battisti che sapeva già della transitorietà del disco, fatto sta che avrebbe aspettato ben quattro anni prima di rifare una roba del genere e ripiegare invece su qualosa di meglio, sapendo che una simile linea musicale non sarebbe…»
Eneathedevil

Eneathedevil

Opera: Recensione: 7 luglio 2005 11:55

«Primo lato: "Scrivi il tuo nome" simpatica e scemarella, "Mistero" interessante per il riferimento di cui nella rece, "Windsurf Windsurf" come la prima, "Rilassati ed Ascolta" becerata new-age, "Non sei più Solo" senza infamia nè lode, "Straniero" la più affascinante. Per il secondo lato interessante l' elenco di autori musicali cui si è ispirato Lucio in "Registrazione". Ma va, Grass, "epidittico" è bellissimo :)»
RingoStarfish

RingoStarfish

Opera: Recensione: 7 luglio 2005 12:37

«una cosa: ma che sgnifica la nota nel retro cd col ringraziamento a Pappalardo per aver ampliato i suoi concetti nella corsa e nel ritmo musicale? Andavano a fare jogging insieme con Adriano o è stato lui il colpevole della monotona ritmica che rompe i maroni per mezzo album (quella con batteria elettronica e campanaccio per capirsi)??? Io personalmente sono affezionato a quest'album, mi ha fatto vedere il lato più umano e debole di Lucio,…»
bogusman

bogusman

Opera: Recensione: 7 luglio 2005 12:45

«Per me Don Giovanni E' un capolavoro che in quanto tale giustificherebbe anche eventuali precedenti passi falsi. disaccordo con enea: non vedo assolutamente La Sposa O. come l'album "finito". La grandezza di Don giovanni, per me il capolavoro assoluto di battisti, sta anche nella sua eterogeneità. Poi che vuoldire "bisogna distinguere tra prodotto finito e sperimentalismo"? ok distinguiamo, ma mi pare che la storia del rock sia piena di capolavori speriemntali... o no?»
bogusman

bogusman

Opera: Recensione: 7 luglio 2005 12:49

«Pappalardo e Battisti all'epoca erano in rapporti abbastanza stretti: Battisti produsse un album di Pappalardo dalle sonorità non dissimili da quelle di E già ("Immersione", mi pare). Fu proprio Pappalardo a presentare Pasquale Panella (che nel frattempo aveva scritto i testi ad un altro Lp di Pappalardo), a Battisti.»
Eneathedevil

Eneathedevil

Opera: Recensione: 7 luglio 2005 13:00

«Eh, appunto, capolavori sperimentali sono i prodotti finiti di gran qualità ove la sperimentazione ha dato grandi frutti. Uhm, di Don Giovanni appunto, contesto la mancanza di omogeneità :). Sai, Bogus, secondo me un lavoro deve avere una sua compattezza, deve produrre un discorso musicale lineare: non è importante che sia del tutto comprensibile, ma deve essere lineare, schietto, ordinato. "Don Giovanni" va sgrezzato: non c'è coesione tra le tracce, troppi divertimenti linguistici, troppi rompicapi...…»
Eneathedevil

Eneathedevil

Opera: Recensione: 7 luglio 2005 13:08

«Concordo con Ringo, ovviamente. E già, anche i ringraziamenti sono banali. Bravo Bogus, si trattava proprio di "Immersione", dove d'altronde riscopriamo il comune interesse per il mare di Battisti e Pappalardo (vedi qui Windsurf Windsurf)»
bogusman

bogusman

Opera: Recensione: 7 luglio 2005 13:23

«Un capolavoro per essere tale deve avere una sua linearità? disaccordo: per me la creatività è data dallo scarto, dall'imprevisto, dalla tensione data dall'instabilità. (Brian Eno affermava di aver avuto alcune delle sue "idee" lavorando in piedi su una gamba sola, eheheeh). Non c'è assolutamente niente da sgrezzare in DG; i divertimenti, i rompicapi ci stanno tutti benissimo e pazienza se non tutto è riconducibile a 'sto benedetto SENSO da portare a casa come fosse…»
bogusman

bogusman

Opera: Recensione: 7 luglio 2005 13:31

«E' proprio la crescente linearità dei lavori da DG a CSAR che fa pensare ad una fase di "manierismo" dell'opera battistipanella. Quello che io trovo splendido di Dg è proprio la freschezza dell'opera prima (in effetti DG è una specie di nuovo primo album per Battisti), un gioco in cui la sperimetazione (sia musicale che testuale) è viva, crea contrasti, attriti, squlibri, sfilacciature. Tutto ciò viene in effetti ricomposto e riordinato con "l'apparenza" e ulteriormente…»
ZiOn

ZiOn

Opera: Recensione: 7 luglio 2005 14:09

«Per me invece è un ottimo disco, al di là dei testi non proprio eccezionali. E' un disco in cui Battisti osa, un disco ispirato dall'esperienza della scuola elettronica tedesca (Kraftwerk in primis), e senza il quale probabilmente non ci sarebbero stati i capolavori del periodo panelliano, come dice il buon bogus. 3,5 (Fegiz me fa n'baffo :D)»
bogusman

bogusman

Opera: Recensione: 7 luglio 2005 14:19

«Non che disprezzi la linearità e l'organicità in quanto tali (in questo senso E già dovrebbe essere un capolavoro, no?) solo che quello che fa la ricchezza di Dg è proprio il contrasto, ad esempio, fra parti elettroniche (inimmaginabili senza il precedente di e già) e parti acustiche-orchestrali. Comunque tornando a E già, sempre meglio il coraggio di cambiare completamente pagina, che un altro album pieno di libellule nei prati e pacchettini infiocchettati...»
Eneathedevil

Eneathedevil

Opera: Recensione: 7 luglio 2005 15:03

«Interessantissimo davvero! E' un po' un questione su cui si potrebbe parlare per ore... cercherò di essere chiaro e circonciso come voleva Giovanni di Al John e Jack. Dunque, è vero che il capolavoro deve essere rappresentato da creatività e scarto, non certo dal SENSO da te osteggiato, cui tra l'altro certamente non ho fatto cenno (sì, ricordo l'intervista); ti faccio presente che comunque io non ho parlato di corripondenza biiettiva tra capolavoro e linearità,…»
Eneathedevil

Eneathedevil

Opera: Recensione: 7 luglio 2005 15:05

«Sì, ZiOn ti aspettavo al varco... non me la voti la rece, eh! :) Sui Kraftwerk e le influenze già scritto nella recensione»
Eneathedevil

Eneathedevil

Opera: Recensione: 7 luglio 2005 15:09

«Ancora con sto astio nei confronti di CINR? Beh, qua disaccordo totale: preferisco il sapore lessicale dei "sentimenti densi", dei "volgari doppi sensi", delle spese scambiate per spose... altro che l' infelicità, la verità, la serenità badabum badabam»
ZiOn

ZiOn

Opera: Recensione: 7 luglio 2005 15:32

«A proposito: che recensione di merda! :-)))»
bogusman

bogusman

Opera: Recensione: 7 luglio 2005 15:37

«Non dico che CINR non sia una canzone "perfetta" ed esemplare del suo genere sentimental-radiofonico (eh sì!!!), anzi. Solo che, secondo me, Battisti DOVEVA sganciarsi da quel genere ormai sfruttato fino al midollo. Se per farlo era necessario sciorinare rime baciate e banalità pseudo new age, amen. Non credo però che sia stato facile per battisti arrivare a questa forma di semplicità compositiva/esecutiva, soprattutto per uno che proveniva da album milionari come i precedenti 2…»
Giubbo

Giubbo

Opera: Recensione: 7 luglio 2005 15:39

«mi me imbriago cuando leso le to recensioni. »
Giubbo

Giubbo

Opera: Recensione: 7 luglio 2005 15:45

«,»
odradek

odradek

Opera: Recensione: 7 luglio 2005 16:33

«Bravo Eneathedevil.'Sto disco nemmeno lo ricordo.»
Eneathedevil

Eneathedevil

Opera: Recensione: 8 luglio 2005 10:58

«Bah, non concordo. A Battisti è risultato facilissimo giungere a un siffatto disco, in quanto finchè c'era uno che sapeva scrivere i testi le canzoni erano una determinata cosa, quando quell' uno se n'è andato allora ci si è potuti concedere alla già citata essenzialità, in quanto diversamente, coi propri mezzi espressivi, non si poteva fare. Flagèllati»
bogusman

bogusman

Opera: Recensione: 8 luglio 2005 16:15

«Greg Walsh: "forse (e già) era la sua rivincita nei confronti della super produzione dei dischi fatti con Westley (...) Nessuno ha mai capito veramente questo disco, ma per me è uno dei più belli che abbia fatto, e credo che anche per Lucio sia così, lui è molto attaccato a questo disco perchè è molto personale.(...) nei due dischi precedenti lui è a tutti gli effetti un cantante, uno scrittore. Da questo momento in…»
Eneathedevil

Eneathedevil

Opera: Recensione: 8 luglio 2005 18:34

«"E Già è un disco scoraggiante, una pagina buia del Battisti intimo che ci sarebbe piaciuto sentire a parole più che nella musica (...) Di lui voglio ricordare tutto, anche gli sbagli, i momenti di musica non eccelsi come questo, il coraggio di osare (...) Si sa, non sempre le ciambelle escono col buco (...) Ieri ho mangiato un Pesto all genovese favoloso, ma sta storia che il pesto è buono solo in Liguria...? Ottimo anche col basilico campano" - Enea Luzzatto Fegiz»
bogusman

bogusman

Opera: Recensione: 8 luglio 2005 18:50

«Ancora Greg Walsh: "E' un disco che mette in rilievo la sua consapevolezza di essere un musicista, la sua gioia nello scrivere canzoni e nel cantarle: è un disco molto felice, se lo si ascolta bene(...). Mi spiace che LA GENTE NON CAPI' QUESTO, perchè pensarono che dal quel momento in poi tutti pensarono che Battisti aveva perso la testa, che era andato in un mondo inaccessibile, PERCHE' NON FACEVA PIU' LA MUSICA CHE LA…»
Eneathedevil

Eneathedevil

Opera: Recensione: 8 luglio 2005 18:53

«Ehi, Bogus, mi piace questa di Walsh, piccola correzioncina soltanto:" Mi spiace che LA GENTE NON CAPI' QUESTO, perchè pensarono che dal quel momento in poi tutti pensarono che Battisti aveva perso la testa, che era andato in un mondo inaccessibile, PERCHE' NON FACEVA PIU' LA MUSICA CHE LA GENTE DOMANDAVA, ma faceva la musica che voleva fare lui. Di tutti i dischi di Battisti che conosco questo è uno dei più sinceri, più veri,…»
bogusman

bogusman

Opera: Recensione: 8 luglio 2005 18:56

«chiedo scusa; ho copiato un'intervista cartacea, quindi senza tagliaincolla digitali e mi sono ritrovato un "pensarono" di troppo»
bogusman

bogusman

Opera: Recensione: 8 luglio 2005 18:58

«Ah.. le opinioni personali ora si chiamano "correzioni"?»
Eneathedevil

Eneathedevil

Opera: Recensione: 8 luglio 2005 18:58

«Come vedi concordo. Vedi, il fatto è che anche con Panella il buon Lucio "non faceva più la musica che la gente domandava" (sic! burp!), ma a me quella produzione piace, quindi non posso annoverarmi nella schiera dei delusi. Mi annovero nella schiera di coloro che di Battisti hanno ascoltato tutti e ne riconoscono qualche passaggio a vuoto, pur premiandone le ottime intenzioni, come detto.»
Eneathedevil

Eneathedevil

Opera: Recensione: 8 luglio 2005 19:05

«Pensarono, concordatio ad sensum»
bogusman

bogusman

Opera: Recensione: 8 luglio 2005 19:06

«Intendiamoci, non considero E già un capolavoro, ma un disco "necessario" in tutti i sensi nella sua discografia.
Una tabula rasa (via arrangiamenti pop, via testi "densi", via autorità di cantautore) prima di tutto ciò che ben conosciamo.
...Però rimango dell'idea che se E già fosse stato realizzato con un minor numero di canzoni, e sviluppando di più quelle del primo lato sarebbe stato un ottimo lavoro, pur sempre di transizione. »
Eneathedevil

Eneathedevil

Opera: Recensione: 8 luglio 2005 19:10

«Appunto, necessario, nessuno lo nega. Un po' come il vomito quando hai ingerito troppi calmanti e rischi il collasso: il vomito è necessario ma mica è piacevole»
bogusman

bogusman

Opera: Recensione: 8 luglio 2005 19:16

«E chi ha detto che le esperienze radicali devono provocare le stesse sensazioni in tutti?
mi spiace per le tue disavventure con i calmanti...»
Pietro Minchiadura

Pietro Minchiadura

Opera: Recensione: 9 luglio 2005 11:27

«Calmanti, mbriacature... insomma, ciò che è necessario non è spesso sufficiente.»
raf

raf

Opera: Recensione: 11 luglio 2005 20:33

«Caro autore, ma che significa epidittico, solecismo e preterizioni? Ti sembarano termini da usare così a cuor leggero? Io diffido dei parolonari, intellettuali,appariscenti, e poi in fondo in fondo... come sopra.BO»
Eneathedevil

Eneathedevil

Opera: Recensione: 11 luglio 2005 23:36

«???»
Anonimo

Anonimo

Opera: Recensione: 2 settembre 2005 12:23

«Il piu' bistrattato dalla critica,è ,nel suo contesto,un disco splendido.
Un'amante di certe atmosfere sospese ed elettorniche lo trovera' sublime,
l'amante del Lucio primi tempi,del Lucio anni 70,lo trovera' disgustoso,
spiazzante.
O piace,o non piace...
Anche il Battisti del Mio canto libero non garbava a molti...
Oh!»
Anonimo

Anonimo

Opera: Recensione: 12 febbraio 2006 21:20

«mi sembri uno di quelli che non apprezzano max pezzali, vero?»
masmil1988

masmil1988

Opera: Recensione: 8 marzo 2006 14:25

«Io sono un superfan di Battisti... ma dispiace tantissimo dirlo, di quest'album a parte quel poco che c'è da prendere da "E già" e "Straniero" non c'è nient'altro... posso solo immaginare cosa deve aver provato la gente sentendo Una Giornata Uggiosa e dopo due anni "sta cosa qua!"... Ma purtroppo è andata così e non si ci può fare niente... è difficle pensare che un po' di tempo prima Battisti cantasse "Anonimo", un testo che…»
Anonimo

Anonimo

Opera: Recensione: 25 aprile 2006 22:55

«Ho sempre pensato che i testi di Mogol in molte canzoni fossero l'unico vero limite di Battisti. Ci sono canzoni in cui la musica sembra andare in direzione opposta rispetto al testo. Quest'album non e' certo il migliore di Lucio, i testi sono molto banali, ma credo che anche Mogol sia stato molto sopravvalutato.»
Viva Lì

Viva Lì

Opera: Recensione: 21 maggio 2006 23:36

«Perfettamente d'accordo con Eneathedevil. Sottoscrivo parola per parola. Marco Poletti Dixit. »
CoolOras

CoolOras

Opera: Recensione: 22 maggio 2006 00:00

«Viva Lì, ma hai scopato con Marco Poletti per caso?»
sylvian1982

sylvian1982

Opera: Recensione: 17 aprile 2007 15:05

«Disco che all'epoca non fu compreso e che a quanto leggo nemmeno oggi lo è più di tanto. Secondo me fu un disco coraggioso. Non bello, ma coraggioso si. Fu un a vera e propria rottura col passato artistico. Capisco e ricordo che, questo lavoro, spiazzò un pò tutti, però dire che "Una giornata uggiosa" sia un bel disco, onestamente mi lascia alquanto sconcertato. Artisticamente Battisti stava morendo e bisogna almeno riconoscergli la forza e…»
pippocalippo

pippocalippo

Opera: Recensione: 4 maggio 2007 11:05

«Un solo unico grande rammarico: chissa' come sarebbe stato il terzo Battisti, dopo Mogol e Panella.
Morto.
Fine di tutto.
Sopravvive la sua particolarissima voce, per molti come me, come quella dello zio, dell'Amico di famiglia...»
Deneil

Deneil

Opera: Recensione: 4 maggio 2007 11:07

«minchia il terzo battisti..peccato.....»
ilnomechenonho

ilnomechenonho

Opera: Recensione: 24 maggio 2007 22:58

«Ho scoperto pienamente i dischi di battisti panella solo tra il 2005 e il 2006. E a luglio 2006 ho acquistato E Già pensando di trovarvi qualcosa di simile. Delusiome massima ai primi ascolti. Alla fin fine, pue essendo e già sicuramente il peggior disco di Battisti ammetto che qualche passaggio piacevole come windsurf, e già o la tua felicità salva il disco. Che forse è una sorta di conferenza stampa musicata nè più nè meno.»
Deneil

Deneil

Opera: Recensione: 24 maggio 2007 23:04

«io non ce la faccio proprio ad apprezzarlo sto disco...amo anima latina..e persino hegel..ma questo non me va giu»
ilnomechenonho

ilnomechenonho

Opera: Recensione: 30 maggio 2007 00:23

«Ma provando come esperimento a mettere un testo alla mogol ad una canzone fatta con panella o un testo alla panella a una canzone fatta con mogol ci accorgiamo che non ce un primo, un secondo battisti, ma uno solo.»
ilnomechenonho

ilnomechenonho

Opera: Recensione: 30 maggio 2007 00:28

«Ne sparo una: meglio E GIA' che qualsiasi canzone recente di gente come baglioni (da me a te????) venditti (ormai fa solo cover) battiato (fa brutte copie di se stesso, mischino) ligabue (il giorno dei giorni e tutto ome e cognome è patetico) pausini (commendatore de che???? mai esistita) ferro (x adolescenti e stop,)»
ilnomechenonho

ilnomechenonho

Opera: Recensione: 30 maggio 2007 00:35

«Ma provando come esperimento a mettere un testo alla mogol ad una canzone fatta con panella o un testo alla panella a una canzone fatta con mogol ci accorgiamo che non ce un primo, un secondo battisti, ma uno solo.»
a

a

Opera: Recensione: 10 giugno 2007 15:52

«è già»
Babel

Babel

Opera: Recensione: 6 settembre 2007 14:39

«non il massimo, direi.»
voiceface

voiceface

Opera: Recensione: 22 maggio 2008 17:43

«e' il disco di Battisti che ascolto meno, il suo pregio maggiore e' l'operazione, per me riuscita, di semplificazione della forma canzone, in netto contrasto con quanto poi sarebbe seguito...e' difficile trovare nella musica leggera italiana brani con l'essenzialita' di quelli contenuti in questo lavoro »
Anonimo

Anonimo

Opera: Recensione: 25 marzo 2009 19:03

«recensione poco condivisibile.Prima di tutto perchè vorrei sentire un nome -almeno uno- di musicista pop italiano mainstream alle prese con l'elettronica alla Human League che nn sia Battisti, soprattutto prima dell'82. seconda cosa non capisco tutto questo accanirsi sui testi. secondo me sono sintetici, cosa che lucio cercava. Tagli e sintetizzi. Sempre meglio dei testi dell'ultimo periodo mogoliano che, francamente, fra matrimoni e storie d'amore melense avevano rotto i maroni.Questo disco lo ascolto sempre e…»
Indio

Indio

Opera: Recensione: 19 maggio 2010 11:54

«...voto bene perchè la recensione è ben scritta, ma aimè è troppo di parte. Sostenere che è un disco scontato nei testi e nella musica è "scontato", lasciami il gioco di parole, i testi sono semplicemente più semplici, ma ben cantati e le musiche sono innovative e molto ricercate, direi da esempio per tutta la produzione elettro-pop a venire bella e brutta, inoltre vi è una ricerca esasperata delle ritmiche e degli arrangiamenti elettronici che…»
Luix

Luix

Opera: Recensione: 31 ottobre 2010 12:52

«E' il disco più innovativo, coraggioso, elettronico e interessante di tutta la sua produzione. Non è stato capito, in primis da certa critica e poi anche da molti fans. Gli unici appunti plausibili potrebbero riguardare alcuni testi non sempre a livello dei successivi panelliani, ma tutto sommato sempre accettabili.
Francamente mi sono scocciato a leggere recensioni negative su questo capolavoro.»

Ocio!

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