Ascanio Borga: Inner Geometry

Di Lato B

Copertina di Ascanio Borga Inner Geometry

Opera recensita da Lato B
il 4 febbraio 2006 verso mezzogiorno
e valutata: ●●●

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Informazioni nel web: Autopresentazione di Ascanio Borga

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Ascanio Borga - "Inner Geometry" (2001) Ascanio Borga - "Liquid Symmetries" (2002)(ambedue pubblicati privatamente)

Trovare un italiano che mostri buone capacità in campo inflazionato come la musica ambient, riuscendo ad offrire un prodotto ascoltabile, è quasi un miracolo. I percorsi musicali di Ascanio Borga sono punteggiati di reminiscenze di alcuni mostri sacri dell'ambient. Dalle superfici pulsanti dei Tangerine Dream alle sospensioni spaziali di Anugama, dall'insistenza minimalista di Reich alla poesia matematica di Eno, la geografia della musica ambient è stata fin troppo esplorata per pretendere di scoprire ancora qualcosa di nuovo. Ma già la proposta di un tour dell'esistente, come quella offerta in questi dischi, che sia piacevole e non un déjà vu, è una gradevole sorpresa e un considerevole successo. Tanto più che la musica di Ascanio si presenta astratta, aerodinamica, disincarnata, guidata da una sensibilità pulita, lineare, assolutamente contemporanea. Borga sintetizza le scoperte di quasi quarant'anni di musica elettronica in pochi, essenziali tratti, post-moderni, post-umani, post-tutto.

Sono apprezzabili questi cd perché non inquinati da autocompiacimenti calligrafici, da vani esoterismi o da offensive iperboli virtuosistiche. Consapevole dei tempi decisivi che ci troviamo a vivere, la musica che vi si trova è comprensibilmente epica. "Inner geometry" prende le mosse dalle colonne sonore dei Popol Vuh per i film di Werner Herzog per tramutarsi in uno dei quieti lavori un dritto-due rovesci cui Terry Riley ci ha abituati. Anche "Self Interference" sacrifica l'invenzione all'ortodossia, e potrebbe essere stata pubblicata dalla Dark Vinyl in un momento Mogadon. Le sciabolate di suono di "Circular Dream" continuano la riproposizione del passato, remotissimo stavolta, con reminiscenze forse di Fripp nella sua fase 1984. Pur alludendo al cuore color pastello che si cela in ciascuno dei robot che camminano seriosi per le nostre strade, Borga è consapevole che nella nostra società post-umana è troppo tardi per i romanticismi. Ma, certo, le storiche copertine di Roger Dean sembrano assai più appropriate per liriche spaziali come "Liquid Symmetries" che per l'osceno esibizionismo tecnico degli Yes. L'astrazione dei timbri rievoca i momenti più filmici di Real Life e del primo Journeyman; altri brani riecheggiano le solitudini metafisiche e la crudele alienazione delle uscite su Cold Meat Industry, depurate però della disperazione, dei compiacimenti morbosi e degli eccessi autoerotici dell'artista tenebroso e maledetto. Le movenze e i processi sonori espressi in questi cd sono altamente tecnologici, non si sporcano le mani con la ferramenta pesante né si ammantano del tono gotico, cardini della musica industriale tradizionale. Al contrario, si attraversano veli leggeri, evanescenti, e le lunghe stasi ("Destination: frozen", "Beyond") sono un'attesa più che un'angoscia. Un'attesa, la visione di un mondo a venire, dove l'ascoltatore, investito della funzione di ambasciatore del genere umano, si addentra passo dopo esitante passo, in un ambiente sconosciuto ma rassicurante - parallelo alle distese di Biosphere, ma privo dell'alienante deserto relazionale del norvegese. Piccole luci, avvolgenti nebbie, minute presenze animali sembrano creare un ordine nuovo nel quale l'uomo potrà finalmente risplendere delle proprie virtù, invece di proclamare il proprio fango, come è ora usanza. Nei primi tre minuti di "Dream Scape" Borga è addirittura riuscito a condensare l'intera ora di "Music for Airports", prima che il brano gli sia sgusciato elicoidalmente dalle mani per aprirsi a ventaglio in una trasfigurazione luminosa degna di un'estasi mistica: il suo momento più felice, finora.

Qualcuno lo distolga dalla carriera di insegnante o di ricercatore che sono in agguato dopo la svolta della laurea, e gli dia un film per cui creare le musiche, una installazione da sonorizzare o, quanto meno, un'Acropoli sulla quale esibirsi.

Fika, eh, ’sta recensione… e allora googleplussala: e poi piaccila:

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Voti, commenti e tante altre robe del genere

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  1. LEWIS TOLLANI

    Reich... Tangerine Dream... Eno... Riley... Werner Herzog... adesso devo trovare pure Ascanio... però un po' pochino 3 stelle (letta la rece...???)
    LEWIS TOLLANI, il 6 febbraio 2006 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco:

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    1. EINSTEIN63

      In effetti dalle tue parole meritava un pò più di 3 stelle. Sembra un lavoro interessante questo di Ascanio Borga.
      EINSTEIN63, il 6 febbraio 2006 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco:

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      1. EINSTEIN63

        Anzi sai che faccio. Io gli do 5 anche se non conosco il disco. E poi me lo procurerò...
        EINSTEIN63, il 6 febbraio 2006 in prima serata | Voto: | Voto al Disco: 5

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        1. RENZO PIN

          L'intenzione era di dare a Inner Geometry 3 stelle e a Liquid Symmetries 4 stelle. Ho fatto l'errore di parlare dei due cd assieme. Anche le copertine, le avevo scannerizzate ambedue, ma solo la prima è stata pubblicata... Mi servirà di lezione per il futuro.
          RENZO PIN, il 6 febbraio 2006 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

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          1. EINSTEIN63

            Va bene, Bravo Renzo. Allora aspettiamo delle nuove recensioni prossimamente...
            EINSTEIN63, il 7 febbraio 2006 all'alba | Voto: | Voto al Disco:

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            1. LEWIS TOLLANI

              Può essere che la coda per la pubblicazione sia molto lunga... per cui potrebbe arrivare anche Liquid Simmetries... non disperare...
              LEWIS TOLLANI, il 7 febbraio 2006 all'alba | Voto: | Voto al Disco:

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              1. GABBOX

                Recensione spettacolare. Però lascia con l'amaro in bocca. Se uno vuole sentirlo/acquistarlo che fa? Se ho ben capito son CD-R di produzione autoctona. Se poi è un'incoraggiamento verso l'Ascanio benvolentieri. Anzi invitiamolo qui a dibattere... ps: forse questo suono sarebbe perfetto per il nuovo filmato di Herzog che pare notevole nell'Ignoto Spazio Profondo.
                GABBOX, il 7 febbraio 2006 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco:

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                1. RENZO PIN

                  Desidero puntualizzare che non è la RECENSIONE la star di DeBaser, ma la MUSICA. Non mi interessa attirare l'attenzione sulle mie capacità di scrittore o, meglio, di scrivano, ma sulla MUSICA. Non mi interessa avere il mio ego massaggiato, ma mi interessa che qualcuno, dopo aver letto le mie parole, si incuriosisca e desideri ASCOLTARE la MUSICA di cui ho parlato. Chi vuole un cd di Ascanio, basta che lo contatti scrivendo un messaggio a v2kab@tiscali.it. Ne vale la pena? Ognuno può rispondere solo per sé. Secondo me, sì. Ma a me piace la musica estenuata, i suoni che si prolungano come sventolano nel deserto le bandiere degli stati che hanno perso la guerra, suoni che cambiano con la stessa lentezza di un sole esiliato che passo passo, battito di ciglia dopo l'altro, emigra nell'altro emisfero. A me non piace tanto la musica, quanto una compagnia sonora, e c'è un'abissale differenza. Ascanio sa farti compagnia. Come tanti altri autori, certo, che si trovano senza alcuna difficoltà su Soulseek - basta scaricare. Anzi, guardate: se avete Soulseek e, come vampiri, succhiate la linfa musicale vitale da quella fonte, io ci sono, e ho messo i due cd di cui parlo in linea. Scaricateli, ascoltateli, godetene. Passate parola. Questo giovane riccioluto deve diventare una star. E qualcuno che ne sappia parlare meglio di me affigga un commento degno della sensibilità sottile di Ascanio qui su DeBaser! Io sono un indegno zerbino all'entrata del sacrario.
                  RENZO PIN, il 7 febbraio 2006 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

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                  1. ASCANIO BORGA

                    se volete farvi una prima impressione, sulla mia homepage www.ascanioborga.com sono disponibili diversi estratti dai miei cd se siete interessati proprio ai cd, sempre sul sito c'e' scritto dove si possono trovare, o come fare per averli direttamente da me in ogni caso potete contattarmi usando l'email v2kab@tiscali.it, write!!
                    ASCANIO BORGA, il 8 febbraio 2006 dopo mezzanotte | Voto: | Voto al Disco:

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                    1. EINSTEIN63

                      grazie!
                      EINSTEIN63, il 8 febbraio 2006 all'alba | Voto: | Voto al Disco:

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                      1. GABBOX

                        Accolgo la puntualizzazione Renzo Pin, vorrei aggiungere che qui su debaser il MEDIUM ovvero trasmettere recensioni prima ancora che il loro contenuto è il messaggio. E vale soprattutto per autori ignoti dove si tende a valutare prima le parole e poi se incuriosiscono la musica. Effetto perfettamente riuscito in questo caso, quindi i complimenti erano per questo. Poi ora mi sto ascoltando gli estratti e penso proprio che ne varrà la pena di acquistare il cd. L'unico dubbio nelle cose che scrivi è il parallelo con BIOSPHERE. Se hai ascoltato l'ultimo, magnifico, "Dropsonde" converrai che trattasi non di deserti relazionali ma di orbite celestiali. E il buon Ascanio Borga potrebbe forse arrivarci a quelle altitudini.
                        GABBOX, il 8 febbraio 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

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                        1. RENZO PIN

                          Egregio Gabbox, il signor Biosphere, in occasione di un suo intervento a Roma, si è fermato stizzito per il cicaleccio del pubblico (si era in un cortile a due piani, quindi una situazione conviviale non seriosa). Questo suo gelo relazionale Geir Jenssen lo ha espresso eloquentemente (mi si perdoni l'ossimoro) in tanti dischi, forse più efficacemente in "Insomnia", ci vorrà del tempo per dimenticare la sua problematica interpersonale. Nei suoi momenti migliori ci restituisce la musica delle sfere che forse nella sua nativa Norvegia si odono più distinte che non nel chiasso mediterraneo - ed è per questo che ha una folla di fan appassionati. La differenza tra Jenssen e Borga è che mentre il primo fa da antenna ai suoni degli spazi tra i pianeti, scaricandoli sulla Terra, il secondo prende il fardello delle umane speranze e, sollevandolo, lo offre al Divino in un muto gesto di speranza. Movimento discendente il vichingo, movimento ascendente il romano.
                          RENZO PIN, il 8 febbraio 2006 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

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                          1. GABBOX

                            Egregio Renzo Pin (ma possiamo essere più formali?) apprezzo le sue considerazioni, anche se il gesto metaforico di offrire il fardello speranzoso al divino mi intimorisce un po'. Riguardo Biosphere convengo con lei però la invito ad ascoltarsi l'ultimo Dropsonde dove ci sono sostanziali cambiamenti di rotta. Ma di questo ne riparleremo se vorrà sulla recensione in gestazione su DeB del nostro vichingo.
                            GABBOX, il 9 febbraio 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

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                            1. SFASCIA CARROZZE

                              Cordiale De-recensoreo Monsieur Renzo Pin, solamente un de-complimento per la Sua corposa quanto intrighevole atzionem de-recensorea/divulgatorea; altresì (se permette) vorrei elogiare il suo nobile (et per certi versi sfascia-vicino/similare: io sarei decisamente più modesto, sia claro..) modulo lessical/espressivo. Ossequi solipsistici a iosa. Your s.c. di (s)fiduciam.
                              SFASCIA CARROZZE, il 9 febbraio 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

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                              1. ODRADEK

                                Sono tornato a rileggerti, Renzo Pin, ora che posso udire i samples e dopo aver smesso i panni grigi. E subito colgo, dopo la piacevolezza della lettura, la contraddizione tra le tue note. Prima ci dici che la star è la MUSICA, cercando di obliare la tua natura "scrivana", (che detto a chiare lettere mi pare invece degna di DeNota)e poi ci racconti che "A me non piace tanto la musica, quanto una compagnia sonora, e c'è un'abissale differenza." E queste (apparenti?) contraddizioni, naturalmente, mi piacciono. Aspetto quindi di leggere altre paginette che usino il pretesto della musica per offrirci qualche rigo capace anche di generare curiosità attorno alla materia sonora, oltre che consentirci di apprezzare la tua scrittura. Missione compiuta egregiamente, in questo caso. Per quel che vale (qualcosa men di niente) la piazzo tra le rec. consigliate - Un saluto, allontanandomi, all'Ascanio che si affacciò, anch'egli grigio, tra le righe. Come spesso accade la brevità degli estratti consente di immaginare molti posibili sviluppi dei frammenti. Chissà che non mi tocchi contattarti per scoprire come vanno a finire...
                                ODRADEK, il 24 febbraio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

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                                1. ASCANIO BORGA

                                  Credo che renzo quando parla di una "compagnia sonora", stia parlando dell'idea originale di musica ambient che aveva il piccolo brian (eno) ormai quasi trent'anni fa (poco prima che io nascessi!) ossia una musica/non-musica, una musica fatta per essere ascoltata casualmente, e che per questo motivo poteva essere generata casualmente, eventualmente anche per ore... una musica che non trasportasse emozioni ma che portasse naturalmente alla loro negazione, ovvero tendesse ad una sorta di stato contemplativo perenne (un'evoluzione ulteriore sulla linea di debussy, satie, john cage, ecc...). Incidentalmente questa musica finiva per mimetizzarsi e diventare un'accessorio alla vita quotidiana, in definitiva diventava meno importante dell'ambiente stesso in cui viene riprodotta, da cui il nome (in realta' il 90% della musica popolare odierna viene fruita in questa maniera, ma detto cosi' fa molto piu' snob:). Non solo, parte integrante della filosofia era che l'opera d'arte non era la musica scritta su carta, ma il disco stesso, riproducibile (vedi Warhol) che dunque ognuno poteva riprodurre nell'ambiente desiderato.
                                  ASCANIO BORGA, il 25 febbraio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

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                                  1. RENZO PIN

                                    Acuto Odradek: Ascanio, con la sua sensibilità, ha risposto alle tue puntualizzazioni meglio di quanto io mai potessi fare, armato della mia logica. Vuoi altre recensioni? Se lo staff di DeBaser accetterà quello che invio, avrai modo di leggerle. Mi piace però gettare il sasso e nascondere la mano, quindi queste brevi missive dai miei labirinti pituitari compariranno a firma di altri nick.
                                    RENZO PIN, il 26 febbraio 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

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                                    1. ODRADEK

                                      Caro Ascanio, mi son ben noti la genesi e il senso del la cosidetta "ambient", e condivido l'idea che l'odierno consumo della "musica" reificata sia in qualche modo affine, se non altro nella fruizione. Ma la mia era solo una punzecchiatura al Pin, che dice avrà modo di celarsi sotto altri nick, in un mimetismo che lo renderà riconoscibile solo ad una attenta lettura che sappia riconoscerne lo stile, individuando così la mano che lanciò il sasso. Vedremo, se il camaleontismo non intaccherà anche il suo eloquio, di praticare questa caccia al tesoro (o al tesoriere?) Saluti ambientali.
                                      ODRADEK, il 26 febbraio 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

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                                      1. ASCANIO BORGA

                                        caro odradek, non ho saputo resistere a parlare un po' di musica, visto che i commenti a questa pagina sembrano essere un po' sbilanciati verso il testo (ma e' naturale visto che pochi estratti in mp3 sono un po' pochi per commentare la musica). Inoltre la prosa pinnea colpi' anche me quando lui mi mando' sotto forma di email le sue impressioni da semplice ascoltatore, al che fui io stesso a suggerirgli di riordinarle in una recensione compiuta. Se il fulcro sia la musica o lo scrivere di musica questo francamente non lo so, forse e' nel mezzo: un musicista senza critici e' come una persona che si fa le seghe allo specchio, un critico senza musicisti e' come un bambino che fa un castello di sabbia in una spiaggia senza sabbia (!).
                                        ASCANIO BORGA, il 26 febbraio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

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                                        1. RENZO PIN

                                          L'arte è l'unico atto creativo. Parlare dell'arte è un'attività parassita. Il critico è come il virus dell'immunodeficienza umana: s'attacca al suo padron di casa, suo unico sostegno vitale, abusandone fino alla distruzione. Non si rende conto che così facendo gli verrà a mancare proprio la sua ragion d'essere. Parlare d'arte interligando e dando un contesto alle opere degli artisti è atto, a volte estremamente utile, di comprensione e di valorizzazione delle medesime - ma è sempre un atto di classificazione e di evaluazione di qualcosa già esistente - e quindi un'azione derivata, non originale. Che lo si possa fare con creatività, lo riconosco. C'è modo e modo in tutto. Ma, per dirla con i Pixies, se l'artista è 6, il critico è 2.
                                          RENZO PIN, il 27 febbraio 2006 all'alba | Voto: | Voto al Disco:

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                                          1. GABBOX

                                            Pongo agli astanti una breve riflessione sul territorio assai scivoloso fatto di arte, critica e musica. Riguarda il contesto ovvero dove siamo ora a discutere, a commentare, a dialogare. E' questo, ovvero deBaser che fa la differenza rispetto al classico: leggo passivamente una recensione di un critico e ascolto o non ascolto la musica. Qui c'è di più, c'è qualcosa di vivo, di attivo. Succede persino che, come faceva notare Odradek, entri in campo il soggetto, l'artista. Succede che le recensioni assumino forme diverse proprio per il contesto e perché scritte da non critici. Succede che spesso non siano critiche ma emozioni scritte. Semplici tentativi di descrivere ciò che certa musica provoca senza ulteriori fini o scopi (di lucro). Tutto questo e molto di più (perchè la "pagina" si muove e si arricchisce o si impoverisce) succede in questo sito. E non credo capiti spesso.
                                            GABBOX, il 27 febbraio 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

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                                            1. KURZ

                                              è il debaser, bellezza...
                                              KURZ, il 27 febbraio 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

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                                              1. KURZ

                                                bella questa pagina ed anche i samples, forse potrebbe interessarvi la mia recensione del disco di Erik Ursich.
                                                KURZ, il 27 febbraio 2006 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco:

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                                                1. ODRADEK

                                                  Torno, constatando che, nel frattempo,la questione si è diramata e complicata. Parto dal protagonista, l'Ascanio che nota sbilanciamenti verso il testo. Beh, sarebbe arduo commentare i samples, se non per citare qualche possibile termine di paragone. Se hai fatto un salto tra le altre pagine avrai notato che con i dischi conosciuti la situazione s'inverte, ed è piuttosto logico. Poi, mettendo insieme parte di quel che dici tu con quel che dice il Pin, coadiuvato dai Pixies: non credo che le cose stiano esattamente in quel modo, almeno qui. Non sempre , come anche notava il Gabbox, abbiamo a che fare con pagine di critica musicale. E non penso che la musica senza critica equivalga ad onanismo. Perchè l'ascolto non è di per se un esercizio critico, anche se può esserlo. Ma lo diventa solo se trova modo ed occasione d'esplicitarsi. Al contempo la critica può essere onanista, anche e di più, in presenza di pubblico, ma risultare anche atto creativo sufficiente a giustificare se stesso, inglobando l'opera in oggetto come parte del prorio discorso.
                                                  ODRADEK, il 27 febbraio 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

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                                                  1. ODRADEK

                                                    Resta da definire il concetto di creatività, che il Pin citava, per avallare la proporzione matematica declinata dai simpatici Pixies, ecludendo il tentativo di definizione dell'arte, impresa che lascio volentieri ad altri. Certo è che se s'intende il critico nella sua dimensone professionale la sensazione di parassitismo è quasi d'obbligo (ho il sospetto che il buon Pin alluda ad una condizione che lo coinvolge ben più che non una conversazione monitorica..)ed il riconoscerla forse un atto di doverosa onestà intellettuale. Ma c'è senza dubbio un atto creativo anche nella stesura d'una pagina, nella capacità di dire quel che non si può (danzare l'architettura)anche attraversando l'oggetto senza colpirlo al cuore, anche solo approfittandone, purchè non si giochi con l'equivoco, attribuendo valore critico a quel che non ne ha. Mentre se l'intento è effettivamente quello di esercitare un giudizio critico, allora potremmo rispondere ai Pixies affermando che a volte, e non così raramente, possiamo tranquillamente invertire i termini, senza incorrere in errore. Incontriamo spesso molte più "azioni derivate" celate dal presunto atto creativo che non nella capacità di svelarle attraverso poche righe, dotate di vita propria. Si, sono abbastanza confuso, ma scrivo immediato, che così si gioca qui.
                                                    ODRADEK, il 27 febbraio 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

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                                                      Aggiungo, allontanandomi, un parere (famoso)dotato di una qualche autorevolezza, anche se lo condivido solo a volte e solo in parte, per complicare ulteriormente la faccenda: "I critici musicali sono persone che non sanno scrivere che intervistano persone che non sanno parlare per un pubblico che non sa leggere" (Frank Zappa) Bai bai
                                                      ODRADEK, il 27 febbraio 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

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                                                      1. A.C.

                                                        Grande Odradek e grande Frank Zappa! Ma si può sempre imparare a scrivere, a leggere e a parlare.....
                                                        A.C., il 27 febbraio 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

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                                                        1. ASCANIO BORGA

                                                          Il dualismo arte/critica e' molto controverso. Non sono d'accordo con renzo che si sbilancia dalla parte degli artisti: troppo "religioso" (o forse troppo narcisista:) Non sono d'accordo nemmeno con scaruffi (che pure reputo sommo) che sostiene (un po'provocatoriamente) che sia il critico il vero artista: troppo utopico (lui stesso sul suo sito si autodefinisce prima poeta, poi storico e libero pensatore). Il problema e' che come tutti i dualismi, anche questo e' qualcosa di "costruito" attorno ad un'unica realta' che sfugge alla nostra comprensione, cioe' l'espressione artistica in tutte le sue forme: e' quello il dato di fatto irrinunciabile da cui partire. Nondimeno e' la critica a dare un "senso" all'espressione artistica: senza la critica l'arte e', come la matematica, vuota e priva di senso. Ma forse e' proprio quel vuoto lo "scopo" dell'arte, che in fondo non e' altro che una forma raffinata di intrattenimento: e' soltanto con la critica che l'arte diventa scienza, e puo' intraprendere un suo progresso, ma una volta che e' entrata in scena la comprensione critica, l'arte e' in un certo "finita", e si e' trasformata in qualcos'altro, in "storia". Ma questa e' soltanto la fine del processo: da qualche parte li' in mezzo deve esserci un nocciolo caldo, quell'elemento umano, pervasivo, che sfugge inevitabilmente ad una comprensione razionale, ma che tuttavia a volte si palesa ai nostri occhi come qualcosa di assolutamente evidente. Le idee che sto sostenendo sono, in fondo, piuttosto "conservatrici".
                                                          ASCANIO BORGA, il 28 febbraio 2006 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

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                                                          1. ODRADEK

                                                            Appunto, Ascanio, evitavo di entrare nel ginepraio che la parola arte genera al proprio apparire. Perchè credo stia li il conseguente imgarbuglio e quindi la mossa è evitare di metterla in mezzo. Lo Scaruffi, che per altri motivi ho modo di sentire di quando in quando, adopera spesso la frase di Zappa, non solo nel sito. Pare buffo precedere l'improbabile tentativo enciclopedico con una dichiarazione tanto definitiva, ma proprio questa "salva" il contenuto, evitando di collocarlo nel regno della "critica". Lo sposta forse nel terreno dell'arte? No, ma in quello ben più concreto e definito della mappatura, della catalogazione da entomologo di una delle forme del fare umano. Stiamo parlando, lo si voglia considerare o no, di cose. Di una musica, una volta per tutte, reificata, fatta cosa. Quando subentra il tentativo di derivarne altro, il "sentire", le relazioni inevitabili, la sua capacità di evocare l''indicibile, l'arte, insomma, beh, allora, mi sa che cominciamo a parlare d'altro. Parliamo di noi. Lo si voglia, lo si sappia, o no.
                                                            ODRADEK, il 1 marzo 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

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                                                            1. JOSI_

                                                              Bella pagina, bella recensione, bei commenti, bel sito. Ishmael(C)
                                                              JOSI_, il 1 marzo 2006 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco:

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                                                              1. ASCANIO BORGA

                                                                Ma, odradek, la critica idealmente dovrebbe essere proprio quello, una catalogazione storico/geografica delle varie espressioni umane, nel tentativo, se non di capirle in profondita', quanto meno di estrarne una scala di valori. Credo che sia il critico a capire meglio le opere: spesso l'artista (anche un genio) e' inconsapevole di quello che fa, perche' segue una linea piu' impulsiva, mentre un critico dovrebbe essere razionale, distaccato ed equilibrato, anche se spesso non lo e'. Un artista spesso non capisce quello che fa, si limita a "sentirlo" e a cercare di esprimerlo. E' questo forse il motivo per cui in genere si e' pessimi critici di se' stessi.
                                                                ASCANIO BORGA, il 1 marzo 2006 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

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                                                                1. RENZO PIN

                                                                  Ho appreso studiando matematica che per capire un concetto dai dubbi connotati, si può far ricorso alla verifica nella sua situazione estrema. Estremizzando, può il critico esistere senza il musicista? No. Può il musicista esistere senza il critico? Sì. Questo quindi la dice lunga sul valore reciproco delle due occupazioni. Il musicista crea, il critico elabora. Il musicista s'attacca al filo dell'ispirazione che è un contatto diretto con l'assoluto, e lo tira, tira quella corda con forza, e porta dalla nostra parte, la parte della Terra, qualcosa di divino. Il critico esamina, classifica, stabilisce correlazioni con l'esistente. Raramente s'attacca anche lui a quella corda per tirare da questa parte qualche percezione acutissima sul significato del lavoro del musicista, spiegandolo meglio di quanto non faccia già la musica per sé. Zappa aveva ragione: giornalisti che non sanno scrivere, artisti che non hanno nulla da comunicare, lettori che non sanno leggere. E' che vorremmo tutti che tutto fosse semplice, che la vita scorresse senza problemi, quando invece sono proprio i problemi il sale di una routine che altrimenti diventerebbe presto intollerabile. E' che impegnarsi, sforzarsi, costa molto e nessuno o quasi trova in sé l'autodisciplina per porsi un obiettivo e perseguirlo costi quel che costi. Ammettiamolo: è comodo vivere in questa incoscienza dello spirito, agendo come automi e non mettendoci niente, in questo cazzo di vita, di veramente prezioso. Niente che veramente ci costi. Niente che sia artistico. L'arte? Basta con le iperboli. L'arte è semplicemente l'espressione consapevole della mente. La mente dell'uomo ha a disposizione le informazioni rivenienti dai sensi, dalla logica e dallo spirito. Quando agisce con consapevolezza, ben informata dai sensi, ben definita nella logica, ben ispirata dallo spirito in un'azione ben decisa, ne esce un'opera d'arte. Un momento, prendo il dizionario. "Arte: Qualsiasi forma di attività dell'uomo come riprova o esaltazione del suo talento inventivo e della sua capacità espressiva". Per l'appunto! Artista sono io quando faccio durare l'amplesso due, tre ore, facendolo diventare un incontro a tutto tondo, una vera "conoscenza" dell'altro, di ogni piega del suo corpo, di ogni sfumatura della sua anima. Artista è il ragazzo slavo del banco della verdura, che sistema la sua merce in modo tale che appare sempre più bella, colorata e desiderabile dei banchi vicini che pure vendono gli stessi ortaggi. Artista sei tu quando, leggendo le recensioni, ripensando alle musiche che hai ascoltato, inizi a capire i collegamenti, e in un battito di neurone riesci a soppesare i relativi valori dei dischi, a collocarli nella galassia sonora che si sta creando in quel momento nella tua mente. Arte è quella scintilla divina che rende straordinario l'ordinario.
                                                                  RENZO PIN, il 27 marzo 2006 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

                                                                  [ Rispondi ] (0) | (0)

                                                                  1. ASCANIO BORGA

                                                                    renzo, spero davvero che tu non ti sia messo a fare esercizi sugli integrali, o a risolvere qualche equazione differenziale...la matematica come l'ho intesa io in alcune di queste mie musiche e' per certi versi un fatto meramente estetico, in quanto essa possiede una sua bellezza astratta, fredda e cristallina, che si presta bene ad essere resa musicalmente ad esempio attraverso l'uso della ripetizione e della simmetria; nel fare questo mi sono ispirato alla musica minimalista, e soprattutto al robert rich di "geometry", che e' stato uno dei musicisti che - nonostante quello che dici tu - ha introdotto piu' consapevolmente un'estetica "matematica" in musica (mentre i minimalisti lo facevano in qualche modo implicitamente); tra l'altro se puo' interessarti queste sono suggestioni alle quali mi ripropongo senz'altro di tornare in futuro con qualche altra composizione
                                                                    ASCANIO BORGA, il 27 marzo 2006 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

                                                                    [ Rispondi ] (0) | (0)

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                                                                      Mhh...pare voler essere risolutiva, la lunga disamina di Renzo Pin, riguardo più d'una questione sollevata dalla conversazione. Non mi pare lo sia stata, ma mette altra carne al fuoco. Troppa per le mie esigue possibilità. Però, iperboli o no, non penso che l'apertura d'un dizionario risolva la faccenda. Non lo pensa neppure il Pin, immagino, ma credo d'aver inteso l'intento. Resta il fatto che spesso, leggendo le sue pagine qui dentro ammiro la capacità di proporre un'angolazione dello sguardo che consente di osservare l'oggetto da prospettive altrimenti improbabili. In virtù di una conoscenza della "materia" che pare ampia e "seria", riferendosi alle sue parole relative all'impegno. E di farlo con un'accuratezza e uno stile che dicono del suo intendere le cose in modo più definitivo di quanto paiano voler fare le righe qui sopra. Spero, semplicemente, di avere altre occasioni di leggerlo. Confrontando la sua rappresentazione con quel che, dal mio angusto punto d'osservazione, vedo io. Non mi pare poca cosa. Del resto è quanto di meglio ci si possa attender in un luogo come questo. - Saluti ad Ascanio, dal quale attendo nuove sulla direzione che sta prendendo il suo lavoro.
                                                                      ODRADEK, il 28 marzo 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

                                                                      [ Rispondi ] (0) | (0)

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                                                                        E' un vero ristoro per la mente leggere questa pagina, specie i commenti. Quando avrò un po' più di tempo proverò a dare un mio contributo
                                                                        JOSI_, il 28 marzo 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

                                                                        [ Rispondi ] (0) | (0)

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