Sweek: The Unbelievable Cinematic Crash

Recensione di: Donjunio , (il 12 febbraio 2006 in seconda serata) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Sweek The Unbelievable Cinematic Crash

Gli Sweek sono oggi uno dei gruppi più creativi al mondo, gli unici ad aver ridato linfa vitale a un genere – il famigerato postrock – che sembrava essersi perso in mezzo alla prolissità dei suoi vessilliferi. Dopo l’eccellente debutto “The Shooting Star’s Sigh...”, il sestetto vallone ha ulteriormente intarsiato la formula che fece gridare al miracolo, sfornando un altro ottimo lavoro che risplende nello desolante scenario musicale contemporaneo. “The Unbelievable Cinematic Crash” è uno schianto ballardiano nella migliore accezione. Dalle lamiere contorte escono suoni di una intensità inaudita: chitarre elettriche, violini, clarinetti, persino arpe si alternano senza soluzione di continuità.

Le prime due composizioni sono quanto di meglio il sestetto belga abbia mai prodotto. “Thanx for Sundays (Nothing To Do With Any God!)” alterna i consueti momenti di furia elettrica a coriandoli onirici di efficacia inusitata. Come se i God Machine non avessero mai perso per strada il povero Jimmy Fernandez , e fossero approdati nella Spiderland di David Pajo. 15 minuti, e non butti via niente. Come un treno a vapore che fende la nebbia attraversando le foreste delle Ardenne.

“Tequila Fitness Club” inizia soffice e jazz, per deragliare verso lidi morriconiani. Fino a quando non arriva lo spettro emaciato degli Slint di “Washer”, in una corsa contro la morte dissonante e pazzesca.
“Tears of Happiness” è una brillante parentesi acustica idonea a far tirare il fiato, nonostante l’influenza dei Sigur Ros sia marcata. Si riparte subito forte con “Iki” e “A Dead Sleeping Forest”, con la consueta alternanza quiete – rumore, sfigurata verso magnifiche atmosfere folk irlandesi. Riferimenti al folk che la fanno da padrone anche nella conclusiva “Trust Me”, in cui gli intrecci di chitarra e violino annichiliscono definitivamente.

In conclusione, un ottimo disco. Se gli Sweek sapranno continuare sulla strada della delirante sperimentazione di “Tequila Fitness Club”, il capòdopera sarà alle porte.

4 stellette e mezzo vanno benissimo, per il miglior album del 2005.

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Sommario

Sweek: The Unbelievable Cinematic Crash;
Recensione di Donjunio per DeBaser
, 2/12/2006 10:07:00 PM (●●●●●)

Anno: 2005

Generi:

Informazioni nel web: Il sito della band

Album collegati: The Unbelievable Cinematic Crash

Artisti collegati: Sweek (non è DeFinit_)

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Voti e commenti

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Ha ricevuto 7 voti validi, totalizzando una media di 4.71
L'opera è stata votata validamente 2 volte, ottenendo una media di 4.50

  1. SFASCIA CARROZZE | il 15 febbraio 2006 in prima serata | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Quando e se si parla di lamiere contorte lo sfascia-carrozzaro da strapazzo aguzza le antenne (sbilenche) anzichenò, cordiale Monsieur Donjunio. Pregevole de-segnalatzionem (as usual). Ossequi stritolanti a iosa. Your s.c. di (s)fiducia.
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  2. SANJURO | il 15 febbraio 2006 in prima serata | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Wow, bella sta rece! Mo me li cerco, ma tu suoni qualcosa?! ciao ciao:)
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  3. TRELLHEIM | il 15 febbraio 2006 in prima serata | Voto: 5 | Voto al Disco:

    adoro gli sweek, ma non tributerei loro questo ruolo assoluto di salvatori del post rock. il disco devo ancora metabolizzarlo per bene, a primo acchitto mi sembra inferiore al primo. con tutto che c'è quel sant'uomo di han stubbe dei DAAU come special guest. metti tu i samples o ci penso io? :)
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  4. DONJUNIO | il 15 febbraio 2006 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    pensaci tu per i samples, trelleheim. Sanjuro, un tempo suonavo la batteria!
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  5. TRELLHEIM | il 15 febbraio 2006 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    trellheim, senza la E centrale. preferenze o scelgo io?
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  6. DONJUNIO | il 15 febbraio 2006 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    direi qualcosa dalle prime due tracce in scaletta
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  7. SANJURO | il 15 febbraio 2006 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    Ahhh la batteria, come te la cavi? Io suono il basso, ma non ho più un gruppo. Ci vorrebbe un batterista fantastioso che segue tempi propri, magari parti jazzate ehhe:)
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  8. TRELLHEIM | il 16 febbraio 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco: 4

    samples aggiunti!
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  9. COPERNICO | il 16 febbraio 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco:

    La recensione, pur sforzandomi di trovarci delle motivazioni per criticarti, è bella. Però se quì dai 5 e ai Police 3, mi sa che è solo puro protagonismo.
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  10. DONJUNIO | il 16 febbraio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Nessun protagonismo, caro Copernico. Semplicemente ho una mia idea di rock, e questo si riverbera in quello che scrivo. Tutto qui
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  11. MR.NOBODYNOPARTY | il 16 febbraio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco:

    Copernico, sei forte quando candidamente confessi "..pur sforzandomi di trovarci delle motivazioni per criticarti..". Fai un salto sulla mia in home page. Son curioso del tuo parere su quel musicista. E perchè no, della mia paginetta. - Disco dell'anno? Bisognerà dargli un'ascoltata, anche se dai samples qualche corposo dubbio emerge. E se, avendo letto la recensione molto bella di Trell qualche giorno fa, e il suo parere qui, l'emersione è ancor più visibile.
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  12. LUKIN | il 17 febbraio 2006 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco:

    ottima, anche se ci trovo qualche forzatura, o almeno così mi sembrano. Come quella citata da trellheim (il fatto che siano i salvatori del post rock) e, avendo ascoltato il precedente The Shooting Star's Sigh, queste "atmosfere folk irlandesi" nella loro musica mi sorprendono. Possibile? Ascoltato una volta sola, non metto il voto al disco. Fa piacere vedere qualcun'altro che recensisce musica belga :) Salüti.
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  13. DONJUNIO | il 19 febbraio 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    Beh, il parere sul post rock è ovviamente strettamente personale. A me l'ascolto di questo disco ha dato emozioni che gruppi come mogwai o tortoise mi hanno negato con le loro ultime prove. Poi vabbé, sonoun po' fazioso sui belgi! Sul folk irlandese, se ascolti l'ultima traccia, dopo 3 minuti di collage rumorista, vedi che spunta fuori questo riferimento.
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  14. TRELLHEIM | il 19 febbraio 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    donjunio, ti sbaglio di grosso. quell'ultimo pezzo (che poi 1 - è il primo sample qui della recensione e 2 - è il pezzo del disco che preferisco) tutto è tranne che folk. la "cavalcata" di violino è di stampo decisamente classico, tanto che mi dà l'idea di qualcosa di già sentito. siamo ben lontani dal folk
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  15. ULTIMAECLISSE | il 19 febbraio 2006 in seconda serata | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Recensione ficcante, esauriente ed adeguata per il più bell'album del 2005. Gli Sweek sono il futuro del postrock, danno agli archi ruolo da protagonista e come pochi (Do Make Say Think, o la collaborazione Mono+World's End Girlfriend) hanno avuto il coraggio di inserire i fiati. Sembra di ascoltare Vivaldi a suonare accanto ai GY!BE, ma è riduttivo perché, come lascia intendere il recensore, molti diversi generi vengono sfiorati trasversalmente da queste composizioni ricche e da questi paesaggi sonori multicolori.
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  16. DONJUNIO | il 21 febbraio 2006 dopo mezzanotte | Voto: | Voto al Disco:

    Trellheim, non ho scritto che suonano folk, ma che hanno una miscela tutta loro in cui creano atmosfere che sfiorano i generi trasversalmente, come ha scritto ultimaeclisse. A me quelle atmosfere hanno ricordato il folk irlandese. E'semplicemente una mia impressione, e l'ho riportata nella recensione. W il belgio!
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