Lucio Battisti: Don Giovanni

Recensione di: Viva Lì , (il 18 marzo 2006 verso mezzogiorno) | Voto: ●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Lucio Battisti Don Giovanni

Dopo l'esito disastroso di "E già" (1982) Battisti comincia a collaborare seriamente col poeta Pasquale Panella. La loro collaborazione non durerà molto, appena otto anni, ma sarà intensa e gratificante, preziosa e interessante. Da questa unione nascerà, come primo sostanziale epigono, "Don Giovanni", l'album forse più sopravvalutato dell'intero periodo panelliano. Battisti e Panella hanno un solo scopo: rompere col passato, fondare il presente, costruire il futuro. Rompere cioè con gli schemi classici e canonici della tradizione culturale italiana (a quei tempi Albano trionfava a Sanremo con "Nostalgia canaglia"), avvicinarsi alle atmosfere americane punk e dance; utilizzare, il meno possibile, strumenti musicali classici e melodici (chitarre, pianoforti, violini). L'impresa è ardua e si concretizzerà solamente qualche anno più tardi, esattamente nel 1990 con "La sposa occidentale" e poi ancora meglio nel 1992 con "Che cosa succederà alla ragazza".

Per il momento c'è "Don Giovanni", album di rottura ma non troppo. Le musiche sono ancora abbastanza classicheggianti (i pianoforti dominano dalla prima all'ultima canzone), ma le parole sono uno shock: complesse, ermetiche, difficili, oscure, ricercate, arcaiche, sono in molti a non capire cosa stia cantando esattamente Lucio. La stessa "Don Giovanni" è ermetica al massimo livello, difficilissima da comprendere, decifrabile (forse) solo al decimo ascolto. L'atmosfera è vagamente retrò condita però da quel pizzico di strafottente modernità che sarà la chiave di volta della collaborazione fra Battisti e Panella. Suoni arcaici dunque, ma anche suoni estremamente familiari: a melodie spesso riservate si contrappongono slanci orchestrali degni del miglior Battisti anni Settanta (le lunghe aperture musicali di "Le cose che pensano") mentre le melodie scorrono lisce senza pesantezze o incertezze. "Don Giovanni" è un brano bellissimo, forse la miglior canzone di tutti gli anni Ottanta. Parte pianissimo, quasi senza nerbo, ma bastano due accordi e una voce sempre linda e cristallina per alzare il tono e concludere in bellezza con una interessantissima sovrapposizione di voce una canzone delicata e malinconica. Don Giovanni è un uomo ferito, probabilmete un ex gagà: solo e spiantato, stanco e vissuto, ormai adatto a qualsiasi impresa (purchè umiliante: "Rivesto quello che vuoi, io son l'attacapanni") decide di distaccarsi dal mondo, e dalle cose terrene, dopo aver incontrato, per l'ultima volta, una puttana di quartiere ("Qui Don Giovanni ma tu, dimmi chi ti paga"). Il brano però, non è tutto qua: Panella inserisce nel testo alcuni spunti polemici (evidentemente suggeriti da Battisti) circa l'operato, a volte troppo melodico, di Mogol: "Che ozio nella tourneè, di mai più tornare, nell'intronata routine del cantar leggero, l'amore sul serio". Insomma, un "Don Giovanni" puramente inventato non privo di scandagliature autoriali pressochè referenziali. Molto incisivo anche "Madre pennuta" ennesima variazione allegorica sul tema della perdita e della distanza vitale. Grandi slanci poetici, immensi slanci musicali: pochissime concessioni allo sperimentalismo, moltissime concessioni alla classicità. Ma è una classicità estremamente moderna, assai diversa da quella proposta, molto fiaccamente, in Italia da Albano e i Ricchi e Poveri, si tratta di una musicalità innovativa in quanto prevede furibondi accenni melodici mischiati a furibondi accenni misticheggianti.

Una destrutturazione canora e musicale che non avrà, purtroppo, epigoni: da "L'apparenza" (1988) a "Hegel" (1994) Battisti e Panella (prima con l'orchestra, poi con i suoni elettronici) taglieranno e cuciranno a piacimento la musica per scavarne fino in fondo l'anima e lo spirito. L'impresa sarà titanica, e solo a Battisti potrà riuscire. "Don Giovanni" è comunque il primo di questi esperimenti, e dunque è il meno riuscito. Molte canzoni sembrano viaggiare su binari leggermente scontati ("Equivoci amici", "Il diluvio") e il finale vira verso toni ingombranti e pomposi. Nessun problema: basterà aspettare quattro anni per ascoltare la vera rivoluzione musicale (quattro anni, credetemi, non sono molti). "Don Giovanni" intanto, balza al primo posto nella hit parade. Ci starà per pochissimo tempo e sarà, per Battisti, l'ultima volta. Peccato: le copertine bianche (classico esempio di come si possa, oltre che creare musica minimalista, dipingere copertine scarne ma essenziali) avrebbero sicuramente meritato più fortuna e più successo. Forse, in futuro, saranno rivalutate e quindi, finalmente, amate.

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Sommario

Lucio Battisti: Don Giovanni;
Recensione di Viva Lì per DeBaser
, 3/18/2006 12:58:00 PM (●●●)

Anno: 1986

Generi:

Artisti collegati: Lucio Battisti «Il rivoluzionario del canzoniere-pop italiano.»

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Voti e commenti

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  1. GINO | il 21 marzo 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Scusa, Poletti, saresti così cortese da recensire un disco di un grande autore italiano, che so, Battisti? Mi sembra una buona idea, che dici?
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  2. LEWIS TOLLANI | il 21 marzo 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 2 | Voto al Disco: 5

    "l'album forse più sopravvalutato dell'intero periodo panelliano" DISSENTO. "Battisti e Panella hanno un solo scopo: rompere col passato, fondare il presente, costruire il futuro" CI RIESCONO EGREGIAMENTE
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  3. DELFINA UNNO PASTALUNGHI | il 21 marzo 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    CE N'ERANO GIA' DUE
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  4. SEXYAJAX | il 21 marzo 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 1 | Voto al Disco: 1

    aspetta che sto per cacare ...to' battisti....
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  5. CONDORBARS | il 21 marzo 2006 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    Lucio Battisti su DeBaser anche con: Cosa succederà alla ragazza [by marco poletti] Una giornata uggiosa [by marco poletti] Una donna per amico [by marco poletti] Anima latina [by marco poletti] Il Mio Canto Libero [by stargazer] Il nostro caro angelo [by marco poletti] Umanamente uomo: il sogno [by marco poletti] Anima latina [by cece65] Emozioni [by marco poletti] Hegel [by Gianluca De vivo] La batteria, il contrabbasso, eccetera [by cece65] Hegel [by voiceface] L'apparenza [by bogusman] E Già [by Eneathedevil] Amore e non amore [by RingoStarfish] Io Tu Noi Tutti [by bogusman] Umanamente uomo: il sogno [by the clash] Cosa Succederà Alla Ragazza [by bogusman] Don Giovanni [by Eneathedevil] Don Giovanni [by bogusman] Il Nostro Caro Angelo [by the clash] Anima Latina [by the clash] Il mio canto libero [by Eneathedevil] La sposa occidentale [by Simone Caronno] Anima Latina [by Valerio Zappa]
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  6. MAH | il 21 marzo 2006 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    Nessuno ti ha mai detto che il punk è nato in inghilterra?
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  7. SEXYAJAX | il 21 marzo 2006 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    atmosfere americane dance e punk?ahahahahahahah
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  8. ZION | il 21 marzo 2006 in prima serata | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    Come già espresso in altre sedi non trovo "E Già" così disastroso come lo si definisce, anzi mi sembra davvero un unicum nella produzione Battistiana, il suo album New Wave ed elettronico. Certo, i testi sfociano a volte nel banale, ma non mi sento di definirlo un lavoro da cestinare. Anche gli esperimenti lirici e musicali di "Don Giovanni" non mi dispiacciono, non lo considero affatto un disco sopravvalutato. Ottima rece Marco, peccato sia la terza ;-)
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  9. SEXYAJAX | il 21 marzo 2006 in seconda serata | Voto: 1 | Voto al Disco: 1

    ma per piacere megli me..sexyteen
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  10. ENEATHEDEVIL | il 22 marzo 2006 verso mezzogiorno | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    Sì, sì, concordo circa la visione complessiva, anche se il disco merita sicuramente almeno un punto in più per il coraggio. D'altronde hai messo tu stesso in evidenza che a quei tempi vinceva Al Bano a San Remo. Interpretazioni delle songs quantomeno curiose, ma rispettabili
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  11. MISTERNO | il 22 marzo 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco: 4

    ragazzi, tra "Il dongiovanni" e "nostalgia canaglia" ci passano galassie...galassie... io vado matto per il periodo battistiano che va dal "Don Giovanni" ad "Hegel", con un amore particolare per "L'apparenza" e "La sposa occidentale"...
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  12. VOICEFACE | il 22 marzo 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    vorrei solo pregare lo scatenato Poletti di desistere nel recensire il mio amatissimo HEGEL, il mio cuore potrebbe non reggere...
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  13. FAGEN85 | il 22 marzo 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco: 4

    ...
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  14. LO SCRONDO | il 22 marzo 2006 in prima serata | Voto: 2 | Voto al Disco: 5

    MAH...
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  15. LONDON | il 24 giugno 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 3 | Voto al Disco: 4

    Beh che dire , praticamente il massimo , un lavoro che ancora oggi stupisce per le sue atmosfere , semplicemente sospese nello spazio e nel tempo .
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  16. DONNIE DARKO | il 29 agosto 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 2 | Voto al Disco: 5

    per me è il primo dei capolavori della nuova era,traccia la strada che seguirà poi nei dischi successivi,tra i quali amo "l'apparenza" e "la sposa occidentale",battisti era un genio e amo l'ultimo battisti quanto amo il primo. non sono d'accprdo con il tuo basso voto!!!
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  17. ILNOMECHENONHO | il 25 maggio 2007 in seconda serata | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Concordo con Mister NO. E voglio chiudere citando uno dei miei versi preferiti di Panella Battisti: dove sono i leoni, ammattiti e marroni?
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  18. DENEIL | il 31 maggio 2007 nel primo pomeriggio | Voto: 2 | Voto al Disco: 5

    mmmm3 a don giovanni..eh si..
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  19. A | il 10 giugno 2007 nel primo pomeriggio | Voto: 3 | Voto al Disco: 1

    bella rece disco vergognioso
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  20. GUSTAVOTANZ | il 11 settembre 2008 in prima serata | Voto: | Voto al Disco: 5

    Vergognoso? Gusti, ma lo dici come se stessi male. Questo è il mio disco preferito dei bianconi Battistiani-Panelliani.
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  21. GIAMPY1985 | il 18 ottobre 2008 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    http://www.facebook.com/home.php?ref=home#/group.php?gid=44241123432&ref=ts
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