Mi appresto a trattare una band alquanto sconosciuta dalle nostre parti, ma che in America ha riscontrato molti consensi.
I Jackyl. Band originaria della Georgia costituita da un classico quartetto formatosi nel 1991, con suddetta formazione: Jesse James Dupree on vocals, Jeff Worley on Guitar, Roman Glick on Bass e Chris Worley on Drums.
Il loro genere si può definire come Rock sanguigno, sporco e grezzo.
Non c'è dubbio che come band di maggiore influenza abbiano avuto gli AC/DC, tanto che il cantate imita molto i fraseggi vocali a quelli del leggendario Brian Johnson.
Il loro esordio risale al 1992 ed è caratterizzato da tanta voglia di suonare e di ira funesta che ogni band del genere vorrebbe avere.
L'opener "I Stand Alone" parte subito in 4a. Riff granitico, pezzo eccellente e ottime le alternanze in occorrenza dei ritornelli coro/Dupree.
La successiva "Dirty Little Mind" come anche "Down On Me" non lasciano un minuto di respiro per riprendersi. Caratterizzata da un testo a tematiche ovvie (la prima) entrambe saranno brani che in scaletta nei concerti avranno sempre posto e sono considerati veri e propri anthem da live.
"When Will It Rain" smorza un po' i toni e si presenta come un brano più melodico con un ritornello che ti rimane in testa. È caratterizzato da un testo abbastanza malinconico. Dupree fa la danza della pioggia affinché essa possa spegnere tutti i fuochi e tutto il dolore che prova.
Si prosegue poi con un pezzo al fulmicotone: "Redneck Punk". Aggressivo quanto basta, ma non all'altezza dei precedenti.
La traccia che ha fatto conoscere a molti la band è "The Lumberjack", canzone che per certi versi denota paragoni di similitudine a "The Jack" degli AC/DC. Non so come motivarlo, ma al primo ascolto e pure ai successivi mi ha fornito questa idea. Ma la trovata spettacolare di questa band è stata quella di inserire un assolo di sega come un vero tagliaboschi. Questa componente rappresenta il loro trademark; la loro trovata scenica da concerti.
Il cd poi prosegue diritto filato ad un'unica direzione, nessun lento, nessun calo di tensione. Pezzi come "Reach For Me" (introdotta da un fraseggio di basso magnifico), "Back Off Brother" e "Brain Drain" dimostrano la carica di questa band.
Le note conclusive sono affidate a "Just Like A Devil", altro brano eccellente, e a "She Loves My Cock" dal testo di matrice "BonScottiana" per così dire.
Per gli amanti degli AC/DC questo è oro colato. Ma anche a coloro a cui piace il rock viscerale, grezzo, sporco, consiglio un eventuale ascolto.
Questo cd convince sempre di più ad ogni singolo ascolto. Ovvio i Jackyl non hanno inventato niente, ma sono portatrici di un certo tipo di musica che richiede le palle grosse e delle stoffa per dare alle stampe cd del genere.