Jean Luc Ponty: The Very Best Of Jean Luc Ponty (2000, Rhyno-Atlantic Records)

Recensione di: Filippo Guzzardi , (il 24 marzo 2006 dopo mezzanotte) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Jean Luc Ponty The Very Best Of Jean Luc Ponty (2000, Rhyno-Atlantic Records)

Era il maggio del 1970 quando fu pubblicato il long playing King Kong del violinista Jean Luc Ponty, interamente scritto da un genio musicale come Frank Zappa (con una sola canzone scritta da Ponty, ma è anche l'unica in cui Zappa è presente con la sua chitarra): non era un album Rock nè Jazz ed il termine Fusion non era ancora entrato nel vocabolario musicale.

Dopo quell'album e "My Favourite Things" di John Coltrane (sebbene meritano una menzione anche Herbie Hancock ed il geniale "In A Silent Way" di Mile Davis), l'incontro tra Jazz e Rock venne visto con molto favore e le sperimentazioni in tal senso si moltiplicarono (Il Jazz-Rock o Fusion esploderà da lì a poco ed avrà molti esponenti di gran classe, tra cui i miei preferiti sono Scotfield, Metheny e Di Meola).
Avrei dovuto, forse, recensire quest'album, per le fondamentali composizioni in esso presenti (fra tutte, la title-track "King Kong", "Idiot Bastard Son" e, soprattutto, "Music for electric violin and Low Budget Orchestra" con il grande George Duke al piano elettrico). La scelta è ricaduta sul 'The Very Best Of' (2000) che consiglierei a tutti gli amanti della musica senza frontiere e paletti, perchè tra gli artisti citati, Jean Luc Ponty è probabilmente il meno conosciuto e, visto che non c'è nessuna recensione presente in archivio (non a caso), una prima infarinatura attraverso questo cd può rivelarsi utile come primo approccio.

Sicuramente Ponty è uno degli artisti più sottovalutati fra quelli che hanno innovato il Jazz perchè suona il violino, anche se prima di lui c'era stato il maestro (anche lui francese) Stephane Grappelli: ma suonare, il piano, la chitarra o il sax, senza girarci troppo intorno, in questo genere premia di più (chiedete al batterista Weickl o al bassista Patitucci quanto hanno dovuto sudare per ottenere una certa e strameritata visibilità). Ma chi è questo folle che presta il suo talento violinista al jazz ed al rock, collaborando nello stesso anno (1972) con gente come Elton John ed il futuro «figlio delle stelle» Alan Sorrenti (in "Aria": capolavoro del prog italiano), per poi misurarsi con pilastri del Fusion come John Mclaughin, Chick Corea, Stanley Clarke e Al Di Meola?

È francese, nato nel 1942 da una famiglia di musicisti classici: violinista il padre, pianista la madre. Imparò entrambi gli strumenti all'età di 5 anni e già ad 11 dovette fare una prima scelta, propendendo per il violino a scapito del piano. Solo 6 anni dopo (a 17 anni) il prodigioso adolescente, fresco di diploma al Conservatorio di Parigi, si trova di fronte ad un'altra difficile e questa volta improvvisa scelta: musica classica o jazz. Folgorato da Coltrane e Davis, Ponty sceglie il jazz e mette da parte il violino per tornare al piano e provare addirittura con il sax. L'incontro con Grappelli al «Blu Note de Paris» sarà determinante, così come l'invito di Zappa nel suo Hot Rats (1969): da lì in avanti, Jean Luc Ponty non abbandonerà più il suo strumento preferito. La sua spinta rivoluzionaria in quanto visionaria, la freschezza delle sue idee, l'armonia delle sue combinazioni, il mantenersi all'avanguardia senza cadere mai nella freddezza esecutiva (tipica dell'attuale Fusion, o come si chiama oggi New Jazz per marcare un intercorso avvicinamento al jazz con un certo allontanamento dal rock) sono ben esposte in questo lavoro discografico (che ripercorre la sua carriera discografica dal 1975 al 1985) in brani come "Bowing-Bowing", "Renaissance", "New Country" (che preferisco più di tutte), "Cosmic Messenger" e "No Strings Attached" (presente in versione live).

Negli anni 90, Ponty combinerà il violino acustico con quello elettrico e si dedicherà prevalentemente a diverse collaborazioni, giungendo fino ad oggi. Anzichè citare album, specie a chi piace valutare un'artista dal vivo, al riguardo citerei, invece, il suo primo dvd "In Concert" (2003), in cui il francese, dopo 30 anni, dimostra ancora tutto il valore e l'energia della sua musica: onestamente, di gran spessore. Buona Musica a tutti.

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Sommario

Jean Luc Ponty: The Very Best Of Jean Luc Ponty (2000, Rhyno-Atlantic Records);
Recensione di Filippo Guzzardi per DeBaser
, 3/24/2006 2:30:00 AM (●●●●●)

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Artisti collegati: Jean-Luc Ponty (non è DeFinit_)

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Voti e commenti

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  1. MANDRAKE | il 26 marzo 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco:

    La prima recensione su Jean-Luc Ponty! Io fossi in te la recensione l'avrei fatta "King Kong" invece che su di una compilation, forse a causa della mia avversione ai dischi "best of" e anche per la mia passione per Zappa. Comunque Grappelli era italiano, solo in parte francese, infatti si era fatto cambiare il nome in Stephane da Stefano nel periodo fascista.
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  2. WANDERER | il 26 marzo 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Ottima scelta Ponty, pregevole la recensione anche se anch'io avrei privilegiato un album della discografia piuttosto che un best of. Il 7 aprile vado al suo concerto, questa recensione è un ottimo antipasto.
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  3. WANDERER | il 26 marzo 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    mi si è duplicato un anche...pardon!
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  4. ODRADEK | il 26 marzo 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    King Kong è uno dei vinili perduti che ancora rimpiango, poi mai ripreso in cd. Me l'hai fatto tornare in mente, mannaggia :) - Wanderer, non sapevo fosse ancora "in pista": adesso ha 64 anni - Certo che ad aprile avete un bel calendario, dalle tue parti..
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  5. HAL | il 26 marzo 2006 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    Una bella proposta Filippo, però ho un dubbio: non ho capito nella recensione il passaggio iniziale in cui accenni a "My Favourite Things" di Coltrane in relazione all'incontro tra jazz e rock. Mi spieghi cosa intendi? Ciao e grazie
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  6. WANDERER | il 26 marzo 2006 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    Già odra, sono piacevolmente sorpreso anch'io nel ritrovarmi un'altra recensione di un artista incoming a Catania. E' in calendario nella stagione del nostro Brass Group e viene con un quartetto formato da tastiera, basso, batteria e percussioni. Arzillo Jean Luc, eh?
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  7. MORNINGSTAR | il 26 marzo 2006 in prima serata | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Non ne sapevo niente di Ponty, ma penso che il caso di documentarsi. Sono d'accordo con Hal che "My favourite things" non è un disco jazz rock, il Coltrane quando venne il momento di scegliere tra fusion e free scelse per il free, lo sappiamo tutti. Comunque bella recensione.
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  8. FILIPPO GUZZARDI | il 27 marzo 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    La sua presenza a Catania (dove ho studiato e mi sono laureato) fra pochi giorni è un appuntamento imperdibile. Purtroppo per motivi di lavoro non posso occuparmene personalmente ma so che qualche ex-collega mi troverà un biglietto. Indubbiamente la notizia di quest'appuntamento mi ha fatto venire in mente di fare questa recensione: anch'io sono contrario ai "the best of" (la tracklist è scelta, di regola, dalla casa discografica e non dall'artista) ma quando qualche greatest hits è fatto bene, bisogna anche recensirlo: io sono ancora più avverso ai pregiudizi. Mi trovo d'accordo con tutti i commenti precedenti e sono molto felice di trovarmi, nei pochi spazi liberi, tra voi. Buona musica a tutti
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  9. WANDERER | il 27 marzo 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Filippo, allora tu sei un "liotro" adottivo! Se trovi il modo di andarci, fammi sapere, anche lasciando un post qui, che ci incontriamo. Saluti catanesissimi!
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  10. HAL | il 27 marzo 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    ehm ... felice che siamo in accordo, però Filippo speravo in una risposta, ciao e buona musica anche a te :)
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  11. MR. GREEN GENES | il 27 marzo 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Filippo anch'io gradirei sapere la relazione tra jazz/rock e "My Favorite Things" di Coltrane.
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  12. MANDRAKE | il 27 marzo 2006 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    A proposito, io penso che anche Joe Venuti (che non hai citato nella recensione), sebbene inferiore e meno conosciuto di Grappelli, sia degno di nota come uno tra i primi violinisti jazz.
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  13. ALDO | il 2 aprile 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    a tutti gli appassionati di jean luc ponty per il concerto di catania giorno 7 aprile il sito del Brass Group www.brassgroup.com mette a disposizione dei biglietti Low Cost a euro 1.50 sbrigatevi scade il 2 Aprile
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  14. DUANE | il 2 maggio 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    "My Favorite Things" jazz-rock?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!? !?
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  15. JETHROZAPPA | il 30 giugno 2006 in prima serata | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Mi dispiace, ho già fatto io una recensione di "King Kong" appena due minuti fa. Ma se la pubblicano, sarei felice di avere un tuo commento su di essa!
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  16. FILIPPO GUZZARDI | il 1 luglio 2006 dopo mezzanotte | Voto: | Voto al Disco:

    Ovviamente, "My Favourite Things" non è un album jazz-rock. Ma le soluzioni ivi presenti (vedi lo stravolgimento di un classico come Summertime) rappresentano un autentico spartiacque tra il Jazz tradizionale ed il Free-Jazz: cambia insomma l'idea del jazz e si dilatano i contorni rendendo possibile, fra l'altro, anche l'incontro con il rock (a distanza di una decade nella quale le sperimentazioni furono svariate). E' chiaro che un album come "In A Silent Way" di Mile Davis (con i vari Chick Corea, John Mclaughin, ecc.) rappresenta l'emblema del raccordo tra i due generi che fono a poco prima apparivano così lontanamente distanti. Ma se pensate a quello che generalmente viene indicato come un classico capolavoro del Jazz quale "Kind Of Blue", senza "My Favourite Things" di John Coltrane, Mile Davis non sarebbe mai approdato alle sonorità degli anni '70 precedute da "In A Silent Way": forse esagero, ma ne sono intimamente convinto.
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  17. JETHROZAPPA | il 1 luglio 2006 dopo mezzanotte | Voto: | Voto al Disco:

    lasciami un commento nella recensione: http://www.debase r.it/recensionidb/ID_11068/Jea nLuc_Ponty_King_Kong__JeanLuc_ Ponty_Plays_The_Music_Of_Frank _Zappa.htm ciao!
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