Alan Turing, uno dei più grandi visionari del secolo scorso, ha gettato le basi per l’informatica contemporanea e per l’intelligenza artificiale; ha ancora senso leggere i suoi scritti oggigiorno, senza risultare anacronistici? Pubblicato nel 1994, questo libro contiene quattro suoi scritti e conferenze che vanno dal 1945 al 1950. Il tema centrale di questo libro è lo sviluppo di quella che appunto negli anni a venire sarebbe diventata l’intelligenza artificiale, elemento che oggi nel 2026 domina nel bene e nel male la nostra società.
Nel primo scritto contenuto in questo libro, che corrisponde al primo capitolo, sono spiegate le basi teoriche e tecniche del calcolo su codice binario e dei relativi addizionatori; è una lettura probabilmente un po’ troppo tecnica per chi non ha grandi conoscenze nell’ambito, ma proprio per questo risulta un’ottima lezione, anche in ottica della didattica scolastica. Questo primo capitolo è molto utile nell’ottica della lettura dell’opera per capire il processo di sviluppo di certi sistemi, infatti, come vedremo, è possibile osservare il processo dello sviluppo teorico di certi sistemi con una base tecnica ben solida. Il secondo capitolo contiene una conferenza tenuta alla London Mathematic Society nel 1947, il cui tema centrale è la spiegazione del funzionamento dei calcolatori digitali; leggendo queste pagine, ci accorgiamo subito come, nonostante abbiamo davanti un testo scritto quasi ottanta anni fa, il modo e i concetti sono perfettamente compatibili con la moderna informatica. Sulla base di questo elemento, possiamo constatare senza nemmeno andare oltre nella lettura di come la genialità di Turing era così vasta ed accurata da non aver richiesto modifiche nel corso degli anni durante lo sviluppo pratico di certe sue teorie. Una persona che non conosce l’anno in cui questa conferenza è stata tenuta, leggendo questo capitolo, per via del modo e dell’accuratezza dei dettagli, potrebbe pensare benissimo che si trova dinnanzi ad un testo scritto negli anni ottanta. Il terzo capitolo si sposta sul concetto specifico della creazione di “macchine intelligenti”; scritto nel 1948, questo è un saggio estremamente dettagliato e che, se a suo tempo certe affermazioni potevano essere pure congetture, a distanza di ottanta anni è una perfetta lezione sul funzionamento di algoritmi che sviluppandosi negli anni hanno creato molte delle comodità informatiche odierne (Google, social network ecc..). La lettura qui, per quanto comunque tecnica, è molto scorrevole e per nulla pesante; ritengo infatti che possa essere tutt’oggi un testo molto valido da parte di chiunque per documentarsi sull’origine di certi elementi che nel 21esimo secolo diamo per scontati. Il quarto ed ultimo capitolo riprende infatti questo concetto portandolo a confronto con la realtà del suo periodo (1950); l’autore mette alla luce, in certi passaggi, una certa perplessità sulla legittimità di certe “macchine intelligenti” dal punto di vista morale, tuttavia le tesi a favore e contrarie sono alquanto imparziali, e sta al lettore capire se tutta questa evoluzione è stata effettivamente un progresso oppure un’arma a doppio taglio.
Per concludere, cosa possiamo rispondere alla domanda che ho posto all’inizio? La risposta è sì, ha perfettamente senso leggere oggigiorno i suoi scritti; così come per comprendere la storia di certe nazioni e culture è necessario documentarsi sui fatti riguardanti le grandi guerre, per capire a fondo certi meccanismi della società contemporanea è inevitabile passare da Alan Turing. Questo libro, come già detto precedentemente, è un’ottima lettura didattica, e per chi studia informatica potrebbe essere un’ottima base per documentarsi sulla storia di essa; è inoltre un testo ancora molto attuale per tenere una lezione nel 2026. Sebbene sia un libro "costruito" diversi anni dopo la morte dell'autore come raccolta di alcuni dei suoi scritti più noti, esso è un ottimo punto di partenza per comprendere Alan M. Turing, un genio a cui tutti dobbiamo il merito.
Una lettura tecnica? Assolutamente sì, ma con un minimo di conoscenza nell’ambito è possibile leggerlo senza problemi.
A chi lo si può consigliare? A coloro i quali vogliono capire le basi dell’informatica e degli algoritmi dell’intelligenza artificiale; agli studenti di informatica come lettura didattica.