Copertina di Amplifier Amplifier
humax4

• Voto:

Per appassionati di rock classico e psichedelico, fan di band alternative e sperimentali, ascoltatori attenti alla tecnica musicale e ai testi profondi.
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LA RECENSIONE

Percorrendo il lungo cammino del mio destino, che si rivela sempre più avverso, mi imbatto in questa opera prodotta dalla mente di 3 ragazzi mancuniani precisamente Sel Balamir (chitarra e voce), Neil Mahony (basso) e Matt Brobin (batteria). Gli Amplifier vengono infatti da Manchester e sono definibili come un gruppo rock classico, che bada molto a costruire "buone" canzoni tenendo sempre d'occhio la buona struttura e il tecnicismo, cosa da non trascurare e che soprattutto (se non poche eccezioni) ultimamente è venuta a mancare.

Il loro rock spinge fino ai confini inesplorati dell'emisfero, come un viaggio a bordo di una astronave stile Star-Trek e alla fine del viaggio hai voglia di rimontare su per farti un altro giretto con la consapevolezza che anch'esso non sarà l'ultimo.
Si respira malinconia, misticismo, tutti ingredienti che tengono ben incollati all'ascolto; trattasi però di una malinconia avvolgente che quasi ti culla e ti protegge dalla falsa felicità di chi sorride credendo di esserlo veramente: il peggior nemico.

L'album si dispiega tutto secondo una leggerezza-pesantezza che lascia in effetti un po' spiazzati, come in "Airborne" o "Motorhead", la prima con arpeggio caldo e melodico, la seconda con più corposità in un crescendo che sembra non trovare mai una fine. La summa opera è racchiusa nella traccia n.5 "Post Acid Youth" dove la voce calda di Balamir sussurra le parole "Do You Feel Empty Now?"... "Do You Feel Pleasure Now?", monito per coloro che non hanno il coraggio di domandarselo.

Sicuramente questa band ha il coraggio di esplorare i territori della psichedelia senza comunque perdere la propria impronta heavy-rock e un tono chitarristico ben marcato.
Consigliabile a chi ha fatto dei Tool e derivati una sua ragione musicale più che di vita; compositori liberi e dilatati come usavano una volta e che adesso scarseggiano.

Un grazie a questa band che ha attirato la mia attenzione per più di due giorni, cosa rarissima per quanto mi riguarda.
"Do You Feel Empty Now?" io rispondo: sí da morire perché la cosa che desidero più al mondo adesso non la posso avere e solo quella potrebbe riempire il mio "Vuoto". E voi che rispondete?
Ciao vi voglio bene.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra l'album d'esordio degli Amplifier come un viaggio musicale che combina rock classico e psichedelia. Il lavoro si caratterizza per la cura nella composizione e un'atmosfera malinconica ma avvolgente. Brani come 'Post Acid Youth' emergono per intensità emotiva e valore artistico. Consigliato agli appassionati di rock tecnico e sperimentale.

Tracce testi video

01   Motorhead (06:15)

04   Old Movies (05:50)

05   Post Acid Youth (06:06)

07   On/Off (06:34)

08   The Consultancy (04:59)

09   One Great Summer (05:57)

Leggi il testo

10   UFOs (07:27)

Amplifier

Amplifier sono un trio rock di Manchester guidato da Sel Balamir (voce/chitarra), con Neil Mahony (basso) e Matt Brobin (batteria) nella formazione originaria. Il loro suono unisce space e progressive rock con vena psichedelica. Tra i lavori di rilievo: Amplifier (2004), Insider (2006), The Octopus (2011), Echo Street (2013), Mystoria (2014).
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