Eduardo De Filippo
Natale in Casa Cupiello

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Si avvicina Natale. Ogni anno per la maggior parte dei Napoletani arriva il momento del tradizionale "sguardo" a Natale in Casa Cupiello. Immagino e so che questa cosa non può essere pienamente compresa da tutto il resto del mondo ed in qualche caso, anche per molti Napoletani, potrebbe rappresentare una gran rottura di palle. Per questo motivo ho deciso di scrivere due righe.

Risulta relativamente semplice scrivere tre parole per i Napoletani che non apprezzano e non fanno fede alla tradizione. Poche cose possono renderci orgogliosi di essere Napoletani, parliamoci chiaramente. La verità è che se non abbiamo assimilato le nostre tradizioni in quanto Napoletani effettivamente c'è poco di Napoli in noi. Il Napoletano che non fa fede alla visualizzazione appassionata e commossa di Natale in Casa Cupiello guardato in famiglia durante il periodo natalizio non può ritenersi Napoletano purosangue. Considerate anche che ve lo dice un Napoletano che pensa che del "essere Napoletano" c'è poco da vantarsi. Pertanto lo invito, in quanto straniero, a leggere ciò che sto per scrivere a coloro che effettivamente Napoletani non sono.

Non è facile spiegare a coloro che non sono Napoletani cosa rappresenta la tradizione di Natale in Casa Cupiello. Cos'è innanzitutto questa cosa di cui sto parlando? Si tratta di una messinscena teatrale in tre atti composta da Eduardo De Filippo nel 1931. Si, esatto, messinscena. Ho scelto questo termine perchè non c'è altro modo di definirla. Non si può parlare di commedia quanto non si può parlare di tragedia. Effettivamente si tratta di qualcosa di più. Natale in Casa Cupiello è lo spaccato dell'umanità. Rappresenta la radiografia di ogni essere umano che c'è sulla faccia della terra. Non esiste persona che non trovi qualcosa di se in queste pagine sceneggiate. Natale in Casa Cupiello è uno scritto così radicato nella cultura e nella quotidianità Napoletana che ogni Napoletano che si rispetti conosce così per filo e per segno le battute che le può recitare all'unisono con la registrazione commettendo veramente pochissimi errori anche a distanza di molto tempo dall'ultima visualizzazione. Si tratta di qualcosa di così meraviglioso e così puramente artistico che moltissime battute tratte da Natale in Casa Cupiello sono diventate parte integrante del modo di parlare di un vero Napoletano. Al di fuori poi dell'aspetto puramente romantico della questione c'è il comparto strettamente tecnico che vuole una stesura praticamente perfetta che, durante la visualizzazione, non annoia veramente mai. Si passa dalla commozione alla risatina, dal pianto triste alla risata "a tutta pancia". Ogni situazione è amalgamata con una maestria che solo da Eduardo ci si può aspettare e ad un occhio attento arrivano dettagli che ad una mente che non sia geniale quanto quella del Maestro risultano impossibili da concepire. E' qualcosa di tranquillamente paragonabile alla maestria ed alla genialità di un Charlie Chaplin. Certo: in chiave squisitamente Napoletana. Ma qua si parla di un altro tipo di "Napoletanità". Questa è quella che non esiste più. Quella antica, sana e genuina.

Non voglio dilungarmi troppo. Voglio solo stimolare un po' di curiosità in colui che non ha nemmeno idea di cosa stiamo parlando e tirare un po' le orecchie al "Napoletano" che cinicamente "bypassa" la tradizione. Poche cose ti fanno essere orgoglioso di essere nato a Napoli. Una di queste è una meravigliosa opera letteraria che si chiama Natale in Casa Cupiello che a mio avviso potrebbe essere tranquillamente inserita tra i più grandi capolavori del '900.

E verite buono cà 'o presepio ce piace a tutt quant.

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Commenti (Nove)

minguch
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ti metterei 10 stelle !!! da pugliese condivido e lo sguardo quando eravamo piccoli lo davamo anche noi!! ogni singola battuta la conosco anche io ! cosi' come le altre commedie (....) di uno dei piu' grandi maestri di vita!!!
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minguch
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cmq piace anche con l'enteroclisma!!!!!
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voiceface
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5, solo leggendo l'autore.
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Geo@Geo
Geo@Geo Divèrs
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Tutto bello e ti "infliggo" delle menzioni. Ottimo il contenuto, per me limiterei l'uso del grassetto;)))
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Pinhead
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Per me anche a Napoli si vedranno tutti «Natale A Londra» invece di «Natale In Casa Cupiello» (che di certo passerà inosservato su Rai 5).
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bluesboy94: No, ti sbagli! Innanzitutto i cinepattoni sono un qualcosa di "sorpassato", perchè danno un'immagine cazzara e spensierata dell'Italia, immagine che nell'ultimo decennio non è aderente alla realtà, anche a causa della crisi (non capisco come un imprenditore capace come De Laurentiis si ostini a produrli, mah...). Poi sottovaluti il maggior pregio dei napoletani: il loro attaccamento alle tradizioni. Infine, molti napoletani, tifosi del Napoli, per sfregio ( presumibilmente a causa dell'ultima contestata campagna acquisti) neanche sotto tortura daranno 10 euro al "pappone" per un film certamente mediocre.
Pinhead: Ci spero.
sotomayor
sotomayor Divèrs
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Comunque non lo definirei 'artista del popolo'. Non nel senso inteso dal comindeb almeno. Per il resto, preferisco di gran lunga Peppino. @[Pinhead], posso garantirti che comunque molti, moltissimi guarderanno anche 'Natale in casa cupiello', probabilmente più che 'Natale a londra' (che sarà chiaramente comunque un successo ai botteghini). Al limite se fosse uscito un film con qualche comico napoletano e tipo 'Benvenuti al sud', o una cazzata del genere, allora forse sì.

Menzionerei comunque anche 'Capodanno in casa curiello', che dopo avermi regalato meravigliosi momenti da ragazzo in versione censurata, oggi (ovviamente nella versione senza censure) resta l'unico film pornografico che riesca veramente a eccitarmi.
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Pinhead: Meglio così :-)
Geo@Geo: Sito, Edoardo è un compagno, fidati;))
Geo@Geo: Ovviamente Soto
sotomayor: Mi dispiace Geo, ma non la penso così. Ciò non toglie né annulla i suoi meriti artistici e il suo contributo in particolare per quanto riguarda anche la storia del teatro non solo napoletano. Ma se mi domandi se io consideri i suoi contenuti in qualche modo di sinistra, la risposta è: no. Non voglio chiaramente neppure entrare nel merito della sua tessera del partito nazionale fascista e della sua adesione più o meno forzata alla cosa, potrebbe essere una conversazione molto ampia e che potrebbe trarre in inganno e in ogni caso un punto di discussione su questioni etiche e morali troppo ampie. Tra le altre cose ovviamente in rete gireranno centinaia, migliaia di fonti che vogliono sostenere il contrario e che egli fu censurato. I fatti però vogliono la sua ascesa proprio in quegli anni e pare che, vado a memoria, calcò anche palcoscenici teatrali repubblichini. Ma questo non conta. Mi limiterò a dire invero che lo considero portatore di una cultura popolare e di un folklore che erano già allora di stampo 'conservatore' nei suoi contenuti ideologici e che lo sono ancora oggi in quella che è la ripetizione nel tempo di determinati schemi in questa città che la classe borghese e quella dirigente hanno sempre saputo e sanno usare strumentalmente affinché tutto qui funzioni secondo schemi arcaici e secondo quelle regole morali che fanno parte di un periodo oscuro della nostra storia e che qualcuno guarda e riguarda con quella nostalgia non è neppure da ventennio, ma risale proprio a qualche cosa che sta nelle viscere di questa città, il fallimento della repubblica napoletana del 1799, quello dell'esperienza di Gioacchino Murat, usi e costumi e connivenza con la presenza dell'esercito USA e forze della NATO, il monarchico Achille Lauro, padre e padrone di Napoli, il fascino del borbonismo e fino all'attuale sindaco che basta vedere in foto in costume mentre si tuffa per far vedere che l'acqua di Napoli è pulita per capire quanto sia patetico. Che cosa diceva un personaggio interpretrato da Lello Arena praticamente trent'anni fa? 'Napoli nun addà cagnà!'

Non è colpa di De Filippo, ma strumentalmente si presta nelle sue opere e rappresenta questo movimento conservatore e populista, persino oscurantista. Come si può definirlo un uomo di sinistra.
Geo@Geo: Ho letto una sua biografia e comunque ognuno la vede a suo modo e sulle sue fonti...boh, adesso sennò si diventa troppo seri;P
sotomayor: ;)
DaniloDara
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Solo tre perche'...
si tratta di un clamoroso, unico, irripetibile capolavoro.
E certo, questo lo menzioni.
Ma non lo fai capire. Non si capisce perche'.
Entrare un po' piú nel merito avrebbe aiutato...
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bluesboy94
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" un Napoletano che pensa che del "essere Napoletano" c'è poco da vantarsi". Questa frase , penso, possa esser pronunciata soltanto da un qualcuno che conosce poco la storia di questa città. Non trascuro i troppi problemi della città (problemi che sono comuni a tante metropoli, forse a Napoli, città che non teme di mostrare se stessa, sono più espliciti), ma ho sempre fisso nella mia testa che Napoli è una delle culle della civiltà occidentale, ha quasi tremila anni di storia dietro di sè (con tutta probabilità è la metropoli italiana più antica), ha subito di tutto (terremoti, eruzioni, invasioni di altri popoli, è stata la città più bombardata nella seconda guerra mondiale, inciviltà di molti suoi "abitanti" ecc.) eppure è lì, ferita, ma vivissima, ha dato in molti ambiti (filosofia, archeologia, pittura, scultura, teatro, musica, gastronomia, scienza, artigianato ecc.) tantissimo all'Italia, all'Europa e al mondo. Onestamente con un passato del genere alle spalle io sono orgoglioso di essere napoletano e mi rattristo per certi problemi (criminalità, degrado urbano, traffico incontrollato, sporcizia ai lati delle strade ecc.), ma c'è solo una cosa che mi fa incazzare e piega questo mio orgoglio: l'ignoranza nei confronti di questa storia. E' essa l'origine di tutti questi mali, è da essa che derivano i muri dei monumenti imbrattati, è da essa che derivano oltre 200 chiese chiuse e spogliate di tutto, è per colpa di essa che uno dei centri storici più ricchi dell'universo (in Italia secondo solo a quello dell'immensa Roma, non me ne vogliano fiorentini e veneziani...) in condizioni pietose, è essa la causa che avvicina i giovincelli alle fatali lusinghe della criminalità, è essa che rende questa città incatenata a certi pregiudizi (Napoli ha mille anime, non solo folclore e criminalità), è essa che rende incapace Napoli di spiccare il volo e di aprirsi davvero al turismo internazionale (Napoli con tutto il ben di dio che ha, può mangiare di sola cultura, ma, appunto, non conosce sè stessa, non sa vendersi... ieri ho visitato una chiesa, quella di San Giovanni a Carbonara, ed era completamente deserta. Essa ha un interno rinascimentale- eh già, Napoli ha anche testimonianze rinascimentali- spettacolare, con capolavori pittorici e scultorei a profusione; a Firenze ci sarebbero le fila per visitare un luogo del genere...)... ecco, se si studia la Storia diventa più facile comprendere i problemi di questa città, ed è proprio la grandezza della storia che essa ha che, inevitabilmente, ispira i napoletani che la conoscono a attivarsi in difesa di essa.
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Cialtronius
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ma basta co ste napoletanate

a pizza
o cafè
o presepio

twiggy sì na lota! :)
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MoodyFrazier: Munnezz! :D

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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