vellutogrigio

DeRango : 1,60
DeEtà™ : 7216 giorni • Qui dal 6 settembre 2006
Bluvertigo Acidi e Basi
Voto:
Li conobbi proprio in quegli anni ('95) e "Iodio", "L'eretico" ed altri pezzi mi piacquero non poco, per i tempi. Largamente sopravvalutati, però, e nella sostanza più gruppo da singolo che da album intero, con buona pace dell'intellettualismo di Morgan. Che peraltro, pur essendo simpatico ed intelligente, mi è antipatico perchè ha fatto una cosa che avrei volentieri fatto io: rendere nonno Dario Argento, non perchè mi piaccia quella buzzicona della figlia ma per potermi imparentare con lui e mescolare il mio dna al suo. Rece entusiastica.
Judas Priest Screaming for Vengeance
Voto:
Recensione superficiale, e piena di errori di concetto, vedi post n. 6 di The Spirit. Ho già scritto altrove che i Judas sono validi fino all'81, poi diventano clichè metal dei peggiori - il fatto di averlo fondato non è una scusante. Questo ed il successivo "Defenders of the Faith" non valgono, mi spiace, "Stained Class" e "Killing Machine", ma nemmeno "Point of Entry", anche se i più mi accuseranno di bestemmiare.
Rush Permanent Waves
Voto:
Vabbè Pibroch, faccio un fioretto e mi "sacrifico" ri-ascoltandomi i pezzi brevi di "A Farewell" ;))). Anche se "Closer to The Hearth", il cui testo è splendido, non mi dice tantissimo. "Bastille Day", però...almeno lì siamo d'accordo.
Carter Dickson Lettore, in guardia! (The Reader Is Warned)
Voto:
Il giallista più ingegnoso dell'epoca classica, con indubbia capacità di creare tensione emotiva. Di lui, però, meglio "Le tre bare" e "La tabacchiera dell'imperatore".
Rush Permanent Waves
Voto:
Non volevo sollevare polemiche. La premessa, mi sembra, è che quasi tutti gli album dei Rush sono da 5 (perchè non c'è 6 etc.) almeno fino al 1985: e direi che, fra noi, possiamo anche non metterla più in discussione. Su "Moving Pictures" penso non ci siano riempitivi, proprio gli ultimi due pezzi che qualcuno ha citato sopra, secondo me, sono dei capolavori, "Vital Signs" su tutti, sia per testi che per arrangiamento: dei Rush meno rock, ovviamente, ma padroni della forma canzone e degli effetti (sentitevi la chitarra del succitato brano). Di "Hemispheres" penso che sia completamente "mangiato" dal capolavoro dei capolavori, "La Villa Strangiato", che paradossalmente fa scolorare i pur ottimi pezzi di contorno; "Circumstances", però, non mi ha mai esaltato troppo, ripeto: rispetto agli standard Rush. "2112" riempitivi non ne ha, secondo me: ma qui forse mi frega l'affetto smodato che ho per quest'album. Mi spiace, infine, deludere Pibroch, ma il pur bellissimo "A Farewell to Kings" è, fra i lavori del ciclo hard prog, quello che mi convince meno: favolosa Xanadu, non male Cygnus, mentre è nei pezzi brevi che non trovo tutta questa magnificenza; li salva un suono alla Rush, o meglio alla Terry Brown, che ormai non si discute, una tecnica ed un feeling che tutti gli amanti del gruppo di Toronto ben conoscono, ma obiettivamente credo ci sia qualcosa in meno. Sui pezzi brevi, peraltro, i Rush cominciano a diventare eccellenti proprio da "Moving Pictures" in poi (con apici in "Signals", "Grace", "Power Windows"), mentre negli anni '70 il meglio lo davano nelle suites. Se devo indicare il loro pezzo breve migliore pre eighties addirittura risalgo a "Bastille Day". Giungo infine a questo "Permanent Waves": "Spirit of Radio" ha la bella idea di mescolare tanti generi e suoni come avviene girando per le stazioni radio, ed ha un bel testo. Ma nel complesso il suo limite è di non essere coesa: laddove per coesa intendo "Tom Sawyer". E' come una suites di quattro minuti, insomma, ma in quattro minuti meglio non far suites. "Free Will" non mi ha mai detto nulla, ma qui è davvero questione di gusti: a me sembra banale, al di là dello sfoggio di tecnica. Quest'album merita tantissimo, comunque, per le menzionate "Jacob's" e "Natural Science", due pezzi in cui si ascolta forse per l'ultima volta, ed alla massima potenza, il suono classico del gruppo prodotto da Brown. Già MP diventa più levigato, soprattutto nel suono delle chitarre. Scusate la prolissità.
Little Feat Sailin' Shoes
Voto:
Non si discutono. Non è questo, però, il loro album migliore. Meglio "Dixie Chicken", ed anche il primo o "Feats Don't Fail Me Now". Bravo però a segnalarli, qui sul sito sono stati negletti per anni.
Rush Permanent Waves
Voto:
Qui affiora molto chiaro un problema dei Rush: quello di mettere canzoni riempitivo, anche se buone nel complesso, accanto a capolavori. "2112" e "Moving Pictures", a mio avviso, sono gli unici album della loro discografia in cui ciò non avviene. Qui i capolavori sono la suite finale e Jacob's Ladder, mentre tutto il resto è, ottimo, riempitivo: da "Spirit of Radio", orecchiabile e varia, ma non eccellente come alcuni sostengono a "Entre Nous", passando per "Free Will". Discorso a parte merita "Different Strings" - con raro testo di Lee, e non di Peart - che personalmente mi mette gran tristezza, come "Tears" del summenzionato "2112", per cui la salto sempre. Ai Rush, anche non al top, non si può però dare meno di 5. Anche a Splinter, perchè chi recensisce i Rush merita sempre ;)))
Black Sabbath Master Of Reality
Voto:
I voti
Black Sabbath Master Of Reality
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"Children Of The Grave", un'immensa, potentissima cavalcata, terribilmente freak nel suo parlare di bambini che impongono agli adulti la pace nel mondo". Questa frase l'hai copiata da Heavy Metale - vol 1. di Luca Signorelli, Giunti, 2000. Quindi meriti un bel 1. Album molto apprezzato, penso, da tutte le band della c.d. scena grunge.
Salvatore Satta Il Giorno del Giudizio
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@Sfascia: conosco Niffoi di nome, ma non ho mai letto nulla di lui. Da quel che ho inteso, però, vira molto sul fantasioso ed è molto strombazzato da D'Orrico del Magazine del Corriere. Satta no, non posso ascriverlo ad autore del fantastico, e, se lo è, lo è certo in maniera diversa. Su ques'ultimo, comunque, tornerò, anche per mettere in luce come la sua "letteratura" vada correlata, più che alle origini sarde, al tipo di studi effettuati e ad altre esperienze di vita nel c.d. continente. Ossequi.