vellutogrigio

DeRango : 1,60
DeEtà™ : 7216 giorni • Qui dal 6 settembre 2006
Nicolas Roeg A Venezia, un dicembre rosso shocking
Voto:
Poletti, il gusto ed il bello OGGETTIVO non esistono; le scale di voti OGGETTIVE non esistono. Una giocosa recensione, fatta per ammazzare il tempo, implica un apprezzamento SOGGETTIVO: ergo, 5/5 per tutta la vita a Roeg e 3/5 ad Amarcord. Anzi, ti dico che Sutherland è meglio qui che in Casanova: anzi, è più decadente la Venezia di Roeg che la finta Venezia di Fellini. Ciao
Nicolas Roeg A Venezia, un dicembre rosso shocking
Voto:
Grazie a tutti ed in particolare a Poletti per aver volutamente rivitalizzato - con una polemica troppo gratuita per essere vera - una pagina altrimenti destinata al dimenticatoio. Qualche osservazione per chi, non conoscendo il nostro polemista, prenda sul serio le sue affermazioni circa il film qui recensito: 1) Roeg è uno dei migliori direttori della fotografia e registi della nouvelle vague inglese di fine anni '60; 2) il film viene definito da molti un classico per messa in scena, ambientazione, montaggio, utilizzo dei colori, cupezza della descrizione di Venezia; 3) tutti gli attori, oltre che bravi, sono assai ben diretti; 4) nel suo genere, non costituisce affatto un giallo scontato ma un interessante thriller con uno sfondo apparentemente soprannaturale, ma, in concreto, assai lineare; 4) davvero non capisco cosa c'entri il trash con tutto questo; 5)non capisco perchè mi si incrimina di lesa maestà se formulo dei dubbi, motivandoli, contro Fellini ed Antonioni
Lucas Rainer I visitatori del sabato sera
Voto:
Sei bravo a scrivere e fai proposte interessanti: le tue recensioni, tuttavia, hanno un effetto mesmerizzante che fa perdere ad un certo punto il senso delle cose; ecco, io non ho capito bene di cosa parla 'sto film, se è il caso di vederlo o meno.
Alfred Hitchcock L'ombra del dubbio
Voto:
Bene, bravo, bis, specie per il disastroso ed antiquato doppiaggio. A me piace l'idea, prospettata da Charlie [Carlo], che la nipote Charlotte [Carla], costituisca il suo doppio, tanto che alla fine, seppur per legittima difesa, uccide anche lei. Fra i migliori di zio Alfred.
Mario Bava Cani arrabbiati
Voto:
Bella recensione, film splendido.
Robert Zemeckis Ritorno al futuro II
Voto:
Recensione striminzita, il film forse cela le riflessioni a cui fai fugace riferimento, ma risulta al dunque un polpettone: mi ricorda la fine degli anni '80 e gli amici con cui andavo al cinema la domenica alle 15.00. Ritorno al passato, dunque. Pare che J. Fox - qui non presago nel Parkinson - pippasse parecchio all'epoca, e non è escluso - stando a recenti studi medici - che l'assunzione di sostanze stupefacenti non abbia aiutato la precoce comparsa del morbo.
John Cassavetes La Sera della Prima
Voto:
Molto bravo, è un bene parlare di Cassavetes su questo sito, mi sembra su provocazione di qualcuno che la scorsa settimana ne lamentava l'assenza. Avrei preferito qualche cenno in più sul regista, sulle difficoltà economiche patite per realizzare film d'autore dal gusto europeo negli States, sul fatto che per mantenersi dovesse fare varie comparsate in film altrui (es. anche Fury di De Palma) e così via.
Federico Fellini Luci Del Varietà
Voto:
desade, lungi da me declassare chicchessia, mi piace avere un approccio "laico" al dibattito. Semplicemente, a volte trovo che Fellini sia stato elevato agli altari più di colleghi altrettanto validi come Germi, Pietrangeli etc.
Federico Fellini Luci Del Varietà
Voto:
Bah, almeno ho vivacizzato una pagina stanca: comunque non diedi della me*rda secca ad Antonioni. Cavolo, quando si tocca Fellini in questo paese casca il mondo, un pensiero uniforme che mi spaventa, vivaddio.
Federico Fellini Luci Del Varietà
Voto:
Poletti, chissà perchè credevo tu fossi di Milano, e dunque interista (ovvero un bislero). A prescindere da questi rilievi, mi spiace tornare a polemizzare - ancorchè con toni educati - su Fellini: ti seguo e apprezzo quanto critichi Salvatores, non ti capisco più quando esalti Fellini, che del cinema innocuo, filoammerecano nella parte in cui descrive l'Italia dei bozzetti ed amorale, è certo l'antesignano. Altre polemiche non ne voglio fare: ma MEGLIO UN MONICELLI CHE DIECI FELLINI.