vellutogrigio

DeRango : 1,60
DeEtà™ : 7216 giorni • Qui dal 6 settembre 2006
Andrea Molaioli La ragazza del lago
Voto:
Un film con pregi e difetti: quanto ai difetti, la trama gialla mi sembra alquanto esile, non troppo convincente e logica nei suoi sviluppi (questi scrittori scandinavi di genere sono, forse, un po' sopravvalutati); il bailamme dei personaggi è eccessivo, anche se la maggioranza di essi è finemente interpretata. Venendo ai pregi: intelligente la scelta di ambientare il film nelle montagne meno turistiche del nord Italia e ottimo il realismo delle locations e della fotografia. Bravi gli attori. Giganteggia Toni Servillo (da antologia la scena in cui fuma nel commissariato), per cui credo che fra vent'anni questo film sarà ricordato soprattutto in relazione a lui.
Tim Story I Fantastici 4
Voto:
Ma no, a volte si fatica a distinguere l'essenziale dal superfluo
Area International POPular Group Crac
Voto:
Mamma mia, fra i diciotto ed i venti anni ho divorato tutti gli album degli Area, li amo molto. Senza entrare nella dotta querelle circa la loro matrice prog o jazz, mi piace pensare che facessero della musica popolare, mescolando un po' tutte le influenze dell'epoca (meglio su Crac! che in altri album, forse più pretenziosi), anche per "educare" all'ascolto i giovani dei tempi. Ho conosciuto pure Tavolazzi, mentre suonava jazz nel '97, e la malinconia con cui mi parlò degli "Aerei" - come li chiamava lui - mi è rimasta dentro.
Michael Haneke Funny Games U.S.
Voto:
@supersoul: interessante il richiamo ad "Ore disperate", io purtroppo ho visto la versione - deludente -di Cimino. Sempre sulla stessa scia, potrebbe essere affine anche "Cape Fear" di Scorsese (a propria volta un rifacimento di un classico anni '50). Resta il fatto che la tematica attorno a cui ruota il film non è originalissima, e questo film è quello che è.
Michael Haneke Funny Games U.S.
Voto:
Mah. La riflessione sulla violenza che - certo con stile e gusto impeccabile - fa Haneke non mi è del tutto nuova, e non mi sembra del tutto originale. Volendo era in Hitckock, spesso torna in De Palma, addirittura in Hostel. Del tutto impropri i paragoni con "Arancia meccanica" che pure qualche pubblicitario o qualche giornalista ha fatto, forse più utile un parallelo con "Cane di paglia", ovviamente in una prospettiva rovesciata. Nulla da dire sulla forma del film: adoro Naomi Watts, ottimo e inerte Roth, eccezionali le facce da kiulo dei due bamboccioni. Nel complesso un film evitabile, se vi fossero serie alternative.
The Great Complotto The Great Complotto
Voto:
Grazie a tutti per essere passati di qui (e grazie in anticipo a quelli che passeranno). Un brava/o a Lavalin per aver indovinato di chi si tratta (Naldini e Mutarelli i nomi dei piloti), con l'avvertenza che nella vità l'unica cosa definitiva è il provvisorio. Il che vuol dire che - sperabilmente - il mio è solo un arrivederci, lasciando una parte di me su Deb.
The Great Complotto The Great Complotto
Voto:
Muito, chiedevo solo di non polemizzare in ordine alle trite ragioni basi NATO sì o no (altrimenti si finiva come nei delirii de "Il divo"). Io da piccolo sono cresciuto proprio nei paraggi di una di esse (la mia prima infatuazione, a sei anni, fu per una bellissima coloured figlia di un energumeno paracadutista incursore; sarebbe piaciuta anche a te, se sei Baiano - o Rambaudi?!?) e nella presenza statunitense ho visto anche un'occasione di arricchimento e non solo un invasore (vabbè...). Il valore storico del great Complotto lo cogli sul sito che segnalo, proprio nella pagina iniziale dove c'è un bellissimo epitaffio. Quanto all'ultima recensione, allo stato ci sono ragioni personali che mi obbligano ad "abbandonare" il sito, tenterò di rimanere come commentatore, ma la vedo dura. Questi due anni sono stati una bella esperienza qui, ho visto anche avvicendarsi nuovi recensori molto bravi, ed ovviamente ringrazio quelli che mi hanno letto fin dall'inizio, tipo Ocram, Bisius, Pibroch, Tollani, sul versante rock Shooting Star e tanti altri che al momento non mi sovvengono. Debaser è bello e stimolante, come, immagino, molte delle persone che ci scrivono su.
Alessandro Benvenuti Belle Al Bar
Voto:
Eva Robin's esordì nel mio mitologico "Tenebre" di Dario Argento ('82), in un ruolo piuttosto interessante per lo sviluppo della trama (secondo me, non a caso fu scelto/a lei). A parte questo, con tutto il rispetto per i pezzi da 90° che vedo impegnati in questa discussione, non sono mai stato troppo attratto da lei/lui, ma onestamente ciò dovrebbe essere dovuto al fatto che sapevo già della sorpresa allegata e non arriverei mai a quanto disse Pazienza. Però, se passasse anche dalle mie parti con il monologo che cita Lavalin, andrei a vederlo/a. Adesso mi cerco le date della tournè, mi avete incuriosito
Leonardo Pieraccioni Ti amo in tutte le lingue del mondo
Voto:
Il_Paolo, sai che seguo la tua missione con simpatia, ma ultimamente scorgo qualche passaggio a vuoto, che spero superabile con le tue recensioni estive (nella tua piscina comunale si fa il bagno con o senza cuffia?). Questa volta ti sei imbavagliato da solo con il materiale trattato (da minorati, piuttosto che minore come tu lo intendi), ma in generale scorgo una debolezza: che ti succede? Apprezzo la tua vena di controllata follia, non farti omologare, né dai parrucconi, ma neanche dai cantori del "trash per il trash". Tu la monnezza di solito la ricicli in allestimenti artistici da Biennale di Venezia, non ti limiti a fotografarla con tocchi iperrealistici come in questo caso!
Nanni Moretti La messa è finita
Voto:
La vocazione religiosa e la religiosità stessa come una forma larvata di nevrosi; la tonaca come divisa che separa l’uomo dal mondo e dalle responsabilità della vita laicale, pur aggiungendone altre, e differenti; le immaturità affettive e relazionali come conseguenza di una idealizzazione della propria famiglia d’origine, alla quale si contrappone la tardiva consapevolezza del carattere menzognero di molte relazioni stabili e lo smarrimento profondo; l’imponderabile irruzione del sentimento come fattore distruttivo del quotidiano. Lavalin dimostra di aver imparato la lezione del kraut rock e del decadentismo mitteleuropeo colpendo in punta di penna, senza ricorrere alle pentole dei nuovi Edifici che crollano, ma lasciandoci un analogo senso di smarrimento in questa sua corretta interpretazione della novella morettiana. Chapeu. PS: un giorno spiegherai – a me e a tutti i debaseriani – com’è che mandi le recensioni assieme a Il_Paolo (che io credo sia una Paola) e poi ti sdegni se ti confondo con lui.