franc'O'brain

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Le Orme Orme
Le Orme Orme
9 gen 18
Voto:
Sono d'accordo con la recensione.
'Venerdì' è un obbrobrio, elettropop di bassa tacca. Non capisco come possano, musicisti affermati come questi, lasciarsi andare a compromessi del genere. Vabbe' che quasi tutti gli anni 80 sono da gettare nell'immondizia per quanto riguarda soprattutto il sound (sintetizzatori irritanti, a sostituire anche i drums, e responsabili sicuramente di milioni di tinnitus), ma qui siamo veramente al rivolgimento come un guanto della buona musica rock che aveva caratterizzato il divenire delle Orme. Poi per fortuna arriveranno 'Elementi' e 'L'Infinito'... ma ciò molto più in là.
Leonard Cohen Can't Forget
Voto:
Kelley Lynch è una donna!!!
Trials & Tribulations: Leonard Cohen's Neverending Drama With Kelley Lynch
Precisato ciò (ma un amante di Cohen dovrebbe saperlo: la disputa è antica...), mi piace la tua recensione. 4 stelle!
Leonard Cohen Death Of A Ladies' Man
Voto:
Lo sto riascoltando e in effetti sono al 100% d'accordo con la rece di ez.
Le canzoni sono pure belle, compositoriamente parlando (vedi "Paper-Thin Hotel" e "Memories": quest'ultima al limite va bene anche con l'arrangiamento di Spector).
Comunque Tutti gli album successivi fino a 'The Future' sono capolavori. Tutti, senza eccezione.
E poi? Beh, a cominciare da 'Ten New Songs', e dunque tutti i dischi dal 2001 a oggi, non sono niente di che. Anzi: per me che amavo il "vecchio" Cohen, spesso addirittura inascoltabili.
Once again: complimenti per la rece!
Francesco Guccini Folk Beat N.1
Voto:
"In morte di S.F." e "Il Sociale e l'Antisociale" sono due belle canzoni, e se ci aggiungiamo anche "Auschwitz" e "Noi non ci saremo" (sull'olocausto nucleare), possiamo dire che l'album vale, eccome! Interessante inoltre notare che su quell'Alan Cooper che canta-parla la metà delle strofe di "Talkin' Milano" non c'è nessuna traccia su Internet... o qualcuno conosce qualcosa sul suo conto?
David Crosby If I Could Only Remember My Name
Voto:
Fenomenale. Sono un fan di Neil Young ma credo che, dopo aver ascoltato quest'opera, mi butterò anima e corpo sulla (ri)scoperta del forse non altrettanto eclettico ma ugualmente geniale David Crosby. Che album! Emana la calure dell'asfalto fumante e la freddezza blu di camerette psichedeliche. Splendida anche la recensione.
Premiata Forneria Marconi Jet Lag
Voto:
Per me l'opera è da "4" (secondo la scala DeBaser), perché si nota lo sforzo tecnico-avanguardistico, direi quasi à la Robert Fripp; si nota la virata verso una seriosità più globale, meno locale, meno mediterranea, virata compiuta direi giocoforza data l'assenza - grave - di Pagani. E poi, il concetto di base, ovvero lo "jet lag" (lo spaesamento, il senso di alienazione causato da uno "spostamento", da un cambiamento troppo rapido) che lega tutti i brani, mi piace, mi si confà. Proprio l'unica traccia con il testo in italiano, ovvero la 5. ("Cerco la lingua"), mi sembra la meno riuscita. Altrimenti, siamo a livelli eccellenti, anzi direi pure altissimi.
Così come siamo a livelli altissimi con questa recensione, che ho apprezzato tanto: è scritta bene e assai "informativa". E ciò, pur se essa affibbia all'album un giudizio severo, e dunque diverso dal mio.
Complimenti a happypippo!
Kenneth Branagh Frankenstein Di Mary Shelley
Voto:
Il "Frankenstein Junior" di Mel Brooks rimane l'unico Frankstein-movie ormai digeribile! E riguardo alla caterva di film vampireschi (quelli di Dracula, per intenderci), io dico che dopo il "Nosferatu" di Werner Herzog, con il rimpianto Kinski nel ruolo principale, sono stati fabbricati solo stanchi rimasticamenti. Non si possono riproporre ad infinitum sempre gli stessi archetipi, con variazioni che arrivano persino ad offendere le intenzioni originali dell'autore/autrice...
CCCP - Fedeli Alla Linea 1964-1985 Affinità-Divergenze fra il Compagno Togliatti e Noi
Voto:
Ho parlato con tedeschi-russi che per tutta la vita hanno vissuto in Kazachstan (esiliati in esilio!) e con ex tedesco-orientali, ovvero con cittadini dell'ex DDR: tutti quanti sono concordi nel dire che la vita era più bella e più facile sotto il comunismo (o "socialismo reale" che dir si voglia). Lo sapevano anche i CCCP e, ora che la globalizzazione ha mostrato il suo vero volto neoliberista, consistente in un teschio e due femori incrociati; ora che il capitalismo può azzannare indisturbato la carne di poveri innocenti, lo sappiamo persino noi, poveri coglioni che perdono tempo davanti al computer invece di uscire fuori e gridare e lottare.
Stupenda e quanto mai moderna l'opera dei CCCP; sterile e per larghi tratti incomprensibile la recensione del presunto "friedrich".
Neil Young Greatest Hits
Voto:
Ci sono veramente tra i pezzi migliori di Young in questa collezione. Come "original albums" io prediligo "Zuma" e il metà-acustico metà-elettrico "Rust Never Sleeps" (mio compagno di tanti viaggi col sacco a pelo, epoche fa). Ho anche la raccolta "Decades" del 1977 e il grandioso "Arc/Weld" del '91, tiratissimo (ovvio: è con i Crazy Horse).
Non amare Neil Young significa non avere ancora intrapreso il giusto percorso esistenziale.
Riguardo a "On The Beach", ho i miei dubbi che si tratti per davvero di una delle opere migliori dell'artista canadese. A quello preferisco persino il tardo "Greendale". Ma, certo, sono solo i miei gusti.
King Crimson In the Court of the Crimson King
Voto:
E' tutto vero quello che scrivi. E infatti Fripp è sempre rimasto fuori dal coro e comunque "sopra le righe".