Hell

DeRango : 17,41
DeEtà™ : 7048 giorni • Qui dal 20 febbraio 2007
David Lynch Inland Empire
Voto:
Questo film mi ha dato non pochi problemi a livello di trama e personaggi, ma alla fine l'ho capito... È un folle puzzle dove i pezzi vengono incastonati secondo un ordine non logico, ma emotivo... Per tutto il resto direi che non ci sono dubbi: è un film fatto da Lynch principalmente per Lynch stesso, quindi per seguirlo e apprezzarlo bisogna conoscere piuttosto bene il regista, in particolare l'ottimo Lost Highway e il capolavoro Mulholland Drive, coi quali forma una sorta di trilogia sullo stesso tema: il sogno (e l'incubo). In tutti e tre ritroviamo un protagonista insoddisfatto o deluso dalla propria vita, e quindi ne sognano una ideale dove è tutto ribaltato; ma non tutto fila liscio, ovviamente. In questo caso c'è la prostituta polacca che all'inizio guarda la tv e piange perché rivede sia gli stralci della sua vita passata (lei è morta, è intrappolata in un limbo, e ha "un conto in sospeso ancora da pagare") che quella sognata. Dico che questo film (il cui titolo allude, come gli altri due, a un luogo in particolare: se Lost Highway era il motel dove avvenivano i tradimenti e Mulholland Drive era la strada che separava il quartiere delle star da quello delle attricette, Inland Empire è la strada dove Crumpy/Fantasma tiene le sue battone) è indirizzato a Lynch stesso perché mette alla prova tutta la sua capacità visionaria e allo stesso tempo riesce a spezzare il cerchio in cui erano intrappolati i due film precedenti - e le autocitazioni non sono poche, com'era prevedibile. Alla fine c'è una catarsi, una liberazione dell'alter ego e l'accettazione del proprio vissuto. Sì, un happy ending... Nell'aldilà, però. Per quanto il film possa essere disturbante, contorto, malato eccetera il finale l'ho trovato incredibilmente toccante, tanto che sono quasi arrivato alle lacrime, anche grazie alla splendida colonna sonora. Non è che mi è piaciuto solo perché credo di averlo capito quasi tutto (sarà pur figo ma è un fatto di secondaria importanza), ma perché c'è una compenetrazione perfetta tra stile, recitazione, dialoghi, atmosfera, ambientazioni, musica, emozioni... Ogni volta mi ritrovo incollato allo schermo per quasi tre ore e non mi sembra cosa da poco vista la mole di contenuti. I primi piani esagerati e morbosi, la Dern che da star del cinema tutta perfettina assume via via le espressioni più inquietanti, l'incontro con la vecchia all'inizio che da banale scambio di cortesie si trasforma in qualcosa di allucinante e minaccioso, i personaggi che sembrano tutti sospesi in una specie di sogno (appunto), i conigli (sembrano una scelta insensata ma anche loro hanno un ruolo preciso), i dialoghi assurdi che però contengono sempre un frammento della verità... Ma soprattutto c'è questa sovrapposizione/confusione di più "piani di realtà" (di cui la stessa Dern risente), tanto che a un certo punto ci ritroviamo a vedere un film, dentro il film, dentro il film! Un fottuto gioco di scatole cinesi che rende il tutto ancora più surreale, magnetico e disturbante... Insomma, senza dilungarmi ulteriormente per me è da 5 secco, forse nella mia top 10.
Terrence Malick To The Wonder
Voto:
Scrivo qui perché non mi fa rispondere sotto al commento. Zaireeka, è un punto di vista interessante ma non vorrei che si fraintendessero le mie pretese in fatto di cinema (e non solo): non sono uno che vuole sempre arrabattarsi in chissà quali questioni filosofiche/esistenziali. Prendo come esempi i film dei miei due registi preferiti: Ozu (classico del cinema giappo anni '50) e Koreeda (il suo migliore erede, in giro da una ventina d'anni). Ciò che mi comunicano (o addirittura insegnano) è quanto di più semplice si possa immaginare; sono temi tanto vicini alla vita di tutti i giorni e vengono affrontati con sobrietà e realismo. Aldilà dei rimandi al contesto storico, i messaggi di Ozu si possono riassumere in frasi come: "quanto è effimera questa vita", "rispetta i tuoi genitori, un domani non potrai più farlo", "dà di più chi ha ricevuto meno", "la felicità si ottiene dopo tanti sforzi e sacrifici", eccetera... Idem per Koreeda, che spesso tratta di famiglia, memoria e morte senza mai scadere nel pretenzioso. È un cinema nitido ed essenziale, ma che risuona e mi fa pensare per giorni e giorni dopo la visione. Anche Malick forse affronterà argomenti "banali" e al contempo enormi, eppure ultimamente (precisamente a partire da The New World) lo sta facendo con una pesantezza con cui proprio non riesco ad identificarmi. Poi è ovvio che va a gusti; chi ama annegarsi nei virtuosismi di Malick potrebbe non sopportare i suddetti registi proprio perché rigorosi, chi lo sa... Ciao zaire', grazie del commento.
Aborym Dirty
Aborym Dirty
14 lug 13
Voto:
Meglio del precedente. "Across The Universe" è figa, un paio di altri pezzi hanno catturato la mia attenzione, nel complesso l'ho trovato un po' stomachevole come gran parte della loro discografia. Bravi ma non fanno per me nonostante ami il black contaminato. 2,5
Terrence Malick To The Wonder
Voto:
... Beh strano, a giudicare dai commenti estasiati che avevo letto sulle rece di The Tree Of Life qui su DeB mi aspettavo le ire dei malickiani. Si è già sgonfiato l'hype? Comunque ribadisco: quel film fondamentalmente non mi era piaciuto ma potevo ancora capire perché esistesse. Questo proprio no, è uno dei peggiori che abbia mai visto.
Joel & Ethan Coen The Ladykillers
Voto:
2,5. Decente e in qualche momento pure divertente, ma nel complesso proprio niente di che.
Robert Rich Somnium
Voto:
Mai ascoltato interamente per ovvie ragioni. Insomma, un mattonazzo epocale, ma pur sempre un mattonazzo. Di ambient preferisco altro.
October Tide A Thin Shell
Voto:
Giusto quest'anno è uscito il nuovo "Tunnel Of No Light" ed è la seconda conferma di quanto siano diventati superflui e ridondanti per la scena. Non inascoltabili, ci mancherebbe, ma se non esistessero nessuno ne sentirebbe la mancanza. Plasticosi e inconsistenti. Tutt'al più si torna ad ascoltare il buon "Rain Without End", oppure direttamente "Brave Murder Day", che per me è l'alfa e l'omega del doom/death e uno dei dischi metal più emozionanti di sempre.
The National Trouble Will Find Me
Voto:
Avrebbero tutte le carte in regola per farmi un po' cagare, ma tant'è.
Darren Aronofsky Il Cigno Nero
Voto:
A distanza di un paio d'anni e con un po' di cognizione in più mi sento di dire che questo film è una mezza (ma anche intera) cagata. 2 stelle a voler essere generoso. In generale ho rivalutato negativamente Aronofsky anche nel decantato Requiem for a Dream. Gran pipparolo, ma non lo trovo più credibile.
Radiohead Kid A
Voto:
Mah. Sempre trovati inascoltabili.