Hell

DeRango : 17,41
DeEtà™ : 7048 giorni • Qui dal 20 febbraio 2007
Taylor Swift Red
Voto:
Baldracca in diafana veste di angioletto innocente.
Tiamat Skeleton Skeletron
Voto:
Meme... Hai per caso ascoltato l'ultimo, "The Scarred People"? No perché, anche quello... Sarà il sesto album (ormai credo di aver perso il conto) terribilmente medio(cre), normale, stanco che ci viene propinato da Edlund & co... Non che ci sperassi, eh. Io do 2,5 a questo e a tutti quelli che seguono. Con tanta malinconia e sempre crescente adorazione per "Wildhoney" e "Slumber", che col passare degli anni sembrano allontanarsi come un miraggio e paradossalmente acquistare sempre più valore.
Radiohead Hail To The Thief
Voto:
Questi qui non li sopporto in generale, anche se qualcosina-ina-ina di passabile in giro per la loro disco ce la trovo; ma quest'album in particolare è stato, per me, uno degli ascolti più irritanti e tediosi che abbia mai sperimentato. Un'agonia. Voto 1 solo perché purtroppo non posso negare la sua esistenza.
Norah Jones Little Broken Hearts
Voto:
Kudos alla Noia Gions per aver fatto un album che è riuscito a non smosciarmi irrimediabilmente le palle già dopo un quarto d'ora (ma anche mezz'ora). Ci sta, per me ci sta. 3,5
Xiu Xiu Fortune Teller
Voto:
Come già ti dissi... L'idea potrà anche meritare ma il risultato non fa proprio per me. :)
Death In June But, What Ends When the Symbols Shatter?
Voto:
Capolavoro (4,5) e ovviamente il mio preferito dei DIJ, forse al pari di "The Wall Of Sacrifice". Pearce non è mai stato nazi (e in ogni caso non ha mai tirato in ballo l'argomento con l'intento di schierarsi) e i Death In June non sono una band "politica" come certe macchiette della scena (mi vengono in mente i Von Thronstahl) che evidentemente hanno frainteso il messaggio di una band seminale e profonda come questa. Non scordiamoci poi che Doug è anche omosessuale dichiarato, ragione in più per smettere di tirare in ballo la storia del filonazismo, a cui purtroppo (come ho potuto constatare di persona) credono molti esaltati e poveri mentecatti che si gonfiano come mongolfiere ascoltando i Death In June e urlando HAILHITLAH. Per la recensione non saprei.
Cradle Of Filth The Manticore And Other Horrors
Voto:
Boh. Merdaviglioso.
Dead Can Dance Live @ Teatro degli Arcimboldi, Milano 19.10.12
Voto:
Buona recensione, quantomeno una valida alternativa all'altra cacchetta delirante pubblicata qualche settimana fa. Concordo anche per quel che riguarda "The Host Of Seraphim", di sicuro l'hanno abbassata perché la Gerrard non ci arriva più a certe note. Per il resto parla il voto.
Sigur Rós Valtari
Voto:
Meglio del precedente, inevitabilmente una spanna sotto a "Takk" e le parentesi. Comunque un discone, nella (mia) top 10 di quest'anno.
My Dying Bride A Map Of All Our Failures
Voto:
Io invece non mi aspetto più nulla, hanno dato quel che dovevano dare e ora giustamente si mangiano le briciole e gli avanzini di ciò che loro stessi hanno creato. Questo disco meriterebbe menzione solo per il fatto di essere un passo avanti rispetto a quell'escremento molle e maleodorante di "For Lies I Sire" (col senno di poi, altro che tre stelle...). Per il resto, qualche momento gradevole/discreto qua e là, qualche brano che mi ha triturato le palle come pochissimi altri sono riusciti a fare quest'anno, le solite lyrics ormai ai limiti dell'autoparodia (basta anche solo leggere i titoli, e poi tutte quelle parti in recitato convintissimo mi fanno spanciare, lol) che però piacciono tanto ai darkettoni che amano darsi il tono da miserabili e maudits (fatevela una risatina ogni tanto, cazzarola) e, come sempre, badilate di mestiere senza infamia né lode. In ogni caso non il ritorno alle origini auspicato dall'EP "The Barghest O' Whitby" - e chissà perché non mi sorprende. Verrà presto dimenticato.