Hell

DeRango : 17,41
DeEtà™ : 7049 giorni • Qui dal 20 febbraio 2007
Katatonia Dead End Kings
Voto:
E a tal proposito non è un caso che abbiano scelto un titolo come questo, spero non foriero di uno scioglimento: se Night era un punto di non ritorno e una transizione per la band (il contributo di Frank Default è stato ed è ancora fondamentale) Dead End Kings suona come una conclusione, un luogo dove la band fa i conti con tutto ciò che ha creato finora (qual è stato l'ultimo loro album in cui abbiamo visto un corvo mezzo stecchito in copertina?! ;) ), un riepilogo concettuale della propria "imagery" e un deciso assestamento sul nuovo stile, oltre il quale non si sa a cosa si andrà incontro, se mai ci sarà un seguito (la ripetizione costante di quel semplice "now" in certi brani è illuminante, così come i continui rimandi all'assenza di una via di fuga, all'ignoto che ci attende oltre quel "vicolo cieco", alla "fine origine", e tutto il discorso si sviluppa in questo senso, brano dopo brano, con una coerenza e una profondità che mi lascia sbalordito). Comunque in realtà dovrei essere l'ultimo a parlare, visto che sono stato uno dei primi a sputtanare Night quando uscì: non lo capivo, non riuscivo proprio a seguirlo... E mi dispiace aver pure scritto una recensione in preda alla delusione del momento (se potessi la cancellerei), ma proprio questo mio drasticissimo cambio d'opinione mi ha aiutato ad essere più obiettivo e aperto nei confronti dei Katatonia... Sono un fan bimbominkioso, lo so, ma mi sento in grado di criticare anche le band a cui tengo di più; il fatto è che, ora come ora, ai Katatonia non riesco più a rimproverare un bel niente, neanche sforzandomi.
Katatonia Dead End Kings
Voto:
Non badare a quel 3, è solo il voto di un brontolone a cui hanno toccato la band del cuore. :D Devo più che altro accettare il fatto che i Katatonia degli ultimi due o tre dischi piacciono molto meno rispetto ad esempio (senza tirare in ballo il periodo doom) a un colosso come "Viva Emptiness". Sì, si sono un po' "progressivizzati" pur scrivendo sempre e comunque CANZONI che non vanno oltre i 4-5 minuti. Sì, la musica è talmente raffinata e maniacalmente riempita di dettagli e layers da risultare un po' troppo barbosa ai primi ascolti. E sì, sono diventati un bel po' più gotici e tristoni ma non mi sembra il caso di svalutarli visto che gli artifici e la plastica stanno da ben altra parte. Eppure sono sempre loro, cambiano sempre pelle senza mai snaturarsi (sfido io le band di oggi a reggere ritmi simili dopo nove album!), questo stesso Dead End Kings sembra rifarsi direttamente allo stile di Night ma è comunque diverso: laddove Night era un disco dalle tinte autunnali, tiepide, soffuse, Dead End Kings sembra congelare, immobilizzare, ingrigire il paesaggio del predecessore, al punto di ricordare certe atmosfere di TGCD... Ma il prodotto finale è come sempre unico, una storia a sè stante e al contempo legata concettualmente a tutti gli altri dischi (ci sono parecchie autocitazioni nei testi).
Katatonia Dead End Kings
Voto:
Ciao, sai che ti stimo come recensore (soprattutto per la costanza con cui scrivi) ma stavolta non mi trovi per niente d'accordo. Per me è il loro ennesimo capolavoro e un altro pezzo della mia vita. Se proprio volessi trovare un mezzo neo sarebbe "First Prayer", ma anche quella ha degli stacchi atmosferici da infarto... Per il resto è perfetto, e non poteva essere altrimenti essendo un prosieguo (nello stile così come nelle liriche) di "Night". Testi fantastici, Jonas più espressivo che mai nonostante offra una delle sue performance meno immediate (pochissimi i ritornelli che si stampano subito in testa), e questo vale anche per il resto della musicianship: l'ho già scritto a qualcuno di recente, odio fare affermazioni del genere perché in fondo sono aria fritta e ognuno approfondisce la musica come e quanto gli pare, ma i Katatonia (soprattutto gli ultimi) bisogna sudarseli. Non c'è niente da fare. Stavolta sono stato colto meno impreparato perché reduce dall'esperienza di "Night", e infatti ho iniziato ad ascoltarlo da metà giugno fino ad agosto... Quindi, per capirlo fino in fondo in ogni sua sfumatura, in ogni fottuto dettaglio apparentemente insignificante, in ogni linea vocale a primo impatto "moscia", ci ho messo solo due mesi anziché... Due anni. Mi piacerebbe tanto poter scrivere tutto quello che penso di ogni brano dell'album ma mi rendo conto che verrebbe fuori un romanzo di una noia mortale e comunque ora non ho sbatta. P.S. col senno di poi, l'unico loro album che tuttora non mi convince affatto è "Tonight's Decision"; tutti gli altri, per me, sono oro. E affanculo i detrattori che ancora oggi vogliono un altro "Brave Murder Day".
Radiohead Ok Computer
Voto:
Il mio voto alla band. Non me ne vogliano i fanZ.
Unwound Leaves Turn Inside You
Voto:
Alllllora... Premesso che non lo definirei "il mio genere" (e da qualche anno non ce l'ho più bene in mente nemmeno io)... Qui c'è tanta ma tanta roba. Troppa per capirci qualcosa in un ascolto. Per ora è un 4 grasso e strabordante ma crescerà (quindi 5 sulla fiducissima). Devo dire che, inspiegabilmente, nonostante certi aggettivi usati nella recensione, mi aspettavo chissà quale assalto sonoro. E invece... Cuore grattuggiato lentamente e impietosamente in un'ora e un quarto. (in "Below The Salt" ho rischiato l'infarto)
Rome Nos Chants Perdus
Voto:
Capolavoro.
Beach House Bloom
Voto:
...
Bruce Springsteen Born To Run
Voto:
Però almeno qualche rima potevi mettercela, eh.
Unwound Leaves Turn Inside You
Voto:
Negli ultimi tempi non sto leggendo quasi un cazzo sul DeB. In questo caso ho fatto volentieri un'eccezione. Se stasera dopo aver finito di vedere "Kumonosu-jo" ho un "momento" (alias 75 minuti) libero vedo un po' di ascolticchiarlo...
Masaki Kobayashi Harakiri (Seppuku)
Voto:
Uno dei miei preferiti di sempre.