Hell

DeRango : 17,41
DeEtà™ : 7048 giorni • Qui dal 20 febbraio 2007
Steven Spielberg Il ponte delle spie
Voto:
Visto al cinema. Ingresso gratis, eh, se no mica mi sognavo di spendere 9€ per Spielberg. Il film parte con delle premesse niente male, ma 1) a un certo punto trascura del tutto il rapporto tra il protagonista e la spia sovietica, proprio quello che mi pareva più interessante, 2) da quando lui se ne va a Berlino c'è un calo di attenzione allucinante, la sceneggiatura inizia a girare su se stessa come una trottolina e i personaggi passano un'infinità di tempo a negoziare, "io ti dò la mia gomma e tu due matite", "no, io ti do una matita sola", "allora ti chiedo una matita e una penna" ecc. ecc., l'amico accanto a me si è addormentato per una buona mezz'ora, senza contare che 3) il contrasto tra America e Berlino è reso in maniera fastidiosa... quando poi è arrivata la scena dei ragazzini che scavalcano tranquillamente la recinzione mi sono rotolate le palle fino in prima fila, c'era bisogno di essere così sfacciati e didascalici? Bah. Per il resto la regia è elegante, la fotografia di Kaminski è sempre la stessa identica e non mi trasmette nulla... 1,5
Godflesh Pure
Godflesh Pure
17 dic 15
Voto:
Confesso di averlo ascoltato solo un paio di volte, e di non averlo trovato potente/devastante/quellochevuoi quanto Streetcleaner.
Disappears Irreal
Voto:
Moderatamente apprezzati. Mi affascinano molto le idee, un po' meno i risultati.
J. J. Abrams Il risveglio della Forza
Voto:
Faccio un commento da broncio che si potrebbe leggere in qualunque altro forum: se lo vedrò, sarà tra parecchio tempo. Tutto questo martellamento mediatico mi ha dato il voltastomaco e mi ha fatto odiare una saga che comunque ha segnato la mia infanzia e adolescenza. Fine dei luoghi comuni, over and out.
Alexandros Avranas Miss Violence
Voto:
L'ho odiato a morte. Uno dei film più pedanti e farlocchi che mi sia capitato di vedere, tutto Haneke/Lanthimos, angoscia, gelo, violenza, e spessore prossimo allo zero per quel che mi riguarda. Spreco di tempo spacciato per film d'autore. Se ci ripenso mi sale il nervoso.
Deafheaven New Bermuda
Voto:
Tuttora indeciso tra questo e l'ultimo della Newsom per l'album dell'anno, ma è un dettaglio irrilevante. All'inizio New Bermuda mi aveva un po' deluso, ero ancora troppo affezionato al muro di suono di Sunbather, poi mi sono ricreduto: non ci sono momenti di stanca, zero filler, contrasti a manetta, mentre Sunbather era molto più omogeneo, e poi aveva quel paio di intermezzini abbastanza inutili. Certo non è il massimo dell'originalità, un po' di cose suonano familiari: il finale di Luna è identico a quello di Dream House, la coda di pianoforte di Brought to the Water riprende paro paro Irresistible, l'inizio post-rockeggiante di Baby Blue cita Vertigo... ma ciò che cambia è il contesto, li sento sempre più consapevoli e cattivi, più padroni del proprio stile insomma, e a me piace questa capacità di citarsi e allo stesso tempo trasformarsi. Se Sunbather rappresentava il desiderio accecante di una vita migliore, la vertigine delle possibilità, la sterilità e lo smarrimento della post-adolescenza, New Bermuda è il raggiungimento della vita adulta, un nuovo traguardo e quindi una nuova tremenda disillusione, fatta solo di traffico, asfalto bagnato, notti insonni, tosse senza fine.
Popol Vuh In Den Gaerten Pharaos
Voto:
Continuo a preferirlo al pur sempre bellissimo Hosianna Mantra, Vuh è una cosa stratosferica. Title track un po' più ostica ma comunque un bel trip.
Paolo Sorrentino Youth
Voto:
Sorrentino se la canta, se la suona, se la mena e si sborra addosso. Più che gli svolazzi registici, mi dà fastidio la sua mania di voler dispensare perle di saggezza e pseudo-aforismi in ogni scena, senza però venire a capo di alcunché. Questo film comunque l'ho preferito a La Grande Fetecchia perché un po' più emotivo, e con una bella colonna sonora. Per il resto è aria fritta.
Alexander Payne Nebraska
Voto:
Bellissimo film, una vera sorpresa. Personaggi memorabili, in particolare la madre mi è piaciuta assai, sarà che mi ha ricordato la mia, sia per il caratterino che per l'aspetto fisico. Colonna sonora azzeccata, la fotografia ci sta tutta.
Katatonia Sanctitude
Voto:
Premesso che li sto quasi odiando per tutti questi remake, live, live del remake, compilation, riedizioni... premesso che secondo me sono a corto di idee, e che mi turba assai il fatto che a tre anni da Dead End Kings non abbiano né proferito parola su un nuovo album, né sostituito Daniel e Per... premesso ciò, tra tutte le uscite secondarie propinate in finora, questa è la più sensata e sincera. Perché se il remake di DEK suonava sciatto e inconcludente, questo live unplugged si fa apprezzare per la cura dei dettagli, una setlist per nulla banale (Day, Gone, A Darkness Coming, The One..., Sleeper), e l'atmosfera spettrale della Union Chapel. Aggiungiamo anche qualche melodia rimaneggiata qua e là, e il buon Jonas in forma smagliante (si sente che si trova molto più a suo agio così, rispetto ai soliti live elettrici), e il risultato non può che far godere ogni fan dei Katatonia che si rispetti.