carlo cimmino

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Mario Alessandro Curletto Spartak Mosca, storie di calcio e potere nell'URSS di Stalin
Voto:
No algol. Non sono di Milano. Nasco e vivo molti chilometri più a sud e, anche se - come ogni meridionale che si rispetti - ho innumerevoli parenti che risiedono nella periferia milanese, capito veramente di rado da quelle parti. L'ultima volta comunque (in agosto) ci sono stato scientificamente per il derby. Il cappellino che vedi nella mia descheda è proprio il cappellino del Portsmouth. Ma quello non sono io. E' Tony Adams! Giocatore che, nonostante la mia simpatia per il Liverpool, ho particolarmente amato nei miei anni di gioventù. Allo stesso modo, non posso che commuovermi nel leggere di tutti i grandissimi campioni della Stella Rossa che hai nominato. Su Bergkamp hai ragione. Era un tipo strambo: caratteristica la sua paura di volare. Circa Balotelli... porta pazienza!E' già ora un grandissimo giocatore. Migliore di tutti quelli che gli preferisce Mister Paul Newman per la nazionale. Ritengo ci sia nei suoi confronti un certo accanimento mediatico davvero immotivato. Diamogli tempo, ha diciannove anni.
Mario Alessandro Curletto Spartak Mosca, storie di calcio e potere nell'URSS di Stalin
Voto:
Algol. Naturalmente concordo con il tuo giudizio su "Perda il migliore". Franco Rossi devi conoscerlo per apprezzarlo. Di certo non ha peli sulla lingua. A volte forse esagera, ma altre bisogna riconoscere che dice cose che altri giornalisti, e per ingraziarsi il "pubblico leggente", e per vendere, non dicono. "Fùtbol" è in pratica forse il prossimo libro a tema, non solo e strettamente, calcistico che mi ero ripromesso di recensire. Manco a dirtelo, comunque mi è piaciuto moltissimo. E mi piace particolarmente Soriano, che ritengo non solo molto bravo, ma con cui condivido anche una grandissima passione per Raymond Chandler ed il suo Marlowe. Ad ogni modo, una volta ho chiesto a "Pancho" cosa ne pensa di Soriano. Con il suo solito stile, lapidario e che non ammette repliche, mi ha detto: "NON CAPIVA NIENTE DI CALCIO. SAPEVA GIOCARE CON LE PAROLE COME FANNO GLI SCRITTORI." Mettici qualche errore di grammatica qua e là naturalmente. Il povero Pancev credo sarà ricordato dalla storia come il bidone per eccellenza. Vale quanto detto per Shalimov. Con la differenza che Darko (come Bergkamp, per dire) passerà alla storia e ha dimostrato di saperci fare in contesti di rilevanza internazionale. Il trivèla, che certo non vale 25 milioni e pure si è finora (se escludiano la recente partita con la Fiorentina) distinto per indolenza e stupidità calcistica, trovo che tutto sommato in questi due anni non abbia fatto peggio di Amantino Mancini. E nemmeno mi sembra peggiore dell' "erede di Zico, Platini e Maradona" che gioca con la Juventus. Infine, stringo calorosamente la mano a Franci! e abbraccio Kosmogabri. O, almeno, le sue gambe. Ciao.
Mario Alessandro Curletto Spartak Mosca, storie di calcio e potere nell'URSS di Stalin
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- Ciao algol. Grazie per i complimenti. Naturalmente non mi dispiacerebbe vedere Hiddink sulla panchina dell'Inter. Ma dubito vedremo mai Guus allenare nel campionato italiano. Poi chissà. Di certo l'Italia non si dimostra poi molto accogliente e benevola nei confronti degli allenatori stranieri. Comunque mi unisco alla tua "disperazione" per la mancata qualificazione della Russia di Hiddink ai prossimi mondiali. I Mondiali ci perdono molto. Circa i mancati successi mondiali di Olanda e Ungheria ti rimando alla almeno simpatica lettura di "Perda il migliore" di Franco "Pancho" Rossi. - anfoxx. Altrove mi è sembrato di capire che sei di fede interista. Inevitabilmente, dunque, sottovaluti Igor Shalimov, che a mio parere è stato non un campione, ma di certo un buon giocatore. Poi sinceramente quell'Inter, l'Inter pre-morattiana, è stata forse la peggiore di tutti i tempi. Su San Pietroburgo sottoscrivo: è stata una "fasciopseudometallarizzazione". Qualcosa mi dice che potremmo starcene a commentare/discutere per giorni senza comunque trovare un punto d'incontro. Me ne faccio una ragione. - Enbar. Come fa puntualmente notare Aries, che saluto, "squadre dell'est" hanno mostrato considerevoli qualità negli anni. Tutto sommato i tituli, per quanto siano sovente questi soli ad essere ricordati dai tifosi, non sono poi così importanti. Comunque, così su due piedi, la (Grande) Ungheria ha comunque giocato una finale mondiale e vinto i giochi olimpici. Squadre di club, come la Steaua di Bucarest e la Stella Rossa di Belgrado, hanno invece trionfato in Coppa Campioni in tempi relativamente recenti. Prima del 1990 naturalmente. - Dunque sì, aries. Un po' di nostalgia e di convinzione che tutto è andato in puttane.
Mario Alessandro Curletto Spartak Mosca, storie di calcio e potere nell'URSS di Stalin
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- Caro Eltonjohniano Starblazer. Avrei in effetti voluto pubblicare questa recensione qualche giorno prima di Inter-Rubin. Ma va bene così. Comunque, e qui quoto anche Jurix, ritengo il calcio russo almeno pari (se non superiore) a quello francese. Purtroppo è poco agevolato dai calendari. Sono infatti costretti, causa questioni di natura climatica, ad un calendario diverso che, sovente, li condiziona in momenti topici della stagione. Vedasi lo spareggio contro la Slovenia (ciao boredom) - che poi lo stesso discorso vale per gli ucraini sconfitti dalla Grecia dell'eroe ellenico Otto Rehhagel - o anche la partita di ieri. In altri contesti il calendario li agevola. Aprile-maggio corrono più degli altri. La Russia di Hiddink agli ultimi europei era in forma smagliante. - Ciao Bob. Interessante la tua segnalazione. E, aggiungo, molto interessante ed affascinante il calcio made in DDR. Materia da approfondire sicuramente. Almeno per quanto mi riguarda. - Jurix, ti ringrazio per i complimenti. Tuttavia ti segnalo che è crescente l'attenzione nei confronti del campionato russo (televisioni satellitari mandano regolarmente in onda partite della Russian Premier League), ma anche che esiste una certa letteratura che plaude giustamente alla Grande Ungheria. Una delle squadre più forti di sempre. - Ciao voodoo. Ti ringrazio. E ringrazio anche Enbarseventyseven e la a digiuno di soccer Flo.
The Bastard Sons of Dioniso In Stasi Perpetua
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... a quest'ora non li conoscerebbe nessuno! C'avrei poi qualcosa da dire sulla copertina. Ma non vorrei essere ripetitivo.
Matt Madden 99 modi di raccontare una storia
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Se non è da cinque questa qui...
Courtois, Werth, Panné, Paczkowski, Bartosek, Margolin Il libro nero del comunismo
Voto:
La recensione me la leggerò poi. E' tuttavia, frattanto, un piacere sottile elargire un 1 a questo grazioso tomo.
Paolo Di Canio L'Autobiografia
Voto:
In effetti anche io non capisco quello "stronzo" a Balotelli. Ed, aggiungo, è certamente curioso come i tifosi italiani (e giornalisti tutti), davanti a quello che probabilmente è già ora il giocatore di maggior talento del nostro campionato, siano quasi spaventati. Non vorrei che l'ossessiva idolatria di giocatori tutta corsa-niente talento abbia condizionato il modo di vedere il calcio in questo paese. Cosa che, per inciso, spiegherebbe molte cose. ANFOXX. Non mi pare che il recensore abbia in qualche modo mosso profonde critiche e offensive nei confronti del personaggio Di Canio - cosa che tra l'altro io avrei fatto. Al contrario. Si è solo limitato a dire che questa autobiografia non dice un cazzo. Non solo, aggiungerei da par mio, non mi pare che costui sia in qualche modo emarginato giacché è ospite fisso di salotti televisivi e ha praticamente giocato in carriera con quasi tutte le squadre più importanti del nostro campionato.
John Fante Chiedi Alla Polvere
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Alla fine Camilla è una troia.
Paolo Maria Mancini L'altra scuola
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Franco Nero lo preferisco quando si trascina per il deserto tirandosi dietro la solita immancabile cassa da morto. Ma interessante!
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