cappio al pollo

DeRango : 6,46
DeEtà™ : 6265 giorni • Qui dal 14 aprile 2009
The Jesus And Mary Chain Psychocandy
Voto:
Benvenuto su DeBaser. Ottima scelta per cominciare alla grande la tua carriera derecensorea. Vero, la recensione non è un granché, ma oggi è Natale e siamo tutti più buoni; in futuro, se posso darti un consiglio, evita il track-by-track, ché su DeBaser è visto, non dico come il Demonio, che, data la grande popolazione merdallara del sito, sarebbe una cosa buona, bensì come l'Arcangelo Gabriele in persona. Sul disco quoto Pihead e il suo discorso del "non tanto i contenuti quanto l'attitudine". Poi c'è da raccontare che "Some Candy Talking", peraltro una delle mie preferite, non fu pubblicata sulla versione originale del disco, ma faceva in principio parte dell'omonimo EP e solo successivamente fu aggiunta - ahimè solo in un paio di edizioni stampate in CD - alla tracklist. E boh, che altro dire? Uno dei non troppi punti di rottura del roccherolle Belli gli anni ottanta e bello quel 1985 - a proposito di Beat Happening e New Day Rising - di Tim, Psychocandy, Halber Mensch e compagnia briscola. Altro che "People from Ibiza"... poi si lamentano e dicono che gli ottanta facevano cagare.
Guns'n Roses, Grunge La fine degli anni 80 e l'inizio dell'era Grunge
Voto:
Mi sfugge qualcosa: perché si è autovotato? Però dai, è stato critico... non ha messo cinque.
Jeff Buckley Grace
Voto:
<<non mi era piaciuto, quindi sicuramente non è al livello del padre>> Suona un po' presuntuosa, messa in questi termini, ma effettivamente, ammesso abbia un senso misurarli con lo stesso metro di giudizio, non è al livello del padre. E "Twin Infinitives", naturalmente, fa cagare.
Redrum Alone My First Kernel Panic
Voto:
Ed ora creo un fake ed abbandono questo nick macchiato per sempre. Ciao!
Redrum Alone My First Kernel Panic
Voto:
Intanto gran bella pagina. Ho letto tutti i commenti d'un fiato ed è stato quanto di più suggestivo mi sia capitato in questi ultimi giorni. Quello che volevo dire è che penso si debba definire "musica", "nota" e "suono" prima di intraprendere quest'ultimo nuovissimo argomento per il quale son state gettate le basi qualche commento fa. A naso, le note sono canonicamente riprodotte da strumenti musicali "calibrati" secondo una logica convenzionale, ma ciò non toglie che qualunque(?) suono, prodotto con qualsiasi altro strumento/oggetto, abbia una sua frequenza e una sua durata, esattamente come una nota. Si pensi a quando si picchiettano due dita sulle guange (chi non lo fa al giorno d'oggi?) modulando forma e rigidità delle labbra in modo da raggiungere la frequenza desiderata, e come a questa possa esserne sommata un'altra, riprodotta anche in altre modalità, e creare così un'armonia, una dissonanza, etc., senza servirsi di mezzi convenzionali (strumenti musicali), frequenze convenzionali (i 440 Hz del noto La di riferimento, ad esempio), etc. Ebbene, che cazzo volevo dire? Non lo so, ma può essere un inizio. E questo un aiuto: Insomma, qui vengono riprodotte note, musica e armonia senza un vero e proprio strumento musicale, a dimostrazione del fatto che non vi è differenza tra suoni e note. Il nocciolo sta nell'uso che se ne fa. Schaeffer ha detto una stronzata. Forse pensando a quanto possa essere musicale il ritmo delle percussioni, non lo so, ma per quanto mi riguarda producono note pure quelle.
Jeff Buckley Grace
Voto:
Per dare meno di quattro a questo disco devi essere il nuovo erede di Scarffi, o in alternativa avere le orecchie foderate di finissimo guano. Il 2 di teenagelobotomy è irrilevante, ha più o meno la stessa valenza di una scorreggia da fagiolata in uno stabbio sovraffollato. La versione di Hallelujah di John Cale è talmente grande da aver spianato la strada a quella di Jeff Buckley, il quale non ha colpe se poi qualcuno ha scelto di "sponsorizzare" quella piuttosto che l'altra, così come non è una colpa essere un "bel biondino imbronciato"(?) - quanto può essere attendibile il commento di uno che pensava che Jeff Buckley fosse Kurt Cobain? -, specie se hai qualcosa da dire e il talento per farlo. Forse la colpa di Jeff Buckley è stata quella di non essersi attenuto a ciò che la gente si sarebbe aspettata da "un bel biondino imbronciato", o magari il semplice demerito di non esser nato con i lineamenti di Max Gazzè. Oppure quella di aver messo in un disco talmente tanta carne alla brace da richiamare una poliedricità che non si vedeva dai tempi di 154 de(gl)i Wire - nessun parallelo, chiaro. O quella di aver iniziato un Thom Yorke (per citarne uno), all'epoca quasi un urlatore, a mugolare come lui. E magari quella di non aver raggiunto le vette extraterrestri toccate dal padre. Insomma, la verità è che l'unica colpa di Jeff Buckley non è di Jeff Buckley. L'unica colpa di Jeff Buckley sono stati i fans, le fanatiche che si sono strappate i capelli per i Elvis, per i Beatles, Kurt Cobain e compagnia cantante.
Gennaro Nunziante Che Bella Giornata
Voto:
Questo è il @DeBaser che piace a me. Vado a stramazzare al suolo.
fIREHOSE Ragin', Full-On
Voto:
Forse l'avrei recensito io, un giorno. Gli è andata bene.
Elvis Presley The Sun Sessions
Voto:
Come mai? Perché è assodato, oramai l'avrà capito anche Dizionariorock: rivoluzionario per quanto concerne il costume; discutibile per quanto riguarda presunti meriti prettamente musicali. Inoppugnabile, "lui ci mise la faccia; Bo Diddley, Chuck Berry e Little Richard tutto il resto" (cit.) -
Arctic Plateau On a Sad Sunny Day
Voto:
Nossignore. Disco nato vecchio. Si salva solo l'attacco di "In Time". Lo shoegaze, poi, era un'altra cosa. E meno male.