luca reed

DeRango : 0,03
DeEtà™ : 7887 giorni • Qui dal 3 novembre 2004
The Mars Volta Frances The Mute
Voto:
rettifico: col tempo anche questo disco strasbordante comincia a mostrare sempre più segni di notevole grandezza (accanto ad altri piuttosto prolissi e di maniera ok). Brano di punta, quei 30 minuti che sembrano quasi un gruppo skin graaft, niente male davvero. Ho l'impressione che bisogna ascoltarlo spesso, infatti sto cominciando a rivedere la mia posizione e a dimenticare la mia eterna idiosincrasia per certo progressive
The Mars Volta Frances The Mute
Voto:
Sono piuttosto indeciso su questo disco... attratto da una forte iniezione di testosterone e masturbazioni strumentali, l'ho comprato giorni fa e la tentazione di dire che è una gran rottura del cazzo c'è: questi non conoscono il senso della misura, strasbordano fino a sembrare - a tratti - una versione progressive-sperimentale dei darkness, o gli ozric tentacles quando cambiano acido... Ci sono dei momenti del disco che mi fanno vomitare, io che non sono esattamente un fanatico del progressive (a morte emerson lake palmer, yes e compagnia brutta) e dell'onanismo (ma i Dream Theater non si toccano, mai) potrei giocare a freesbee con questi dischi Eppure... eppure alla fine devo ammettere che il disco non è tanto male: ti fa lo stesso effetto della prima volta che vedi la basilica di san pietro a roma, grande impatto visivo (in questo caso musivo) ma anche una sproporzione inaudita delle cose pero' quando i Mars Volta si dimenticano di essere rick wakeman e puntano alla sperimentazione, beh, mi torna in mente il miles Davis di Bitches brew un disco che ha influenzato più generazioni di rock, oppure nelle splendide ballate e ancora in quel sapore latino così insolito che sembra di ascoltare i Puya di qualche tempo fa... Certo, smussare gli angoli, rendere essenziale cio' che è imponente, non se ne parla, certo il manifesto progressive degli ultimi anni è lontano anni luce dalla ritrovata essenza low-fi di gente come devendra banhart cocorosie e giant sand, certo che il wwoooosh spaziale di stampo hawkwindiano è davvero fuori dal tempo (e loro l'hanno prepotentemente riportato in vita) ma tutto sommato qualche momento di genialità c'è davvero. Per quanto gli at the drive-in fossero davvero un'altra cosa
Marina Rei Inaspettatamente
Voto:
sanremo è sempre sanremo: siccome in genere è quel festival della cacca musicale italiana che è, basta una tipa anticonformista (anti-che?) con una buona voce folk, e tutti credono di vedere la joni mitchell o la rickie lee jones (chi?) italiana. Scusatemi ma sono prevenuto: dopotutto, a sanremo ci torna, puntualmente, come se fosse un fenomeno falsamente indie che non puo' esistere senza il palco ariston
Madonna American Life
Voto:
Un bel disco di routine diciamo ... Madonna è meglio del suo personaggio e i dischi sono peggio di quanto lei potrebbe fare (in ray of light - davvero un must, c'era riuscita) Ma va bene anche lei, che da fenomeno medianico ora richiede soprattutto di essere ascoltata per le canzoni... sbaglio o qui c'è un intenso brano dedicato al figlio?
Queens Of The Stone Age Lullabies To Paralyze
Voto:
Un vero e proprio esercizio di marketing moderno...io non sono ancora pronto a sentire un disco prima che esca, ma i queens mi piacciono da morire
LCD Soundsystem LCD Soundsystem
Voto:
l'album è un vero capolavoro nel suo genere, un bignami di tutta l'elettronica e del punk-funk dai tempi dei talking heads e pil a oggi Non sono un estimatore dei suoni sintetici ma devo ammettere che questo è davvero un gran disco
Devendra Banhart Nino Rojo
Voto:
La recensione fa pensare che Banhart sia un trip di acidi uno degli Ozric Tentacles... mi sembra troppo Trovo che nino rojo sia il suo disco più equilibrato, molto bello, anche se preferivo rejoicing... Non riesco a capire come si possa scegliere tra Cocorosie e lui, anche se con un'apparato diverso navigano nella stessa lunghezza d'onda (forse le cocorosie usano la voce come strumento)
Devendra Banhart Rejoicing In The Hands
Voto:
Capolavoro... bellissimo: in un'epoca di diavolerie e sovraincisioni esistono ancora artisti capaci con quattro accordi di regalare infinite emozioni Un disco molto low-fi, indirettamente lo Springsteen di Nebraska ha insegnato molto a livello di produzione p.s. Micheal Gira è un genio
David Sylvian Blemish
Voto:
Un disco chiuso nel suo ermetismo sonoro... l'incomunicabilità con l'ascoltatore... Più che noioso direi pretenzioso Fennesz non è un nome adatto a Sylvian. Gli do la sufficienza solo perchè Sylvian è un mio mito di sempre Ma questo disco non riesco proprio a difenderlo completamente
Mercury Rev The Secret Migration
Voto:
Sarà... a me i Mercury Rev piacciono molto, anche quelli dei primi anni... anche se il loro capolavoro assoluto resta deserter's songs