StefanoHab

DeRango : 1,96
DeEtà™ : 7787 giorni • Qui dal 11 febbraio 2005
Tool Fear Inoculum
Voto:
Mai lette così tante sciocchezze in una sola recensione. Quello che qui sembra sia stato fatto di fretta è il tuo ascolto, non il disco. Inizio a pensare che le recensioni su Debaser siano diventati come i commenti di politica su Facebook, una gara a chi la spara più grossa. Forse non tutti possono permettersi di recensire un disco. Aveva ragione Umberto Eco.
Les Discrets Prédateurs
Voto:
"Septembre" mi piacque un casino e me lo comprai anche originale. Questo non l'ho ancora ascoltato, ma sono curioso di vedere se hanno mantenuto il vecchio smalto e i tocchi di classe dei precedenti due dischi. Parli di trip hop e questa cosa mi preoccupa; adoro il trip hop, ma onestamente non capisco cosa ci azzecchi con i Les Discrets, che io considero un riuscito incrocio tra suoni post rock, influenze black metal e certo cantautorato francese. Speriamo bene, lo attendevo da ben 5 anni questo disco.
Recensione ottima comunque.
MinimAnimalist Live @ TABIR Birroteca Tarantina
Voto:
Il paragone con i Primus ammetto essere stato azzardato e un po' superficiale, ma non è stato fatto a caso. Li ho citati per orientare in qualche modo il lettore sul gusto funk che ha avuto la band in certi fraseggi, non perché fosse una vera e propria influenza, la mia colpa (la ammetto tutta) è stato di non specificarlo nel testo per non appesantire la frase. Forse avrei potuto segnalare altri accostamenti al posto dei Primus, ma sul momento in cui ho scritto la recensione mi sono venuti in mente loro. L'influenza di tutti gli altri gruppi citati, invece, secondo me è palese.
La mancanza di un basso si sente ma a parere di chi scrive non incide sulla proposta, che è stata pensata apposta per essere suonata senza basso, in maniera analoga a quanto succede per i BSBE. Non considero il commento di shape una stroncatura, ha semplicemente espresso la sua opinione in merito, che tra l'altro si riferisce alla band in sé e non al singolo evento recensito. La recensione ovviamente si basa su una valutazione soggettiva di un concerto e di come la band è apparsa in tale contesto, e quindi va vista in quest'ottica.
Detto questo, personalmente preferisco supportare le band locali che hanno qualcosa da dire, piuttosto che criticarle perché questo "qualcosa" non è originale (a meno che non facciano cagare, ovviamente), ma questo è il mio approccio personale alla musica e non mi aspetto che tutti la pensino al mio stesso modo.
MinimAnimalist Live @ TABIR Birroteca Tarantina
Voto:
Sarà fatto! XD Grazie del voto ;-)
Richard Lowenstein E morì con un felafel in mano
Voto:
Il mio film preferito. Per quanto mi riguarda, CAPOLAVORO. Un cult assoluto, dove ogni dialogo e ogni singola battuta può diventare una citazione. L'ho visto così tante volte che ormai lo conosco a memoria.
Noah Taylor è immenso nella parte del trentenne scrittore fallito e disadattato, con la sua aria stralunata, mentre cerca di dare un senso all'esistenza senza riuscire a trovarlo, circondato da persone così fuori di testa da far pensare che quello più "fuori" lì in mezzo sia proprio lui.
Joy Division Unknown Pleasures
Voto:
Rece splendida. Un disco come questo va descritto in modo emotivo. Però io un fascio di luce l'ho visto: "Interzone" è talmente punk che si potrebbe persino ballare...
Minsk The Crash And The Draw
Voto:
Ho saltato una frase:
*Ora, tra le band che suonano post-metal BENE e che lo fanno NELLO STESSO MODO dei Neurosis, secondo me i Minsk sono quelli che hanno imparato meglio la lezione, pur mantenendo una loro particolare personalità molto marcata.
Minsk The Crash And The Draw
Voto:
Non sono d'accordo per un semplice motivo. I Cult of Luna sono una delle mie band preferite in assoluto, sicuramente una delle migliori in ambito post-metal, tuttavia il loro stile nel tempo si è discostato troppo dalle visioni apocalittiche dei Neurosis, diventato molto più dilatato e riflessivo, e questo già dai tempi di "Salvation".
Forse devo chiarire un concetto, a scanso di equivoci. Quando dico che "i Minsk sono gli unici veri eredi dei Neurosis" non intendo dire che siano i migliori sulla piazza in ambito post-metal: intendo semplicemente dire che quel particolare suono di QUELLA scuola è stato raccolto nel modo migliore dai Minsk.
Ad esempio, Cult of Luna a parte, non capisco perché la gente continui a paragonare i Minsk agli Isis, che io considero appartenenti a una scuola diversa. Non è che solo perché un gruppo suona lo stesso genere che è possibile accostarlo a chiunque altro. Tutti sappiamo che i capostipiti sono stati i Neurosis, ma non è che ogni band che ha suonato post-metal da quel momento in poi gli debba assomigliare per forza.
Ora, tra le band che suonano post-metal BENE e che lo fanno NELLO STESSO MODO dei Neurosis
Poi, se a livello musicale generico siano meglio Isis, Minsk o Cult of Luna, questa è una discussione che lascia il tempo che trova e credo esuli dal mio discorso. Io non riuscirei a scegliere perché li adoro tutti e tre allo stesso modo.
When Icarus Falls Circles
Voto:
Il mio commento continuava ma è stato tagliato, non sono riuscito a postare la continuazione, perché? Forse c'è un problema con il server :-/
Il nuovo dei Callisto l'ho ascoltato ieri, mi è piaciuto anche se la svolta che hanno preso dopo con "Providence" non mi ha convinto del tutto, comunque quello devo recensirlo su RockLine appena avrò il tempo.
Comunque DeBaser continua a restare per me un’oasi di pace dove posso sfogare la mia ammirazione verso qualcosa che ha saputo conquistarmi (un disco, un film, un libro), o viceversa castigare qualcosa che ritengo immondo, ed essere sicuro di ricevere commenti con cui poterne discutere.
When Icarus Falls Circles
Voto:
Direi che le sonorità post metal sono in giro anche da oltre 10 anni, normalmente considero "Oceanic" degli Isis come il disco che ha fatto "esplodere" il genere, e se consideri che quel disco è del 2002... Ovviamente i fermenti del genere sono ben precedenti al 21esimo secolo e risalgono credo perlomeno ai primi dischi dei Neurosis, ma credo che gli Isis siano la band che lo ha diffuso a un più vasto pubblico, spianando la strada Mosé style a una vasta sfilza di band che hanno iniziato a prendere spunto da quelle sonorità, Pelican tra i primi, con i vari progetti paralleli come i Red Sparowes (visti dal vivo quando ero in Francia, fenomenali) e via di questo passo. Da un certo punto di vista questa è stata un po' anche l'altra faccia della medaglia, nel senso che negli “anni d’oro” del post metal (direi orientativamente 2004 – 2010, con gli anni confinanti) sono esplose come una bomba atomica un’infinità di band che hanno iniziato a crescere come funghi più o meno in ogni angolo del globo, negli USA specialmente, ma anche qui in Italia. Sembra quasi che sia più difficile trovare una città in Europa che non abbia la sua bella band post metal da offrire, che non il contrario.
I Talons ammetto di non averli mai sentiti nominare, credo che andrò subito a cercarmeli perché in questo periodo sono letteralmente “affamato” di nuove sonorità post. L’unica cosa che mi inquieta è che oltre al post rock, tra le varie loro influenze ho letto anche il math e non è un genere che mi fa impazzire, a parte casi particolari (come i Don Caballero, che ho pure recensito), e non vorrei che fossero troppo tecnici per me. Ma ultimamente sono proprio a caccia di nuove band con queste sonorità, e ne sto scoprendo sempre di nuove, anche in generi affini come lo sludge. Di recente ho appreso l’esistenza degli Zatokrev e mi ci sto sfondando, dire che rompono il culo è un eufemismo. Grandiosi.
Sul fatto che questo EP dei When Icarus Falls sia ispirato non ci piove, ma credo che il mio rapimento sia dettato da una motivazione ben specifica. Ormai da troppi anni sto ascoltando gruppi che ripropongono sempre la stessa minestra riscaldata e che scrivono canzoni di 20 minuti ricolme di pipponi atmosferici che indugiano sempre sugli stessi giri di chitarra, che quando non sono fatti a regola d’arte ma solo arronzati finiscono inevitabilmente per dare noia e rinforzare la tentazione di premere il tasto skip. Con l’EP in questione, questa tentazione non l’ho mai avuta, nemmeno per sbaglio. Questo lavoro dai When Icarus Falls non me lo aspettavo proprio e mi hanno folgorato. Le melodie, le atmosfere, la batteria, la chitarra, le voci urlate e corali, tutto era calibrato talmente alla perfezione e senza la minima sbavatura che non ho potuto fare a meno di mettermi alla tastiera e pubblicare una recensione su DeBaser poco dopo il terzo ascolto. Le sonorità colpiscono, nemmeno per un secondo hai il dubbio che il disco ti stia dando noia ma sei totalmente immerso nelle emozioni, già dal primo ascolto. Per questo mi ha “rapito”, almeno è quello che è successo a me (come sempre, degustibus). Poi sul fatto che qui dentro di originalità non ve ne sia nemmeno lontanamente l’ombra è un dato di fatto, e credo di averlo specificato a caratteri cubitali nella recensione. Ma da qui a porre l’equazione secondo cui un disco sia da scartare solo perché ripropone le stesse soluzioni proposte per 10 anni beh, ce ne passa. Io le adoro quelle soluzioni, e non posso esimermi dall’apprezzare chi le propone. Ma l’ispirazione è tutto, altrimenti si sfocia negli indugi fini a sé stessi e nei pipponi di cui sopra.
Sulla questione del “perché non scrivo più spesso su DeBaser”, le motivazioni sono due: la prima è che ormai non è più facile per me trovare roba che mi colpisca in modo tale da meritare di essere recensita, e la seconda è che il tempo a mia disposizione per sedermi e buttar giù una rece non è sempre abbondante. Tra l’altro sono anche redattore di RockLine, e quando esce un disco