StefanoHab

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L'Alba Di Morrigan + Interióra + I Nemici Live @ Lavanderie Ramone, Torino 14.06.12
Voto:
Per chi volesse farsi un giro, ecco il sito web dei Nemici... www.inemici.it
L'Alba Di Morrigan + Interióra + I Nemici Live @ Lavanderie Ramone, Torino 14.06.12
Voto:
Comunque c'è un errore, il concerto è stato il 12 Giugno!
My Chemical Romance The Black Parade
Voto:
Un bell'album. Ho sempre ritenuto i My Chemical Romance una band decisamente una spanna sopra le altre nel suo genere e si sono creati uno stile decisamente personale, un loro brano si riconosce subito e sanno infondere un buon pathos nei loro pezzi. Hanno molte influenze che vanno dai Thursday agli Iron Maiden ma le rielaborano in un'ottica tutta loro, che rispecchia l'emo della terza generazione. Ovvio che se si odia il new emo a prescindere non si può apprezzarli, ecco perché c'è tanta gente pronta a sputare merda su di loro. Non mi fraintendete, anche io sono il primo ad urlare "a morte gli emo" quando è necessario, ma bisogna riconoscere quando una band ci sa fare NEL SUO GENERE. Se io odio il death metal non mi permetterei mai di dire che i Cannibal Corpse hanno creato dei capolavori, eppure l'hanno fatto, NEL LORO GENERE. Io personalmente odio il power metal ma non mi permetterei mai di criticare un album degli Helloween, degli Angra o degli Avantasia solo perché a me non piace il genere. Non abbiate quindi pregiudizi verso questo gruppo. A prescindere dal successo che hanno avuto, non sono un gruppetto finto dark per adolescenti in calore come potrebbero sembrare ma sono artisti veri, sanno suonare e sanno comporre belle canzoni. Non sono una band eccezionale (non credo che il loro successo sia tutto meritato) ma non sono nemmeno una band da fischiare. I fischi riservateli a quelle merdacce dei Tokio Hotel, ad esempio.
Chi non apprezza il genere da loro proposto dovrebbe evitare di commentare, tantomeno insultarli senza nemmeno aver ascoltato il disco. A me personalmente non dispiacciono, anche se normalmente ascolto tutt'altro.
Le luci della centrale elettrica Per ora noi la chiameremo felicità
Voto:
Sono quasi d'accordo con il commento di Geb. Vasco ha delle cose da dire, da dire in maniera nuova, e noi ragazzi 20enni (io ho un anno in meno di lui) dovremmo supportarlo, sostenerlo. Ma non "senza remore" come dice Geb; Vasco spesso ha dei testi che mi colpiscono, e amo la sua musica, ma non per questo a volte (soprattutto in questo disco) non leggo frasi che mi sembrano inconcludenti, deboli. La sua musica atmosferica e malinconica mi piace da matti, ma è ovvio che si regge per buona parte sugli arrangiamnenti, altrimenti la sua chitarra da sola sarebbe quasi banale in certi punti. Insomma, il fatto che vada supportato non significa che non possiamo riconoscerne i limiti e le debolezze musicali e poetiche, così come i suoi punti di forza. La musica non è un dogma. Detto questo, la presunzione, l'elitarismo e l'arroganza "alla Scaruffi" che troppo spesso gli utenti di Debaser "capiscioni de sta minchia" dimostrano di possedere è l'unica cosa che a volte mi tenta dal mandare a fare in culo questo bellissimo sito, ma il mio è un discorso ben più generale e non riguarda questa recensione in particolare. E da questo punto di vista, lo sfogo di Geb lo straquoto al 300%.
Le luci della centrale elettrica Per ora noi la chiameremo felicità
Voto:
Alcuni momenti del disco non sono niente male (quando tornerai dall'estero l'ho consumata a forza di ascoltarla), ma si tratta di 3 canzoni che mi sono piaciute, 4 al massimo. Nel complesso, grossa delusione, soprattutto rispetto al primo che avevo trovato davvero bello, innovativo, intelligente. Questo a tratti è quasi imbarazzante, quasi auto-parodistico. Io Brondi lo difendo, apprezzo la sua arte. Apprezzo i suoi sforzi creativi, davvero. Non sono un suo detrattore, anzi mi ritengo quasi un suo sostenitore, perchè il suo modo di fare musica mi piace davvero tanto. Ma dovrebbe evolversi, non rimanere ancorato al suo stile, che alla lunga stanca anche chi lo apprezza. Per dire: conta poco trovare alcune immagini belle e riuscite nel testo di una sua canzone ("come un amuleto, tengo i tuoi occhi nella tasca interna del giubbotto") se poi il resto non convince ed è inconcludente. Disco riuscito al 35%. Secondo me chi lo considera un disco bellissimo sbaglia di grosso, ma ancor più chi lo ritiene merda secca. Fantastici gli arrangiamenti e le parti di archi. Comunque è ancora acerbo, spero abbia modo di riflettere e di cambiare filosofia e approccio per il prossimo disco, altrimenti farebbe meglio a chiuderla qui (e io credo in lui, auindi spero che non accada).
Le Luci della Centrale Elettrica Canzoni da Spiaggia Deturpata
Voto:
Vabbé ho capito, tutte parole al vento... 1. Non ho fatto nessun accostamento Brondi/Dio, era solo un banale esempio, come banale mi sembra doverlo pure specificare.... 2. "le merde di cane sono scivoli", e allora Vasco Rossi (che mi sta sul culo, ma vabbè) ha scritto "Fegato spappolato" e Cristicchi ha scritti "vorrei essere Biagio Antonacci" e Rino Gaetano ha scritto "Gianna aveva un coccodrillo e un dottore"... Anche quel verso che mi hai citato tu, che a te sembra stupido, non è stupido se inserito nel giusto contesto interpretativo. E' un modo di fare musica, un modo di scrivere testi, che magari tu non concepisci e qualcun altro si. Vuoi dei testi DAVVERO stupidi? Leggi quelli dei Dari (Wale tanto wale) e ti farai una cultura sull'infinita indecenza dell'idiozia umana. 3. Credi che anche mio padre non abbia vissuto gli anni 50? Se è per questo mio nonno è scappato dai campi di concentramento... e si, avrei vissuto volentieri in quell'epoca, meglio ancora negli USA nel periodo beat. Il "livello" di vita non è la stessa cosa della "qualità" della vita. Non mi stancherò mai di ripeterlo. Tu puoi avere tutto eppure fare una vita di merda. Puoi vivere in un'epoca più evoluta eppure sentirti disadattato ad essa. La poesia di Brondi nasce anche da qui, che ti piaccia o no. 4. A lavorare a Brondi? Perché non rivolgere questo invito a chi se lo merita davvero?! (Un certo Renzo che guadagna migliaia di soldi senza aver mai fatto un cazzo nella vita sua, per non parlare dei citrulli che partecipano al Grande Fratello, di quelle sgualdrinelle che si vedono candidate in parlamento solo perché hanno un bel culo, ecc). Le energie per le critiche sarebbe meglio rivolgerle altrove e non a chi ha effettivamente meritato il proprio successo, anche se solo parzialmente.
Infine: sono il "PR" di me stesso e delle mie opinioni, ogni volta che si vuole difendere un proprio punto di vista bisogna farlo con argomenti, non con stupidi attacchi, banali generalizzazioni e tentativi malriusciti di sviare l'argomento. Invece che rispondermi per tono ti sei limitato a dire "ammazza che minestrone".... Comunque non tornerò sull'argomento, non me ne frega nulla, anche perché non impazzisco per la musica di Brondi quindi non ho necessità di difenderla a spada tratta. E ripeto per l'ennessima volta che non è musica per tutti e che discuterne è inutile.
Le Luci della Centrale Elettrica Canzoni da Spiaggia Deturpata
Voto:
di proporsi cantore del malessere esistenziale dei giovani di questa nuova società. Magari non ci è riuscito appieno, certo, ma intanto il suo tentativo non è affatto stupido. Anzi. Se poi per te viviamo nella migliore delle epoche solo perché ci basta entrare in un centro commerciale per trovare quello che vogliamo oh beh, buon per te. Ma si dice che una persona, più sia ricca dentro, e più sia destinata ad esser triste... a buon intenditor.
Detto questo, lo ripeto, possiamo trovargli tutti i difetti che vogliamo, dal nonsense dei testi, pedanti, noiosi, presuntuosi, pseudointellettuali ed inutili fino all'assenza di musicalità. Ci sarà sempre chi invece troverà i testi pura poesia postmetropolitana fatta di metafore (unico modo per parlare dello schifo che avvolge le nuove generazioni e le province italiane) e la sua musica minimalista una malinconica freccia scagliata al cuore. Io mi sento più vicino alla seconda categoria, pur riconoscendo i suoi limiti (spesso dei testi non si capisce un'acca) ma il punto non è questo. Brondi o si ama o si odia, non è musica per tutti. Quindi discuterne è un po' inutile perché tutti avranno opinioni diametralmente opposte ma entrambe condivisibili in quanto SOGGETTIVE, anzi personali. E' un po' come discutere del fatto se Dio esiste o no: una discussione che non porta da nessuna parte, in quanto una verità assoluta non la si troverà mai.
Le Luci della Centrale Elettrica Canzoni da Spiaggia Deturpata
Voto:
Non condivisibile, ok, perfetto, ma io ho trovato proprio un qualcosa di "stupido" nel semplice fatto che lo trovo generalista e non guarda attentamente a fondo al caso Brondi. Mi permetto di rispondere al commento in questione esponendo il mio modesto punto di vista.
1. "ma che palle ancora a parlare di sto qui? ora mi incAZZO!" è controverso, e solitamente degli artisti controversi si parla per lungo tempo dato che tutti abbiamo opinioni diverse e ugualmente rispettabili...
2. "cosa c'entra quell'angelo di Nick Drake con sto sfigato raccomandato?" infatti Drake non c'entra nulla, e non mi sembra valga la pena di fare un paragone tra la fanta e la coca cola. Sfigato? Forse perché ha dimostrato di essere uno dei pochi nuovi cantautori ch ha ancora un'anima? Raccomandato? Solo perché Giorgio Canali (che non è Berlusconi che raccomanda le veline al parlamento) ha creduto nel suo lavoro e (qui non si parla di "promozione" dell'artista, anche perché Canali tutto questo potere non ce l'ha) si è messo a suonare con lui (Canali fa parte del gruppo a tutti gli effetti)? Ecco definirlo "sfigato raccomandato" io lo trovo STUPIDO. Ha avuto successo? Si è fatto notare dal mainstream? E che cos'è, una fottuta colpa? Come dice lui gli artisti indie spesso sono indipendenti "più per sfiga che per scelta" dato che spesso le etichette indipendenti applicano le stesse politiche delle major senza averne i requisiti, economici soprattutto. Smettetetela di pensare all'equazione "mainstream = musica di merda". L'arte è di tutti, deve essere popolare. Se fosse rimasto nella sua nicchia e avesse venduto solo una 50ina di copie, ve l'assicuro, tutti gli alternativi/pseudointellettuali del mondo della musica starebbero ad osannarlo dicendo "l'ho scoperto prima io! ah ah ah!" e ora invece gli buttano merda addosso accusandolo di "presunzione" per essere pseudointellettuale, una brutta copia di Gaetano e Faber (e ricordiamoci che negli anni 60 c'era chi parlava male del Faber, come c'era chi parlava male di Joyce prima che morisse, e la lista è lunga...). Ora, questo comportamento lo trovo RIDICOLO. Possono non piacervi la sua musica e i suoi testi, d'accordo, ma questo è tutto un'altro discorso.
3. "a parte il fatto che è stonato come una campana e se lui sa suonare la chitarra..io chi sono? ma soprattutto DRAKE chi era?" Lui ha un modo particolare di cantare, enfatizzando le parole, una via di mezzo tra il parlato e l'urlato, che è parte integrante del suo modo di fare musica. Quindi non mi venite a parlare di "stonare", ma perché un disco del genere avrebbe dovuto cantarlo in falsetto? Ce lo vedi un qualche cantante di conservatorio, che ne so, James LaBrie, a cantare su sto disco??? E così per la chitarra. Sa suonarla bene? O no? Chissenefrega! Il suo modo di fare musica si basa su pochi e semplici accordi, cosa cazzo dovrebbe fare, rovinare l'atmosfera uscendosene con un bell'assolo? E perché scusa, Steve Von Till quando incise il primo disco solista non aveva forse dei giri di chitarra di una semplicità disarmante? Embé? Lo scopo non era proprio quello, essere minimalisti? Qualcuno ha mai dubitato della bravura di Von Till con la chitarra quando era nei Neurosis? Ecco, attaccare Brondi sul piano vocale o chitarristico è un'altro comportamento che ritengo stupido.
4. "suvvia "la disperazione degli anni 0" non può esistere cazzo: abbiamo tutto! anche lui ha mare di schifezza consumistica che gli esce dal culo..è anacronistico. Dylan aveva il vietnam, Drake era un poeta, ma sto qui dai è figlio come me e te di maria de filippi e di non è la rai." Appunto, il consumismo sfrenato, la società decadente degli "anni 0" ormai avvolta nel capitalismo e nella TV spazzatura. "Abbiamo tutto!". Poi quando leggiamo di un riccone pieno di soldi che si è suicidato perché ERA SOLO ci meravigliamo. La nostra generazione degli anni '0 genera solitudine, marciume, malessere. Io avrei preferito nascere nei '50, anche se non avevo il PC! Brondi ha fatto il tentativo
Le Luci della Centrale Elettrica Canzoni da Spiaggia Deturpata
Voto:
Il primo commento di Alia76 lo trovo abbastanza stupido. Senza offesa, ci mancherebbe, rispetto la sua opinione, solo che mi sembra che si sia risposto da solo: la generazione degli anni 0 ha tutto ed è sotto il controllo della DeFilippi. Non sembra un motivo sufficiente per provare malessere? Questo disco è un po' una piccola perla che si stacca dal marciume generazionale italiano e esprime l'interiorità come pochi altri cantautori sono riusciti a fare, con le dovute proporzioni. Non stiamo qui a menarla sugli arrangiamenti o sul fatto che sia "raccomandato" (da Canali? Piuttosto il fatto che lui creda davvero nella musica di Brondi mi sembra voglia dire più di qualcosa...). RIpeto il concetto: non è musica per tutti. Avessi recensito io il disco, ce l'avrei messo un bel Senza Voto, perché questo disco è un capolavoro ma anche una cagata, dipende da come lo si guarda.
(Per la cronoca, Moltheni e i Valentina Dorme li ascolto anch'io...)
Le Luci della Centrale Elettrica Canzoni da Spiaggia Deturpata
Voto:
Uno dgli artisti più controversi della scena indie italiana, eppure lo ammetto: i suoi testi sono troppo ermetici. Amo questo disco, ma a volte sembra davvero che spari parole a caso (esiste anche un sito che per ironizzarci su ha creato il "generatore automatico di frammenti vascobrondiani". Io direi di finirla con questa diatriba, la loro musica piace o no a seconda delle proprie inclinazioni personali. Per me è un grande artista; però rispetto chi invece lo considera inascoltabile. O si ama o si odia. Non è musica per tutti. La recensione è molto bella perché dice la cosa più importante che questo disco esprime: il malessere di una generazione.