Weather Report 8:30
Voto:
Security, sorry.
Weather Report 8:30
Voto:
Si, Jaco è morto dopo una rissa con il gestore di un locale esperto di arti marziali, che non voleva farlo entrare. Poco prima aveva cercato di salire sul palco dove si stava esibendo Bob Marley, ma era stato ributtato giù dalla sicurity che ovviamene non lo aveva riconosciuto.
Per essere quella di un genio assoluto della musica, è stata veramente una morte assurda.
Miles Davis Bitches Brew
Voto:
Si, è praticamente quello che intendevo io, solo che secondo me non è neanche molto divertente.
Autenticati!
Wayne Shorter Quintet Speak No Evil
Voto:
Ah, quindi hai una sorella..., a saperlo prima.
Comunque non lo so, scrivere una recensione sensata la vedo una cosa tremendamente difficile, ma magari qualche volta ci provo. Poi ultimamaente da qualche parte ho letto una frase troppo fica: "Scrivere di musica è come ballare di architettura", ahahah, è vero.
Miles Davis Bitches Brew
Voto:
Su ron carter ho preso una toppa clamorosa. Desculpe
Wayne Shorter Quintet Speak No Evil
Voto:
E' vero, è vero Ron Carter è vivo e vegeto, mi sa che l'ho confuso con un altro, tony williams, bo. Elvin Jones però no, è scomparso recentemente.
Più che bacchettone ho fatto la figura del coglione.
Miles Davis Bitches Brew
Voto:
Finito? Dunque: non sono un bacchettone, ho 24 anni, suono il sax, cerco di suonare jazz, anche se non mi capita spesso perché col jazz non si alza una lira, al conservatorio ci sono stato una volta sola a vedere un saggio di un mio amico e mi sono abbottato le palle, non mi sono mai iscritto perché i conservatori sono rimasti coi programmi, e con gli inseganti, dell'800. Ascolto diversi tipi di musica (apparte Avril Lavigne, Emocore e Ramones), di biografie ne ho lette poche, ma ho due orecchie così. Nonostante questo non sono nessuno, ma ho avuto la fortuna di conoscere diversi grandi musicisti, da cui ho imparato che il jazz è una disciplina, che richiede applicazione e studio, e non uso di sostanze psicotrope. Ma poi chissà, magari alla fine hai ragione tu. Dal canto mio ho suonato in diversi stati di alterazione di coscienza, e posso garantirti che in effetti SEMBRA, di essere più bravi, sembra. Tu suoni? Detto questo la tua recensione continua a farmi cagare. Bene, adessovado a farmi di camomilla, nel mentre puoi continuare a insultarmi, frattanto mi misuro la giacca e la cravatta nuove e provo la bacchetta.
Miles Davis Bitches Brew
Voto:
Ah, ho capito, sei stupido, scusa.
Miles Davis Bitches Brew
Voto:
P.S.: Bitches brew l'ho praticamente consumato, qualche anno fa, Pharaoh's Dance ha uno dei temi più belli che abbia mai sentito.
Come diceva spesso Miles con quella voce da serpente a sonagli: "It's only hard and fuckin' job man", altro che droga.
Miles Davis Bitches Brew
Voto:
Intendevo dire che ridurre Bitche Brew a un volo pindarico di Miles Davis e co. causato da sostanze varie (non mi soffermo sull'aspetto farmacologico in cui sei senz'altro più ferrato tu), è un po' come dire che Picasso ha composto Guernica perché in quei giorni non andava tanto bene di corpo, o andava troppo bene, non c'entra niente. E' comune che chi non sia avvezzo al jazz, non lo ascolti o non lo suoni, risolva il problema di un linguaggio ostico, che non gli è familiare, con la scorciatoia di pensare che l'esecutore sia sotto l'effetto ci chissà quale intruglio chimico, grazie anche a tutta una letteratura che ha giocato sulla figura bohemienne del jazzista-artista maledetto. Con questo non intendo dire che alcuni, la maggior parte, dei jazzisti degli anni '50, non abbiano attraversato dei periodi di tossicodipendenza, ma da questo a dire che le droghe e la musica vanno di pari passo ce ne vuole. Non a caso i periodi più fecondi del genio assoluto Coltrane e dello stesso Davis coincidono con i periodi di non dipendenza (almeno stando alle biografie).
Tornando a Bitches Brew, dietro c'è tutto un lavoro di ricerca, che parte da The Birth of The Cool, Sketches of Spain, e passa per Kind of Blue in cui Miles cerca (anche grazie a Gil e Bill Evans) nuove strade per l'improvvisazione, avvalendosi di approcci modali e di scale appartenenti sia al folcklore etnico, sia alla musica europea colta, miscelati nel caso del nostro disco a un beat APPARENTEMENTE più rockettaro (grazie a un Tony Williams alla batteria che all'epoca aveva 16-17 anni!), ed a un lavoro di post-produzione che ho gia detto.