Danielle Di Majo Quartet Chromatism
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voce eu?
Danielle Di Majo Quartet Chromatism
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A proposito di involuzioni, in questo caso direi non artistiche ma celebrali, Jazzitalia - Lezioni Chitarra: D.N.A. - Lezione 1: Permutations 1 Vi prego insultatelo malamente.
Danielle Di Majo Quartet Chromatism
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Poi una disquisizione sul valore involutivo della musica di Davis sarebbe una bella botta di nuovo in un panorama culturale che ormai ce le ha abbondantemente scassate, sempre con le stesse storielle, sarebbe un "pezzo" da panico, pensaci.
Danielle Di Majo Quartet Chromatism
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Ho l'acquolina in bocca, ma purtroppo questa non è la sede adatta per intraprendere un cammino del genere, per questioni proprio di spazio e di pertinenza.
Emanuele, ma non hai pubblicato niente? Conosci il sito www.jazzitalia.net? E' secondo me un buon sito di divulgazione jazzistica, sono sicuro che se invii qualche cosa scritta da te sulla storia del jazz la pubblicano di sicuro, e sarebbe poi molto più fico e facile discuterne. Per il compenso poi penso che l'unica cosa che potrò fare sarà pagarti da bere...
Danielle Di Majo Quartet Chromatism
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Più disincantato che rinsavito, direi. Anche a me molte affermazioni perplimono, a parte quelle su Rava, che odio. Vorrei ricordare che Di Battista ha inciso un disco con Elvin Jones, e che quest'ultimo ne ha ripetutamente tessuto le lodi, se adesso vogliamo discutere anche Elvin Jones, beh, allora siamo in Matrix. Poi mi trovo molto perplesso sulle affermazioni che riguardano Shorter, dire che è una copia di Coltrane è un giudizio che trovo superficiale. Devo dire che ho ascoltato questo Hackett, che non avevo mai sentito prima, gran suono e senso logico, ma come si fa a fare dei paragoni con Metheny? è come paragonare Elvis con Marley, suonano due generi diversi in due epoche diverse per motivi diversi. Adesso lungi da me discutere il valore di Basentini, uno dei migliori jazzisti in italia, mentre io non lo sono neanche del mio condominio, però non basta un po' di sfoggio di cultura per farmi cambiare idea su certi argomenti. Poi torno a ripetere che se fosse stato un po' più saggio non avrebbe usato parole così pesanti per distruggere la musica del disco che ho recensito, dal suo pulpito certe cose pesano come macigni e spero che nessuno di quei ragazzi legga quelle frasi. Auguri a tutti.
Eric Dolphy Out To Lunch
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Mi hai preceduto di 48 ore, mannaggia. Speriamo che il pontifex maximus Basentini non ci smonti pure Dolphy
Danielle Di Majo Quartet Chromatism
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Sta minchia, praticamente è come la pensavo io, certe volte mi faccio paura da solo....
Danielle Di Majo Quartet Chromatism
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può darsi spezzettalo
Danielle Di Majo Quartet Chromatism
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Si, con Monk ci ha suonato un po', poi l'ha mandato a cagare, perché diceva che non era in grado di accompagnarlo. In realtà era lui che non riusciva stare dietro a Thelonious, che in effetti era un po' biricchino quando accompagnava i soli, nel senso che ritmicamente non era per niente ortodosso, e armonicamente era spigoloso, stava molto avanti. Ecco questo ti fa capire come non fosse all'epoca supportato da una buona tecnica, ma, ripeto, non in senso assoluto, ma se confrontata con i trombettieri di New York dell'epoca. Prendete un altro esempio, Red Rodney,che era suo coetaneo, e che suonava bop in maniera tosta, non ha caso ha inciso molto con Parker, e non viene da chiedersi perché, era una bestia. Quindi il quesito rimane, io speravo che il sommo Basentini entrasse nel discorso, ma a quanto pare non c'è.
Danielle Di Majo Quartet Chromatism
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Guarda, sicuramente esisteranno delle registrazioni precedenti ma non ne sono a conoscenza. Di sicuro so che ha fatto studi classici con un bassista della filarmonica di Londra mi pare, e nello stesso tempo suonava con i nomi grossi del jazz londinese, tutti giovanissimi anche loro, John Surman e McLaughin per esempio. Suanava fisso al Ronnie Scott's accompagnado i grandi americani, come Joe Henderson e Hawkins che passavano per londra, e si dice che Davis l'abbia notato proprio in questo locale. Quindi sicuramente già a una ventina d'anni non era prorpio l'ultimo degli str..zi. Invece Miles non è che avesse fatto niente prima di Parker, e si sente, eppure arriva a New York e suona con il più grande nei secoli, non con uno qualsiasi, col guru, è questo che non mi spiego.