antoniodeste

DeRango : 1,38
DeEtà™ : 7682 giorni • Qui dal 27 maggio 2005
Tears For Fears Elemental
Voto:
Album decisamente inferiore alle cose espresse nei loro primi( eccezionali) tre album. Si sente la mancanza di Curt Smith. Nemmeno "Raoul And The Kings Of Spain", mi convinse più di tanto. Peccato, perdere una band così. L'unica song meritevole probabilmente è "Break it down Again".
Nick Drake Pink Moon
Voto:
Caro Nick.....
Robert Fripp A Blessing of Tears: 1995 Soundscapes, Volume 2: Live in California
Voto:
Caro ( e bravo) Macaco, ma cari anche tutti quelli qui coinvolti, farei volentieri non una ma più recensioni se potessi permettermi la serenità e il tempo necessario per farle in modo almeno decente, ma tant'è.... . Comunque, Macaco, io sarei più "corto" che "colto" d'intelletto, quindi non ti fidar troppo di me. Quanto alla domanda del recensore: quella che ho indicato è una strumentazione che più o meno lo accompagna da quando le tecnologie digitali hanno cominciato ad essere( per lui) affidabili, quindi diciamo da una quindicina d'anni in qua. Già da "Discipline" dei Crimson ( 1981)comunque già sfoderava una Roland Guitar Synthesizer( la stessa di Pat Metheny)con cui suonava "The Sheltering Sky". Per quel che riguarda invece i suoi lavori intesi come "Frippertronics" ( e quindi da "No Pussyfooting" in poi fino a "Exposure" circa) è risaputo che grazie agli insegnamenti/sperimentazioni di Eno , Fripp si serviva oltre che della Gibson Les Paul, di due registratori a bobine Revox A77 modificati che lavorando per così dire in asincrono creavano dei ritardi, riverberi e degli echi di modeste lunghezze ed ampiezze. I chiari effetti sono chiaramente udibili sia su "God Save the queen" che su "Let The Power fall". Poi il "sistema" come detto è stato rimpiazzato da Digital delays e harmonizers principalmente con i quali a tutt'oggi ancora lavora.
Robert Fripp A Blessing of Tears: 1995 Soundscapes, Volume 2: Live in California
Voto:
Dopotutto non sono "complicati schemi tecnologici" che generano il meraviglioso scenario sonoro di Fripp. In realtà è tutto basato sull'invio del segnale analogico della chitarra ( credo attualmente una "Fernandes"), ad un (costosissimo) Harmonizer Eventide con un pò di "Digital Delay" ( quello che trent'anni fa si chiamava "eco" più o meno..... Il resto è mente e cuore di un Grande musicista. Questo è effettivamente un lavoro prezioso, ma per chi volesse approfondire l'emozionante universo dei "Soundscapes" , come lui li definisce, non c'è che l'imbarazzo della scelta. Fripp è ( sempre stato ) straordinario.
Jean-Luc Ponty Enigmatic Ocean
Voto:
@zzot: Non ne sono proprio sicurissimo, ma suppongo che dato il periodo, l'Holdsworth suonasse ancora una bella Gibson SG Standard ( chiamata comunemente "diavoletto"), oppure una SG Custom con tre pickups. Era lo stesso modello che suonava anche Ollie Halsall allora. E' anche vero che solo un paio d'anni più tardi vidi Holdsworth suonare ( !! ) con una Strato che montava pickups Gibson e vicerversa.
Jean-Luc Ponty Enigmatic Ocean
Voto:
Nonostante abbia grande stima per Ponty ritengo tuttavia che definirlo "genio" sia un pò eccessivo; Almeno per i miei criteri di giudizio, beninteso.
Jean-Luc Ponty Enigmatic Ocean
Voto:
Definire Ponty il "violinista di Zappa" è francamente riduttivo ( anche perchè c'è stato anche Don "Sugarcane" Harris...) e, ringraziando il cielo il violinista francese ha una discografia a proprio nome quantitativamente invidiabile. La seconda metà dei 70 ha generato a mio avviso una serie interessante di lavori tra cui anche questo Oceano enigmatico. Personalmente preferisco i due precedenti ( "Aurora" e "Imaginary Voyage"), però per avvicinarsi alle armonie e svolazzi Pontyani questo va benissimo.
Donald Fagen Kamakiriad
Voto:
DanteCruciani.....quello della recensione di "Like A Virgin" di Madonna ??!! Della serie chi non muore si rivede ?! Beh, se è così....ben ritrovato !!
Frank Zappa Broadway the Hard Way
Voto:
E sono pure da antologia i duetti con Sting ( incontrato in ascensore da zio frank) che si scaglia contro il telepreacher Jimmy Swaggart con rabbia e veemenza. Dopo Roxy and elsewhere e The best band you've never heard in your life, decisamente uno dei più sapidi e gustosi capitoli del sarcasmo e della magnificienza zappiana live.
Frank Zappa Broadway the Hard Way
Voto:
Grande album. Passo con più calma per i commenti.