antoniodeste

DeRango : 1,38
DeEtà™ : 7682 giorni • Qui dal 27 maggio 2005
Michael Hedges Aerial Boundaries
Voto:
Conobbi Pierre Bensusan nel 94 ad un suo (stupefacente) show e lì ebbi modo di chiedergli che ne pensava di Hedges e della dedica che questi gli aveva fatto in quest'album straordinario. Pierre sorridendo , con deferenza, disse che Hedges era di gran lunga meglio di lui, che gli aveva insegnato molto.....
...E non solo a lui, aggiungo io. Hedges ha indubbiamente rappresentato una svolta decisa, un nuovo modo di intendee l'acustica, un approccio totalmente nuovo e inesplorato nella storia della chitarra.
"Aerial Boundaries" rappresenta la felice compiutezza di quanto appena abbozzato in "Breakfast..." in un equilibrio cosi' difficile che vette simili, come ha giustamente osservato Stefanet, non furono più raggiunte, per intensità espressiva.
Solo, a mio parere, il live "On the double planet", tra i successivi, riesce a restituire un frammento abbastanza consistente di ciò di cui era capace Hedges sopra un palco.
Grazie, Stefanet, per averlo ricordato :)
Mike Oldfield Hergest Ridge
Voto:
Per windtal1: vedo che le impressioni coincidono. Invito conclusivo, almeno personalmente, rivolto a coloro che seguivano ( o seguono tuttora) le cose di Oldfield. Avete mai avuto occasione di ascoltare Il Giovane Talento agli inizi (primissimi 70) alla corte di Kevin Ayers(già Soft Machine) con i Third World ? Ascoltare, per credere.....e...niente campane tubolari ancora in vista..... Salute e Saluti ;-)
Mike Oldfield Ommadawn
Voto:
...beh... e che dire delle "...campane del tubo ?". Certo poi che portarsi una "canzoncina" come Moonlight Shadows per tutta l'esistenza è davvero una maledizione. Ma che ho fatto per dover leggere anche questo ? Ah, dimenticavo anche l'amenità degli "artistoidi radical chic britannici ecc. ecc." . Ne ho sentite tante e questa , qui contestualizzata, ci sta come una mandorla nel brodo. ( può anche risultare gradevole.) Ah, ah, ah, Inge, proprio divertente. Scrivine ancora, magari di più grosse, così si ride da ciccioni.
Mike Oldfield Hergest Ridge
Voto:
Anch'io mi annovero tra quelli che considerano "Hergest Ridge" un grande lavoro. Un capolavoro mancato per un soffio, però. A fronte di una prima suite dai toni epico-crepuscolari, con un finale corale da brividi, vi è purtroppo una preoccupante ripetitività in alcune fasi della seconda. Tu stesso, Alessandro le hai individuate nella parte un pò ossessiva della "moltitudine di chitarre elettriche". Beninteso, sto forse spaccando , come si suol dire, il capello in quattro ma è pur vero che come asserisce lucabbrasi i primi tre, anzi quattro di Oldfield sono davvero imperdibili. E ancora mi unisco, quindi, a chi sostiene che "Ommadawn" sia davvero speciale. Per il riferimento alla Windham Hill, la prendo come una battuta valida, forse ma difficilmente sostenibile in vera profondità. Sono stato, o forse sono ancora un appassionato di Will Ackerman, Hedges, Liz & Tim Story, il primo Mark Isham e compagnia "cantante" e, francamente, l'accostamento con Oldfield mi sembra un tantino forzato. Che mi dici, invece, Alessandro dell'ultimo Oldfield ?
Salutoni :)
Roger Waters Ça Ira
Voto:
Per Fischerle : Mi compiaccio non poco per ciò che hai scritto e condivido, naturalmente, molto di ciò che ho letto. E' curioso poi notare, tra parentesi, come si sia arrivati bizzarramente dai Floyd ai Crimso, ma forse era un segno del destino..... .
Nulla da eccepire per "In the court", forse qualche perplessità su "Red". Mi spiego: anch'io similmente a te, trovo estremamente stimolante il processo compositivo che genera una sorta di "tormento" o "convulsione" o , comunque una certa turbolenza emotiva, per così dire. "Starless" ha momenti, in effetti, piuttosto angoscianti ma reputo questo, come l'intera opera, un canto del cigno. Sono molto più portato a considerare "storici" e musicalmente importanti i due album precedenti. In particolare "Starless & Bible Black". C'è una ricca documentazione sull'attività live del biennio 73/74 con questo line up (Fripp, Wetton, Bruford, Cross) testimoniata anche nel quadruplo cd "The Great Deceiver", che ritengo assolutamente imperdibile. Il valore, l'estetica, e la qualità delle improvvisazioni di quel periodo lasciano ancora a tutt'oggi senza fiato. Non ti nascondo che sono un deciso ascoltatore delle mille forme jazzistiche del novecento e che, quindi, l'improvvisazione è alla base del mio linguaggio anche come musicista e chitarrista. Beh, i Crimso di quel celebre ( e celebrato) biennio sono tuttora inarrivabili, a mio avviso. Gli "ultimi", intendo quelli a partire da "Discipline" fino a "The Power to believe" sono una grande cosa sì, ma "altra". Non so se mi spiego. Ho avuto modo di constatarne la forza e l'espressività live per tre volte in 6 anni, credo, e mi è piaciuto sia il progetto del doppio trio ( Fripp, Belew, Levin, Gunn, Bruford, Mastelotto) sia le cose più recenti in formazione a quartetto MA , se riascolto " In The Wake", "Lizard", "Islands" o anche "Larks" e , of course, "In the court", siamo proprio da un altra parte. Riguardo ad una eventuale bibliografia sul gruppo, confesso di non essere molto aggiornato: sono però in possesso di un vecchio libro (intorno al 1980) di Alessandro Staiti ( per i tipi della "Arcana Editrice) intitolato "Robert Fripp & i King Crimson"; molto illuminante. Talora lo rileggo ancora per fissare alcuni concetti. Riguardo poi "No Pussyfooting", siamo in paradiso; sono talmente legato a quel disco che, credo, lo "nominerei" sicuramente tra i famosi cento ipotetici dischi da portare in un isola deserta. " Evening Star", è imperdibile , come immagino concorderai, a metà. "An index of metals" è una delle più grandi ciofeche della musica sperimentale o "d'avanguardia". Sono piuttosto rimasto un pò perplesso con "The Equatorial stars". Ti dirò che appena giuntami la notizia, un pò gongolavo; un nuovo lavoro di Fripp e Eno dopo trent'anni !!
Devo dire che, globalmente, l'opera ha dei bei momenti, ma la trovo sostanzialmente troppo fredda e /o distaccata. Intendo dire che il coinvolgimento emotivo è un pò, personalmente latitante. Concludo: non sarebbe il caso forse di lasciare questa piacevolissima derecensione su Roger Waters visto che si sta argomentando da un pezzettino su cose che Roger Waters non riguardano più ?
Caldi Saluti, :)
Roger Waters Ça Ira
Voto:
Per Fischerle: ho letto con quale passione e anche certa veemenza sostieni e difendi posizioni encomiabili e lodevoli in riferimento all'intervento di jodo. Non so francamente come possa prenderla quest'ultimo che sembra decisamente più sbrigativo e risoluto. Vedremo.
Per quel che riguarda Fripp, sfondi una porta aperta, con me. Sono un fan di vecchia (anzi, vecchissima) data e, credo, pur con qualche accenno di mancanza d'umiltà, che potrei scrivere un breve saggio sulla sua figura umana ed artistica. Of course, il doppio filo della sua attività mi porta apensare che tu sia un Crimson Lover, quindi, please, se vuoi sulle tue riflessioni o impressioni a riguardo.
Per ciò che riguarda il sommo Richard , ti dirò che sono secoli che non ascolto il Lohengrin o le Walkirie, ma se proprio devo citare un autore che mi stimola particolarmente in un genere che ho pressochè abbandonato, quello è Gustav Mahler (in particolare la 1a e la 5a sinfonia.
Ti informo, per concludere, che di Japan 1993 (che poi è un bootleg e se lo viene a sapere Fripp mi sa che si incacchia, Sylvian forse meno....) esiste una versione in video VHS con riprese un pò psichedelico-moderniste, ma comunque meritevole di visione. Oh beh, sempre che tu non lo sapessi..... Hasta siempre :) ah, dimenticavo: hai i due album che Fripp ha realizzato con Andy Summers (quello dei Police) "I Advance Masked " e "Bewitched " ? (1980/82 circa) e gli esperimenti con la Centipede orchestra dei primi 70 ? e i primi due album con Eno "No Pussyfooting" e "Evening Star" ? e " God Save The Queen " o "The League of Gentlemen" dell'80 ?
Sappimi dire ! baibai
Roger Waters Ça Ira
Voto:
Per jodo : devo dire che sono d'accordo con la seconda parte della tua "tesi"; in effetti alcuni personaggi non si accontentano mai ( per quanto poi radiofreccia non sia affatto male, ferma restando la mia assoluta indifferenza per il Ligabue-cantante, ad esempio). Che poi lo scrivere canzoni o brani in "forma canzone" sia una forma d'arte "minore" la trovo un'affermazione un pò più discutibile, ma non per questo indegna di considerazione. Uno, del resto poi a "diversificare" le sue cose, ci prova....e se trova anche il suo pubblico, fedele e contento (della "seconda natura o attività") a chi vuoi dare colpa? all'inconsistenza qualitativa presunta dell'attività o dell'"artista" ( o presunto tale) doppiolavorista?
Sappimi dire che ne pensi.... Hasta la vista :)
Mercury Rev Yerself Is Steam
Voto:
Davvero grazie, Josi, ajeje, El Guevo. Non sono di "primo pelo" e avevo davvero bisogno di delucidazioni mirate e competenti oltre alle solite cose reperibili in rete. Ora ho le idee più chiare e, riascoltando (ancora) oggi la migrazione segreta non mi è parsa poi così "super" come ai primi due, tre ascolti. Sarà perchè sto cominciando a pregustare "Deserter's songs" ? Grazie ancora e a presto:) thanx also per le dritte sui Flaming Lips!
Chick Corea & Gary Burton Crystal Silence
Voto:
Detto tra noi, Stefanet, oltre alle belle cose da te citate sul lato "classico", non proprio tutto il repertorio RTF è da buttare. Sarà stato perchè il sangue scorreva ancora fresco e giovine nelle mie vene , ma ricordo ancora con piacere "Where Have I Known You Before", o ancora più virtuosistico, ma non per questo estetizzante, "The Romantic Warrior". Ti dirò comunque che essendo(stato?) un chitarrista, ho seguito di più le orme di Bill Connors prima e Di Meola dopo. Se reputi la cosa valevole di ascolto, prova a sentire "Swimming with a hole in my body" di B.Connors. Dopo l'esperienza coi Return To Forever, ebbe un illuminante ritorno all'acustico e registrò per l'ECM questo lavoro che , personalmente reputo sopra l'ordinario, anche se non stra-ordinario (con annessa cover splendida ed inquietante....). Per Di Meola il discorso è diverso e più complesso. La GRP .....sì, qualcosa di buono l'ha fatto e, francamente per un periodo ho pure seguito la sua "politica" a base di fusion frizzante, almeno nei tardi 80 e 90. Mi piacevano le cose dei fratelli Grusin e di Diane Schuur, tra gli altri. Poi proprio non riuscivo più a reggere lo "standard" e ho migrato altrove. (Windham Hill). Saludos ! :)
Chick Corea & Gary Burton Crystal Silence
Voto:
Effettivamente questo è un bel "pezzo" di ECM anni '70 e quindi a Stefanet va un bel plauso per averlo rispolverato. Io stesso me ne stavo dimenticando.... .
Se è vero, come Hal dice che gli onori a Burton ci stanno tutti, per Corea il discorso è altro. Personalmente, un pò come l'Hancock schizo degli anni 80, Corea non ha perseguito in modo univoco e in qualche modo "coerente" il suo (enorme) talento e le intuizioni iniziali. Dall'organico di Davis al primo nucleo RTF il salto è comprensibile e, essendo in casa Eicher, giustificabile. Meno , ciò che accadde con la versione "funky" di RTF (Clarke, Connors o Di Meola, e Lenny White). Iniziata in modo trascinante.... alla fine si è trascinata. Imbarazzante poi la ripresa nei tardi 80 con la Elektric Band. Corea, da solo è un fior di pianista ("Now he sings..." ) ma , come è purtroppo successo a molti dei suoi colleghi....si è un pò perso per strada. Stava succedendo anche a Burton, con le cose un pò patetiche e fatte in serie per la GRP. Ma almeno lui trovò quel bel pianista giapponese, Makoto Ozone, con cui ha fatto brillare ancora il suo scintillante vibrafono. Bravo Stefanet, comunque ! :)