antoniodeste

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Van Der Graaf Generator The Least We Can Do Is Wave To Each Other
Voto:
Allora, per Hobbit e Sylvian:
E' molto, molto bello che da parte vostra, intendo di giovani appassionati, vi sia tanto accaloramento riguardo la "causa". Le precisazioni fatte in merito vanno intese esclusivamente a sostegno della veridicità di alcune affermazioni o dell'esattezza "storica" di alcuni fatti e NON per svalutare le vostre, peraltro apprezzabilissime, idee e posizioni.
ELP, Genesis, Giant, Tull, Yes ecc. effettivamente sul finire dei 70 se la videro davvero brutta sull 'onda del punk prima e della new wave , poi.
Un po' come David Sylvian ( la citazione mi sa che non è casuale....) che nei primi 80, sullo sfumare della new wave stessa e dei suoi magici Japan, diede inizio ad una straordinaria attività solista ( che seguo ormai con puntualità da allora.)
E' nella natura delle cose del tempo e della musica quindi, che si avvicendino personaggi, gruppi, storie, tendenze, idiosincrasìe e malattie che modificano la nostra percezione delle cose ( e delle onde sonore....).
Se il prog (che all'epoca, detto per inciso, non si chiamava prog...) è rimasto oggetto di controversìe , però, è anche vero che qualcosa su cui discutere almeno ce l'ha.
Alcuni cosiddetti "generi" contemporanei, non hanno addirittura neanche quello. E' poi un sintomo curioso che gruppi inglesi e non solo (Marillion e IQ, che piacciano o no) abbiano fatto "rinascere" quel modo di scrivere ed intendere la musica, nello spirito e nelle intenzioni del "vecchio" prog. Significa che qualche seme è stato piantato.
The Katia Labeque Band Unspoken
Voto:
Per Hal, gentile G_à a darti l'url di Molvaer. Sembra che l'opera non sia ancora reperibile da subito. almeno su Amazon par di intendere questo. Però, effettivamente sul sito di Nils ci sono dei gustosi samples scaricabili, quindi.... .
Considerazione estemporanea: ma quand'è che qualcuno si decide a derecensire qualcosa di zio Frank (Zappa)?
Hasta siempre
Van Der Graaf Generator The Least We Can Do Is Wave To Each Other
Voto:
Direi, hobbit, che dimostri oculatezza nei giudizi e te ne do atto. Personalmente a 13 anni ero un fan di ELP e ti dirò che tuttora alcune loro cose riescono ancora ad emozionarmi ("Take a Pebble", parti di "Tarkus" e "Trilogy"), ma essendo anche musicista trovavo MOLTO stimolanti le loro avventure ipertecniche (anche se magari , come dici tu, prolisse, e a discapito dello svilupo delle idee compositive.)
In questo senso, ma con accezione ampiamente meritoria e ammirevole va allora rivalutata la figura di una delle grandi band del cosiddetto prog (che poi prog, in senso stretto, non è) che è quella dei Gentle Giant. Ne vogliamo discutere ?
In realtà non so fino a che punto tutte queste band possano poi essere considerate "seminali" per i risultati udibili nel periodo contemporaneo.
A parte Jordan Rudess dei Dream Theater ( e pochi altri, tipo Steve Wilson dei Porcupine Tree) che si spertica in lodi verso Rick Wakeman o Keith Emerson e verso il prog in generale, quest'ultimo, nonostante i "rigurgiti" del "neo-prog" attuale, sembra un "genere"...dissolto, svaporato, senza aver lasciato apprezzabili tracce.
VDGG e soprattutto la copiosa produzione di Hammill, poi, sono un caso abbastanza singolare e molto particolare, (di tipo peraltro inclassificabile) di creazioni "avulse" dai trends correnti o dai filoni imperanti. E' ovviamente un punto a favore dei nostri eroi che, infatti , hanno avuto buon gioco ( e lo ripeto) in mezzo al marasma attuale del NULLA, in un riuscito e splendido doppio lavoro."Present" ha il coraggio di uscire addirittura doppio con un volume intero di improvvisazioni ( !!).
Poi lo ascolti e, come più d'uno ha rilevato, sembra che 25 anni non siano mai trascorsi; ritengo,anzi, che le sessioni improvvisate siano quanto di più convincente e creativo espres
so dalla band da sempre, alla faccia dei loro quasi complessivi 240 anni.
Ho avuto modo, tempo fa, di scambiare idee con Peter Hammill nel corso di un breve tour italiano; E' un intellettuale che definirei alla maniera dei '70, "organico", colto e molto lucido nell'analisi delle cose, fatti ed eventi che hanno caratterizzato la sua vita ed attività. L'estro artistico e la vocazione interpretatoria, mai sfumate, se non per brevi tratti, hanno quindi sublimato in modo esemplare il corso mirabile di un mirabile artista.
Anche se nei primi 80, quando il reggae andava di gran moda, Hammill, costretto a fare da supporter a Peter Tosh, veniva pesantemente fischiato nei palasport dell'Italietta.... .
Van Der Graaf Generator The Least We Can Do Is Wave To Each Other
Voto:
Bella e "sentita" derecensione. E' bello risentir parlare di Hammill e Banton dopo tanto tempo.
Per quanto Hammill avesse giurato e "spergiurato" sulla NON ricostituzione dell'organico, meglio così: "Present" è un lavoro che dà spago ad un sacco di gente apparentemente più "titolata".
Una precisazione per Sylvian: Io, quando i VDGG pubblicavano "Pawn Hearts" ( 71?) comprai il disco...... . Francamente non ricordo fossero snobbati, almeno da noi, s'intende. I loro concerti, anzi, erano sempre sold out, e "Ciao 2001" , unico giornale che trattasse l'argomento Pop rock in modo decente riportava di sostanziose vendite dei loro album anche all'estero. Nemmeno quel cazzone di Johnny Rotten dei Sex Pistols (che aveva veleno per tutte le prog band) se la sentì di spedire Hammill nel girone dei dannati e, anzi, lo ammirava. Il "deleterio" esempio di musica rock, come lo definisci tu, forse è imputabile ad altre cosiddette "prog-band " , ma sul finire dei '70.
Un plauso, comunque a Hobbit. Buona scelta, buon gusto. Riscoprire sti tizi significa anche avere il coraggio di muoversi su territori talvolta non limpidissimi, dove però il "torbido" assurge a riferimento assoluto. Certo, avere l'espressione e il timbro vocale di Peter Hammill FA la differenza e un bel drumming agile e sicuro come quello di Guy Evans è un bel sentire..... . Un peccato (nonostante le pedaliere di Banton) la mancanza cronica di un bassista stabile. Quanto a "Vital"... beh... è un opera tardiva e ruvidisssima, di non facile digeribiltà, anche dopo molti anni. Piuttosto parlerei volentieri del periodo "Godbluff"- "Still Life"- "World Record". cioè VDGG seconda maniera e...un pò meno "dark".
Saludos
The Katia Labeque Band Unspoken
Voto:
Devo dire alle persone che hanno "condiviso" questa scelta che sono un pò confuso e, al tempo stesso, gratificato. Mi auguro infatti, come era ( ed è) nei propositi che da sempre mi prefiggo, che il mio o i miei interventi siano riconducibili esclusivamente alla "scoperta" o all'approfondimento di "settori" o "direzioni" che, a mio sindacabilissimo giudizio, comportino sensibili attenzioni per lo spessore implicito o per il supposto ( da me, beninteso) valore. Troppo cervellotico ?
Udite, udite !! poc'anzi nella mia casella email ho scoperto una news che mi avvisa della fresca pubblicazione del nuovo lavoro in studio di NP Molvaer; si chiama "ER". Mi sembra capiti giusto, no ? Proprio oggi ho riascoltato "Live" del "My friend Bugge"(Wesseltoft- come lo chiama lui) e sarebbe proprio il caso di spenderci due parole....
Sarei felicissimo con John per una derecensione su "Triangle". E' un album che adoro, come adoro l'album che Tsabropoulos ha realizzato con Anja Lechner su musiche bizantine e di Gurdjieff. Sentito ?
Su Weber poi, che mi commuove da sempre ( avrò avuto 16 anni quando sentii "The Colours Of Chloe" la prima volta....) sarebbe da realizzare una monografia vera e propria. Ragazzi, vabbè Holland, Peacock, Garrison,Pedersen,Pastorius (che AMO), ma Weber è proprio speciale.
Aspetto ascolti freschi d Hal, invece. So che lui sta girando intorno a qualcosa quindi.... attendo con giusta curiosità.
sii iu leiter (alligheitor) !
The Katia Labeque Band Unspoken
Voto:
Per JohnOfPatmos ancora una strizzata d'occhio; Ti ringrazio davvero per rilanciare il "vecchio" Andersen. Se ne parlava proprio con Hal, credo, a proposito del suo ultimo "Electra".Personalmente ho trovato il suo lavoro più stimolante in "The Triangle", (proprio un ECM coi fiocchi!) in compagnia di una grande realtà del pianismo europeo (di derivazione Evansiana)che è Vassilis Tsabropoulos. Degno seguito di "Achirana", sempre su ECM, di qualche anno fa; ho visto questo superbo trio (che personalmente ritengo abbia poco da invidiare al supertrio di Jarrett) Live un paio d'anni fa e garantisco che sono corsi brividi e fremiti.... . Sai, John, c'è poi un bassista Ecm per il quale perdo (da sempre) la testa ed è Eberhard Weber. Peccato abbia diradato negli anni i suoi lavori. Ecm è SEMPRE stata un riferimento per me sin da quando ero poco più che un ragazzino e, anche se ora riesco a seguirla con minor puntualità, mi sforzo di cogliere le sue cose più fresche (spesso fallendo e accorgendomene molto tempo dopo.....).
Ad Hal, un cordialissimo saluto e un sentito ringraziamento per la calda e incoraggiante accoglienza.
Sarà comunque davvero difficile tenergli testa in quanto a fede Debaseriana, buona volontà "derecensoria" e ...perchè no, forse apertura mentale. Quanto a Baricco, indubbiamente i punti di domanda sono più che legittimi e ti capisco (forse mi sento anche di condividere).Cionondimeno la citazione iniziale sta lì perchè è lui che ha redatto le note di copertina introduttive al lavoro. Nulla di più. Al massimo gli va dato merito di aver promosso il lavoro della nostra eroina nei festival d'avanguardia della penisola grazie alla sua influenza, ma questo comunque torna a vantaggio della musica stessa, no ? Per concludere, due discrete notizie: a novembre, da queste parti due bei concertoni con Porcupine tree e Robert Plant. ( Ascoltato il suo ultimo "Mighty Rearranger ?")
gudbai.
Meshell Ndegeocello Meshell Ndegeocello Presents: The Spirit Music Jamia - Dance Of The Infidel
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this is for Hal & Odradek.
beh, la Labeque review è on line!
The Katia Labeque Band Unspoken
Voto:
Un grazie a JohnOfPatmos per il riscontro e ...l'occhio; Katia è davvero una donna molto bella.
Dammi tu, John ora qualche spunto su cui sognare...
Approfitto per rilanciare gli "incontri" con Hal e Odradek, data la loro attesa in merito. Per il momento, all'orizzonte, mi attira la "new conception of jazz" dal freddo nord. ci si risentirà.
Meshell Ndegeocello Meshell Ndegeocello Presents: The Spirit Music Jamia - Dance Of The Infidel
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Mi mancavano le star di Hollywood....anche se "Il mercante di Venezia" interpretato da un Pacino così ispirato, non può passare inosservato.
Hal e Odradek continuano ad ispirarmi buoni sentimenti, non tanto per le lusinghe quanto per il fiuto e la sensibiltà. Le precisazioni possono servire se gli equivoci, tipici del linguaggio umano, possono generare preoccupanti punti di domande. Nevertheless music speaks for itself; ed è un linguaggio universale, senza doppi sensi. lì sta anche il bello. Mi fa DAVVERO piacere che si siano ascoltati Dream Theory e Aka Darbari di Hassell e le sue cose di fine '70. L'ultimo (Maarifa Street) non è male, però, personalmente....niente di nuovo sotto il sole. Ascoltare per rendersene conto.C'è però un altro trumpet player da tenere d'occhio in casa Ecm. Lo si può pescare anche nel recente Arild Andersen (Electra) e si chiama Arve Henriksen. Lui sembra un Hasselliano di" stretta osservanza" e ne risentiremo parlare. Spero inoltre abbiate ascoltato le cose di Cuong Vu al di FUORI del giro del Pat. Lui ha un trio ( e un tiro, per giocare con le parole) che definire "esplosivo " è un pò riduttivo.
il"torrentizio" (nel senso di "carattere" come certi fiumi...) antonio, conclude (terribile e divertente parlare in terza persona..!) così : "Nunzio Vobis gaudium Magnum : alfine la scelta recensoria è caduta su di un opera eccezzionale ( la doppia zeta è d'obbligo) :
"Unspoken" : author : The Katia Labeque Band - Year 2004. Coming Soon !
baibai
Meshell Ndegeocello Meshell Ndegeocello Presents: The Spirit Music Jamia - Dance Of The Infidel
Voto:
Per Odradek e Hal, senz'altro due "degni" music lovers, un paio di precisazioni.
io non intendo affatto intendere il costruttivo scambio di scoperte, esperienze, emozioni, sensazioni, come un "attacco".
Non credo, inoltre, che le differenze di età possano costituire in alcun modo discriminanti di alcuna rilevanza.
Per Lyle Mays , non mi riferivo al suo Metheny-business ma bensì al suo ben più succoso e corpulento operato solista. In particolare "Street Dreams" (dev'essere dell'88 o giù di lì) eppoi lo straordinario " SOLO : Improvisations for expanded piano",(Warner 2000), dove i confini tra il pianismo jazz e gli orizzonti della new age nella sua accezione più pura letteralmente scompaiono. Spero di non dover dilungarmi poi sul suo primo, bellissimo lavoro.
In merito a "Passaggio per il paradiso", non mi risulta che il signor Mays vi abbia partecipato. Anzi ricordo un'intervista col suo socio in cui il chitarrista di Lee's Summit "esternava" quanto fosse stato complesso per lui dover registrare tutte le parti. (Ma Metheny c'era già abituato; immagino ricordiate la soundtrack, peraltro non male, di "The Falcon & The Snowman", no ?( ma il film "passaggio..." chi l'ha visto poi ? )
Riguardo a Molvaer: mi fa sempre un pò sorridere il "questo è meglio di quello" : sarebbe come dire che il primo Jovanotti è peggio di quello del 2000.....sono solo cose diverse, no ?
Nella vita di un musicista ( come del resto degli esseri umani, tento per fare un pò di retorica....) ci sono delle fasi : alcune più, altre meno ,"felici" : per il musicista e per il suo "fruitore". Inoltre il continuo divenire del fenomeno della creazione musicale rende spesso ciò che si manifesta come qualcosa di talmente fluido e mutabile tale da divenire sovente, nel tempo, qualcosa di talora completamente diverso.
Potrei dire che NP3 di Molvaer è "superiore" a Khmer (che pure adoro) ma..che senso avrebbe?
Moodswings, ad esempio non rifulge, per le mie orecchie, beninteso, di alcuna luce magica. E' un bel disco che non lascia particolari tracce.( Una, vera, è proprio Mehldau) Per non parlare poi del cancan che a suo tempo venne fatto su Joshua Redman, con Metheny e Haden che lo coccolavano e lo tenevano per manina ( Wish non è male !)e il Downbeat che gli dedicava copertine, interviste e blindfold test. E Poi, cos' è rimasto? Un normale, buon tenorista. Ma suo padre, poverino ? Lui sì, il Dewey Redman si era fatto il mazzo nei 60 e 70. Ma pochi se lo filavano. La solita èlite.
Vecchie storie. Già sentite.
Vediamo.......vi sconfinfera Jon Hassell ?
gudbài