Direi, hobbit, che dimostri oculatezza nei giudizi e te ne do atto. Personalmente a 13 anni ero un fan di ELP e ti dirò che tuttora alcune loro cose riescono ancora ad emozionarmi ("Take a Pebble", parti di "Tarkus" e "Trilogy"), ma essendo anche musicista trovavo MOLTO stimolanti le loro avventure ipertecniche (anche se magari , come dici tu, prolisse, e a discapito dello svilupo delle idee compositive.)
In questo senso, ma con accezione ampiamente meritoria e ammirevole va allora rivalutata la figura di una delle grandi band del cosiddetto prog (che poi prog, in senso stretto, non è) che è quella dei Gentle Giant. Ne vogliamo discutere ?
In realtà non so fino a che punto tutte queste band possano poi essere considerate "seminali" per i risultati udibili nel periodo contemporaneo.
A parte Jordan Rudess dei Dream Theater ( e pochi altri, tipo Steve Wilson dei Porcupine Tree) che si spertica in lodi verso Rick Wakeman o Keith Emerson e verso il prog in generale, quest'ultimo, nonostante i "rigurgiti" del "neo-prog" attuale, sembra un "genere"...dissolto, svaporato, senza aver lasciato apprezzabili tracce.
VDGG e soprattutto la copiosa produzione di Hammill, poi, sono un caso abbastanza singolare e molto particolare, (di tipo peraltro inclassificabile) di creazioni "avulse" dai trends correnti o dai filoni imperanti. E' ovviamente un punto a favore dei nostri eroi che, infatti , hanno avuto buon gioco ( e lo ripeto) in mezzo al marasma attuale del NULLA, in un riuscito e splendido doppio lavoro."Present" ha il coraggio di uscire addirittura doppio con un volume intero di improvvisazioni ( !!).
Poi lo ascolti e, come più d'uno ha rilevato, sembra che 25 anni non siano mai trascorsi; ritengo,anzi, che le sessioni improvvisate siano quanto di più convincente e creativo espres
so dalla band da sempre, alla faccia dei loro quasi complessivi 240 anni.
Ho avuto modo, tempo fa, di scambiare idee con Peter Hammill nel corso di un breve tour italiano; E' un intellettuale che definirei alla maniera dei '70, "organico", colto e molto lucido nell'analisi delle cose, fatti ed eventi che hanno caratterizzato la sua vita ed attività. L'estro artistico e la vocazione interpretatoria, mai sfumate, se non per brevi tratti, hanno quindi sublimato in modo esemplare il corso mirabile di un mirabile artista.
Anche se nei primi 80, quando il reggae andava di gran moda, Hammill, costretto a fare da supporter a Peter Tosh, veniva pesantemente fischiato nei palasport dell'Italietta.... .