antoniodeste

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Meshell Ndegeocello Meshell Ndegeocello Presents: The Spirit Music Jamia - Dance Of The Infidel
Voto:
Confesso che non mi aspettavo foste così "avanti".
io mi ritengo fortunato, considerando che trenta anni fa ascoltavo Emerson Lake & Palmer e, ringraziando il cielo, il tempo non è passato invano.
Davvero mi fa piacere venire a conoscenza che per pranzo, oltre la pasta ci si nutre di vibrazioni elettromeccaniche (magnetiche ? ). Il nostro corpo le percepisce e, come dicevano i Van der graaf nel titolo di un loro celebre lavoro : " The Least we can do is wave to each other". Beh, noi lo facciamo grazie alla rete, no ?
Per la recensione, direi che è una buona idea. Davvero. Sto già valutando quale sarà la "vittima", e non è facile. Credo che l'ultima fatta (in un jazzclub locale, anni fa) sia stata " the inner mounting flame" della Mahavishnu Orchestra.... . Mi piacerebbe però anche (ri)puntare i fari su Joni Mitchell.
Un'annotazione, per Hal, credo. concordo su "New Moon Daughter" di Cassandra Wilson, però permettimi di anteporre il sublime " Blue Light 'til dawn" di qualche anno prima. Non fosse altro che per una versione indimenticabile di "Tupelo Honey" di Van (the Man) Morrison.
Su Mehldau ho poco da dire, se non che (insieme a Lyle Mays ) reputo enormemente più stimolante del mostro sacro Jarrett. L'ho visto live con quel drago di Larry Grenadier ed è stato a dir poco entusiasmante.
Pensate che l'avevo scoperto con quel simpaticone di Joshua Redman (moodswings) e gia lì per chi aveva orecchie.....
un ultima cosa, in tema di tastieristi: consiglio l'ascolto di John Beasley, in particolare "A Change of Heart" del 92, credo (windham Hill jazz). Lui è un Monkiano convinto, anche se suona in climi parafusion ma è sufficientemente "obliquo" e "zigogolato".Miles Davis lo aveva ingaggiato nei suoi ultimi tours e l'avevo notato in uno straordinario show a Milano, nell'88, je pense.(lì conobbi Kenny Garrett!!! )
Oggi, ho riascoltato "Peace beyond passion" di Meshell; Certo è difficile ricollegare quell'episodio alla celestiale autrice di "Dance of the infidel".... . Mi sono consolato con il dolcissimo e malinconico "Bitter".
Meshell Ndegeocello Meshell Ndegeocello Presents: The Spirit Music Jamia - Dance Of The Infidel
Voto:
Beh, dai, giochiamo a carte scoperte ; non mi piace, del resto, fare troppo il misterioso.
Si, sono un chitarrista(di estrazione blues peraltro),ma ho suonato "a 360 gradi", e non da ieri... . A buon intenditor... .
Sembra abbiate capito, guys, che qui , NON siamo dalle parti di Frisell, Metheny e adepti ma, forse più nei territori di Terje Rypdal o David Torn. Solo che l'Aarset sta sviluppando in modo luminoso le loro già fulgide intuizioni di decadi fa.
Credo, a 'sto punto, sia doveroso completare questo anello con la citazione di Bugge Wesseltoft. E' lui il "guru" a cui si ispirano i nostri (Molvaer & Aarset);
NON è un chitarrista, ma compariva già nelle cose di Jan Garbarek dei primi '90. In rete si può trovare del materiale utile, credo. E' assimilabile, penso ,in un certo senso, alla figura di Mike Westbrook nell'ambito della scena british jazz dei tardi 60.
Un riferimento per i futuri astri emergenti di allora e un arrangiatore e direttore d'orchestra alternativo ed incisivo. Wesseltoft, poi, è un mago nel keyboards & computer programming ed un untrigante tastierista.
Quanto a Molvaer, da Khmer di tempo ne è passato.... .Per quanto lo stile del dopo Masqualero sia rimasto pressochè intatto.
Believe me, i saw him live last year (Udine) ed è stata un' esperienza difficilmente raccontabile. Senza basso, nè chitarra (!)Provate un pò con "Streamer", un bel live antologico.
Ditemi, cosa passa per le Vostre orecchiette, ORA ?
(So Curious ! )
Meshell Ndegeocello Meshell Ndegeocello Presents: The Spirit Music Jamia - Dance Of The Infidel
Voto:
Beh, a Odradek e Hal, che mi sembrano ragazzotti di buon senso uma bella dritta allora: un semisconosciuto chitarrista norvegese, chiamasi Eivind Aarset, giunto al terzo lavoro (dopo sei anni). L'album,per i tipi della Jazzland, si chiama "Connected".
Lui, è venuto fuori un pò con Bendik Hofseth (tenorsax con gli ultimi steps ahead di Mike Mainieri) ma, recently, con Nils Petter Molvaer. Difficile sentire assoli "tradizionali" nei suoi pezzi ed è (direi) proprio agli antipodi di Me'shell. Tempo fa (dice lui) amava suonare heavy metal.
Per palati sopraffini.....
Meshell Ndegeocello Meshell Ndegeocello Presents: The Spirit Music Jamia - Dance Of The Infidel
Voto:
Effettivamente Hal ha centrato la questione su più punti. Che poi piaccia o meno "aquarium" o meno o se l'etichetta sia la Maverick o la Emarcy, a 'sto punto ,poco importa davvero.
Quello che conta davvero è che Meshell continua il suo atipico viaggio fondendo molteplici stili, influenze e tendenze e in questa tappa sia stata baciata dalla grazia più che altrove.
Non ce ne sono tanti di musicisti così in circolazione. God bless her!
Led Zeppelin How The West Was Won
Voto:
una precisazione per "cliffburton 86" ; Jimmy Page spiega brevemente all'interno della confezione che gli show sono stati pubblicati adesso perchè stava visionando il materiale da pubblicare per il dvd.(2003) . Si è "casualmente imbattuto" in queste registrazioni del 1972 e ha pensato potessero essere probabilmente un buon corredo.... . Se poi a te non convince l'Operazione, beh, è un problema tuo ! Personalmente (sono un musicista non di primo pelo...) le trovo travolgenti e chiarificatrici di quanto la band riuscisse ad esprimere dal vivo difficili tentativi di sintesi di più direzioni musicali. Agli inizi dei 70 ( io avevo 13 anni) non erano molte le band in grado di "contaminarsi" con un tale spirito, energia e forza esecutiva. Per questo la band va considerata per ciò che effettivamente vale e dimostra con questo imperdibile triplo; Pionieristici sperimentatori delle forme del rock contaminato a venire nel corso dei decenni successivi.
Spero davvero, cliffburton, di averti dato qualche elemento di riflessione in più !