Beh, dai, giochiamo a carte scoperte ; non mi piace, del resto, fare troppo il misterioso.
Si, sono un chitarrista(di estrazione blues peraltro),ma ho suonato "a 360 gradi", e non da ieri... . A buon intenditor... .
Sembra abbiate capito, guys, che qui , NON siamo dalle parti di Frisell, Metheny e adepti ma, forse più nei territori di Terje Rypdal o David Torn. Solo che l'Aarset sta sviluppando in modo luminoso le loro già fulgide intuizioni di decadi fa.
Credo, a 'sto punto, sia doveroso completare questo anello con la citazione di Bugge Wesseltoft. E' lui il "guru" a cui si ispirano i nostri (Molvaer & Aarset);
NON è un chitarrista, ma compariva già nelle cose di Jan Garbarek dei primi '90. In rete si può trovare del materiale utile, credo. E' assimilabile, penso ,in un certo senso, alla figura di Mike Westbrook nell'ambito della scena british jazz dei tardi 60.
Un riferimento per i futuri astri emergenti di allora e un arrangiatore e direttore d'orchestra alternativo ed incisivo. Wesseltoft, poi, è un mago nel keyboards & computer programming ed un untrigante tastierista.
Quanto a Molvaer, da Khmer di tempo ne è passato.... .Per quanto lo stile del dopo Masqualero sia rimasto pressochè intatto.
Believe me, i saw him live last year (Udine) ed è stata un' esperienza difficilmente raccontabile. Senza basso, nè chitarra (!)Provate un pò con "Streamer", un bel live antologico.
Ditemi, cosa passa per le Vostre orecchiette, ORA ?
(So Curious ! )